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Ferrando: Ricercatori, insegnanti, precari, studenti, è l’ora della lotta generale

Riportiamo le dichiarazioni di Marco Ferrando del Partito Comunista dei lavoratori:

Il ciclone Tremonti- Gelmini si abbatte sulla scuola e l’università italiana. Mentre Rettori e Presidi impugnano il metodo Marchionne per intimidire e dividere chi resiste. E’ l’ora di reagire con una radicalità uguale e contraria a quella usata dal governo. E’ l’ora di rilanciare quel movimento di massa della scuola e dell’ università che due anni fa scosse l’Italia. Ma questa volta andando sino in fondo: attraverso l’autorganizzazione democratica e di massa di tutti i soggetti colpiti, in ogni scuola e università;

un coordinamento nazionale delle lotte, con delegati eletti nelle assemblee, per definire la piattaforma comune; l’ occupazione, ovunque possibile, delle sedi scolastiche e universitarie , a supporto di una mobilitazione nazionale prolungata sino alla realizzazione degli obiettivi della lotta. Le lotte in corso dei precari della scuola, degli studenti medi, dei ricercatori universitari, dimostrano le potenzialità di una rivolta generale del mondo della scuola e dell’università. Solo una lotta radicale e di massa può strappare risultati. E’ necessario che tutte le sinistre politiche e sindacali investano unitariamente in questa direzione.

MARCO FERRANDO- PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI

Qual’è il vostro pensiero su questo appello? Lasciate un commento.

La conoscenza non si licenzia

La FLC CGIL ha messo al centro della propria mobilitazione la qualità e la stabilità del lavoro per governare i necessari processi di cambiamento in tutti i settori della conoscenza.

La precarietà è diventa una vera piaga sociale, grazie al più grande licenziamento di massa attuato da questo governo in tutti i settori della conoscenza. Il ridimensionamento dello stato sociale passa anche per l’abbassamento della qualità dell’offerta formativa, non certo per il venir meno dell’impegno e della passione dei lavoratori, ma per la mancanza di risorse, la riduzione del tempo pieno, l’aumento dei costi a carico delle famiglie, la limitazione del diritto allo studio per gli studenti, l’inosservanza delle norme sulla sicurezza.

La conoscenza è bene comune, i tagli indiscriminati colpiscono le lavoratrici e i lavoratori, mortificano la loro professionalità, alimentano la disoccupazione ma coinvolgono l’intera società, tolgono futuro, deprimono le possibilità di uscire dalla crisi, tolgono forza allo sviluppo del Paese.

Le nostre mobilitazioni, messe in campo fin dal mese di agosto insieme alle tante lavoratrici e lavoratori della conoscenza, proseguono e si alimentano anche della partecipazione degli studenti, dei genitori, di altri lavoratori, di associazioni.

Qui trovate tutte le mobilitazioni in atto delle Flc Cigl.

Appello all’unità delle lotta per la scuola

Pubblichiamo un appello di Anna Angelucci del Coordinamento scuole secondarie di Roma affinchè la lotta per la scuola diventi una unica lotta per tutti i movimenti. La redazione di Scuola Magazine condivide questo punto di vista: se non si farà fronte comune non per elemosinare cattedre in più ma per far fermare la riforma Gelmini o far cadere questo governo tutto quanto tutto risulterà acqua fresca. Se tutti i movimenti di protesta si unissero e si raccogliessero intorno alla lotta per la difesa della scuola pubblica allora avremmo davvero delle speranze concrete di vincere.

UN SOLO SCIOPERO, …GRAZIE!

Carissimi,

la mia è una breve riflessione. Vorrei condividerla con tutti coloro che hanno a cuore la sorte della scuola pubblica in questo drammatico momento, quindi inoltrate questo messaggio a chiunque riteniate possa essere interessato e coinvolto.

A oggi, 16 settembre, docenti a tempo indeterminato, docenti precari, personale ATA, studenti, famiglie, mondo politico e opinione pubblica si trovano di fronte a questa selva di iniziative.

26 settembre, sciopero per tutta la giornata indetto dalla SISA

8 ottobre (prima era il 4), primo sciopero orario indetto dalla CGIL, reiterato a intermittenza ogni 15 giorni fino a dicembre, per far “montare la mobilitazione”

15 ottobre, sciopero nazionale proposto dai COBAS, in concomitanza con lo sciopero dei metalmeccanici

3 novembre, sciopero nazionale indetto dall’AFIEM

Ma stiamo scherzando?

Ma allora non è ancora chiaro che se non ci mettiamo d’accordo su una data unica, su uno sciopero nazionale unitario della scuola e dell’università, che porti in piazza insieme ai precari centinaia di migliaia di docenti, di lavoratori ATA, di ricercatori e di studenti, insieme a tuttele forze politiche dell’opposizione, noi non abbiamo nessuna speranza nè di esprimere una grande mobilitazione, nè di incidere minimamente sull’opinione pubblica, nè di ottenere alcunchè da questo governo!

Da due anni esiste a Roma e in tante città d’Italia un grande movimento di associazioni e coordinamenti che spontaneamente ha promosso, condiviso e animato iniziative di lotta e di protesta. Un movimento di lavoratori della scuola, precari e non, reso più forte dalla presenza di tanti genitori, degli studenti e dei rappresentanti sindacali. Un movimento che ha sostenuto quei colleghi che hanno messo a repentaglio la loro vita con lo sciopero della fame e che ha garantito loro la più ampia partecipazione collettiva alla lotta per la difesa della scuola pubblica. Questo movimento si riunirà il 26 settembre in un’assemblea nazionale a Roma.

E’ in quella sede che deve essere indicata la data del grande sciopero unitario che i sindacati non concertativi devono convocare insieme,facendo un passo indietro e superando qualunque tipo di divisione interna, per fare fronte al più grave attacco a scuola e università mai realizzato nella storia della repubblica italiana.

Anna Angelucci

Coordinamento scuole secondarie di Roma