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Docenti precari non abilitati: in avvio i ricorsi di Adida

L’ Adida (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare) fa sapere di essere in procinto di avviare una serie di azioni legali e ricorsi rivolti a tutti quei soggetti aventi titolo all’inserimento nella III fascia delle graduatorie d’Istituto e ai sensi del DM 56/09 definiti possessori di titoli validi all’insegnamento e, nonostante tutto, discriminati dal MIUR in quanto ritenuti personale non abilitato allo svolgimento della professione, il quale però dimostrando un’incoerenza ed una irrazionalità senza uguali, ha assunto ed utilizzato tale personale anche per decenni assumendoli su cattedre vacanti e supplenze.

Al fine di porre fine una volta per tutte a questa situazione paradossale ed insensata, in aperta violazione inoltre di molte decreti, leggi e direttive comunitarie stanno per essere avviati una serie di ricorsi rivolti al riconoscimento del valore abilitante del titolo posseduto da tali soggetti, per il riconoscimento del valore formativo di un’esperienza formativa almeno triennale e contro i test di sbarramento ai TFA. Un altro ricorso verrà inoltre avviato prossimamente per l’accesso alle Graduatorie ad Esaurimento ed alla Prima e Seconda Fascia delle Graduatorie d’Istituto (Docenti Trentini).

Tra le altre attività rivolte al personale abilitato e no della scuola che l’associazione sta per avviare va inoltre menzionato il ricorso al giudice del lavoro contro lo sfruttamento del lavoro precario e per le differenze retributive.

www.associazioneadida.it

Risultato shock di un’indagine: il 33% dei giovani è possibilista sul prostituirsi per pagarsi gli studi e se non si trova lavoro

E’ questo il risultato di un’indagine shock condotta da Studenti.it tra i suoi utenti.

L’indagine, dal risultato shock, è stata svolta per approfondire un aspetto emerso nel corso di un’inchiesta sul lavoro precario: tra le tante testimonianze drammatiche di precari e disoccupati giunte nella redazione di Studenti.it, il 10% riguardava storie di donne che per sfuggire alla disoccupazione e al precariato avevano scelto di prostituirsi.

Studenti.it, portale del Gruppo Banzai e leader sul target giovani con 2.695.000 utenti unici al mese (Dati Audiweb Gennaio 2011), ha voluto capire come si pongono le persone di fronte ad un fenomeno, quello della prostituzione, che negli ultimi tempi – forse anche a causa della crisi- sembra crescere inesorabilmente.

Il risultato dell’indagine mostra una società ormai assuefatta al fenomeno, che non si scandalizza più di nulla, tant’è che, a fronte di un 67% di giovani secondo cui ci sono sempre alternative valide, il 13% degli utenti che ha partecipato all’inchiesta dichiara di giustificare la prostituzione perché tanto “lo fanno tutti”, il 20% risponde che “dipende”. In definitiva il 33% dei giovani italiani è assolutamente possibilista.

Alcune testimonianze

Una donna di 36 anni diplomata che cerca lavoro ogni settimana, ma nessuno gliene offre uno stabile che le permetta di avere una vita dignitosa. Elena è di bella presenza e così ha deciso di fare la escort: “Mi sembra ingiusto che alle persone giovani debba essere negato un futuro senza una valida ragione”.

Un’altra donna di 33 anni, stessa scelta e stessa denuncia: “Questo è un paese che ti apre le porte solo se sei disposta ad aprire le gambe”.

Paola, 30 anni, ha sempre lavorato con contratti a termine ma ad un certo punto son mancati anche quelli e racconta: “Sono intelligente, una bella donna. Mi sono prostituita prendendo 150 euro per un’ora, l’ho fatto 3 volte. E mi fa tutto schifo”.

Per approfondimenti:

www.studenti.it/lavoro/primipassi/prostituzione-giovanile-sempre-di-piu-per-pagare-le-bollette.php

http://www.studenti.it/lavoro/leggicontratti/una-vita-con-la-data-di-scadenza.php

Per i precari della scuola di Torino uno stato di precarietà permanente

Questa è la situazione della scuola, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, di fronte ai tagli agli organici e alle risorse previsti dalla legge 133/08, alla quale si aggiunge la pesantezza della manovra economica estiva, che ha previsto, tra l’altro, il blocco dei Contratti e degli scatti di anzianità per il personale di ruolo.
MA PER IL PERSONALE PRECARIO la situazione è sempre più tragica
Altri 41.000 posti sono stati tagliati con la seconda trance della legge 133 e, nonostante tutto, visto i pensionamenti, i posti vacanti per le immissioni in ruolo sarebbero stati oltre 30.000: questo a testimoniare l’enormità del lavoro precario sfruttato nella scuola (circa 200 mila i supplenti docenti e ata), visto il notevole risparmio di cui gode l’Amministrazione la quale risparmia su ogni supplente circa 8.000 € l’anno, tra stipendi estivi non pagati e scatti di anzianità di cui i precari non godono (e che comunque neppure quelli di ruolo ne godranno, almeno per un triennio).
Solo 10.000 docenti e 6.500 Ata sono stati invece assunti di ruolo
Con i nuovi tagli circa 20.000 docenti e ata, che l’anno scorso avevano stipulato un contratto annuale o fino al termine dell’attività didattica, rimarranno fuori dalle nomine, soprattutto per alcune classi di concorso (pensiamo al taglio delle ore con l’avvio della cosiddetta riforma delle superiori) e al Sud, dove già sono in corso scioperi della fame e azioni esasperate di protesta che devono trovare – con l’approssimarsi dell’inizio dell’anno scolastico – una generalizzazione e soprattutto forme incisive di lotta, come è stato, lo scorso giugno, lo sciopero nei giorni degli scrutini.
E’ importante, però, sottolineare l’importanza di non delegare ai soliti sindacati “rappresentativi” (che sarebbe meglio chiamare “concertativi”) le sorti delle migliaia di docenti e Ata che da precari si ritroveranno disoccupati, senza possibilità, vista la situazione generale del mondo del lavoro, di trovare alcuna occupazione.
Non vogliamo forme di ammortizzazione sociale (vedi l’ “ammazza precari”, che è una ulteriore presa in giro e un ritorno, anche nelle scuole, a forme di caporalato):
VOGLIAMO LAVORARE COSI’ COME ABBIAMO FATTO IN TUTTI QUESTI ANNI , PERMETTENDO ALLA SCUOLA PUBBLICA IL NORMALE SVOLGIMENTO DELLE LEZIONI
Ed è, per tutti noi, una offesa sentire presunti “rappresentanti dei lavoratori” (vedi La Stampa del 28/08/2010) dichiarare che “…i docenti che hanno manifestato venerdì scorso occupando via Pietro Micca (sede dell’Usr regionale) sono stati colpiti dai tagli solo quest’anno, altre materie sono già state martoriate negli anni scorsi. ………. queste manifestazioni estemporanee non portino alcun risultato”
Questo è stato l’obiettivo del Governo e di questi sindacati (Cisl, Uil, Snals prima di tutto) che l’anno scorso non hanno mosso un dito per bloccare la riforma e i tagli, anzi hanno cercato di delegittimare le forme di lotta messe in campo dai Cobas (blocco degli scrutini): dividere i lavoratori e far passare in sordina i tagli e le presunte riforme.
E’ necessario che docenti ed Ata (precari e non) sappiano che i veri loro nemici non sono solo i Governi, che in questi anni si sono succeduti, ma che una forte responsabilità di questa disgregazione è dovuta al ruolo connivente dei sindacati “concertativi” e che solo l’unità di tutti i lavoratori della scuola può invertire la rotta.
Vi invitiamo, quindi, a questi 2 importanti appuntamenti:

Martedì 31 Agosto alle ore 10 all’I.M.“Berti” via Duchessa Jolanda27 chiusura delle convocazioni con Assemblea finale
Giovedì 2 Settembre ore 17 riunione dei precari presso la sede dei Cobas Scuola Via San Bernardino 4 – Torino

Cobas Scuola Piemonte
via San Bernardino 4 – 10141 Torino
tel/fax 011334345 cell.3477150917
e-mail: cobas.torino@yahoo.it
www.cobascuolatorino.it

Aumentano gli iscritti alla CGIL, a trainare la crescita è la FLC

 

Via: www.flcgil.it

Aumentano gli iscritti alla CGIL, a trainare la crescita è la FLC

A dicembre 2008 la FLC ha raggiunto la cifra record di 187.781 iscritti. Il dato del tesseramento relativo al 2008 registra un incremento del 3,41%

La CGIL chiude il 2008 con 5.734.855 iscritti, +0,65%. Fra le diverse categorie la FLC Cgil è quella che cresce di più con un incremento di 6.186 iscritti, pari al 3,41%.

A dicembre 2008 la FLC ha raggiunto la cifra record di 187.781 iscritti. L’attenzione rivolta soprattutto verso i settori più deboli ha fatto crescere, in particolare, le adesioni provenienti dai settori privati, fra i giovani e dalle fasce di lavoro precario. Fra il personale a tempo determinato la crescita degli iscritti rispetto al 2007 è di quasi il 40%.

Nei primi sei mesi del 2009 si conferma il trend positivo con una crescita ancora più sensibile: solo nel comparto scuola si registra un +3,50% (+4.310 iscritti).

Evidentemente, la coerenza e la fermezza della FLC nel proseguire, anche da sola, le battaglie per fare della conoscenza un motore dello sviluppo del Paese, anziché la cenerentola del bilancio dello Stato, sta pagando.

Dare dignità al lavoro, considerare la scuola come una risorsa anziché come un covo di fannulloni e una spesa da tagliare, chiedere qualità nelle università e valorizzazione della ricerca, sono le azioni della FLC che i lavoratori hanno mostrato di apprezzare e condividere aderendo alla nostra organizzazione.

I risultati del tesseramento si affiancano a quelli delle elezioni delle RSU (Rappresentanze Sindacali Unitarie) dove la FLC Cgil conferma il consenso, estendendolo a tutti i settori della conoscenza.