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La lezione si fa in agriturismo

 

Ci arriva, dai nostri amici che gestiscono un agriturismo nelle marche, notizia di una lezione-studio avvenuta nella loro struttura.

Ecco il resoconto della giornata:

Lunedì 7 novembre gli studenti dell’Università di Macerata hanno visitato l’Agriturismo Colle Regnano di Tolentino nell’ambito del programma di studio di casi concreti del territorio marchigiano. Erano circa 30 che frequentano il corso di Marketing del turismo rurale di Scienze del Turismo, della facoltà di Scienze della Formazione, accompagnati dal docente prof. Alessio Cavicchi, provenienti dalle Marche, Abruzzo e Puglia, oltre che dalla Polonia, Spagna e Lettonia con il programma Erasmus (http://docenti.unimc.it/docenti/alessio-cavicchi/2011/marketing-del-! turismo-rurale-2011 ).
Lo scopo del corso è di fornire agli studenti una conoscenza delle iniziative di pianificazione e promozione di turismo rurale attraverso lezioni, esercitazioni, gruppi di lavoro e seminari.
La contitolare Patrizia Francioni ha illustrato con passione tutta l’attività dell’agriturismo fin dall’inizio del 2006, impostata come fattoria ecologica, attuando una politica di sviluppo e promozione del turismo sostenibile. Il casolare di metà ‘800, posizionato in mezzo a bellissime campagne maceratesi a metà strada tra Tolentino e San Ginesio, è stato infatti ristrutturato nel pieno rispetto dell’ambiente, con particolare attenzione alla qualità degli impianti, al risparmio energetico e delle risorse, alla corretta gestione dei rifiuti e all’uso di fonti rinnovabili, installando un impianto di pannelli fotovoltaici, uno solare termico e un sistema di recupero delle acque reflue! .
I ragazzi hanno visitato l’intera struttura con molto interesse, compreso il nuovo ristorante progettato in architettura bioclimatica, interamente costruito in legno e caratterizzato da fabbisogni di energia drasticamente ridotti rispetto lo standard, tali da rientrare nella classe energetica A. Sono rimasti favorevolmente sorpresi della tante iniziative dell’Agriturismo Colle Regnano, quale esempio di sviluppo sostenibile a 360 gradi che contribuisce a promuovere il turismo come principale strumento di salvaguardia del territorio, di recupero delle tradizioni e delle identità locali; in più il turismo sostenibile è un investimento per tutti: la popolazione, gli operatori, le amministrazioni locali, con benefici per tutti, compreso il turista.
Gli studenti hanno prestato attenzione alle problematiche relative alla gestione e alle certificazioni/premi, ponendo varie domande sull’agriturismo che è certificato dai marchi di qualità ambientale Legambiente Turismo, EcoWorldHotel, Agriturismi bio-ecologici AIAB, Eco-bio turismo ICEA e RET-MC Rete Ecoturistica Macerata.
Il prof. Cavicchi si è complimentato per l’attenzione alla sostenibilità ambientale ed energetica che ha portato Colle Regnano a ricevere nel 2008 il premio nazionale “Bandiera Verde Agricoltura” e Legambiente Turismo; nel 2009 è stato selezionato come finalista per l’Oscar Green, il premio nazionale per l’innovazione in agricoltura promosso da Coldiretti Giovani, nella categoria “Energia per il futuro”. Nel 2010 gli è stato riconosciuto il Premio Terranostra come “virtuoso caso aziendale” e Turismo Responsabile Italiano da Skal International; premiato con il Marchio di Qualità “Ospitalità Italiana” sia nel 2010 che ne! l 2011.
Agriturismo Colle Regnano riserva attenzione alla tutela dei paesaggi, della cultura e delle tradizioni e si caratterizza sia come “fattoria ecologica” che come “fattoria didattica”; svolge attività ricreative e culturali, corsi di artigianato della ceramica, pittura, scultura e incisione, degustazioni vino e corsi cottura pane nel vecchio forno a legna, laboratorio dimostrazioni dei prodotti tipici e riscoperta della tradizione rurale.

I giovedì del professor Buzio, racconto di di Luciano Rossi

Al Liceo Classico Carlo Alberto di Novara,negli anni ’50,il professor Buzio, traduttore di Esiodo e di Saffo, era docente di greco. Le sue lezioni erano così ricche d’informazioni,aneddotiche e storiche,che le regole della complessa grammatica passavano nella nostra mente senza che ci accorgessimo.Non sorrideva mai, almeno visibilmente ma neppure aveva mai espressioni corrucciate o annoiate. Non appena entrava in classe il silenzio era assoluto. A noi ragazzi dava del Lei. Nell’anno della maturità ci comunicò che per dieci giovedì avrebbe proposto un compito in classe straordinario.Li avrebbe corretti tutti ma non avrebbe dato il voto. Neppure eravamo obbligati alla presenza in un pomeriggio libero dall’orario scolastico. Ovviamente nessuno di noi osò disertare quell’appuntamento in cui la nostra traduzione occupava una facciata ed i suoi commenti a volte le altre tre, in una calligrafia nitida e sottile.

Quell’ultimo giovedì mi fermò mentre uscivo prima del termine: “Ha scritto a lungo. Non consegna la traduzione?”.

“Non sono riuscito ad entrare in quel brano, professore”.

“Mi può dare ugualmente ciò che ha scritto? Non è obbligato, ovviamente “.

Esitai. “E’…una lettera a Saffo”. Porsi il foglio di protocollo e rimasi in piedi. La predella era così alta che col mento sfioravo il piano della cattedra. Lui si mise a leggere. La sua voce era appena un sussurro per non disturbare i compagni che, a testa bassa, tentavano di uscire dal labirinto misterioso del testo di quel giovedì.

<>. Il Professore alzò gli occhi e mi osservò in silenzio per qualche secondo:

“Ne deduco che Lei è un giovane drammaturgo ed anche attore. Non solo: Lei è anche in corrispondenza con Saffo e la poetessa talora Le risponde. E’ così?”

Feci un cenno d’assenso. Il Professore lesse un lungo tratto in silenzio. Poi m’invitò a salire al suo fianco: “Bello questo intervento di Saffo”, e riprese la lettura sottovoce: <
>.

“Lei ribatte: <>… Non posso che essere d’accordo con Lei “.

Quando ebbe terminata la lettura mi guardò al di sopra delle lenti rettangolari.

“Non credo che Lei avrà problemi all’esame di maturità, almeno all’orale e se l’esaminatrice…sarà una dolce Collega, ma provi comunque a tradurre il brano di oggi. L’esame, come sa, prevede anche la versione scritta dal greco ed escludo che possa essere di Saffo che scriveva nel dolcissimo dialetto eolico, più difficile del testo che Lei non ha voluto tradurrei. Auguri!”

Non mi rimase che rispondere al sorriso del professore.

All’esame presi 8 ! L’esaminatrice era una dolce e giovane signora…

LUCIANO ROSSI

Nato a Novara, vive in Italia nell’area milanese. Ingegnere, dirigente d’azienda, docente di manager ed in master universitari, ha un’esperienza mondiale della sua professione. L’attività di scrittore e di ‘narrautore’ è intensa: racconti, articoli e reportage, opere teatrali e ‘concerti’ di suoi testi con corali polifoniche e con solisti. Tiene conferenze e letture in università, centri culturali ed in trasmissioni radiotelevisive. In vent’anni ha pubblicato otto opere di narrativa, quattro raccolte di poesia, opere in CD e DVD ed oltre cento racconti su mensili e settimanali. Negli ultimi cinque anni ha vinto quaranta primi premi di narrativa, poesia e teatro in Italia, in Francia, a New York ed a Melbourne.Collabora ad incontri e corsi di letteratura e di poesia al Centro Asteria di Milano.