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Non si fermano gli attacchi del governo ai lavoratori della scuola

 

PER RESPINGERE I TAGLI E I LICENZIAMENTI UNIFICHIAMO LE LOTTE

180 mila licenziamenti di precari della scuola (400 solo nella nostra provincia), blocco degli scatti stipendiali per i lavoratori a tempo indeterminato, chiusura delle finestre per le pensioni, drastico taglio dei finanziamenti alla scuola pubblica. Governo e padroni stanno distruggendo la scuola pubblica: lo scopo è favorire la privatizzazione dell’istruzione pubblica a danno dei figli dei lavoratori che dovranno accontentarsi di un’istruzione di serie B.

Per i precari della scuola, se le cose non cambieranno drasticamente, si annuncia un futuro di disoccupazione: stanno per essere approvate leggi che prevedono addirittura la cancellazione delle graduatorie dei precari, che saranno sostituite con albi regionali di “liberi professionisti” sottopagati. Di fatto i precari della scuola dovranno accontentarsi di diventare dei “lavoratori in affitto”!

Le tante lotte messe in campo dai lavoratori della scuola di tutta Italia (dalle proteste e occupazioni dei provveditorati allo sciopero degli scrutini, dal blocco dello stretto di Messina alle proteste sui tetti) non sono bastate a respingere i tagli. Noi crediamo che la lotta non si debba fermare e che solo unificando la nostra battaglia a quella dei lavoratori delle altre categorie sarà possibile respingere gli attacchi del governo, a partire dalla costruzione di un grande sciopero generale.

CHIEDIAMO A TUTTI I LAVORATORI DELLA SCUOLA DI PARTECIPARE SABATO 26 FEBBRAIO ALL’ASSEMBLEA PROMOSSA DA OPERAI, STUDENTI, INSEGNANTI, PRECARI E CASSAINTEGRATI ALLE ORE 15.30 PRESSO L’ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA DI VIA BORELLI A MODENA.

Per info: precariscuolamo@gmail.com

Scandalosa gestione da parte della Regione Sicilia degli accordi Miur-Regione

L’ USB Scuola Palermo denuncia la scandalosa gestione, da parte della Regione Sicilia, degli accordi Miur-Regione o “Progetti Por”. Con riferimento sia alla prima annualità 2009/2010 svoltasi tra maggio-dicembre 2010, sia alla seconda annualità 2010/2011, si rilevano le seguenti gravi criticità:

1)A distanza di due mesi dal termine della prima annualità molti lavoratori della scuola lamentano il mancato saldo finale, da parte delle scuole capofila, delle cifre da corrispondere per l’attività svolta. Si rileva inoltre come molte delle suddette scuole, oltre a non aver provveduto al saldo finale, risultano inadempienti anche in relazione al saldo del primo acconto che la Regione Sicilia ha già provveduto ad inviare alle scuole.

2)Constatiamo che ai lavoratori della scuola impegnati nelle attività previste sono stati applicati e fatti firmare, dalle scuole capofila, tipologie contrattuali differenti (co.co.pro. in alcuni casi, contratti di prestazione d’opera in altri), determinando trattamenti economici differenti e un caos generalizzato riguardo la tipologia contrattuale da applicare.

3) In relazione alla seconda annualità dei Progetti regionali (2010/2011), tardano ad avviarsi le procedure di nomina da parte degli Uffici Scolastici Regionali con il conseguente dilatarsi dei tempi di avvio dei progetti che determinerà, come nell’annualità precedente, l’accavallarsi dello svolgimento degli stessi con le procedure di nomina a tempo indeterminato e determinato da “graduatorie ad esaurimento” previste per il mese di Settembre.

L’Assessorato alla Pubblica Istruzione, le scuole capofila e l’Ufficio Scolastico Provinciale di Palermo si rimpallano le responsabilità, costringendo i lavoratori della scuola ad “elemosinare” ciò che gli spetta di “diritto”, nel silenzio totale dei sindacati concertativi (Cgil, Cisl, Uil e Snals) che hanno avallato come nuova panacea la soluzione tampone degli accordi Miur-Regione.
Troviamo scandaloso l’aberrante utilizzo di contratti parasubordinati all’interno della scuola pubblica per lo svolgimento di attività che rientrano pienamente nella normale gestione delle scuole, nonché l’utilizzo dei fondi europei, che dovrebbero essere dirottati per le esigenze delle “zone depresse”, per far fronte agli 8 miliardi di tagli e al licenziamento di 133.000 lavoratori della scuola voluti dal governo centrale.
Il personale della scuola (ATA e docenti) dopo aver contributo per anni al normale funzionamento del sistema di istruzione pubblica, si ritrova ad essere degradato nelle professionalità acquisite, costretto ad un’estenuante attesa per ricevere i compensi spettanti (4200 euro nette per 300 ore di attività, 14 euro all’ora), il tutto a causa della gestione superficiale, confusionale ed illogica dei Progetti Por da parte dell’Assessorato Siciliano alla Pubblica Istruzione.

Chiediamo all’Assessorato alla Pubblica Istruzione di intervenire nell’immediato per:

1) Sollecitare le scuole capofila a provvedere al saldo totale dell’ammontare che spetta ai lavoratori, svolgendo la propria funzione di controllo sulle reali attività svolte nelle scuole dagli stessi ed escludendo dalla seconda annualità le scuole inadempienti;

2) Chiarire la tipologia contrattuale da applicare ai lavoratori della scuola, per evitare trattamenti economici differenti ed aprire un’ulteriore “guerra tra poveri”;

3) Avviare le procedure necessarie per consentire le nomine relative alla seconda annualità, consentendo l’avvio dei Progetti 2010/2011.

USB P.I. Palermo Coordinamento Scuola

Via Michele Cipolla, n.74
Telefono: 091.582321 Fax: 091.6120210
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Sito Web: http://www.usbscuolapalermo.blogspot.com
Facebook: Usb Scuola Palermo

Contro i tagli all’Istruzione servono risposte forti: insufficienti le mobilitazioni messe in campo

Pubblichiamo un comunicato del Coordinamento Precari della Scuola di Modena che ribadisce l’urgenza di unire le lotte fra tutti i comparti e porta come esempi le manifestazioni di sciopero congiunte in Francia e Spagna.

Non si fermano gli attacchi del governo contro i lavoratori della Scuola. Oltre al blocco degli scatti stipendiali, alla chiusura delle finestre per le pensioni, all’aumento a 65 anni dell’età pensionabile per le donne, al licenziamento di 200 mila precari in tre anni, già si parla dell’imminente approvazione delle leggi Aprea a Pittoni, che prevedono il definitivo smantellamento delle graduatorie ad esaurimento a vantaggio di “albi regionali” in cui probabilmente prevarrà la chiamata diretta da parte dei presidi.

A tutto ciò vanno aggiunti altri provvedimenti che già sono sul desco del governo: lo smantellamento delle Rsu, la cancellazione delle funzioni degli organi collegiali (le scelte che oggi spettano al collegio docenti saranno decise da un… consiglio di amministrazione), la trasformazione delle scuole in aziende, la gerarchizzazione del personale docente, l’introduzione del licenziamento facile anche nella Scuola, gli spot pubblicitari delle aziende sui banchi di scuola…

E’ evidente che, di fronte a un attacco di tale portata (presto ci chiederanno anche di rinunciare per alcuni mesi allo stipendio, come già capita a tanti supplenti che per mesi non ricevono un salario) servono risposte forti. Non bastano gli scioperi una volta ogni tanto, soprattutto se limitati alla sola categoria dei lavoratori della scuola, o se – come nel caso degli scioperi indetti ogni 15 giorni dalla direzione Cgil a partire dall’8 ottobre – limitati alla sola prima ora. Parallelamente, riscontriamo, da parte del sindacalismo di base, la solita tendenza alla frammentazione delle iniziative: i Cobas Scuola scioperano il 15 ottobre, nella nostra regione Unicobas (un piccolo sindacato che qui in Emilia non esiste) ha deciso invece di proclamare lo sciopero dell’intera giornata l’8 ottobre. E’ chiaro che in questo quadro di iniziative frammentarie lo stesso strumento dello sciopero – pesando sulle tasche dei lavoratori senza riuscire a strappare risultati – rischia di risultare screditato.

Quello che serve oggi è altro. Occorre costruire una mobilitazione ad oltranza e su larga scala, che coinvolga i lavoratori di tutti i settori, del pubblico e del privato: solo unendo le lotte di tutti i lavoratori – da Castellamare di Stabia a Pomigliano, dal mondo della fabbrica a quello della Scuola – sarà possibile respingere l’attacco in corso. L’esempio ci viene dal Sud Africa, dove uno sciopero iniziato nelle scuole si è prolungato per due settimane, coinvolgendo gli altri lavoratori del pubblico e del privato e riuscendo a ottenere aumenti salariali e il ritiro dei tagli. Ma anche in Francia e Spagna ci sono stati in questi giorni scioperi di massa di tutte le categorie con manifestazioni oceaniche.

Con queste premesse, il Coordinamento Precari della Scuola di Modena:

– esprime piena solidarietà allo sciopero degli studenti dell’8 ottobre

– fa appello ai lavoratori della scuola a partecipare il 7 ottobre a Modena alla manifestazione degli operai della Fiom, alla manifestazione del 9 ottobre a Torino sotto i cancelli della Fiat promossa da Usb e il 16 ottobre alla manifestazione nazionale dei metalmeccanici Fiom a Roma

– aderisce allo sciopero della scuola del 15 ottobre

Blog: www.precariscuolamodena.worpress.com

Di Menna (Uil Scuola): A settembre pagato lo scatto a chi lo ha maturato

Anche Di Menna, segretario di Uil Scuola interviene sullo scatto di anzianità nella busta di settembre.

Un risultato utile per i lavoratori della scuola, conseguito grazie all’azione congiunta, determinata, intelligente e utile dei sindacati scuola Cisl, Uil, Snals, Gilda.

Viene quindi smentito chi non ha creduto nel confronto e nella capacità di trattativa del sindacato e si è limitato a protestare.

La Uil Scuola ha ora sollecitato il ministro ad aprire un confronto per l’emanazione del decreto e sull’utilizzo complessivo delle risorse del 30% anche per la valorizzazione professionale

I Cobas Scuola Abruzzo protestano sotto la Rai di Pescara

Riceviamo dai Cobas Scuola Abruzzo un comunicato stampa nel quale annunciano una manifestazione di protesta a Pescara, sotto la sede Rai, per mercoledì 15 settembre, alle ore 15. Tutti gli insegnanti, il personale ata, i genitori e gli studenti della zona sono invitati ad aderire.

Dopo il riuscito sciopero di protesta a Giugno contro i tagli alla scuola pubblica e il blocco dei salari, i Cobas invitano i lavoratori della scuola ad impegnarsi in unapiù intensa e radicale opposizione al governo Berlusconi. La finanziaria 2011 infatti già incombe minacciosa sulla scuola pubblica. In questo contesto i cobas, oltre a fornire un appoggio concreto ai precari presenziando alle operazioni di nomina delle supplenze, lanciano un appello aidocenti di ruolo a:

1) non “rubare” i posti di lavoro ai precari della scuola, rifiutando qualsiasi composizione di cattedre, che vadano oltre le 18 ore

2) rifiutare la disponibilità a qualsiasi impegno che esuli da quelli obbligatori, legati alle proprie funzioni.

3) rifiutare le “supplenze mascherate”, che spesso si verificano nelle scuole, in cui in caso di assenza di docenti, le classi vengono “frammentate”, in varie altre classi, evitando così di dover nominare docenti supplenti.

4) dichiarare la non disponibilità ad accompagnare gli studenti in gita, creando così un blocco generalizzato delle gite.

5) portare avanti una battaglia, scuola per scuola, per l’insegnamento alternativo all’ora di religione, che spesso viene lasciato al caso ed è invece un obbligo delle singole scuole per coloro che non si avvalgono dell’ insegnamento della religione.

6) segnalarci le scuole dove non sono rispettati i criteri di sicurezza, in rapporto alle condizioni delle aule e al numero degli alunni per classe. I Cobas hanno preparato un vademecum su queste edaltre problematiche a disposizione dei lavoratori.

MERCOLEDI’ 15 SETTEMBRE ORE 15.00

PRESIDIOCONTRO LA DISTRUZIONE DELLA SCUOLA PUBBLICA SOTTO LA SEDE RAI DI PESCARA(VIA De Amicis 27)

www.cobasabruzzo.it

Anno scolastico 2010 2011: un fascicolo dalla Cgil per i lavoratori

Inizia l’ anno scolastico 2010 2011, il secondo dell’era Gelmini-Tremonti.

Quindi quest’anno tutti i fattori quali Tagli di organico, di orari e di discipline andranno a sommarsi a quelli già effettuati in quello appena passato.

La Flc Cgil ha pensato fosse necessario realizzare un fascicolo che possa sostenere i  lavoratori della scuola nella difficile e duplice funzione:

essere soggetti garanti del ruolo della scuola pubblica che questo Governo ha tutto l’interesse a smantellare
essere protagonisti di una stagione di denuncia e di lotta che faccia crescere la consapevolezza nel paese dei disastri che le scelte politiche ed economiche del Governo stanno producendo in questa fondamentale istituzione.

Ecco il link alla pagina dove potrete consultare o salvarvi il documento di “resistenza scolastica”: Fascicolo.