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Dalla creatività degli studenti di Torino arriva Italo, la mascotte di Esperienza Italia

A disegnare la mascotte, presentata questa mattina nel giardino d’Italia delle OGR di Torino, è stato Hector Danilo Sanchez Vilcamango, studente di origini peruviane dell’ Istituto professionale Albe Steiner di Torino, che ha partecipato alla selezione dei progetti sulla mascotte delle celebrazioni insieme al Liceo Artistico R.Cottini e all’ Istituto Statale d’Arte A. Passoni.
Sono stati sessanta i bozzetti presentati dalle scuole, otto quelli selezionati tra i quali è stato poi scelto quello che ha dato un volto ad Italo: un grande uovo-pulcino in veste tricolore, simbolo di un’Italia giovane, con un’identità forte ma in continua costruzione, tema che fa da filo conduttore alle grandi mostre di Esperienza Italia.

Italo sarà presente alle manifestazioni sportive organizzate a Torino e in Piemonte nel corso del 2011 nell’ambito di Esperienza Italia ed è protagonista di una serie di mini format televisivi dal titolo “Che Storia” che andranno in onda su DeA kids, il canale televisivo satellitare per ragazzi del gruppo De Agostini Editore visibile al 601 di SKY, dall’11 aprile al 31 maggio e dal 1° al 30 settembre 2011 nelle fasce orarie pomeridiana e serale. Tre episodi girati nei luoghi simbolo delle celebrazioni, le Officine Grandi Riparazioni, la Reggia di Venaria e Palazzo Madama, dove la mascotte racconta in modo divertente le tappe del percorso che ha portato all’Unità d’Italia e i grandi personaggi che ne sono stati i protagonisti.

I gadget di Italo della linea ObjectTo, cappellini, t-shirt, pins, portachiavi e tazze sono disponibili presso il bookshop all’interno delle Officine Grandi Riparazioni e nei punti vendita autorizzati.

Liceo artistico

Il liceo artistico è una scuola superiore a cui si può accedere, in Italia, al termine della scuola secondaria di primo grado.

Nasce negli anni sessanta, quando il liceo artistico collegato all’Accademia di belle arti di Brera divenne una scuola a sé stante. Come si evince dal nome, combina una preparazione liceale classico-scientifica ad un orientamento verso lo studio e l’applicazione delle arti (pittura, scultura, architettura, grafica e beni culturali). Il liceo artistico fornisce una forte base teorica che permette l’accesso a tutte le facoltà universitarie.

Fino al 2005 il liceo artistico era diviso in tradizionale (corsi ordinamentali) di durata quadriennale, dove il percorso di studi privilegiava molto le discipline dell’area artistica, e le sperimentazioni Leonardo da Vinci, Michelangelo e Brocca, di durata quinquennale.

Il corso di liceo artistico, di durata quadriennale, è ancora presente in alcune istituzioni statali e non statali paritarie, generalmente indicato come Indirizzo Giotto[senza fonte], e prevede un biennio comune e un biennio successivo differenziato nella sezione Accademia e nella sezione Architettura. Con il solo corso quadriennale, lo studente può accedere solo all’accademia di belle arti o, nel caso abbia frequentato la sezione architettura, alla facoltà omonima. Nel caso lo studente voglia frequentare facoltà diverse da queste ultime, è previsto un quinto anno integrativo, con il solo obbligo di frequenza, alla cui fine è previsto un esame orale che determina o meno l’idoneità dello studente. Le materie previste nell’anno integrativo sono cinque: matematica, inglese, italiano, storia e una materia a scelta degli studenti tra diritto, filosofia e latino. Una volta superato l’esame alla fine del quinto anno integrativo, si consegue un normale diploma di liceo artistico.

Il liceo artistico è stato il liceo che ha subito più modifiche rispetto agli altri con la riforma Gelmini. Gli indirizzi di studio sono aumentati a sei, soprattutto dopo l’assimilazione degli istituti d’arte. Ai settori tradizionali quali figura ed architettura si sono aggiunti nuovi indirizzi presenti nei diversi istituti d’arte, il cui stampo è prettamente professionale.

Liceo artistico

Liceo Artistico e iscrizioni: rischio caos. I regolamenti sulla secondaria di II grado accentuano le incertezze per le famiglie.

Abbiamo già avuto modo di sottolineare l’iniquità dei regolamenti sulla secondaria di II grado, recentemente approvati dal CdM, non solo per la drammatica riduzione del personale e l’impoverimento senza precedenti dell’offerta formativa, ma anche per la completa incertezza, per le famiglie, di fare scelte ponderate dei percorsi di studio per il prossimo anno scolastico.

Una delle situazioni probabilmente più emblematiche è rappresentata dal futuro Liceo Artistico.

Premesso che la complessità delle procedure di confluenza nei nuovi percorsi, rispetto all’offerta formativa oggi esistente nel settore artistico, è testimoniata dalla moltiplicazione delle articolazioni, a partire dal secondo biennio (arti figurative; architettura e ambiente; design; audiovisivo e multimediale; grafica; scenografia), e dalla possibilità di stipulare accordi con le Regioni al fine di assicurare specifiche attività laboratoriali e interazioni con il mondo del lavoro in relazione alle vocazioni delle realtà territoriali, appare assai singolare la situazione degli Istituti d’arte.

Tali istituti potranno confluire nei nuovi Licei Artistici oppure presentare motivate proposte di confluenza negli istituti professionali per l’industria e l’artigianato.


Nel primo caso la confluenza è automatica in relazione ai nuovi piani di studio, nel secondo caso gli istituti d’arte dovranno presentare la proposta al competente ufficio scolastico regionale. La proposta di confluenza dovrà essere valutata dalla Regione nell’ambito della programmazione dell’offerta formativa regionale.

Tralasciando gli aspetti riguardanti:

•le modalità della procedura di confluenza
•la problematicità della confluenza nei piani di studio e quadri orari dell’istruzione professionale
•il rilascio dei diplomi di qualifica
Ci si chiede come sia possibile concludere le procedure di confluenza entro la data del 26 marzo prevista per le iscrizioni alle scuole secondarie di II grado dalla Circolare ministeriale 3/10.

In altre parole è assai concreta la possibilità, assolutamente inedita, per la quale una famiglia non saprà se l’iscrizione del proprio figlio sarà a un liceo o ad un istituto professionale! Inoltre, in quante Regioni sarà possibile stipulare specifiche intese per gli indirizzi atipici entro il 26 marzo, anche solamente per attivare laboratori orientativi, così come previsto dai piani di studio?

L’iniziativa del 17 febbraio sulla secondaria di II grado e lo sciopero generale del 12 marzo saranno occasioni per ribadire, anche su questo versante, il giudizio fortemente critico della FLC sui regolamenti approvati dal governo.

Via: www.flcgil.it

Scuola, CdM approva riforma dei licei, si parte dal 2010

 

Da 400 indirizzi sperimentali a 6 licei più autonomia per le scuole e razionalizzazione dei piani di studio

Approvata oggi in prima lettura dal Consiglio dei Ministri la riforma dei licei. Si tratta di una riforma epocale che partirà dal 2010 e che segna un passo fondamentale verso la modernizzazione del sistema scolastico italiano. L’impianto complessivo dei licei, infatti, risale alla legge Gentile del 1923.

Con questa riforma si vuole:
fornire maggiore sistematicità e rigore e coniugare tradizione e innovazione;
razionalizzare i piani di studio, privilegiando la qualità e l’approfondimento delle materie di studio;
caratterizzare accuratamente ciascun percorso liceale;
riconoscere ampio spazio all’autonomia delle istituzioni scolastiche;
consentire una più ampia personalizzazione, grazie a quadri orari ridotti che danno allo studente la possibilità di approfondire e recuperare le mancanze.
Il Regolamento recante “revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei” approvato oggi completa la riforma della scuola secondaria superiore avviata dal ministro Mariastella Gelmini con la riforma degli istituti tecnici e professionali e partirà dal 2010.

Il nuovo modello dei licei partirà gradualmente, coinvolgendo a partire dall’anno scolastico 2010-2011 le prime e le seconde. La riforma entrerà a regime nel 2013.

Le novità della riforma:

Per cancellare la frammentazione e consentire alle famiglie e agli studenti di compiere scelte chiare i 396 indirizzi sperimentali, i 51 progetti assistiti dal Miur e le tantissime sperimentazioni attivate saranno ricondotte in 6 licei.

Rispetto al vecchio impianto che prevedeva solo il liceo classico, il liceo artistico e lo scientifico, oltre all’istituto magistrale quadriennale e a percorsi sperimentali linguistici, con la riforma avremo:
Liceo artistico, articolato in tre indirizzi:
arti figurative – a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di cogliere i valori estetici nelle opere artistiche ed individuare le problematiche estetiche, storiche, economiche, sociali e giuridiche connesse alla tutela e alla valorizzazione dei beni artistici e culturali;
architettura, design, ambiente – a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di conoscere e utilizzare i codici della comunicazione visiva e audiovisiva nella ricerca e nella produzione artistica, in relazione al contesto storico-sociale;
audiovisivo, multimedia, scenografia – a conclusione del percorso di studio gli studenti dovranno essere in grado di impiegare tecnologie tradizionali e innovative nella ricerca, nella progettazione e nello sviluppo delle proprie potenzialità artistiche.

Liceo classico. Con la riforma sarà finalmente introdotto l’insegnamento di una lingua straniera per l’intero quinquennio.

Liceo scientifico. Oltre al normale indirizzo scientifico le scuole potranno attivare l’opzione scientifico tecnologica che consentirà l’approfondimento della conoscenza di concetti, principi e teorie scientifiche e di processi tecnologici, anche attraverso esemplificazioni operative.

Liceo linguistico. Il liceo linguistico prevederà l’insegnamento di 3 lingue straniere. Dalla terza liceo un insegnamento non linguistico sarà impartito in lingua straniera e dalla quarta liceo un secondo insegnamento sarà impartito in lingua straniera.

Liceo musicale e coreutico. E’ una delle novità della riforma. Il liceo musicale sarà articolato nelle due sezioni musicale e coreutica. Inizialmente saranno istituite 40 sezioni musicali e 10 coreutiche e potranno essere attivati in collaborazione con i conservatori e le accademie di danza per le materie di loro competenza.
Gli studenti, a conclusione del percorso di studio, devono essere in grado di:
cogliere i valori estetici delle opere musicali;
conoscere repertori significativi del patrimonio musicale e coreutico nazionale e internazionale, analizzandoli mediante l’ascolto, la visione e la decodifica dei testi;
individuare le ragioni e i contesti storici relativi ad opere, autori, personaggi, artisti, movimenti, correnti musicali e allestimenti coreutici;
conoscere ed analizzare gli elementi strutturali del linguaggio musicale e coreutico sotto gli aspetti della composizione, dell’interpretazione, dell’esecuzione e dell’improvvisazione;
conoscere le relazioni tra musica, motricità, emotività e scienze cognitive.
Liceo delle scienze umane. Altra novità della riforma è il liceo delle scienze umane. Sostituisce il liceo sociopsicopedagogico portando a regime le sperimentazioni avviate negli anni scorsi. Il piano di studi di questo indirizzo si basa sull’approfondimento dei principali campi di indagine delle scienze umane, della ricerca pedagogica, psicologica e socio-antropologico-storica.
Le scuole potranno attivare l’opzione sezione economico-sociale in cui saranno approfonditi i nessi e le interazioni fra le scienze giuridiche, economiche, sociali e storiche.
Altre novità introdotte:
valorizzazione della lingua latina. Il latino è presente come insegnamento obbligatorio nel liceo classico, scientifico, linguistico e delle scienze umane; come opzione negli altri licei;
incremento orario della matematica, della fisica e delle scienze per irrobustire la componente scientifica nella preparazione liceale degli studenti (gli insegnamenti di fisica e scienze possono essere attivati dalle istituzioni scolastiche anche nel biennio del liceo classico);
potenziamento delle lingue straniere con la presenza obbligatoria dell’insegnamento di una lingua straniera nei cinque anni ed eventualmente di una seconda lingua straniera usando la quota di autonomia.
presenza nel liceo scientifico di una opzione in cui confluisce l’esperienza del liceo tecnologico, che ha rappresentato negli anni trascorsi un significativo filone di innovazione;
presenza delle discipline giuridiche ed economiche sia nel liceo scientifico (opzione tecnologica), sia nel liceo delle scienze sociali (opzione economico-sociale), sia negli altri licei attraverso la quota di autonomia.
insegnamento, nel quinto anno, di una disciplina non linguistica in lingua straniera, che ci allinea alle migliori esperienze del resto d’Europa.
Sarà valorizzata la qualità degli apprendimenti piuttosto che la quantità delle materie. I quadri orari saranno adeguati a quelli dei Paesi che hanno raggiunto i migliori risultati nelle classifiche Ocse Pisa come la Finlandia (856 ore all’anno). Il quadro orario sarà annuale e non più settimanale, in modo da assegnare alle istituzioni scolastiche una ulteriore possibilità di flessibilità.
Tutti i licei prevederanno 27 ore settimanali nel primo biennio e 30 nel secondo biennio e nel 5° anno, ad eccezione del classico (31 ore negli ultimi tre anni), per preservare le caratteristiche rafforzando la lingua straniera, dell’artistico (massimo 35), musicale e coreutico (32), perché questi ultimi prevedono materie pratiche ed esercitazioni.
Entrano a regime le sperimentazioni che hanno coinvolto gli istituti d’arte, i percorsi musicali, i vecchi istituti magistrali e le sperimentazioni scientifico tecnologiche e linguistiche, queste ultime nate dall’esperienza delle scuole non statali, private o degli enti locali.


Nuova organizzazione

La nuova organizzazione dei licei prevede:

Maggiore autonomia scolastica:
Possibilità per le istituzioni scolastiche di usufruire di una quota di flessibilità degli orari del 20% nel primo biennio e nell’ultimo anno e del 30% nel secondo biennio. Attraverso questa quota, ogni scuola può decidere di diversificare le proprie sezioni, di ridurre (sino a un terzo nell’arco dei 5 anni) o aumentare gli orari delle discipline, anche attivando ulteriori insegnamenti previsti in un apposito elenco.
Possibilità di attivare ulteriori insegnamenti opzionali anche assumendo esperti qualificati attraverso il proprio bilancio.
Un rapporto più forte scuola-mondo del lavoro-università
Possibilità, a partire dal secondo biennio, di svolgere parte del percorso attraverso l’alternanza scuola-lavoro e stage o in collegamento con il mondo dell’alta formazione (università, istituti tecnici superiori, conservatori, accademie).
Nuove articolazioni del collegio dei docenti:
costituzione in ogni scuola di dipartimenti disciplinari, che riuniscono i docenti di uno stesso ambito disciplinare, per sostenere la didattica, la ricerca, la progettazione dei percorsi.
costituzione di un comitato scientifico composto paritariamente da docenti ed esperti del mondo della cultura e del lavoro.
Dipartimenti disciplinari e comitato scientifico non ledono comunque la sovranità del collegio docenti.