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Liceo psico socio pedagogico

Il liceo socio psico pedagogico era una delle scuole secondarie di II grado (ex scuole medie superiori) a cui si poteva accedere in Italia al termine della scuola secondaria di I grado (ex scuola media inferiore).

È il successore dell’istituto magistrale e con la riforma Gelmini sarà sostituito dall’anno scolastico 2010/2011 dal liceo delle scienze umane.

Le materie sono prevalentemente umanistiche, tra cui scienze umane e sociali, psicologia, pedagogia e sociologia che sono le materie di indirizzo.

In questo gruppo sono compresi il diploma di maturità magistrale e quello diassistente di comunità infantili. Con circa 50.000 ragazzi che ogni anno completanogli studi (in leggera flessione nel 2001, secondo le stime), questo indirizzo sicolloca al terzo posto, quanto a numerosità, dopo ragioneria e maturità scientifica.Questi diplomi possono essere considerati “spendibili” sul mercato del lavoro, comeconferma il numero sempre maggiore di giovani che cercano un impiego al termine dellascuola, anziché proseguire iscrivendosi all’università. Si può stimare che i neodiplomatidisponibili al lavoro siano oltre 21.000 ogni anno, secondi per numerosità solo ai ragionieri.Fino a poco tempo fa, lo sbocco professionale più ambito era l’insegnamento nella scuolamaterna ed elementare. Oggi però questa strada appare più difficile da intraprendere, siaper la diminuzione dei bambini in età scolare, sia per l’impossibilità di insegnare subito dopoaver terminato gli studi, visto che è ora necessaria la laurea in scienze della formazioneprimaria. A sfavore di questo indirizzo giocano anche le difficili prospettive di inserimento nelsettore pubblico, data la “saturazione” nel sistema dell’istruzione e la scarsità di risorse inquello socio-sanitario (per le professioni legate all’assistenza). Sono invece in crescita leopportunità di inserimento nel settore privato, anche se quantitativamente non ancora moltorilevanti: nel 2001, le assunzioni pianificate dalle imprese di personale con questi titoli sonostate quasi 2.800, per metà delle quali non si richiede una precedente esperienza. Gli sbocchi lavorativi nel privato si concentrano in massima parte nel campo socio-sanitarioe in quello dell’istruzione, rispettivamente con l’85% e con il 15% delle assunzioni pianificatedi neodiplomati. Nel primo settore si richiedono soprattutto assistenti socio-sanitari (quasi lametà delle assunzioni totali, a dimostrazione dell’esistenza di possibilità di inserimento nonmolto diversificate), assistenti per disabili, istruttori per handicappati e, in numero minore,assistenti domiciliari. Nell’istruzione c’è richiesta di insegnanti elementari e maestri d’asilo.Per le stesse professioni, le imprese si rivolgono talvolta a diplomati di altri corsi, anche sein questo caso la “concorrenza” è decisamente più bassa rispetto a quasi tutti gli altri titoli discuola secondaria superiore.