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Ricorso Graduatorie ad Esaurimento

Riceviamo e pubblichiamo un comunicaro stampa sul ricorso Gae (Graduatorie ad esaurimento)

Gentilissima redazione,
si comunica che l’associazione Adida (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare) si vede costretta ad avviare in tempi rapidi un ricorso amministrativo al fine di chiedere l’inserimento nelle Graduatorie ad Esaurimento di tutti i precari in possesso di titoli di studio validi all’insegnamento ed all’inserimento nelle Graduatorie d’Istituto, sia in II che III fascia.
 
Caratteristiche per aderire:
–          – chiunque sia in possesso di un valido titolo di studio all’insegnamento (non importa se per l’infanzia, la primaria o la secondaria di primo e di secondo grado), anche se privo di servizio può presentare ricorso;
–          – possono altresì ricorrere per l’inserimento con riserva in GaE gli studenti iscritti a Scienze della Formazione Primaria che non abbiano ancora concluso il proprio iter formativo e che non abbiano potuto beneficiare di tale misura in passato;
–          – per i ricorrenti della Provincia di Trento e della Valle d’Aosta si vorrebbero allestire ricorsi a parte;
–          – non potranno invece ricorrere i docenti già inseriti in GAE a pieno titolo e che volessero richiedere l’inserimento per una diversa classe di concorso per la quale siano privi del titolo abilitante.
 
Tempistica per aderire:
–          – anche se nelle modalità di preadesione è riferito che è preferibile consegnare la domanda agli USP entro il 1 Giugno, è necessario precisare che la vera data di scadenza fissata per aderire al ricorso e consegnare la relativa domanda è fissata per l’inizio del mese di luglio.
 
Tutti i dettagli di questo ricorso si possono visualizzare sul sito dell’associazione Adida, relativamente alla sezione riservata al “ricorso GaE”.
Cogliamo l’occasione per porgere i nostri più sinceri e cordiali saluti.
 
ADIDA, Associazione Docenti Invisibili da Abilitare

Docenti precari non abilitati: in avvio i ricorsi di Adida

L’ Adida (Associazione Docenti Invisibili da Abilitare) fa sapere di essere in procinto di avviare una serie di azioni legali e ricorsi rivolti a tutti quei soggetti aventi titolo all’inserimento nella III fascia delle graduatorie d’Istituto e ai sensi del DM 56/09 definiti possessori di titoli validi all’insegnamento e, nonostante tutto, discriminati dal MIUR in quanto ritenuti personale non abilitato allo svolgimento della professione, il quale però dimostrando un’incoerenza ed una irrazionalità senza uguali, ha assunto ed utilizzato tale personale anche per decenni assumendoli su cattedre vacanti e supplenze.

Al fine di porre fine una volta per tutte a questa situazione paradossale ed insensata, in aperta violazione inoltre di molte decreti, leggi e direttive comunitarie stanno per essere avviati una serie di ricorsi rivolti al riconoscimento del valore abilitante del titolo posseduto da tali soggetti, per il riconoscimento del valore formativo di un’esperienza formativa almeno triennale e contro i test di sbarramento ai TFA. Un altro ricorso verrà inoltre avviato prossimamente per l’accesso alle Graduatorie ad Esaurimento ed alla Prima e Seconda Fascia delle Graduatorie d’Istituto (Docenti Trentini).

Tra le altre attività rivolte al personale abilitato e no della scuola che l’associazione sta per avviare va inoltre menzionato il ricorso al giudice del lavoro contro lo sfruttamento del lavoro precario e per le differenze retributive.

www.associazioneadida.it

Studenti di scienze della formazione primaria, cosa succede?

Riceviamo e pubblichiamo.

Per fare informazione, perché tutti devono sapere cosa sta accadendo a noi
studenti di scienze della formazione primaria. Stiamo lottando con tutte le
nostre forze (o quasi), continuando a studiare e lavorare perché amiamo
quello che facciamo e non tolleriamo che il nostro impegno venga usato per
la pulizia delle scarpe.

E non si tratta solo e semplicemente di noi studenti a cui viene negato il diritto al lavoro, ma di tutta la riforma, che sta mangiando tutta l’istruzione pubblica. La sta distruggendo. E ci dicono che si mira alla qualità. Ma dov’è la qualità?

Se non possiamo utilizzare la nostra laurea… chi ci rimborserà di tutte le tasse?

Cercate quindi di perdonarmi se vi sto disturbando ma c’è un gruppo vasto
di studenti che tiene al proprio futuro e allora che tutti siano informati.

Luana Mura

COMBATTERE IL PRECARIATO SCUOLA.

INIZIANDO CON L’ESCLUSIONE DI 20000 DOCENTI
DALLE GRADUATORIE AD ESAURIMENTO

Ecco come in Italia nascono insegnanti di seria A e di serie B

Il nuovo decreto di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento (GaE), DM.44 del 12 maggio 2011, ha buttato nello sconforto quasi 20000 aspiranti docenti che, pur in possesso di abilitazione, o comunque in corso di conseguimento, sono stati brutalmente esclusi poiche’ immatricolati a decorrere dal 2008/09.
I corsi di abilitazione all’insegnamento sono vari, Scienze della Formazione Primaria (durata legale 4 anni!), Cobaslid, strumento musicale A077…tutti a numero chiuso ed attivati annualmente dal MIUR.
La cosa piu’ inquietante e’ la palese discriminazione che e’ andata creandosi tra i docenti immatricolati a decorrere dal 2008/09 ed i loro colleghi iscritti o abilitati in corsi identici, sia per contenuti che per strutturazione, iscritti precedentemente.

Tale decisione e’ stata motivata dal Governo in base al nuovo sistema di reclutamento, il DM 249/10 (pubblicato in GU solo il 31 gennaio 2011!), nnche’ dalla necessita’ di tutelare la qualita’ e meritocrazia, andando a sanare un sistema malato che per decenni ha concesso l’avvio a tale professione tramite concorsi e criteri molto discutibili.
Nei fatti, pero’, questa fascia di docenti e’ ormai inserita da tempo nell’insegnamento, se non addirittura di ruolo.

Cosa si vuole dunque sanare?
E’ evidente come i nuovi criteri di selezione/assunzione vadano proprio a ricadere sull’unica parte di aspiranti docenti che hanno conseguito lauree ed abilitazioni in linea con quanto richiesto dal MIUR, persone dunque pedagogicamente e didatticamente formate con percorsi ideati dal Governo.

Questa Riforma sta pertanto a significare che coloro in procinto di abilitarsi o gia’ abilitati non potranno accedere alle GaE e verranno surclassati da colleghi anche piu’ giovani che magari si laureeranno tra due anni, ma graziati solo perche’ immatricolati entro il 2007/08!

A livello legislativo vi sono vari elementi che rendono ancora piu’ frustrante e paradossale tale situazione.
Anzitutto la L 296/06 (Legge Fioroni) che, per quanto sancisse la chiusura delle Graduatorie (ossia da permanenti ad esaurimento), prevedeva anche eventuali adattamenti in attesa di un nuovo sistema di reclutamento (fu proprio grazie a questo che i docenti immatricolati nel 2007/08, furono inseriti, altrimenti anche loro sarebbero stati esclusi)
Lo stesso DM 249/10 che con l’art.15 “Norme transitorie e finali” dovrebbero tutelare gli immatricolati nel triennio a cavallo dei due differenti sistemi di reclutamento (norme totalmente ignorate)
L’ordine del giorno G105 (seduta n. 510 del 26 febbraio 2011) in cui il Governo prendeva atto della discriminazione e, all’unanimità, si impegnava a legiferare al piu’ presto in merito per sanare la situazione
Infine, l’art. 3 (ma non solo) della discriminazione, che parlerebbe di uguaglianza dei cittadini, di diritto al lavoro e alla parita’ di trattamento…

Le interrogazioni parlamentari e le iniziative sinora intraprese dagli esclusi sono state solo parzialmente considerate e anche trasmissioni televisive e stampa non ne hanno mai fatto cenno (benche’ quotidianamente sommerse da e-mail e richieste di sostegno).

A livello politico l’IdV, cosciente dell’evidente discriminazione del DM 44 (che esclude appunto gli immatricolati a decorrere del 2008/09), sta sostenendo l’inserimento e la parita’ di trattamento di questi aspiranti docenti.
http://www.italiadeivalori.it/dipartimenti/cultura-e-istruzione-/4791-scuola-neo-abilitati-e-abilitandi-esclusi-da-decreto-graduatorie-ad-esaurimento-precari
Ed e’ stato proprio tale partito, nella persona di Anita Di Giuseppe, a presentare in data 19 maggio 2011, una nuova interpellanza parlamentare al Sottosegretario Pizza anche questa volta, pero’ caduta nel vuoto.

La prossima settimana saranno invece altri due Partiti a muoversi a sostegno degli esclusi: Pd ed MPA, questa volta con una proposta emendativa.

A livello sindacale, invece, solo Cgil ed Anief si sono fatti portavoce della questione ma purtroppo occorre una decisione a livello politico che, evidentemente, ancora tarda ad arrivare.

Certo e’ che persone che si sono iscritte ad un corso abilitante con determinate garanzie si ritrovano, nel bel mezzo del percorso, o in sua fase conclusiva, a vedersi mutare le regole ed opportunita’…
Fin da piccoli sappiamo che la base di qualsiasi gioco e’ la definizione delle regole a priori,non a gioco avviato. Peccato pero’ che qui si tratti di persone, per la maggior parte ultratentenni, con figli, mutui e precari storici, che fecero tre, quattro anni fa un forte investimento economico ed emotivo per garantirsi la possibilita’ di entrare nelle graduatorie che consentono l’immissione in ruolo nella scuola.
Ora scoprono che, oltre a non essere piu’ sufficiente tale abilitazione, sono anche di serie B rispetto ai colleghi e, viste le ultime novita’ ed i perenni tagli della scuola pubblica, rischieranno anche di lavorar meno dei precedenti anni.

Bella beffa…eppure si parlava di meritocrazia, tutela dei lavoratori, riconoscimento ma nei fatti si tratta per l’ennesima volta di fortuna, precariato e furbizia.

Per info

LENTO Laura – Coordinatrice Nazionale di Scienze della Formazione Primaria per l’inserimento in GaE
https://www.facebook.com/home.php?sk=group_114586041954358¬if_t=group_r2j

Torino
Cell.339 3229571
llento@hotmail.it

DE ANGELIS Matteo – Coordinatore Nazionale Manif. Nazionale Docenti Abilitati e Abilitandi per le GaE
https://www.facebook.com/home.php?sk=group_171053342943137¬if_t=group_r2j

Bologna
Cell. 349 5249725
matteodeangelisster@gmail.com

Aggiornamento graduatorie scuola Valle d’Aosta

L’Assessorato dell’istruzione e cultura informa che, con decreto del Presidente della Regione n. 133 del 18.5.2011, sono stati riaperti i termini per la presentazione della domanda di permanenza nelle graduatorie ad esaurimento della Regione Valle d’Aosta e per l’aggiornamento dei punteggi delle graduatorie medesime, per quanto riguarda i ruoli, gli insegnamenti, le classi di abilitazione e di concorso presenti nelle istituzioni scolastiche ed educative della Regione.

La domanda, redatta sull’apposito modulo allegato al decreto ministeriale 12.5.2011, n. 44 (modello 1) deve essere spedita a mezzo raccomandata alla Sovraintendenza agli studi della Valle d’Aosta – Piazza Deffeyes, 1 – Aosta, oppure deve essere consegnata a mano presso l’Ufficio Relazioni con il Pubblico-URP Vallée d’Aoste, sito al piano terra del Palazzo Regionale – Piazza Deffeyes, 1 – Aosta, entro l’8 giugno 2011.

Per ulteriori informazioni gli interessati possono rivolgersi alla Sovraintendenza agli studi di Aosta, telefonando ai seguenti numeri: 0165/273283 – 3335 – 3380.

Bozza decreto riapertura graduatorie ad esaurimento: dove sono gli accordi Miur-Regione?

Riceviamo e pubblichiamo da USB P.I. Palermo Coordinamento Scuola un comunicato stampa sulla bozza decreto riapertura graduatorie ad esaurimento.

Dalla lettura delle varie sintesi della “bozza del decreto di aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento” non sembra comparire alcun riferimento ai lavoratori della scuola che negli anni scolastici 2009/2010 e 2010/2011 hanno lavorato in base agli accordi Miur-Regione e che solo grazie a questi (essendo fuori dal salva-precari, ammazza-precari?) possono maturare i punti di servizio relativi al biennio 2009-2011. Non vorremmo che nel caos governativo tra pettine e non-pettine, trasferimento e congelamento, nonchè nella pantomima sindacale concertativa pronta a rivendicare “ora” immissioni in ruolo dopo aver consentito a questo governo di abbattere la scuola pubblica statale, siano stati dimenticati centinaia di lavoratori della scuola che, a causa della mannaia rigorista del Ministro Tremonti, sono riusciti ad entrare in una scuola solo in base agli accordi Miur-Regione, anche se con estremo ritardo a causa della scandalosa gestione degli stessi da parte delle regioni e con contratti para-subordinati a progetto o di prestazione d’opera. Noi dell’USB Scuola Palermo siamo stati gli unici a seguire il calvario di questi lavoratori pluriabilitati costretti, dopo anni di contratti a tempo determinato, a questa nuova forma di “precarietà scolastica”. Di conseguenza chiediamo con forza al Miur che ai suddetti lavoratori, che nel biennio 2009-2011 hanno lavorato in virtù dei “progetti por”, siano assegnati i 24 punti spettanti per i due anni di servizio senza procedere con “bizzarre” tabelle di valutazione dei punteggi che creerebbero solo caos ed ulteriori discriminazioni.

Scuola: il pasticcio delle code e del pettine

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dei Cobas Scuola.

“CODE” E “PETTINE”: EVITARE LA GUERRA TRA PRECARI FOMENTATA NEGLI ANNI DA CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA
UNO SPETTRO S’AGGIRA TRA I PRECARI DELLA SCUOLA


E’ lo spettro del pasticcio delle “code” e del “pettine” …

La sentenza della Corte Costituzionale n.41/2011, che ha abrogato le “code” nelle Graduatorie ad Esaurimento, sta facendo scoppiare, tra i precari della scuola, una vera e propria “guerra tra poveri”: – precari che stanno lavorando con contratti a tempo determinato nelle province del Nord, contro precari delle province del Sud rimasti disoccupati per effetto dei tagli della legge 133/’08;
– precari delle province più piccole e con meno disponibilità di posti, contro precari delle grandi province e delle aree metropolitane.
Come i polli di Renzo, i docenti a termine, si stanno beccando tra loro, in attesa, tra l’altro, di essere scannati dalla mannaia della terza trance di tagli previsti dalla Tremonti/Gelmini (altre 19.700 cattedre e 14.167 posti coperti da personale Ata, completando così il taglio di 132 mila posti di lavoro nel triennio, secondo quanto previsto dall’articolo 64 della legge 133).

Tutto nasce dall’ex ministro della P.I. G. Fioroni che, nella legge Finanziaria del 2007, trasformò le Graduatorie Permanente Provinciali in Graduatorie ad Esaurimento.
Le GaE sono state “blindate”, vietato trasferirsi di provincia, a differenza di quanto – e giustamente – si poteva fare fino ad ora.
In poche settimane decine di migliaia di precari dovettero decidere in quale provincia inscriversi.
Fioroni giustificò il tutto con il fatto che, nella stessa legge finanziaria, era previsto un piano di fattibilità – una promessa quindi – per l’assunzione di 150.000 docenti e 20.000 ATA in tre anni.
All’epoca i Cobas denunciarono subito l’inganno.
Il piano non avrebbe risolto il problema del precariato nella scuola, avrebbe semmai garantito solo il ripristino del turn-over; inoltre andare a toccare un’altra volta le graduatorie, chiudendole e prevedendo che chi si fosse trasferito di provincia sarebbe stato messo in coda, avrebbe scatenato appunto la guerra tra poveri.
Come sappiamo poi il piano non è stato attuato, sono state effettuate solo in parte le assunzioni; con il governo Berlusconi sono continuati e sono stati moltiplicati i tagli che anche il governo Prodi aveva effettuato nella scuola e pure la Gelmini ci ha messo del suo nel manomettere le GaE, dando la possibilità di iscriversi in altre tre province, oltre la propria, sempre però in coda.
Come era prevedibile furono migliaia i ricorsi al TAR del Lazio contro la disposizione, palesemente anticostituzionale tra l’altro, che chi si fosse spostato di provincia sarebbe stato messo in coda e non “a pettine” con il proprio punteggio.
Come altrettante migliaia furono i controricorsi di chi, se fossero state abolite le “code”, si sarebbe trovato scavalcato in graduatoria dai ricorrenti.

Del resto questo sport dell’Amministrazione (indipendentemente da chi ci sta al Governo), di toccare e ritoccare le graduatorie dei precari, utilizzate per le immissioni in ruolo e per il conferimento delle supplenze annuali, non è assolutamente una novità.
Ricordiamo tutti le trovate di Berlinguer che trasformò i vecchi Concorsi per Titoli in Graduatorie Permanenti, divise in tre fasce – indipendentemente tra l’altro dal punteggio – proprio per mettere i precari di una fascia contro i precari dell’altra; oppure il suo successore T. De Mauro che regalò ai docenti specializzati con le SSIS un bonus, tanto per metterli contro i precari storici, abilitatisi con i concorsi ordinari o riservati; oppure la Moratti, che si inventò il raddoppio del punteggio per il servizio nelle scuole di montagna.
Di sicuro, a fronte di un nuovo sistema di reclutamento sul quale stanno discutendo (DDL Pittoni ad esempio) che prevederà presumibilmente nuovi concorsi a cattedra, troveranno pure il modo di mettere i nuovi docenti contro i vecchi precari.
Insomma il motto del “divide et impera” è sempre stato usato per mettere gli uni contro gli altri ed impedire invece la ricomposizione di tutti i precari della scuola, all’interno di un forte movimento contro la precarietà e l’uso spregiudicato che lo Stato fa di essa.
Ricordiamo che l’essenza della precarietà nel mondo della scuola (uno su cinque dei docenti è precario, e uno su due del personale Ata ha un contratto a termine) è dovuta al fatto che un precario costa allo Stato 8/9 mila euro in meno di un lavoratore a tempo indeterminato.
Quindi non è assolutamente una questione di sistema di formazione dei docenti o di reclutamento degli stessi inefficiente, oppure di graduatorie che non funzionano, è solo una questione di sfruttamento.
I 15.000 circa ricorrenti contro le code – e solo loro – saranno inseriti a “pettine” e – pare – pure in tutte e tre le province in cui erano in “coda”, mentre tutti gli altri staranno in un’unica provincia senza la possibilità né di spostarsi, né di aggiornare il proprio punteggio.
Di fronte ad un’altra e sconsiderata “guerra tra poveri” che si è aperta sulla questione delle “code” e del “pettine” i COBAS – COMITATI DI BASE DELLA SCUOLA – intendono lanciare un forte appello ai precari e a tutti i lavoratori della scuola:
NO AI CONFLITTI TRA PRECARI
APRIAMO INVECE UNA FORTE CONFLITTUALITA’ CONTRO TREMONTI/GELMINI, CONTRO LA PRECARIETA’ E I TAGLI DEI POSTI DI LAVORO CHE STANNO AFFONDANDO LA SCUOLA PUBBLICA

Il problema evidentemente è imporre con la lotta il superamento della condizione precaria, andare all’origine della questione, abolire con la lotta le cause della precarietà, cioè il costo del lavoro più basso dei precari rispetto ai lavoratori a tempo indeterminato.

1. Immissione in ruolo su tutti i posti vacanti

– Automatica immissione in ruolo sui posti vacanti ad ogni inizio d’anno scolastico, abrogando quella norma, inserita nella Legge Finanziaria del 1997 (da un governo di centrosinistra), che prevede la preventiva autorizzazione mediante un Decreto Interministeriale, su parere del Ministero dell’Economia.
I posti vacanti devono essere occupati da personale stabile e non con contratti a termine; ogni governo – in questi anni – ha preferito autorizzare le immissioni in ruolo con il contagocce, proprio per l’estrema convenienza a sfruttare i precari.
Anche ora, nonostante i tagli epocali che stanno avvenendo, per il progressivo pensionamento del personale, solo i posti vacanti di organico di diritto del personale docente e ATA sono decine di migliaia (61mila docenti e 38mila e trecento ATA).
Non serve nessun piano straordinario.
All’attuale opposizione, o alle forze sindacali che sproloquiano su piani straordinari di 100.000 assunzioni, rispondiamo che basterebbe ripristinare la normalità – intanto – delle automatiche assunzioni quando i posti si rendono vacanti.

2. A parità di lavoro parità di trattamento: basta con lo sfruttamento dei precari

– parità di trattamento economico e normativo per quanto riguarda ferie, malattia, permessi tra il personale a tempo determinato e indeterminato.
– progressione di carriera (scatti di anzianità) anche per il personale a tempo determinato, almeno dopo quattro anni di servizio, com’era per gli insegnanti di Religione Cattolica prima che una sanatoria li immettesse scandalosamente in ruolo, lasciando gli altri supplenti a vita; è ora di finirla con il fatto che un precario, anche dopo quindici o vent’anni di servizio, abbia sempre lo stipendio a livello zero.
Già sono innumerevoli le sentenze di Giudici del Lavoro di tutti i Tribunali del paese che hanno riconosciuto il diritto agli scatti di anzianità anche per i lavoratori a tempo determinato. Migliaia sono i precari che hanno impugnato i propri contratti entro il 23 gennaio scorso e che stanno ricorrendo per ottenere gli scatti di anzianità – supportati, tra altro, anche dai quei sindacati concertativi che in tutti questi anni hanno accettato di firmare contratti di lavoro che discriminano i precari.
La marea di ricorsi al Giudice del lavoro, finalmente di precari contro l’Amministrazione che li sfrutta e non contro altri precari, devono però essere sostenuti con la lotta, seria ed efficace, e assieme a tutti gli altri lavoratori della scuola.

3. Basta con i tagli agli organici e alle risorse che stanno impoverendo la scuola

Definizione degli organici in base alle esigenze dell’istituzione scolastica e del servizio, degli spazi a disposizione (no alle classi sovraffollate illegalmente), della necessità di sconfiggere la dispersione scolastica di migliaia e migliaia di ragazzi.
Superamento della divisione forzosa tra organico di diritto e organico di fatto, stabilendo un organico funzionale d’istituto, in base alle esigenze del servizio scolastico da erogare e non in base ai numeri dettati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze.

4. Libertà di movimento, libertà di graduatoria

– Aprire alla sua naturale scadenza (marzo/aprile 2011) le Graduatorie ad Esaurimento per l’aggiornamento con i nuovi titoli, a “pettine” con il proprio punteggio.

5. Nessun nuovo sistema di reclutamento che non tenga conto dei diritti acquisiti dai precari in anni ed anni di sfruttamento e che non sia stato discusso con i precari

Su questi cinque punti irrinunciabili, volti alla fine del precariato nella scuola, per l’oggi e pure per il futuro, non alla stabilizzazione – pur sacrosanta – di qualche migliaio di precari, dobbiamo sviluppare la lotta.
Su questi cinque punti volti non alla riforma del reclutamento dei docenti – sul quale comunque vogliamo discutere – ma alla rimozione delle cause e delle convenienze per uno Stato sfruttatore ad usare la precarietà, dobbiamo trovare alleanze, forme di ricomposizione e di lotta efficaci.

“PRECARI A CASA PROPRIA” … O A CASA CHI CI HA COSTRETTO E CI COSTRINGE ALLA PRECARIETA’ A VITA?
QUESTA E’ LA SCELTA CHE QUI ED ORA OGNI PRECARIO DEVE FARE.

COBAS-Scuola
sede provinciale di Reggio Emilia
via Martiri della Bettola n.6
apertura: martedì dalle 17 alle 19,30
tel. 331/8826698 – 339/3479848 – fax 0522/282701
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