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Lettera sul precariato scritta da alcuni lavoratori

La paura della propria creatura…

Qui rischiamo un nuovo ’68…la crisi greca è vicina…dobbiamo aiutare i giovani…queste sono solo alcune delle stupide frasi che hanno ripreso a circolare negli studi televisivi e sui giornali, per bocca di ‘illustri studiosi’ e attuali governanti di questa destra sempre più incattivita e rabbiosa. Incominciano a preoccuparsi, alcuni senza riuscire a capire perché dopo tanto male che ci hanno fatto, incominci a lamentarti e scalciare, altri, la maggioranza, godendo comunque dell’ottimo lavoro effettuato. Credevano che riempiendoci la testa di favole che recitavano di una classe operaia ormai in estinzione, di una lotta di classe ormai ferro vecchio della Storia, del pacifismo come unica chiave per il cambiamento…avrebbero finito per zittirci e lasciar loro pascolare davanti le telecamere tra un bagno di ricchezza e un altro. E in effetti per un certo periodo ci sono riusciti…siamo stati tra i Paesi con minor proteste di tutti. Ora non più. Cosa è successo? Semplicemente, il giocattolo si è rotto…gli operai hanno trovato un nuovo modo per esprimere l’inviolabilità della loro dignità, con il decisivo e fondamentale supporto della loro vecchia Fiom…i precari a ruota hanno incominciato a fare lo stesso e così tanti altri. Decisiva, come sempre, la comunicazione e le sue varie forme. Un ragazzo cresciuto dinanzi al monitor di un computer è obiettivamente abituato a ragionare in maniera diversa da chi è cresciuto passando le ore insieme alla televisione e a chi ci urlava dentro. Un ragazzo nota subito che chi in quel dibattito televisivo sta tessendo gli elogi della flessibilità e di un mercato del lavoro ‘dinamico e produttivo’, nonché dell’importanza della libertà di licenziamento per un’impresa che vuole ‘competere’, è proprio uno che ha un contratto stabile e/o una rete di conoscenze che gli garantisce una serie costante di consulenze dai lauti guadagni. Questo appunto per gli ‘studiosi’ e i cosiddetti politici chiamati a commentare. Poi ci sono gli im-prenditori (non è un refuso) che sanno solo lamentarsi e pretendere ulteriori appoggi, come se non ne hanno già avuti tanti, troppi, fin’ora…salvo mai investire seriamente e proteggere le proprie maestranze in termini di sicurezza. Ma in fondo…non sono loro che hanno ripreso a chiedere le dimissioni in bianco alle donne e applaudito a chi ha permesso che bruciassero sette nostri concittadini?! Continuano a ripeterci che non ci sono i soldi…come un dato di fatto, qualcosa di ineluttabile. Questo perché al governo e nelle strutture decisionali la benedetta gente ci ha mandato in questi anni solo gli amici degli evasori e i loro sodali. Con tutto il loro sommerso, potremmo farci le prossime finanziarie senza nessuna lacrima e nessun sangue dei pochi onesti cittadini sopravvissuti alle aberranti, incivili, e violente politiche di questi anni. Violente, sì! Anche qui: loro ci hanno sempre ripetuto che la violenza non dovesse ritornare, intendendo le pistole e le uccisioni di im-prenditori e cosiddetti politici, ma…pensateci un po’…quando consapevolmente, con gran goduria e laide risate, ripeto MANTENENDO intatta l’enorme evasione fiscale, si sceglie di lasciare metà dei ragazzi in una prolungata disoccupazione e l’altra metà in un precariato a tempo indeterminato…questa, non è violenza? L’impossibilità di vedere un sereno presente, dopo averci abolito l’idea stessa di futuro e la possibilità di immaginarlo, non è violenza? Ti guardano da quei monitor con i loro sorrisi da sciacalli parlando di un ‘disagio’, quando qui invece siamo immersi in un DRAMMA senza fine, che ti mina economicamente, socialmente e psicologicamente. Loro incominciano a preoccuparsi, ad aver paura? Bene, se è vero, ci fa un gran piacere, perché noi è da lungo tempo che conviviamo con quegli stati d’animo, ed è ora che li provino anche loro. Certo, non siamo sullo stesso livello di reddito, ma faremo in tutti i modi di portarceli, facendo loro perdere le elezioni e quelle maledette poltrone politiche e televisive, perché dopo tutti i danni che ci hanno fatto e la vita che ci hanno tolto, come canta Caparezza, meritano solo ‘d’essere estirpati come la malerba dalle loro sedi’. Auguri,

Antonio Chiloiro; Mariangela Falcitelli; Luca Contrario; Roberto Polidori; Patrizia Magri; Micaela Caforio; Stefano D’amico; Eleonora Barbieri; Anna Soranno; Morris Franchini; Ciro Caramia; Nadia Lamberti; Gianni Scarci; Fiorella Romagnoli; Pietro Pilli; Angelo Farano; Morris Franchini; Vito Cervellera;

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