Archivi tag: scuola elementare/primaria

Ulteriore colpo di mano del Governo per salvare i provvedimenti del Ministro Gelmini

 

Via: www.flcgil.it

 

Ulteriore colpo di mano del Governo per salvare i provvedimenti del Ministro Gelmini

Le Commissioni riunite V e VI della Camera dei Deputati hanno approvato qualche giorno fa un emendamento che “salva” il Piano programmatico.

Le Commissioni riunite V e VI della Camera dei Deputati giovedì 16 luglio scorso hanno approvato un emendamento al DL 78/09 (cosiddetto Decreto anti-crisi) che, oltre a confermare la norma di interpretazione autentica per quanto riguarda i termini di adozione dei Regolamenti attuativi della legge 133/08 introduce un’ulteriore interpretazione relativa, questa volta, allo schema di Piano programmatico.

L’art. 17, comma 25, emendato, recita: “L’articolo 64, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, si interpreta nel senso che il Piano programmatico si intende perfezionato con l’acquisizione dei pareri previsti dalla medesima disposizione e all’eventuale recepimento dei relativi contenuti si provvede con i regolamentiattuativi dello stesso. Il termine di cui all’articolo 64, comma 4, del medesimo decreto-legge n. 112 del 2008 si intende comunque rispettato con l’approvazione preliminare da parte del Consiglio dei ministri degli schemi di regolamenti di cui al medesimo articolo”.

Per comprendere il significato di questo emendamento è necessario fare un passo indietro.

Lo schema di Piano programmatico è quel provvedimento che ha pianificato la cancellazione di 130.000 posti di lavoro nella scuola nei prossimi 3 anni, fra docenti e personale ATA e che ha attuato quindi le disposizioni del famigerato art. 64 della legge 133/2008.


Il Ministro dell’Istruzione, di concerto con il Ministro dell’Economia, ai sensi del citato art. 64, avrebbe dovuto predisporre il Piano programmatico dopo aver sentito la Conferenza Unificata e acquisito i pareri delle competenti Commissioni parlamentari. Successivamente si sarebbero dovuti adottare i regolamenti attuativi del Piano stesso.

La bozza di Piano programmatico è stata predisposta nel mese di settembre e ha iniziato il suo percorso che sintetizziamo come segue:

•Conferenza unificata Stato-Regioni: parere negativo a maggioranza
•Commissione istruzione del Senato: parere favorevole con condizioni
•Commissione cultura della Camera: parere favorevole con condizioni
È del tutto evidente che il Ministro avrebbe dovuto tenere in debito conto dei rilievi delle Commissioni e del parere negativo della Conferenza Unificata e, sulla base di questi, predisporre definitivamente il Piano programmatico.

Sappiamo bene che così non è avvenuto, anzi, del Piano si è persa traccia per molti mesi.

Persino il Tar Lazio, con l’ordinanza con la quale ha fissato l’udienza di merito del ricorso della FLC Cgil rilevava che “e che riguardo alla impugnativa della circolare n. 38 del 2 aprile 2009 manca il Piano programmatico di interventi, allo stato ancora al livello di bozza di decreto interministeriale previsto dall’art. 64, comma 3 della menzionata legge n. 133 del 2008”.

Adesso il colpo di mano: il Governo interpreta sé stesso, stabilendo che il perfezionamento del Piano è avvenuto con l’acquisizione dei pareri e che al recepimento, eventuale, dei relativi contenuti, si è provveduto con i Regolamenti stessi.

In realtà non si può parlare neppure di interpretazione autentica in questo caso, in quanto il testo dell’art. 64 è chiarissimo: al contrario questo intervento va rubricato come una sorta di “toppa” utile per mettere al sicuro i provvedimenti attuativi dello stesso Piano e dell’art. 64.

Eravamo stati facili profeti qualche giorno fa prevedendo un intervento-sanatoria su questo punto!

Il nostro giudizio viene confermato da questo ulteriore atto: questa modalità di procedere del Governo rappresentare un vulnus per la certezza del diritto e per il corretto funzionamento di un sistema complesso quale quello dell’istruzione.

 

Segui anche i nostri blog dedicati all’ Innovazione e alla Formazione.


Le scuole non sono obbligate a istituire il docente unico: lo dice la Corte dei Conti

La Corte dei Conti sottolinea che su sua richiesta di spiegazioni, la stessa Amministrazione, sostiene che le scuole sono autonome nel decidere se adottare il maestro unico.

Come abbiamo sempre sostenuto e sottolineato, anche di recente, vista la forte discussione che è partita nelle scuole a tale proposito, il maestro unico non è un obbligo.

Per due ragioni: la scuola è autonoma in forza della legge Costituzionale 3/2001, la scuola organizza le risorse che le vengono assegnate, anche quelle professionali, come meglio crede, in forza dell’articolo 5 commi 1 e 4 del DPR 275/99 che reca il Regolamento dell’ autonomia scolastica.

Ora la Corte dei Conti, sia pure in un contesto non tanto fausto, che è quello dell’approvazione definitiva del Regolamento sul primo ciclo, esplicita il proprio parere, in sede di registrazione dello stesso Regolamento, sottolineando positivamente la risposta dell’Amministrazione sul fatto che le scuole non sono obbligate al maestro unico.


Evidentemente la stessa Corte dei Conti ha costretto il MIUR ad ammettere che il docente unico non è prescrittivo. Infatti nel parere la Corte afferma come l’Amministrazione sottolinei che il modello del docente unico – di cui al d.l. n. 137/2008, convertito in legge n. 169 del 30 ottobre 2008 – viene sì indicato come modello da privilegiare nell’ambito delle possibili articolazioni del tempo-scuola, ma pur sempre “tenuto conto della richiesta delle famiglie e nel rispetto dell’autonomia scolastica”. In sostanza, l’indicazione del modello non avrebbe alcun carattere prescrittivo, lasciando piena libertà alle scuole di strutturare orari e assetti didattico-organizzativi secondo la propria programmazione e valutazione.”

Non avevamo dubbi e lo abbiamo detto sin dall’inizio. Ora ci pare che non li può avere più nessuno.

Ciò non ci impedirà comunque di impugnare l’intero regolamento.

Roma, 10 luglio 2009


Organico di fatto 2009-2010: il Miur emana la circolare. La scuola è in ginocchio!

 

Via: www.flcgil.it

 

Il Miur ha emanato la circolare n. 63 del 6 luglio 2009 con cui vengono fornite indicazioni per la definizione dell’organico di fatto per il prossimo anno scolastico. Come era già chiaro nell’incontro della scorsa settimana con i sindacati, non cambia la sostanza di queste disposizioni. Come denunciato dalla FLC Cgil, non c’è alcun riscontro positivo rispetto alle dichiarazioni e agli impegni del ministro Gelmini ad attenuare il taglio agli organici, non c’è nessuno sconto rispetto all’ammontare complessivo della riduzione, né sul personale docente (-42.000 posti) né sul personale Ata (-15.000 posti). Questa ulteriore riduzione, pari a 5.000 unità, da effettuare in organico di fatto rispetto a quella pesantissima già fatta nell’organico di diritto comporterà che saranno attivate meno deroghe dello scorso anno, a prescindere dalle esigenze aggiuntive che porranno le scuole, rispetto alle deroghe di posti in più autorizzate ed attivate nello scorso anno nel passaggio dall’organico di diritto a quello di fatto. In sostanza per il prossimo anno dovranno essere autorizzate 5.000 deroghe in meno. A ciascuna regione è attribuita la quota di posti da contenere rispetto a quelli aggiuntivi autorizzati nell’organico di fatto dello scorso anno.

Saranno le singole Direzioni Scolastiche Regionale a dover individuare le modalità per ottenere tale risultato, mentre il Miur, su questo, si è limita solo a fornire, a mò di esempio, alcune piste di lavoro. Il taglio sul personale Ata è ancor più intollerabile perché mette a rischio, nelle scuole, oltre alla funzionalità degli uffici amministrativi, la chiusura dei laboratori e di numerosi plessi. Molte scuola hanno avuto assegnati meno collaboratori scolastici rispetto al numero di plessi che dovranno funzionare. E’ inaccettabile che il MIUR, pur conoscendo bene il problema, si limiti a scrivere nella circolare che “l’attivazione di ulteriori posti nell’adeguamento dell’organico di diritto alle situazioni di fatto non deve comportare, a livello provinciale, incrementi di posti del medesimo organico. Qualora necessario, le SS.LL., sulla base delle indicazioni e delle richieste formulate dai dirigenti scolastici, possono autorizzare eventuali incrementi di posti esclusivamente a mezzo di compensazione, a livello provinciale”. Si tratta di una circolare che tenta disperatamente di nascondere la drammatica realtà dei fatti.

Per la FLC Cgil l’adeguamento dell’organico alle situazioni di fatto non può essere limitata solo a casi eccezionali (sicurezza e inidonei), ma va estesa a tutte quelle situazioni dove è necessario almeno un collaboratore scolastico per ogni plesso e per ogni turno.

Nel testo finale della circolare, su pressante richiesta da parte della FLC Cgil, questo passaggio è stato inserito cosi come il rispetto dovuto agli obblighi del Ccnl. Non si può imporre al personale, come già accade oggi, orario straordinario e turni di lavoro massacranti.

Nei confronti delle decisioni che ora dovranno assumere i Direttori Regionali occorre rivendicare almeno un collaboratore scolastico per ogni plesso e per ogni turno per tutte quelle situazioni dove è necessario.

Sintesi dei punti principali trattati nella circolare
Per effetto della L. n. 14 del 24/2/2009, tutte le operazioni per l’anno prossimo vanno concluse entro il 31 agosto (e non più 31 luglio).
I parametri relativi al numero massimo di alunni per la costituzione delle classi per l’anno prossimo sono quelli previsti dal nuovo regolamento sul dimensionamento della rete scolastica, norma che ha sostituito i precedenti del DM 331/98 e 141/99. Ovviamente rispetto al numero di alunni per classe è obbligatorio il rispetto delle norme sulla sicurezza e sulle dimensioni delle aule.
La ripartizione dell’ulteriore riduzione di 5.000 posti, non rispetto all’organico di diritto ma rispetto alle deroghe autorizzate nello scorso anno regione per regione, è contenuta nella tabella G (colonna C) allegata alla circolare.
Le richieste di adeguamento dell’organico da parte delle singole scuole, cosi come la comunicazione dei posti e/o spezzoni disponibili, va comunicata ai singoli USP entro la data definita da ciascuna Direzione Regionale e comunque non oltre il 20 luglio 2009.


Lo sdoppiamento delle classi o l’attivazione di nuove classi deve essere autorizzata, per effetto delle disposizioni contenute nella finanziaria 2007, dal Direttore Regionale (o Usp se delegato).
Dopo il 31 agosto non sono più consentiti sdoppiamenti di classi, fatta eccezione per la scuola secondaria di secondo grado qualora la scuola abbia programmato la verifica sul recupero dei debiti scolastici ai primi giorni di settembre. Tale eventuale variazione va comunicata entro il 10 settembre.
Va mantenuta in organico di fatto la stessa composizione delle cattedre definita in organico di diritto. Solo in caso di aumento di ore nella scuola in cui si è titolari, si ha diritto a lasciare le ore esterne per completare nella stessa scuola. Questo vale anche per i docenti di religione cattolica.
Scuola dell’infanzia: è la prima volta che non si attribuirà nemmeno un posto in più e nemmeno in presenza di liste d’attesa.
Scuola primaria.

Le ore necessarie per il servizio mensa, oltre le 30 ore, dovranno essere ricavate dalle eventuali e residue ore di compresenza dovute al docente aggiunto per la religione cattolica, oppure le l’insegnamento dell’inglese, oppure utilizzando le 4 ore di compresenza nella classi a tempo pieno. Dunque non si garantisce il tempo mensa in tutte le scuole perché non è detto che ci siano le ore necessarie.
Le ore in più in organico di fatto per l’insegnamento della lingua inglese potranno essere date solo se sono stati completamente utilizzati i docenti in possesso del titolo e già in servizio nella scuola. Su questo deve però essere anche ben chiaro che a nessun docente, titolare di posto comune, può essere imposto di operare di fatto come specialista. Quindi l’insegnamento della lingua inglese è dovuto esclusivamente nelle classi in cui si opera anche come docente comune.
Nella circolare, su richiesta dei sindacati, è stato scritto chiaramente che, date a ciascuna scuola le risorse di organico, poi è la scuola che decide, in piena autonomia, come utilizzarle. Quindi nessun presunto maestro unico, né prevalente, può essere obbligatorio né imposto.

 
Scuola secondaria di primo grado.

Su richiesta della FLC Cgil viene chiarito una volta per tutte (a differenza della circolare n. 38 del 2 aprile 2009 carente su questo) che sono possibili anche cattedre inferiori a 18 ore (es. 15 per lettere, 16 o 17 per le altre classi di concorso) quando non si può abbinare tutte le ore a 18. Ad esempio in tutte quelle scuole che hanno classi a tempo prolungato per le quali, nelle terze, si è mantenuto ancora per un anno il precedente quadro orario. Una conferma, se ce ne fosse bisogno, dell’illegittimità di tutte quelle cattedre che in organico di diritto sono state costituite oltre le 18 ore settimanali, per “risparmiare”, anche nei casi non previsti dagli ordinamenti.
Per il tempo prolungato si precisa che l’eventuale disattivazione di tale modello, per mancanza delle condizioni necessarie per effettuare almeno 2 rientri pomeridiani, deve assicurare comunque la prosecuzione delle scelte operate negli anni passati dalla famiglie e pertanto opererà sole nelle nuove prime classi.

 
Scuola secondaria di secondo grado. Rispetto alla costituzione delle cattedre a 18 ore vale quanto detto sopra per la scuola media e dunque rimane la possibilità di costituzione di cattedre inferiori a 18 ore come previsto dalla precedente normativa, quando non è possibile abbinare a 18 ore esatte.
Posti di sostegno. Viene confermata, tra dotazione di diritto e quota aggiuntiva nel fatto, la stessa dotazione complessiva dello sorso anno.
Istruzione degli adulti. Si ribadisce il rinvio all’anno prossimo dell’attivazione dei nuovi CPIA. Pertanto sono confermati gli attuali CTP e serali.
Progetti. Possono essere assegnati posti per progetti, se richiesti dalle scuole, nel limite di quelli attivati nello scorso anno.
Personale educativo. Si rinvia ad una successiva comunicazione.
Personale Ata. E’ data la possibilità di consentire deroghe “motivate”, non solo previa compensazione da scuola a scuola, ma anche in deroga alla dotazione complessiva già assegnata in organico di diritto, nei casi in cui non sia assicurata la funzionalità del servizio nelle singole scuole (cioè se, ad esempio, ci sono meno collaboratori rispetto alle sedi oppure nel caso siano necessari doppi turni), oppure per garantire la sicurezza degli allievi e del personale della scuola (ad esempio per il personale tecnico nei laboratori), nonché per fare fronte a situazioni di difficoltà nel servizio per la presenza di più unità di personale inidoneo alle mansioni per motivi di salute.
Roma, 7 luglio 2009