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Intercettazioni: la CGIL aderisce alla giornata del silenzio dell’informazione

Intervento di Roberto Saviano al No-Bavaglio Day a Piazza Navona 01 Luglio 2010

La CGIL aderisce e partecipa direttamente alla giornata del silenzio dell’informazione di venerdì 9 luglio “contro i tagli e i bavagli”. Il sindacato, in una nota, fa sapere, inoltre, che “contestualmente alla protesta della FNSI, viene indetto dalla SLC CGIL lo sciopero dei lavoratori poligrafici e dell’emittenza privata”. In occasione della giornata di sciopero i portali e i siti del sistema CGIL interromperanno l’aggiornamento.

“Uno sciopero e una giornata di silenzio – spiega la CGIL – per fare sentire che non può essere sottratto al Paese il racconto di vicende giudiziarie di rilievo pubblico, pur nel rispetto del diritto delle persone alla riservatezza; per respingere gli interventi punitivi ai danni della produzione culturale e salvaguardare il diritto dei cittadini alla conoscenza; per contrastare il pericolo di chiusura di testate giornalistiche colpite dalla indiscriminata riduzione dei fondi pubblici, per tenere accese le luci dei media sul mondo del lavoro e sui drammatici effetti della crisi”.

Infine, secondo il Segretario Confederale CGIL, Fulvio Fammoni, “dopo la grande riuscita delle manifestazioni del 1° luglio a Piazza Navona e in tante altre città d’Italia prosegue e si rafforza la mobilitazione contro i tagli e i bavagli alla conoscenza e alla cultura. Un’iniziativa a difesa della Costituzione, per dare voce ai tanti soggetti e temi che rischiano l’oscuramento”.

La CGIL aderisce e partecipa direttamente alla giornata
del silenzio dell’informazione di venerdì 9 luglio, contro i tagli e i bavagli
Contestualmente allo sciopero indetto dalla FNSI per i giornalisti viene indetto dalla SLC CGIL lo sciopero dei lavoratori poligrafici e dell’emittenza privata, attuando così lo sciopero generale della CGIL contro la manovra del governo e partecipando alla iniziativa per la libertà di informazione, contro la legge sulle intercettazioni e i tagli alla cultura, allo spettacolo e all’editoria.

E’ giusto e importante, inoltre che durante la giornata di silenzio come indicato da tanti appelli di sindacati e associazioni, venerdì 9 luglio interrompano l’aggiornamento delle informazioni anche i portali e i siti e lo faranno anche quelli del sistema CGIL.

Continua così la grande mobilitazione per dire NO al Disegno di Legge Alfano, che ostacola il lavoro di magistrati e giornalisti e rende i cittadini meno sicuri e meno informati; per dire no ai tagli alla cultura italiana previsti dalla manovra economica.

Uno sciopero e una giornata di silenzio per fare sentire che non può essere sottratto al Paese il racconto di vicende giudiziarie di rilievo pubblico, pur nel rispetto del diritto delle persone alla riservatezza; per respingere gli interventi punitivi ai danni della produzione culturale e salvaguardare il diritto dei cittadini alla conoscenza; per contrastare il pericolo di chiusura di testate giornalistiche colpite dalla indiscriminata riduzione dei fondi pubblici, per tenere accese le luci dei media sul mondo del lavoro e sui drammatici effetti della crisi.

Dopo la grande riuscita delle manifestazioni del 1° luglio a Piazza Navona e in tante altre città d’Italia prosegue e si rafforza la mobilitazione contro i tagli ai bavagli alla conoscenza e alla cultura.

Un’iniziativa a difesa della Costituzione, per dare voce ai tanti soggetti e temi che rischiano l’oscuramento.