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Lettera di un preside al Ministro Gelmini:”Non ho soldi, li boccio tutti?”

Lettera al ministro Gelmini dal preside di un liceo scientifico romano. Denuncia nella lettera il preside: “Non ci sono fondi per i corsi di recupero. Moltissime scuole in crisi.”

Riportiamo la lettera del preside al ministro:

Io, preside del liceo scientifico statale Keplero di Roma, nel rendere di pubblico dominio a mezzo stampa la seguente lettera aperta agli Organi collegiali della sua scuola, ora la invia formalmente al ministro della Pubblica istruzione affinché possa rispondere a quanto di seguito richiesto.

L’analisi di Maltese (leggi l’articolo del Venerdì – 26/04/10) seppur vera è incompleta perché si potrebbero aggiungere molte altre prove a sostegno dell’ impoverimento della scuola pubblica. Come dirigente scolastico di un liceo statale, mi soffermerò solo su due problemi specifici, uno riguardante alcuni tagli al funzionamento della curricularità: i necessari fondi per i pagamenti dei Corsi di Recupero e Sostegno da attivare durante l’interruzione didattica estiva per gli alunni più svantaggiati che non sono riusciti a raggiungere un’idonea preparazione scolastica e l’altro la mancata assegnazione al liceo di almeno un corso di Scienze applicate.

La rigorosità di preparazione scolastica complessiva richiesta dalle nuove norme cozza fragorosamente con la drammatica realtà di scuole senza soldi e sostegno per sopravvivere. Questa mancata erogazione è naturalmente parte integrante di quel sistema di distruzione evocato da Maltese. Infatti a giugno prossimo, fine anno scolastico, saremo obbligati ad applicare, completamente disarmati, le nuove disposizioni del governo in merito alla valutazione finale e alle soglie di promozione alle classi successive o peggio di ammissione delle classi 5° agli esami di Stato 2009-10. Ci troveremo cioè di fronte al tradizionale alto numero di alunni che non avranno raggiunto la sufficienza (6) in ogni materia (tra l’altro il numero di alunni per classe è arrivato a limiti umanamente impossibili da gestire), e i consigli di classe avranno allora solamente due possibilità, entrambe assurde: bocciare tutti o regalare tantissimi “6 politici”, soluzioni che distruggerebbero la credibilità della scuola, una delle poche istituzioni ancora amate dagli italiani, portando così nuova linfa alle scuole private.

Infatti, per fare i corsi integrativi di recupero per gli alunni che hanno ottenuto la “sospensione del giudizio finale”, tanto necessari per i più deboli e svantaggiati, ci vorrebbero almeno quei finanziamenti certi, tempestivi e mirati dello Stato previsti dal d. ministeriale n. 80 del 3 ottobre 2007 (art. 10 sul capitolo 1287) già elargiti nel 2008 e 2009 (31.000 euro per il Keplero), ora invece eliminati o peggio girati alle scuole private. Per quanto riguarda invece la tanto sbandierata riforma Gelmini, vorrei sottolineare come anch’essa abbia danneggiato fortemente questo liceo che ha ancora attivo (tutt’oggi l’unico nell’Italia centrale) un corso ad esaurimento di Maxisperimentazione scientifica Brocca a Roma e l’assegnazione di almeno un nuovo corso di Scienze applicate al Keplero avrebbe significato mantenere alta quella tradizione di studi rigorosi, impegnativi ma altamente formativi nel nostro territorio circoscrizionale romano, dove tra l’altro noi siamo l’unico liceo scientifico operante.

Ma il ministro queste cose non le sa e poi deve risparmiare ancora una volta sui più deboli e sulle scuole statali. Di fronte a tutto ciò, ribellarsi è un dovere! Pertanto, come responsabile legale e amministrativo della scuola e nel rispetto delle norme della Costituzione italiana (artt. 3, 18, 33 e 34), mi sento di chiedere formalmente e fortemente che vengano immediatamente:

1. dati i contributi integrativi del 2010 per i corsi di recupero e di sostegno agli alunni in difficoltà e con “sospensione di giudizio finale”;

2. presa in considerazione, almeno per l’anno prossimo 2011/12, la concessione al Keplero di un corso scientifico in Scienze applicate in sostituzione del corso a esaurimento Brocca;

3. e contemporaneamente riconosciuti, come validi e legali, oltre che auspicabili, gli attuali contributi scolastici interni e volontari che, su delibera dei Consiglio di istituto, le famiglie versano annualmente alle scuole statali, spesi e gestiti in totale trasparenza, a favore degli alunni e per evitare il totale fallimento o non fruizione dei servizi minimi.

A tal fine, le suddette richieste dovranno trovare positiva soluzione o formalizzazione entro il mese di maggio 2010, quando gli Organi collegiali delle scuole procederanno al consuntivo di fine attività, organizzando il nuovo anno scolastico. Noi (dirigenti scolastici e docenti), in qualità di pubblici ufficiali in seno ai consigli di classe e alle commissioni esaminatrici, avendo giurato fedeltà allo Stato e alla Costituzione repubblicana, non possiamo esimerci dai nostri doveri deontologici, morali e professionali e quindi non potremo né fare sconti né miracoli, anche se tutto ciò non basterebbe comunque. Va da sè che, d’ora innanzi, nulla è più come prima e ogni membro del governo, parlamentare o genitore italiano dovrà assumersi le proprie responsabilità, perché qui è in gioco il futuro dei nostri giovani. Invito pertanto, tutti (docenti, alunni e famiglie) ad affrontare seriamente e in tutti gli organi competenti, il gravissimo problema e pesante clima, ricercando insieme quelle sinergie necessarie per trovare un’accettabile soluzione ai tanti problemi che affliggono oggi la scuola statale italiana.

In fede
Antonio Panaccione
dirigente scolastico del Liceo scientifico statale Keplero di Roma

Gilda su proposta Bocconi: accorciare durata licei? Una bestialità!

“Concordo pienamente con quanto dichiarato al ‘Corriere della Sera’ dal dirigente del liceo scientifico ‘Vittorio Veneto’ di Milano, Michele D’Elia: l’idea di accorciare di un anno la durata della scuola superiore per anticipare l’ingresso degli studenti all’ università è una bestialità”. Così il coordinatore nazionale della Federazione Gilda-Unams, Rino Di Meglio, commenta la proposta lanciata dal rettore della Bocconi, Guido Tabellini.

“Si tratta di un’idea bizzarra – afferma Di Meglio – che non tiene in alcun conto l’organizzazione del sistema scolastico italiano. L’università nel nostro Paese è molto lontana dai modelli esistenti nel resto d’Europa: non solo qui non ci sono i tutor, ma spesso mancano persino le aule dove svolgere le lezioni. La scuola italiana – conclude il coordinatore nazionale – è già profondamente stremata da pseudo riforme e tagli indiscriminati”.

Liceo scientifico

Il liceo scientifico è una delle scuole superiori a cui si può accedere in Italia al termine della scuola secondaria di primo grado.

Si rifà in parte al liceo classico, adottando identici programmi ministeriali per l’insegnamento di italiano, latino, storia, geografia e filosofia, integrati però con una maggiore attenzione verso la matematica, la fisica e le scienze naturali. Inoltre si occupa anche di disegno geometrico ed architettonico.

Un corso di liceo scientifico dura cinque anni, suddivisi in un biennio ed un triennio. Al termine dei cinque anni, in seguito ad un esame di Stato si consegue il diploma di liceo scientifico. La divisione tra biennio e triennio non comporta un’interruzione del corso di studi, ma è marcata dal cambiamento degli insegnanti di italiano, storia, latino e matematica e dall’introduzione dell’insegnamento di filosofia e fisica.

Il liceo scientifico fu istituito con la riforma Gentile del 1923, rendendo autonome le sezioni fisico-matematica presenti nella maggior parte dei Regi Istituti Tecnici. Nello stesso anno 1923 veniva istituito a Firenze il liceo scientifico Leonardo da Vinci, a Milano il liceo scientifico Vittorio Veneto, a Udine il liceo Giovanni Marinelli, a Parma il liceo scientifico Guglielmo Marconi e a Macerata il liceo scientifico Galileo Galilei. Il liceo scientifico statale Camillo Cavour inizia le lezioni a Roma nel 1926 insieme al liceo classico Visconti, con il nome Regio Liceo scientifico di Roma. Il Cavour e il Visconti saranno affiancati nel 1946 dallo scientifico Augusto Righi. Tuttavia una diffusione su larga scala di questo tipo di scuole si è avuta soltanto dopo la Seconda guerra mondiale.

Il curriculum di studi è derivato da quello del liceo classico, rispetto al quale, pur mantenendo una forte prevalenza delle discipline umanistiche e all’interno di queste al trivio, a fronte dell’assenza del greco, viene dato maggior risalto alla lingua e letteratura straniera, alla matematica, alla fisica e alle scienze naturali. Inoltre, al posto della storia dell’arte, per tutti e cinque gli anni è presente come materia il disegno. Il liceo scientifico rappresenta un tentativo di modernizzare la cultura italiana e di renderla meno specialistica e più vicina al contesto economico del XX secolo.

Fino al periodo precedente la riforma Berlinguer le classi di licei classici e scientifici in Italia sostanzialmente si equivalevano numericamente; nell’anno scolastico 2005/2006, le classi di scientifico in Italia erano più del doppio di quelle di classico.