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Master in Studi Interculturali dell’Università di Padova

 

Master in studi interculturali: al via la nuova edizione.

Dall’Università di Padova un percorso innovativo nelle dinamiche migratorie.

Due i nuovi indirizzi: mediazione sociale ed eventi interculturali.

Un percorso di alta formazione per operare in ambiti di rilevanza interculturale, che mette a frutto un’esperienza decennale di formazione e ricerca: questa la proposta didattica che il Master di I livello in Studi Interculturali dell’Università di Padova rivolge a lavoratori e neolaureati per completare la propria preparazione professionale o per approfondire, specializzarsi e trovare nuove competenze qualificanti.

2 gli indirizzi di specializzazione (mediazione sociale ed eventi interculturali), 50 i posti disponibili. Iscrizioni fino al 28 ottobre. Info: www.lettere.unipd.it/intercultura

“La novità di questa edizione – dichiara il direttore del master prof. Adone Brandalise – riguarda i due filoni tematici in cui si sviluppa il master: oltre alla formazione in mediazione sociale e interculturale, da quest’anno abbiamo voluto aprire un percorso di specializzazione nell’organizzazione di eventi che coinvolgano le realtà migranti.”

 

Nato nel 2001 come prima esperienza pilota in Italia, il master fornisce un portafoglio di competenze multidisciplinari per operare nell’ambito delle dinamiche migratorie. Guarda con particolare interesse alla produzione artistica e letteraria e alle contaminazioni culturali create dalla rete e dai nuovi media, sia come luogo di sperimentazione, sia come spazio di nuove professionalità.

La durata del corso è annuale (60 crediti) e comprende un modulo comune di 140 ore seguito percorso di specializzazione scelto tra due indirizzi alternativi: mediazione sociale e organizzazione di eventi a carattere interculturale.

La didattica, che comprende lezioni frontali, laboratori e seminari o incontri con esperti per complessive 300 ore, è completata da 200 ore di stage in enti e organizzazioni del settore o da un project work e si conclude con una tesina finale di approfondimento.

La specializzazione in migrazione sociale, prendendo atto della presenza del conflitto e del disagio nei diversi contesti sociali (scuole, strada, servizi pubblici, lavoro, famiglia), prepara alla capacità di “diagnosticare”, analizzare con esattezza e affrontare nella prospettiva della mediazione queste situazioni, valorizzando dialogo interculturale come elemento costruttivo e di crescita,  valorizzando le differenze come elemento di arricchimento reciproco.

La specializzazione in organizzazione di eventi fornisce gli strumenti e le competenze per  sviluppare abilità di progettazione e gestione di eventi  culturali nell’ambito dell’espressione artistica e letteraria, volti a superare i conflitti e a valorizzare le risorse umane e la capacità creativa, attingendo ai diversi campi di conoscenza relativi alle culture e tradizioni nel contesto della globalizzazione.

 

Negli obiettivi del Comitato Scientifico, il Master vuole proporre spazi di riflessione, approfondimento critico e proposte innovative di intervento, a partire dalla conoscenza e comprensione dei processi migratori, dell’interculturalità e delle trasformazioni sociali ed economiche che determinano.

“L’idea di fondo che caratterizza il master in tutte le sue sfaccettature – commenta Brandalise – è che un fenomeno come la migrazione non sia un’emergenza o un problema da risolvere, ma possa diventare una grande risorsa per il nostro Paese. Ciò che vorremmo fare emergere è la soggettività delle persone migranti, che possono parlarci delle loro storie, ma soprattutto possono raccontarci la nostra storia vista con i loro occhi”.

 

Il percorso formativo si colloca in un contesto di estrema attualità, in cui la presenza di nuovi soggetti politico-economici globali, di fenomeni come le migrazioni transazionali e il diffondersi delle tecnologie della comunicazione e del web2.0 hanno modificato profondamente le geografie umane e la percezione dei territori. Il Master intende quindi formare operatori che possano dare una risposta innovativa alle situazioni di conflittualità o insicurezza avvertite all’interno dei contesti territoriali, progettando interventi capaci di trasformare la diffidenza e il disagio in apertura e far percepire i cambiamenti sociali come novità culturali e risorsa per le realtà locali.

Attraverso l’acquisizione di competenze sia teorico-culturali che operative, gli studenti potranno maturare un approccio interculturale utile ad operare a diversi livelli nell’organizzazione sociale, dall’impresa privata alla pubblica amministrazione, dalle organizzazioni non profit alla scuola,  dalla comunicazione al marketing, dalla produzione artistica all’editoria.

Scheda didattica

Parte comune:

1) Fondamenti del discorso interculturale (14 CFU)

2) Elementi di progettazione e comunicazione (9 CFU)

Indirizzo 1 – Mediazione sociale

3) Territorio, diritto e processi culturali (10 CFU)

4) Media e costruzione sociale (8 CFU)

5) Tecniche e pratiche del lavoro interculturale (4 CFU)

Indirizzo 2 – Organizzazione di eventi

3) Intercultura, estetica e comunicazione (11 CFU)

4) Percorsi di educazione interculturale (5 CFU)

5) Organizzazione di eventi (6 CFU)

Stage o project work (8 CFU)

Verifica finale (7 CFU)

 

Per informazioni sulle modalità d’iscrizione: l’avviso di selezione è disponibile all’indirizzo
http://www.unipd.it/unipdWAR/page/unipd/studenti0/it_5_11_1_1_P79

Master in Studi interculturali  – Segreteria – Dipartimento di Storia (Via del Vescovado 30, Padova)
www.lettere.unipd.it/intercultura
Roberto Galati – Roberto.galati@unipd.it
Tel. +39 049 8278561 (dalle 9.00 alle 13.00 dal lunedì al venerdì)
Fax +39 049 8278502

Direttore del master:
Adone Brandalise – adone.brandalise@unipd.it
Tel. 049 8274860

Per informazioni sul corso (coordinamento didattica e stage):
Anke Miltenburg – studi.interculturali@unipd.it

L’eterno ritorno – Racconto sulla scuola

Quello che vorrei raccontare non è il recente primo giorno di scuola ma tutti i primi giorni di scuola della mia lunga carriera scolastica, ancora non finita (alla soglia dei trent’anni) tra corsi, borse lavoro e master.
La colonna sonora dei miei ricordi è quel “Compagno di scuola”di A. Venditti che ho così tanto ascoltato da impararla a memoria come si fa per le poesie…”compagno di scuola, compagno di niente..”certo, ma allora quel niente era tutto per me. E’stato tutto per me.
Ho cercato di prolungare all’infinito quel ritorno a scuola annuale, l’odore dei libri freschi, la cancelleria nuova, i quadernoni più comodi dei quaderni ma qualche professore preferiva quest’ultimi..ritrovare i vecchi compagni ed inventare di vacanze al mare lontane o vicine, ma sempre bellissime.
La vita ricominciava ogni anno da lì, tornavo a vivere ed immaginare la mia vita di libri ed altro, divertimento e sport..ho collezionato tutti i diari di quegli anni e se li leggo ancora oggi qualche lacrimuccia scende.
Ero felice, la scuola il mio faro, la mia seconda famiglia, il porto sicuro per non naufragare..niente poteva distogliermi da questa realtà di studente-fanciullo; poi però siamo cresciuti.
Spesso dico che il miglior lavoro è fare lo studente a vita..e l’ho fatto, sino ai trent’anni, tra licei ed università, una laurea a cui è seguito subito un master frequentato grazie ad una borsa di studio; l’anno seguente un altro corso, poi l’esperienza con uno stage presso un’azienda locale che ha pensato bene di liquidarmi trascorso il periodo “di prova”.
Altri corsi, altre sere a leggere di annunci sul giornale e nottate a navigare sul web mandando cv a destra e manca, candidature lanciate nel mare magnum della rete.
Ecco, la scuola mi ha resa orfana in questo senso, ho cercato di rientrarvi per la finestra ma mi hanno cacciata a pedate dalla porta; ho rinunciato al sogno dell’insegnamento per reale impossibilità a trovare una strada, persa nei meandri di provveditorati e codici, sigle…
Adesso collaboro con una casa editrice, ed invidio un po’tutti voi, cari studenti.


CLAUDIA PALOMBO
Laureata in lettere moderne, collaboro da diversi anni con una casa editrice locale. Mi diletto a scrivere su riviste locali ed a partecipare a concorsi letterari, con risultati incoraggianti.