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Legge 104 92

Approvate modifiche alla legge 104 92
Scheda sintetica a cura della UIL Scuola

Sintesi delle modifiche ed integrazioni apportate all’art. 33
della legge n. 104 92 dall’art. 24 del ddl n. 1167-B
approvato definitivamente dal Senato della Repubblica il 3 marzo 2010
(in attesa di pubblicazione sulla G.U.)
E’ stato sostituito il comma 3, che ora stabilisce:
«3. A condizione che la persona handicappata non sia ricoverata a tempo pieno, il
lavoratore dipendente, pubblico o privato, che assiste persona con handicap in situazione
di gravità, coniuge, parente o affine entro il secondo grado, ovvero entro il terzo
grado qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di
gravità abbiano compiuto i sessantacinque anni di età oppure siano anche essi
affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti, ha diritto a fruire di
tre giorni di permesso mensile retribuito coperto da contribuzione figurativa, anche in
maniera continuativa. Il predetto diritto non può essere riconosciuto a più di un
lavoratore dipendente per l’assistenza alla stessa persona con handicap in
situazione di gravità. Per l’assistenza allo stesso figlio con handicap in situazione di
gravità, il diritto è riconosciuto ad entrambi i genitori, anche adottivi, che possono
fruirne alternativamente»
???? Le novità in pratica:
1) il parente o affine da assistere deve essere ordinariamente entro il secondo
grado (il terzo grado è ammesso soltanto qualora i genitori o il coniuge della
persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i
sessantacinque anni di età oppure siano anche essi affetti da patologie
invalidanti o siano deceduti o mancanti); (a)
2) non si fa più riferimento alla “convivenza” della persona da assistere;
3) un solo lavoratore può assistere la stessa persona con handicap grave;
4) entrambi i genitori, anche adottivi, posso assistere il figlio con handicap
grave, in maniera alternata e non contemporanea.
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(a) Esemplificazione per il calcolo dei gradi di parentela ed affinità (ex articoli 74, 75 e
seguenti del codice civile):
primo grado :
– parenti: figli e genitori
– affini: suoceri, genero, nuora;
secondo grado.:
parenti: fratelli e sorelle; nonni e nipoti (diretti);
affini: cognati/e;
terzo grado:
– parenti: nipoti (figli di fratelli/sorelle), zii/e (paterni e materni); bisnipoti e bisnonni;
– affini: zii/e del coniuge
E’ stato sostituito il comma 5, che ora stabilisce:
Il lavoratore di cui al comma 3 ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più
vicina al domicilio della persona da assistere e non può essere trasferito senza il suo
consenso ad altra sede.
???? La novità in pratica:
chi assiste il parente con handicap può richiedere il trasferimento vicino
al domicilio della persona da assistere e non più al proprio domicilio.
E’ stato introdotto il comma 7 bis, che stabilisce:
«7-bis.
1. Ferma restando la verifica dei presupposti per l’accertamento della responsabilità
disciplinare, il lavoratore di cui al comma 3 decade dai diritti di cui al presente articolo,
qualora il datore di lavoro o l’INPS accerti l’insussistenza o il venir meno delle condizioni
richieste per la legittima fruizione dei medesimi diritti. Dall’attuazione delle disposizioni di
cui al presente comma non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza
pubblica».
2. All’articolo 42 del testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e
sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n.
151, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 2 è sostituito dal seguente:
«2. Successivamente al compimento del terzo anno di età del bambino con handicap in
situazione di gravità, il diritto a fruire dei permessi di cui all’articolo 33, comma 3, della
legge 5 febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni, è riconosciuto ad entrambi i
genitori, anche adottivi, che possono fruirne alternativamente, anche in maniera
continuativa nell’ambito del mese»;
b) il comma 3 è abrogato.
3. All’articolo 20, comma 1, della legge 8 marzo 2000, n. 53, le parole da: «nonché»
fino a: «non convivente» sono soppresse.
???? Le novità in pratica:
1) decadenza immediata dal diritto ai benefici in caso di perdita delle
condizioni, fatta salva l’azione disciplinare;
2) il diritto all’assistenza al figlio maggiore di tre anni, ma minorenne, è esteso
esplicitamente ai genitori adottivi;
3) sono stati abrogati ulteriori riferimenti residui alla situazione di” convivenza”
Con i commi n. 4, 5 e 6 sono state introdotte delle norme per la raccolta
sistematica dei dai relativi alla fruizione dei benefici di cui al novellato art. 33
della legge 104/1992.