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Considerazioni ADIDA sulla posizione dei sindacati rispetto al problema dell’abilitazione dei precari di III fascia

In merito alla proposta di decreto sulla formazione iniziale docenti, sul quale si è da pochi giorni espressa la VII Commissione Cultura della Camera dei Deputati, l’ ADIDA (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare) ha potuto apprezzare che, durante le audizioni, tutte le organizzazioni sindacali si sono trovate d’accordo nell’individuare una soluzione che consenta agli insegnati precari di III fascia, con diversi anni d’insegnamento, l’ammissione diretta all’anno di tirocinio formativo attivo abilitante.

La posizione espressa di singoli sindacati, però, non è uniforme e alcune proposte si distinguono per incisività e convinzione mentre altre si limitano ad un appoggio poco più che formale. È intento di ADIDA, quindi, mettere in evidenza queste differenze, per fornire ai nostri aderenti o, semplicemente, a tutti gli interessati, una sintesi che possa permettere di valutare velocemente chi, finora, si è dimostrato a sostegno della nostra causa.

Alcuni sindacati, infatti, si mantengono molto distaccati mentre altri, come GILDA, SNALS e CISL, fanno delle proposte concrete di cui è opportuno sottolineare alcuni passaggi.

È significativo, ad esempio, quando SNALS sottolinea come i precari di III fascia abbiano, con il loro servizio, “con il loro lavoro ed il loro impegno, garantito il funzionamento del sistema pubblico di istruzione”, cosa per cui ritiene non accettabile “la previsione di un test selettivo di accesso per coloro che hanno già svolto una […] consistente attività di docenza”. Tale posizione, inoltre, è rafforzata dal dubbio sull’opportunità di sottoporre docenti con esperienza ad un test selettivo: SNALS, infatti, ritiene sufficiente che “la verifica di eventuali carenze è più logico demandarla all’anno del TFA e non legarla alla “fortuna” e/o occasionalità del superamento di una prova a quiz con risposta multipla. Peraltro, alla fine del TFA, è prevista una prova di esame e solo dopo il superamento di questa viene attribuita l’abilitazione”.

Anche GILDA, molto chiaramente, sottolinea come la questione dei precari non abilitati non sia un problema “del passato”, come si vorrebbe far credere, e dichiara come sia “necessario ammettere “in soprannumero al tirocinio” nella fase transitoria i docenti non abilitati che già stanno insegnando nelle scuole pubbliche a seguito di regolare assunzione con contratto a tempo determinato; in conformità con il parere del CNPI e del Consiglio di Stato si propone che l’ammissione operi di diritto con la presenza di un periodo di insegnamento di almeno 360 giorni effettuati”.

In ultimo non in ordine di importanza, il parere della CISL che rileva come sia “grave l’aver posto un limite temporale trascorso il quale la possibilità di abilitarsi verrebbe a mancare del tutto, se non ipotizzando che l’interessato riprenda un nuovo percorso di formazione, con tempi insostenibili e inaccettabili”. È evidente il riferimento alle cosiddette “lauree a scadenza” ovvero quelle che fino ad oggi hanno consentito di “insegnare”. Alla fine della fase transitoria, infatti, i titoli “tradizionali” perderanno, secondo l’attuale bozza di legge, valore ai fini dell’insegnamento, motivo ulteriore per prevedere un accesso diretto per quanti, in un futuro non lontano, vedranno sfumare qualsiasi possibilità di progredire nella formazione e nel lavoro.

Appare evidente, da queste semplici citazioni che questi sindacati si siano espressi in sintonia con le richieste e i rilievi posti da ADIDA anche nel corso della sua audizione, atteggiamento che di cui non possiamo che essere grati, poiché aumenta la forza delle nostre istanze.

Adida (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare)

www.associazioneadida.it