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USB scuola di Ferrara partecipa alla manifestazione del 22 a Roma

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L’Unione Sindacale di Base di Ferrara parteciperà alla manifestazione nazionale del 22 settembre a Roma. Per prenotare i posti in autobus o avere informazioni chiamare il 349-7546506 o scrivere aferrara.scuola@usb.it

L’Unione Sindacale di Base

risponde all’appello del gruppo “Precari uniti contro i tagli”, aderisce alla

MANIFESTAZIONE NAZIONALE del 22 SETTEMBRE a ROMA.

La Scuola sta vivendo forse la crisi più profonda degli ultimi 70 anni, per uscirne dobbiamo rimettere in discussione gli assunti, i pregiudizi e le strumentalizzazioni che hanno coperto la feroce privatizzazione oramai a compimento. In un paese dove cadono i tetti delle scuole e solo il 20% della popolazione capisce ciò che legge, i primi provvedimenti devono essere:

  • un piano di assunzioni di almeno 150.000 docenti e 75.000 ATA per far fronte all’aumento della popolazione scolastica e per rispondere alle nuove sfide di questa complessa società;

  • ripristino dei finanziamenti per il funzionamento delle scuole tagliato in questi anni del 70% per garantire il diritto allo studio e l’aggiornamento del personale. Stanziamento e spesa di almeno 13 miliardi per lasicurezza degli edifici scolastici cifra indicata dal Ministero delle Infrastrutture;

  • rinnovo del Contratto Nazionale con aumenti salariali di almeno il 30% per ripianare le perdite degli ultimi vent’anni;

  • riforma delle pensioni con abbassamento a 60 anni dell’età pensionabile per uomini e donne, per quel ricambio generazionale di cui tutti sentiamo il bisogno;

  • democrazia: rafforzamento di tutte le istanze collegiali come premessa per la difesa del diritto allo studio e della libertà di insegnamento; allargamento dei diritti sindacali con diritto di assemblea e di manifestare la propria opinione su contratti e organizzazione del lavoro.

Con quali soldi si può fare? Con il Fondo Europeo Salva Stati, oppure con gli interessi pretesi dagli strozzini delle banche.

Tutto il resto è noia!

In un paese normale vinto un Concorso non si deve aspettare fino a 22 anni per essere assunti, non si tengono 260 mila precari in attesa, sfruttati e ricattati. Non si spendono più di 120 milioni di euro per un altro Concorso per docenti, per meno di 12.000 posti, altri soldi buttati che non daranno lavoro ai giovani e che mandano in fumo i sacrifici di decine di migliaia di famiglie di lavoratori per far studiare i propri figli: vincitori di concorsi, titolati più dei principi di Savoia, che dopo decenni di lavoro precario sono ancora in lista d’attesa. Parole, parole, parole sulla meritocrazia, in realtà stanno demolendo l’ultimo residuo di trasparenza nel reclutamento nel pubblico impiego che sono le graduatorie ad esaurimento, favorendo il clientelismo e la mediocrità professionale ed umana che porta con sé.

Questo Concorso è l’ennesima truffa elettorale a danno di tutti!

La verità è che il Governo ha tagliato altri 16.000 posti colpendo le parti più sensibili della scuola, i docenti inidonei, quelli di laboratorio e il personale ATA, il sostegno, anche le minoranze linguistiche!

Dopo aver messo mano alle ferie il passo successivo sarà il taglio delle tredicesime e i licenziamenti non più solo dei precari, ma di tutti i “tempi indeterminati” diventati esuberi nella scuola massacrata.

USB sta da una parte sola, dice quello che pensa e fa quello che dice.

Per tutte queste ragioni, per fare le nostre proposte, saremo in piazza a

  • Roma Sabato 22 Settembre

non è la prima e non sarà l’ultima, manifesteremo fino al giorno della vittoria.

Roma 22-9-12: Manifestazione e convegno nazionali in difesa della scuola pubblica

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SABATO 22 SETTEMBRE 2012MANIFESTAZIONE NAZIONALECONTRO IL “CONCORSO TRUFFA” CONTRO I TAGLI ALLA SCUOLA PUBBLICA STATALEE IL  PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE

ROMA h. 14:30DA PIAZZA DELL’ESQUILINO A PIAZZA BOCCA DELLA VERITÀ


SABATO 22 SETTEMBRE 2012CONVEGNO NAZIONALE ORGANIZZATO DAL CESP

“ Lavoro Precario”

addestramento ai test-Concorso truffa

e riforma previdenziale

h. 9:00 – 13:30

Centro Congressi Cavour

Via Cavour 50/A Roma

In allegato il programma del convegno.


Per andare a Roma in pullman il 22 settembre 2012 utilizzare i seguenti contatti:
BARI contattare su fb Antonino Buonamico
BENEVENTO contattare su fb Daniela Basile o 3346976405;
BOLOGNA scrivere a:precariscuola.bologna@gmail.com / pagina FB
Cordinamento Precari Scuola Bolognaper pullmann USB Bologna (Francesco
Bonfini);
CATANIA alfteresa@libero.it
COSENZA mariafortino@tiscali.it;
GENOVA contattare su fb Carla bianchi o scrivere a pepe@fastwebnet
REGGIO EMILIA  contattare BARBARA scrivendo a cobas@yahoo.it o inviare SMS al 339/3479848;
FIRENZE Bernardo cberny78@yahoo.it o 3287743565;
LUCCA Sebastiano 3296008842; Paola 347 8263852;
MILANO coordinamento3ottobre@gmail.com – n. 3287361032;
MESSINA e REGGIO CALABRIA contattare su fb Mariella Melito;
NAPOLI contattare su fb Arianna Ussi;
PALERMO cobas.pa@libero.it ; telefono 091349192 (tutti i giorni 9:30 -13; 17-19);
PESARO melanie.segal@yahoo.it;
PESARO-RIMINI (a condizione che ci siano i numeri) da Rimini  m.gorgoioli@flcgil.it;
PESCARA e TERAMO contattare su fb Dalia Collevecchio 348-3927266;
PISA e LIVORNO chiamare Vladimiro 333 4981764; Giuseppe 3476645868; Gabriele 328 8355206;
RAVENNA contattare su fb Edmondo Febbrari;
SALERNO  Cobas – Teresa Vicidomini 3288449831/ 3492344625;
SIRACUSA Fabiola Carbonaro 3395016900
TARANTO contattare su fb Elena La Gioia;
TRIESTE contattare: cobasts@fastwebnet.it;
VENETO scrivete a: manuel.posadas@libero.it


Per approfondire e tenersi aggiornati su scuola e mobilitazioni:

www.cobas-scuola.it www.cespbo.it

www.cobas.it http://cobasscuolapalermo.wordpress.com

http://www.cobascuolatorino.it

A presto
Carmelo Lucchesi (Cobas scuola, Palermo)

Il 5 giugno manifestazione sulla Scuola di Gilda a Roma

IL 5 GIUGNO MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA CONTRO I TAGLI E PER LA LIBERTÁ DI ESPRESSIONE NELLA SCUOLA

Si svolgerà il 5 giugno a Roma in piazza Santi Apostoli, alle ore 15, la manifestazione nazionale indetta dalla Gilda degli Insegnanti per protestare contro i tagli agli organici, la riforma della scuola superiore, l’ipotesi di bloccare gli scatti di anzianità e le norme e le procedure disciplinari nei confronti dei docenti previste dal decreto Brunetta.

“La scuola pubblica italiana – dichiara il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio – è vittima di un terremoto che la sta mettendo sempre più in ginocchio. La prima scossa assestata da questo Governo è arrivata con la riforma della scuola superiore e con la pesantissima seconda ondata di tagli agli organici. Un’altra grave ferita rischia di essere inferta con il blocco degli scatti di anzianità, una manovra che, se messa in pratica, comporterebbe una riduzione degli stipendi degli insegnanti, visto che si tratta di riconoscimenti economici inclusi nelle risorse contrattuali. E adesso – sottolinea Di Meglio – ad aprire un’ulteriore crepa nel sistema dell’istruzione, si sono aggiunte le sanzioni disciplinari previste dal decreto Brunetta, vere e proprie norme liberticide che, di fatto, attribuiscono ai dirigenti scolastici i poteri dell’imprenditore privato e trasformano i docenti in prestatori d’opera subordinati”.

“Questa manifestazione nazionale – spiega Di Meglio – sarà solo l’inizio di una lunga serie di iniziative di protesta che contrassegnerà tutto il prossimo anno scolastico e con cui chiamiamo alla mobilitazione non solo gli insegnanti, ma l’intera società civile. Il 5 giugno scenderemo in piazza – conclude il coordinatore nazionale – per ricordare ai ministri Brunetta e Gelmini e a tutto il Governo che la scuola pubblica statale deve caratterizzarsi per il pluralismo e per l’incoraggiamento della professionalità, cioè l’esatto contrario di quanto è accaduto nei giorni scorsi in Emilia Romagna”.

In occasione della manifestazione, la Gilda degli Insegnanti offrirà alla cittadinanza un concerto che sarà eseguito in piazza Santi Apostoli.

Roma, 26 maggio 2010

UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

Norme liberticide anche nella scuola

Da Gilda degli Insegnanti in merito alla manifestazione del 5 giugno a Roma.

Manifestiamo a Roma, il 5 giugno, per informare di tutte le misure che stanno mettendo in ginocchio la scuola; per protestare contro il depauperamento dell’ istruzione; per denunciare le norme liberticide anche nella scuola.

di Rino Di Meglio

Il terremoto non è finito. I tagli agli organici, lo stravolgimento della struttura dell’Istruzione superiore ed ora anche forse un taglio sugli stipendi – di fatto fermi da tempo – dei docenti sono misure ingiuste e gravissime che discendono da scelte di tipo economico. Inaccettabili certo, ma rispondenti ad una logica di risparmio. Ora, invece, il Ministro Brunetta, nell’ambito della riforma della Pubblica Amministrazione, è intervenuto con il Decreto legislativo n. 150 anche sulla delicata questione delle sanzioni disciplinari per i docenti. E lo ha fatto con mano tanto pesante da invadere quella dimensione costituzionalmente difesa che è la libertà d’insegnamento, cioè la condizione fondamentale che permette ai giovani di trasformarsi in cittadini liberi e democratici.

Sono rimaste inalterate le sanzioni in vigore, cioè quelle previste dal vecchio Testo Unico che, a propria volta riprendeva i Decreti Delegati del 1974, e abrogate con un colpo di spugna tutte le precedenti procedure, trasferendo i pieni poteri al Dirigente scolastico e, nei casi più gravi, ai funzionari dell’amministrazione scolastica.

La filosofia del decreto è di attribuire al Dirigente i poteri del privato imprenditore (con richiamo esplicito dell’art. 2106 del Codice Civile) e di trasformare i docenti in prestatori d’opera subordinati.

In pratica il decreto ha cancellato le competenze in materia dei Consigli di disciplina provinciali e nazionali, competenze che servivano a garantire la libertà di insegnamento, da interferenze indebite.

E’ stato inoltre affidato, in questo caso dal precedente governo, al dirigente il potere di trasferimento d’ufficio (casi di particolare turbamento) e di sospensione cautelare (niente più parere del Collegio dei docenti).

Difficile immaginare un colpo più pesante alla libertà di insegnamento.

Il nuovo procedimento disciplinare è di carattere inquisitorio ed alcune tipologie di infrazioni sono generiche e strumentalizzabili, ad esempio il comportamento “aggressivo” o “molesto”. Vuol dire forse che basta alzare la voce?

Viene violato il principio giuridico e civile della terzietà ed imparzialità del giudice; infatti il Dirigente scolastico inquisisce, giudica e punisce anche quando è parte in causa.

Viene introdotto, pena sanzioni pesanti, l’obbligo della delazione nei confronti di chi venga a conoscenza dell’infrazione disciplinare altrui.

Manca un altro principio pilastro della civiltà giuridica, “la legge è uguale per tutti e chi sbaglia paga”: il Dirigente che abuserà dei propri poteri e perseguiterà ingiustamente un docente, resterà impunito, salvo che non si dimostri che ha infranto il codice penale.

L’unica difesa che resta è, in buona sostanza, il ricorso al giudice del lavoro, i cui costi sono, come è noto, al di fuori della possibilità economica degli insegnanti.

Il sistema che ne risulterà sarà profondamente involuto e porterà ad una gestione autoritaria, caratteristica che nuocerà gravemente ad un luogo come la Scuola pubblica statale che dovrebbe caratterizzarsi per il pluralismo, per l’incoraggiamento della professionalità e per la creatività.

Ci impegneremo per contrastare questa deriva, anche con l’intervento della Corte Costituzionale.

Per questo e per tutti gli altri motivi che stanno mettendo in ginocchio la nostra Scuola manifestiamo a Roma, il 5 giugno, perché intendiamo non cedere e continuare, invece, a informare, protestare e denunciare. La FGU-Gilda degli Insegnanti continuerà a disvelare ogni operazione contro la qualità della scuola e contro la democrazia, su cui ogni buona scuola deve contare.

(Da Professione Docente – giugno 2010)