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Lavoro scuola

LE PRIORITÀ DELLA CONFSAL:
CONTRATTI
DETASSAZIONE STIPENDI
PIÙ LAVORO
di Marco Paolo NIGI

Trascriviamo un articolo a firma del Segretario Generale della Confsal, Marco Paolo Nigi, pubblicato da ITALIA OGGI sull’edizione di oggi 7 aprile:

Il Consiglio generale della Confsal, a poca distanza dal Congresso, ha elaborato le linee per il 2010

PIU’ NEGOZIATO E MENO PIAZZA

Tre priorità: nuovi contratti, detassazione degli stipendi, più lavoro

di Marco Paolo NIGI

SEGRETARIO GENERALE

CONFSAL

Nella sua tre giorni, dal 24 al 26 marzo, il consiglio generale della Confsal, la Confederazione generale dei sindacati autonomi, ha enunciato le priorità per il 2010: rinnovo dei contratti, detassazione delle retribuzioni e delle pensioni, sviluppo dell’occupazione. Pochi punti, chiari e precisi, su cui ci confronteremo con il Governo e con le altre parti sociali e su cui non ci sarà nessun arretramento, delineando questi punti la linea da tenere non solo per difendere e rilanciare l’occupazione ma per non far tracollare l’economia del paese.

La Confsal è da sempre orientata a un’azione basata sulla proposta, sulla disponibilità al confronto franco e trasparente e sull’apertura a possibili accordi equi e utili fra le parti interessate. Di sicuro, questa è la via più difficile, la via che impegna il sindacato più nelle relazioni industriali e nel negoziato e meno nella piazza, ma è anche la più costruttiva.

Prima priorità: rinnovo dei contratti

Su questo fronte siamo fortemente impegnati per allineare alla scadenza del 31 dicembre 2009 tutti i contratti (è tuttora aperta la grave anomalia del mancato rinnovo di alcuni contratti scaduti da anni, che devono essere rinnovati “ora per allora”) e per chiudere in via definitiva con il vecchio modello contrattuale sia nel settore privato che in quello pubblico.

Nel settore del pubblico impiego per i contratti da rinnovare per il quadriennio 2006-2009 (bienni economici 06/07 e 08/09) abbiamo chiesto al ministero della P.A., che si è impegnato a fornire con il concorso dell’Aran un quadro dello stato dei negoziati, una verifica sulla situazione delle trattative in relazione alla natura e alla tipologia normativa e/o economica delle difficoltà negoziali che finora non hanno consentito la sottoscrizione di alcune ipotesi contrattuali. Per quanto riguarda i contratti relativi al triennio 2010-2013, la Confsal, firmataria dell’accordo sul nuovo modello contrattuale e dell’intesa applicativa del 30 aprile 2009, si è impegnata a realizzare tutte le condizioni per aprire le trattative. Ora, al di là delle prevedibili difficoltà legate alla configurazione dei nuovi quattro comparti e delle quattro corrispondenti aree di contrattazione previste dalla Riforma Brunetta, la questione cardine rimane il reperimento delle risorse finanziarie a integrazione di quelle stanziate dalla Finanziaria 2010.

È evidente che in mancanza di un’adeguata copertura finanziaria, non esistono le condizioni per attuare l’intesa di Palazzo Vidoni e quindi il Patto di Palazzo Chigi del gennaio 2009. Abbiamo più volte fatto presente al governo che il rinnovo dei contratti 2010-2012 è improcrastinabile e sarà perseguito, qualora perdurasse l’inerzia, anche con forti e incisive azioni di lotta. Lo stesso discorso va applicato al settore pubblico non statale, quello delle autonomie locali, cui l’intesa sul nuovo modello contrattuale è stata sì estesa ma non ancora applicata causa il protrarsi dell’insediamento della rinnovata Conferenza Stato-Regioni e Autonomie locali.

Seconda priorità: detassazione di retribuzioni e pensioni

Tutti i dati ufficiali in ambito Eurozona, siano essi assoluti, relativi o comparati, evidenziano una situazione incredibile che si può così sintetizzare: il peso del fisco italiano grava prevalentemente sul lavoro dipendente e sulle pensioni! I pensionati italiani sono gravati nella misura del 15% in più rispetto ai pensionati francesi e tedeschi!

Dovrà quindi aprirsi con urgenza un tavolo tra governo e parti sociali per individuare le forme di detassazione dei redditi da lavoro dipendente e da pensione e le tipologie di esenzione e deduzione fiscale, oltre alle fonti delle necessarie risorse compensative delle minori entrate. Il Governo non può limitarsi a dire che le risorse per la copertura finanziaria non ci sono. Certo, se non si fa nulla non ci sono adesso e non ci saranno neppure in futuro. Ma potrebbero esserci, se il governo volesse ascoltarci e agire in modo concertato invece di limitarsi ad annunciare la grande riforma fiscale. Sappiamo tutti che i tempi di questa riforma sono medi e quindi insostenibili per i lavoratori dipendenti e i pensionati.

Per questo la Confsal individua le possibile risorse nell’immediato – quindi prima della grande, necessaria e dovuta riforma fiscale – nelle maggiori entrate per effetto della lotta all’evasione e all’elusione fiscale, in una parte delle entrate dello scudo fiscale, nella possibile maggiore tassazione delle plusvalenze finanziarie e delle transazioni dei beni voluttuari e di lusso e nella tassazione a livello di Eurozona delle rendite finanziarie, esclusi i titoli di stato e assimilabili.

Terza priorità: sviluppo dell’occupazione

Impossibile non vedere come la domanda interna, per effetto della caduta del potere d’acquisto, non possa dare la spinta indispensabile alla crescita economica e occupazionale. Lo sviluppo di un paese industrializzato e privo di grandi risorse naturali, qual è l’Italia, in regime di globalizzazione non si sostiene con un cieco e improbabile protezionismo e con uno sterile assistenzialismo. Al contrario, lo sviluppo si consegue puntando su: lavoro, formazione e innovazione tecnologica. Questo è un progetto che va realizzato in sinergia tra stato e istituzioni pubbliche, imprese e sindacati e che è stato sposato in toto dalla Confsal.

Per questo la nostra confederazione ritiene il progetto formativo elaborato dal ministro Sacconi uno strumento importante delle politiche attive del lavoro che può determinare un’effettiva inversione di tendenza verso la ripresa occupazionale. In questo modo, infatti, la formazione entra nei processi produttivi e diventa parte dell’evoluzione e del cambiamento delle imprese, dei settori produttivi e dei distretti industriali. La Confsal considera l’Intesa un successo e la sua puntuale applicazione un impegno.

Area V: Incontro all’ARAN

 

Via: www.cislscuola.it

Area V: Incontro all’ARAN

Nell’incontro di ieri mattina all’ARAN sono stati affrontati due problemi: la strutturazione della retribuzione di posizione e di risultato e le sanzioni disciplinari.

In merito al primo argomento si è approfondito quanto emerso nel precedente incontro cercando di trovare procedure atte a salvaguardare la retribuzione percepita dai Dirigenti scolastici e definire, a livello nazionale, la quantità di risorse che il MIUR dovrà ripartire alle singole regioni sulla base del numero delle sedi delle istituzioni scolastiche del territorio di competenza.

Per quanto attiene il secondo argomento l’incontro ha avuto carattere interlocutorio. Abbiamo riaffermato l’esigenza di salvaguardare la specificità dell’ Area V, nel pieno rispetto dei principi generali relativi alla dirigenza.

La trattativa riprenderà nella seconda settimana di settembre.

 

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Di Menna (Uil Scuola) : “Ora il Mef deve tirare fuori dal cassetto il provvedimento per le assunzioni di insegnanti e Ata”

 

Via: www.uil.it

A proposito del via libera per le assunzioni dei dirigenti scolastici

Di Menna: “Ora il Mef deve tirare fuori dal cassetto
il provvedimento per le assunzioni di insegnanti e Ata

Il ministero dell’Istruzione ha inviato al Mef il provvedimento per l’assunzione di insegnanti, personale Ata e dirigenti scolastici.

La Uil prende atto della autorizzazione per l’ immissione in ruolo, dal prossimo 1° settembre, degli idonei ai concorsi per dirigenti scolastici ma – puntualizza Massimo Di Menna, segretario generale della Uil Scuola – la parte che riguarda docenti e Ata non può rimanere chiusa nei cassetti del ministero dell’Economia.

La Uil sollecita l’emanazione del provvedimento di assunzione per insegnanti e personale Ata.

Tale provvedimento va accompagnato – continua Di Menna – da un emendamento al decreto anti-crisi per i 16 mila precari che rischiano di rimanere senza incarico il prossimo anno scolastico.


Concorso 24 mesi ATA: il Ministero fornisce ulteriori chiarimenti per la valutazione delle domande

via: www.flcgil.it

Dopo la nota 6049/09 il Miur ha pubblicato una nota complessiva di chiarimenti rispetto alla valutazione delle domande per la graduatoria 24 mesi ATA.
Nella nota 8166 del 5 giugno 2009 vengono chiarite numerose questioni controverse.

Titoli di studio di accesso:

il titolo di studio di accesso, anche in deroga, deve essere valutato;
solo nel caso di dichiarazione sia di un titolo attualmente richiesto che di quello in deroga si valuta il titolo attualmente richiesto;
qualora si dichiarino più titoli attualmente validi per l’acceso si valuta il più favorevole;
per il profilo di assistente tecnico l’accesso ad altre aree oltre quelle di precedente inclusione è consentito solo se in possesso del titolo di studio richiesto attualmente (salvo la deroga per chi è già incluso nelle graduatorie di II o III fascia);
per il profilo di assistente tecnico qualora si sia in possesso di un diploma di maturità che non trova corrispondenza nella tabella ” titoli di studio per l’accesso a posti di assistente tecnico” può essere ricercata la corrispondenza con altro titolo equipollente secondo i decreti istitutivi dei corsi sperimentali;
per i profili di collaboratore scolastico, addetto alle aziende agrarie e guardarobiere il voto conseguito va rapportato a 10 e valutato secondo quanto previsto nelle tabelle A3, A4 e A5 (media del 6=2 punti ecc., non è previsto l’utilizzo di decimali né l’arrotondamento per eccesso);
per gli attestati di qualifica professionale (art. 14 L. 845/78) è necessario verificare l’assimilabilità ai diplomi di qualifica professionale corrispondenti rilasciati dagli istituti professionali statali attraverso la verifica del piano di studi;


Valutazione dei servizi:

sono valutabili anche i servizi riconosciuti giuridicamente al candidato a seguito di contenzioso con pronuncia definitiva favorevole (conciliazioni o sentenze).
sono valutabili (al 50%) anche i servizi prestati con rapporto di lavoro dipendente presso scuole non statali paritarie e non, ma tali servizi non sono utili ai fini del raggiungimento del requisito dei 24 mesi di servizio;
i servizi prestati con rapporti diversi da quello di lavoro dipendente (Cococo, LSU, contratti d’opera ecc.) non sono valutabili né ai fini dell’acceso né ai fini del punteggio;
il servizio militare e il servizio civile sostitutivo (fino al 31/12/2005), se prestati non in costanza d’impiego, sono valutabili come servizio prestato presso le amministrazioni statali;
i servizi prestati presso Poste e Telecomunicazioni sono considerati come servizi prestati presso le Amministrazioni Statali se prestati fino al 31.12.1993;
i servizi prestati presso le Ferrovie dello Stato sono considerati come servizi prestati presso le Amministrazioni Statali se prestati fino al 13/6/1985;
i servizi prestati presso L’Azienda di stato Servizi Telefonici (Poste e telecomunicazioni) sono considerati come servizi prestati presso le Amministrazioni Statali se prestati fino al 13712/1992;
La nota fornisce utili elementi per garantire una valutazione omogenea delle domande in tutte le province anche se per alcune questioni l’interpretazione del MIUR risulta particolarmente restrittiva: in particolare per quanto riguarda la valutazione del titolo più elevato (creando disparità per chi ha dichiarato un solo titolo e chi più di uno), la non valutabilità del servizio civile volontario (che per legge è equiparato al servizio militare), le date di scadenze per la valutabilità di alcuni servizi nelle amministrazioni privatizzate.
Su queste questioni abbiamo sollecitato un ulteriore approfondimento al Miur.

Per le eventuali situazioni controverse è opportuno rivolgersi direttamente alle sedi territoriali della FLC Cgil.


Personale ATA. Organici per l’a.s. 2009/10: esiti incontro al Ministero

Nell’apposita “informativa” – tenutasi giorni fa al MIUR – l’Amministrazione (che nei giorni scorsi aveva trasmesso, così come richiesto dalle Organizzazioni Sindacali, il testo del “Regolamento sulla definizione dei criteri e dei parametri per la definizione degli organici ATA” approvato in via definitiva il 28 maggio dal Consiglio dei Ministri) ha illustrato lo schema dello specifico Decreto Interministeriale.

Il nuovo testo del provvedimento – che recepisce alcune delle osservazioni formulate dalla CISL Scuola e dalle altre Organizzazioni Sindacali nella riunione del 6 maggio – ricalca, però, l’impianto precedente: anche in presenza di alcune “aperture” il decreto presenta criticità che necessitano di un approfondimento “politico” piuttosto che “tecnico”.

La CISL Scuola

ha ribadito il dissenso espresso nei mesi scorsi;
ha rimarcato ancor di più l’illogicità di una disposizione che non tende al potenziamento della struttura amministrativa e dei servizi a sostegno della scuola della autonomia;

ha sottolineato che il solo scopo del provvedimento è la realizzazione di risparmi a prescindere dalla funzionalità, dall’efficienza e dall’efficacia della scuola pubblica, con il risultato, altresì, di penalizzare anche le prospettive di crescita professionale dei lavoratori interessati;

ha evidenziato che, in tal senso, l’eliminazione dell’articolo relativo alla definizione dell’area “C” fa venir meno l’attenzione con cui la CISL Scuola aveva accolto detta previsione nel testo di prima lettura, a dimostrazione dell’approssimazione e della contraddittorietà delle affermazioni del Governo e del Ministro circa la qualità della scuola e la professionalità del personale.