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Il dramma dei lavoratori precari a Caserta e a Benevento

 

Il dramma dei lavoratori precari a Caserta e a Benevento
Questo blog pubblica news sulla scuola, graduatorie scuola, graduatorie ad esaurimento

 

Via: www.flcgil.it

È l’effetto dei pesanti tagli agli organici della scuola pubblica che da mesi denunciamo.

Sono 800 i lavoratori precari, tra docenti e personale ATA, che in provincia di Caserta stanno vivendo i drammatici effetti dei tagli agli organici alla scuola pubblica. Nicola e la moglie Amalia sono due di loro. Entrambi hanno alle spalle diversi anni di nomine e la prospettiva di rimanere senza lavoro li ha spinti ad un gesto estremo: hanno scavalcato una finestra dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Caserta e minacciato di lanciarsi nel vuoto.

Hanno chiesto alla FLC Cgil di farsi tramite di richieste alle Istituzioni di interventi significativi per la risoluzione dei problemi. Enrico Grillo, segretario generale della FLC Cgil di Caserta, ha seguito la vicenda e ci ha inviato la nota che pubblichiamo di seguito.

A Benevento, invece, prosegue l’occupazione del tetto dell’Ufficio Scolastico Provinciale da parte dei precari della scuola. Sotto il sole intenso del mattino ed il freddo pungente della notte è trascorsa la prima giornata. Solidarietà da parte di tanti precari, istituzioni e sindacati che stanno sostenendo il gesto disperato delle sette precarie. Presenti un centinaio di persone che hanno partecipato all’importante occasione della Giunta del Comune di Benevento riunita, simbolicamente, sotto il luogo dell’occupazione. Significativo il contributo che tutti gli interventi hanno dato alla discussione, e la proposta di istituzione di un tavolo regionale sul problema dei precari, che veda la partecipazione dei precari stessi nel determinare un possibile cambiamento del futuro tragico che stanno vivendo. Leggi il comunicato della FLC Cgil di Benevento.

Roma, 30 agosto 2009


Nicola è uno degli 800 precari (personale ATA e docenti) che quest’anno rimane escluso dagli incarichi per i tagli imposti dalla finanziaria e dalla legge 133. I numeri fissati impietosamente dalla finanziaria hanno determinato nella nostra provincia uno stato di grande sofferenza lasciando senza lavoro e senza reddito 350 lavoratori ATA, 450 docenti, precari sì, ma con diversi anni di incarichi e addirittura idonei all’assunzione in quanto in possesso di abilitazioni e idoneità. Nicola e la moglie Amalia, pubblicato il calendario dei convocati hanno avuto la certezza che sarebbero rimasti senza incarico e senza reddito.

Nicola viene da Brescia, dove aveva maturato i 24 mesi necessari all’inclusione nella tanto agognata prima fascia. È laureato, con due figli e una madre anziana qui a Caserta che non ha voluto lasciare sola, fidando sulla possibilità, una volta in prima fascia di lavorare nella sua terra. Poi però è partita la finanziaria e la legge 133 che sottraendo finanziamenti della scuola statale ha imposto il taglio di 142000 posti di lavoro in tre anni. In Campania i tagli di quest’anno ammontano a circa 8000 posti di lavoro, qui a Caserta prevediamo un bilancio negativo di circa 800 posti.

Superata l’incredulità è facile farsi prendere dalla disperazione, dallo sconforto, dalla voglia di ribellarsi e comunque comunicare alla società silente tutta la sofferenza e l’umiliazione e la rabbia che si materializza davanti all’esiguità dei convocati, sapendo poi che il territorio casertano ha ben 225 scuole che già quest’anno, in relazione ai tagli effettuati l’anno precedente, risulta pregiudicato nell’efficienza scolastica.

Ricordiamolo, tagli su tagli significano classi affollate, diversamente abili senza sostegno specialistico, riduzione del tempo scuola e azzeramento del tempo pieno (in provincia nella primaria, cioè la scuola elementare, solo un terzo delle prime classi per le quali i genitori avevano chiesto offerta didattica pomeridiana è stata autorizzata), chiusura e depotenziamento dell’educazione per gli adulti (in provincia sono stati svuotati di organico i serali di Caserta e Maddaloni), plessi scolastici senza la vigilanza dei bidelli, laboratori senza i tecnici necessari a farli funzionare, segreterie senza amministrativi per gestire le mille attività che la soppressione dei Centri Scolastici Amministrativi provinciali ha riversato sulle singole scuole. Significa cioè meno scuola e meno saperi per tutti, meno diritti alla emancipazione sociale, alla mobilità sociale e alla cittadinanza attiva che solo la conoscenza può assicurare. Con l’aggravante qui a Caserta di un territorio difficile dove criminalità organizzata, povertà, disgregazione sociale e emigrazione delle intelligenze preconfigurano uno scenario futuro molto diverso da quello che una società civile si aspetterebbe.

Nicola e Amalia sono saliti sul cornicione del secondo piano del Provveditorato e hanno gridato la loro rabbia e la loro disperazione, hanno chiesto della CGIL, hanno chiesto alla CGIL di farsi tramite di richieste alle Istituzioni di interventi significativi per la risoluzione dei problemi. Il sottoscritto segretario provinciale ha immediatamente chiesto alla Prefettura di Caserta di convocare un tavolo tecnico per verificare col Commissario provinciale la possibilità di stanziare dei finanziamenti provinciali per attivare posti di lavoro nella scuola pubblica. Il dott. Cupello, a nome del Prefetto in quel momento assente, ha assicurato che avanzerà la richiesta di un tavolo tecnico urgente per martedi p.v.. Segnalata la situazione al segretario generale della FLC Cgil Domenico Pantaleo abbiamo subito dopo avuto comunicazione di un tavolo tecnico ministeriale per il giorno 3 settembre.

Alla fine, grazie alla solidarietà e all’impegno di quanti insieme a noi hanno contribuito al dialogo con Nicola e Amalia, siamo riusciti a convincerli a desistere dai disperati propositi. Con grande umanità l’ispettore Persico, dopo aver testimoniato e garantito dell’impegno assunto dalle istituzioni nella riunione sollecitata in Prefettura dalla FLC Cgil nella mattinata, ha teso la mano ai precari e prima Amalia poi Nicola sono rientrati nell’edificio.

Nicola e Amalia sono usciti dall’Ufficio scolastico tra gli applausi di solidarietà di quanti erano in apprensione nella strada transennata e presidiata da vigili del fuoco, ambulanze e polizia.

Intanto i precari ata e docenti hanno deciso di palesare il diffuso disagio con un sit in di protesta che verrà organizzato a partire da lunedi.

Enrico Grillo
Segretario Generale della FLC Cgil Caserta
www.flcgilcaserta.it


Supplenze nel caos: colpevole ritardo del Ministero

 

Via: www.flcgil.it

 

Supplenze nel caos: colpevole ritardo del Ministero

Ancora nessuna notizia sulla circolare per le supplenze e sui provvedimenti di tutela dei lavoratori precari

Tra pochi giorni si riaprono le scuole e mentre il Governo discute sulla modifica dell’inno nazionale, dell’introduzione obbligatoria dello studio del dialetto, delle assunzioni dei docenti per diritto territoriale e delle “gabbie salariali”, gli uffici periferici dell’amministrazione si apprestano, nel caos più totale, a predisporre le operazioni di inizio dell’anno scolastico.

Le (poche) immissioni in ruolo e le nomine del personale supplente annuale sia docente che ata dovranno essere effettuate entro il 31 agosto, per permettere alle istituzioni scolastiche di programmare regolarmente le attività didattiche.

A tutt’oggi il Ministero non ha ancora emanato la circolare annuale sulle supplenze (salvo le anticipazioni informali dell’incontro del 7 luglio), lasciando gli uffici periferici e i lavoratori precari senza indicazioni precise ed uniformi.


Inoltre dopo mesi di riflessioni sulla sentenza del Tar Lazio sull’inserimento “ a pettine” nelle graduatorie ad esaurimento dei supplenti docenti provenienti da altra provincia , il Ministro ha invitato gli Uffici Scolastici Regionali a predisporre le graduatorie in difformità al dispositivo stesso, senza ufficializzare la presentazione del ricorso al Consiglio di Stato con il rischio di dover rifare tutte operazioni di nomina effettuate.
Dopo le assicurazioni verbali avute nell’incontro del 4 agosto non ci sono pervenute notizie certe sui “contratti di disponibilità” e tanto meno ci sono certezze sulla generalizzazione degli accordi regionali per le attivazioni di ulteriori supplenze annuali.

Andremo all’incontro tecnico convocato al Ministero il 26 agosto, con la nostra piattaforma, per difendere i diritti di tutto il personale precario (dai contratti regionali, alla convenzione INPS) e ci riserviamo di verificare gli impegni del Governo.

Intanto gli Uffici scolastici Regionali e Provinciali da lunedì 24 agosto hanno iniziato le operazione di nomine e assegnazioni senza indicazioni precise e senza certezze.

Tutte le strutture territoriali della FLC saranno presenti alle nomine e saranno impegnate a sostenere e difendere tutti i lavoratori e a denunciare i ritardi e le inadempienze dell’amministrazione.

I tagli, voluti dal ministro Gelmini, produrranno il licenziamento di decine di migliaia di precari , sopratutto al Sud e metteranno in discussione, con il sistema nazionale d’istruzione, anche il diritto all’apprendimento di qualità per tutti sancito dalla nostra Costituzione per arrivare magari alla istruzione regionalizzata .
La FLC Cgil ha difeso e continuerà a difendere l’occupazione, il sistema d’istruzione pubblico e i valori fondamentali della nostra Costituzione .

Come abbiamo preannunciato, saremo presenti fin dall’inizio dell’anno scolastico, con una forte mobilitazione territoriale per difendere i lavoratori precari e le loro famiglie che quest’anno rischiano di vedere negata per sempre una prospettiva di lavoro nella scuola.

 

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Campania, organici: confermato lo smantellamento della scuola pubblica

 

Via: www.flcgil.it

Campania, organici: confermato lo smantellamento della scuola pubblica

Più di ottomila posti tagliati: 6.200 docenti e 2.000 ATA. Documento della FLC Cgil Campania.

Organici docenti ed ATA 2009/2010
NESSUNA NOVITÀ: CONFERMATO LO SMANTELLAMENTO DELLA SCUOLA PUBBLICA CAMPANA

Documento della FLC Cgil Campania

In questi giorni la Direzione scolastica regionale sta ultimando la definizione degli organici del personale docente ed amministrativo-tecnico-ausiliario che dal 1° settembre dovrà far funzionare le scuole pubbliche della nostra regione: confermati tutti i tagli previsti, compresi quelli della seconda fase (organici di fatto), che, per la Campania, significano altri 535 docenti in meno.
Non era, quindi, vero quanto sbandierato dal ministro Gelmini, ammaliando anche qualche Organizzazione sindacale, su cinquemila posti recuperati sul taglio nazionale.
Le scuole campane dovranno funzionare con 6.200 docenti e 2.000 ATA in meno. Più di ottomila posti tagliati, una enormità, con gravissime conseguenze sul piano della qualità dell’offerta formativa e dei livelli occupazionali.


In una regione del Mezzogiorno, la Campania, alla quale il Governo continua a tagliare fondi già programmati, con l’indebolimento della scuola pubblica si colpiscono principalmente i più deboli: bambini e bambine, ragazzi e ragazze che solo con la formazione pubblica possono avere pari opportunità educative, indipendentemente dalla situazione socio-economica di provenienza, e i lavoratori precari, molti dei quali, con il loro lavoro pluriennale, contribuiscono ampiamente al funzionamento della scuola ed ora rischiano di restare senza lavoro.
È una situazione difficilissima.

La scuola a settembre non può iniziare come se nulla fosse!

 

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Precari: riconosciuto il risarcimento dei danni

 

Importante sentenza del Tribunale ordinario di Viterbo
su ricorso predisposto dalla Uil Scuola
Riconosciuto il risarcimento dei danni

La sentenza riconosce e quantifica il riconoscimento del danno subito dai lavoratori precari nei confronti dei quali è stato più volte reiterato il contratto annuale.
Nel ricorso era stata richiesta la stabilizzazione e in subordine il risarcimento del danno.

La sentenza ripropone e rafforza la validità e la percorribilità dell’iniziativa sindacale della Uil Scuola a tutela dei precari per la continuità nell’attività didattica e dei servizi complementari.

La Uil Scuola sollecita il Governo a prevedere oltre le immissioni in ruolo, contratti pluriennali e stabilità nel rapporto di lavoro.

Estendendo i ricorsi, incalzeremo il Governo per una soluzione che vada oltre il pagamento del risarcimento per il danno, cosa che comunque sarà acquisita dai ricorrenti.

 

Il dispositivo della sentenza

Il Giudice dichiara l’illegittimità dei contratti a termine stipulati in successione tra i ricorrenti ed il Miur dopo il 24.10.2001 e per l’effetto condanna il Ministero residente in persona del Ministro p.t. al risarcimento dei danni in favore dei ricorrenti in misura pari a tante mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto di seguito per ciascuno indicate ( da 3,5 a 6 mensilità) oltre agli interessi legali e rivalutazione monetaria dalla scadenza dell’ultimo contratto.