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Impresa sociale: interessante opportunità per le scuole materne

Esperti tutti d’accordo: per le scuole materne diventare impresa sociale è una interessante opportunità, anche se in Trentino lo status di cui godono le paritarie è già vantaggioso. La conclusione emerge dal seminario nazionale che si è tenuto questa mattina a Trento in occasione del 60° di fondazione della Federazione provinciale delle scuole materne. Il presidente Giuliano Baldessari è soddisfatto della giornata di riflessione e degli spunti emersi, ma ci tiene a mettere le mani avanti e sottolineare che si è trattato appunto di riflessioni: “Nessuna decisione, ogni scuola è sovrana, quindi ci sarà un confronto e solo se tutte saranno d’accordo, varrà la pena andare avanti”.
Oltre 300 persone hanno affollato la Sala della Cooperazione in via Segantini, che ha ospitato i lavori. In larga parte delegati del Consiglio nazionale della Federazione Italiana Scuole Materne (FISM), che ieri a Trento ha tenuto l’Assemblea Annuale e che oggi idealmente ha proseguito i lavori con questo seminario, dal titolo “L’impresa sociale: un’opportunità per le scuole dell’infanzia aderenti alla FISM?”, organizzato insieme all’Euricse (European Research Institute on Cooperative and Social Enterprises). Un titolo che è stato confermato, come anticipavamo, e che il professor Carlo Borzaga, moderatore dei lavori, sposa in pieno: “Questa formula giuridica offre una casa sicura per tutti, dà certezza di status a chi fa attività non di lucro, per esempio scinde le responsabilità personali di un amministratore e gli dà maggiore sicurezza nell’operare. E’ vero che in Trentino la Provincia ha già garantito questo status, iscrivendo tutte le scuole materne nel registro delle Onlus, ma altrove il sistema è fragile”. Borzaga, docente di Politica economica all’Università di Trento, e presidente dell’Euricse, sottolinea: “All’inizio i costi sarebbero maggiori, per esempio per la contabilità e il funzionamento degli organismi di impresa, ma in ogni caso si tratta di una veste giuridica certa, che mette definitivamente al riparo chi opera in regime d’impresa ma con finalità sociale. Per esempio nessuno potrebbe cambiare lo statuto e decidere improvvisamente di mettersi a fare utili. Inoltre darebbe anche visibilità a chi opera in questa modalità”.
In concreto la nuova legge sull’impresa sociale (L. n. 118/05 e successivi decreti) consente di dar vita a organizzazioni private che producono beni e servizi di utilità sociale in vista di obiettivi di interesse generale, con il divieto assoluto di fare utili. La norma è applicabile a tutte le forme giuridiche di società Srl, Snc, Spa, ecc.), tranne la ditta individuale, in molteplici settori di attività: educazione, formazione, cultura, ambiente. Le imprese sociali sono inoltre destinatarie di incentivi pubblici.
Date queste premesse, è evidente che le scuole materne sono candidati ideali per questa formula giuridica. Infatti, come è emerso da vari interventi, la peculiarità di una scuola dell’infanzia è quella di agire in modalità di impresa, anche se non con fini di lucro. Dal punto di vista fiscale, ci sarebbero alcuni vantaggi e comunque si eviterebbero i rischi di una contestazione dello status di volontariato da parte dell’Agenzia delle Entrate. Di questo ha parlato Andrea Giovanardi, docente dell’Università di Trento nella sua relazione “I profili fiscali della trasformazione in impresa sociale”.
Sull’essenza imprenditoriale di una scuola materna, della necessità di mantenere un equilibrio economico, ha parlato Felice Scalvini, consigliere delegato Euricse, nell’intervento “L’impresa sociale: un nuovo soggetto per la gestione dei servizi di interesse collettivo”.
Importante anche la possibilità di creare un nuovo modello organizzativo e di lavoro, come emerso dall’intervento di Giuseppe Scaratti, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano: “L’organizzazione emergente. Verso nuove forme di imprenditività. Rilettura dell’esperienza di riorganizzazione della Federazione provinciale delle Scuole materne di Trento”. Il professor Scaratti ha sottolineato l’importanza di riconoscere le culture organizzative presenti in ciascuna realtà, aprendo su di esse una riflessione che coinvolga tutti gli attori in un ruolo di partecipazione attiva e propositiva al cambiamento.
Gianpaolo Perrotti, componente del Consiglio nazionale FISM ha tracciato un panorama sulle attuali forme giuridiche delle scuole dell’infanzia FISM in Italia. Antonio Fici, docente di diritto privato all’Università del Molise e consulente di Euricse, ha parlato di pluralità delle forme giuridiche nella prospettiva unificante dell’impresa sociale: vincoli ed opportunità, sottolineando che la normativa pone degli standard interessanti, da cui si può trarre ispirazione, anche se poi si decide di non adottarne la veste giuridica. Il professor Fici ha fatto l’esempio della trasparenza, della partecipazione degli utenti (le famiglie) e la compartecipazione dei lavoratori.
Dopo un partecipato dibattito, con molte domande, dubbi e richieste di chiarimenti, cui hanno risposto i vari relatori, ha chiuso i lavori Luigi Morgano, Segretario nazionale FISM, con l’intervento “Nuove sfide ed opportunità”, che ha tracciato un bilancio della situazione nazionale, non sempre rosea. Quanto al tema della giornata, Morgano ha osservato: “Si tratta di una novità da cogliere e da analizzare. In ogni caso noi abbiamo una storia alle spalle, per cui non c’è necessità di affrettarsi. La realtà italiana è molto variegata, la trasformazione in impresa sociale va valutata attentamente prima di dare un indirizzo”.

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