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Decreto salva precari: la modulistica è pronta

In merito al decreto salva precari, certi di fare cosa gradita agli interessati, riportiamo la nota di Gilda degli insegnanti dove sono riportate tutte le indicazioni utili.

Ecco a seguire la nota. Per ulteriori approfondimenti potrete rivolgervi presso le sedi territoriali di Gilda Scuola.

Il MIUR ha diffuso con nota prot. n. 7837 del 31 agosto i modelli di domanda e la lista dei distretti scolastici ai fini dell´inserimento negli elenchi prioritari relativi all´a.s. 2010/11.

Si ricorda, che ai sensi del DM 68 del 30 luglio 2010 può presentare domanda il personale docente ed educativo, inserito a pieno titolo nell´a.s. 2010-2011 nelle graduatorie a esaurimento che:

1) abbia conseguito, nell´anno scolastico 2008/2009, nomina a tempo determinato di durata annuale o sino al termine delle attività didattiche o, attraverso le graduatorie di circolo e istituto, una supplenza di almeno 180 giorni in un´unica istituzione scolastica, anche tramite proroghe o conferme contrattuali, per le classi di concorso o posti d´inserimento nelle dette graduatorie;

2) non abbia ottenuto per l´anno scolastico 2010-2011 nomina per una delle suddette tipologie per carenza di posti disponibili o l´abbia ottenuta per un numero di ore inferiore a quello di cattedra o posto in assenza di disponibilità di cattedre o posti interi;

3) non abbia rinunciato nell´anno scolastico 2010/2011 ad una supplenza conferita per intero orario nell´ambito della graduatoria ad esaurimento nella provincia di appartenenza (a “pettine”) o dalle correlate graduatorie di circolo o di istituto, ovvero abbia rinunciato nell´anno scolastico in corso ad un contratto, anche ad orario intero, essendo stato individuato quale avente titolo da una delle graduatoria delle province opzionali aggiuntive in cui è inserito in “coda” a tutte le fasce.

Nel modello di domanda potrà essere indicata una unica sede provinciale a scelta tra:

– la sede dell´ufficio scolastico regionale che ha gestito la graduatoria ad esaurimento di appartenenza (a pettine),

– la sede dell´ufficio scolastico regionale nella cui graduatoria di circolo o istituto è inserito per l´a.s. 2010/2011;

– la sede dell´ufficio scolastico regionale nella cui graduatoria ad esaurimento il personale docente è inserito in coda, in via obbligatoria, ai fini del completamento d´orario, qualora al momento della presentazione della domanda abbia già stipulato per l´anno scolastico 2010/2011 un contratto a tempo determinato sino al termine delle attività didattiche per un numero di ore inferiore a quello di cattedra.

La scelta delle sedi deve essere operata per distretti, con il vincolo di un numero minimo da rispettare:
– almeno 2 distretti, qualora il territorio sia suddiviso in numero di distretti compreso da 2 a 5;
– almeno 3 distretti, qualora il territorio sia suddiviso in numero di distretti compreso da 6 a 10;
– almeno 4 distretti, qualora il territorio sia suddiviso in numero di distretti compreso da 11 a 16;
– almeno 5 distretti, qualora il territorio sia suddiviso in numero di distretti maggiore di 16
Per le supplenze brevi, sino a 10 giorni, può essere indicato 1 solo distretto nell´ambito di quelli prescelti.

La domanda deve essere presentata, secondo il modulo allegato, nel periodo tassativo dal 15 al 30 settembre 2010, a mano o con raccomandata a/r (in tal caso fa fede la data di ricezione dell´ufficio postale) alla scuola di servizio del 2008/2009 (che certificherà la sussistenza della nomina nel detto anno).
La citata istituzione provvederà all´inoltro delle suddetta domanda alla sede provinciale dell´ufficio scolastico regionale scelta dall´interessato.

Si ricorda che la validità dei nuovi elenchi prioritari decorre dalla data della loro pubblicazione. Fino a tale data si utilizzeranno le graduatorie d´istituto, non avendo più efficacia i precedenti elenchi prioritari. Lo ha precisato il MIUR con la nota prot. n. 7899 del 2 settembre

Il 5 giugno manifestazione sulla Scuola di Gilda a Roma

IL 5 GIUGNO MANIFESTAZIONE NAZIONALE A ROMA CONTRO I TAGLI E PER LA LIBERTÁ DI ESPRESSIONE NELLA SCUOLA

Si svolgerà il 5 giugno a Roma in piazza Santi Apostoli, alle ore 15, la manifestazione nazionale indetta dalla Gilda degli Insegnanti per protestare contro i tagli agli organici, la riforma della scuola superiore, l’ipotesi di bloccare gli scatti di anzianità e le norme e le procedure disciplinari nei confronti dei docenti previste dal decreto Brunetta.

“La scuola pubblica italiana – dichiara il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio – è vittima di un terremoto che la sta mettendo sempre più in ginocchio. La prima scossa assestata da questo Governo è arrivata con la riforma della scuola superiore e con la pesantissima seconda ondata di tagli agli organici. Un’altra grave ferita rischia di essere inferta con il blocco degli scatti di anzianità, una manovra che, se messa in pratica, comporterebbe una riduzione degli stipendi degli insegnanti, visto che si tratta di riconoscimenti economici inclusi nelle risorse contrattuali. E adesso – sottolinea Di Meglio – ad aprire un’ulteriore crepa nel sistema dell’istruzione, si sono aggiunte le sanzioni disciplinari previste dal decreto Brunetta, vere e proprie norme liberticide che, di fatto, attribuiscono ai dirigenti scolastici i poteri dell’imprenditore privato e trasformano i docenti in prestatori d’opera subordinati”.

“Questa manifestazione nazionale – spiega Di Meglio – sarà solo l’inizio di una lunga serie di iniziative di protesta che contrassegnerà tutto il prossimo anno scolastico e con cui chiamiamo alla mobilitazione non solo gli insegnanti, ma l’intera società civile. Il 5 giugno scenderemo in piazza – conclude il coordinatore nazionale – per ricordare ai ministri Brunetta e Gelmini e a tutto il Governo che la scuola pubblica statale deve caratterizzarsi per il pluralismo e per l’incoraggiamento della professionalità, cioè l’esatto contrario di quanto è accaduto nei giorni scorsi in Emilia Romagna”.

In occasione della manifestazione, la Gilda degli Insegnanti offrirà alla cittadinanza un concerto che sarà eseguito in piazza Santi Apostoli.

Roma, 26 maggio 2010

UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

Norme liberticide anche nella scuola

Da Gilda degli Insegnanti in merito alla manifestazione del 5 giugno a Roma.

Manifestiamo a Roma, il 5 giugno, per informare di tutte le misure che stanno mettendo in ginocchio la scuola; per protestare contro il depauperamento dell’ istruzione; per denunciare le norme liberticide anche nella scuola.

di Rino Di Meglio

Il terremoto non è finito. I tagli agli organici, lo stravolgimento della struttura dell’Istruzione superiore ed ora anche forse un taglio sugli stipendi – di fatto fermi da tempo – dei docenti sono misure ingiuste e gravissime che discendono da scelte di tipo economico. Inaccettabili certo, ma rispondenti ad una logica di risparmio. Ora, invece, il Ministro Brunetta, nell’ambito della riforma della Pubblica Amministrazione, è intervenuto con il Decreto legislativo n. 150 anche sulla delicata questione delle sanzioni disciplinari per i docenti. E lo ha fatto con mano tanto pesante da invadere quella dimensione costituzionalmente difesa che è la libertà d’insegnamento, cioè la condizione fondamentale che permette ai giovani di trasformarsi in cittadini liberi e democratici.

Sono rimaste inalterate le sanzioni in vigore, cioè quelle previste dal vecchio Testo Unico che, a propria volta riprendeva i Decreti Delegati del 1974, e abrogate con un colpo di spugna tutte le precedenti procedure, trasferendo i pieni poteri al Dirigente scolastico e, nei casi più gravi, ai funzionari dell’amministrazione scolastica.

La filosofia del decreto è di attribuire al Dirigente i poteri del privato imprenditore (con richiamo esplicito dell’art. 2106 del Codice Civile) e di trasformare i docenti in prestatori d’opera subordinati.

In pratica il decreto ha cancellato le competenze in materia dei Consigli di disciplina provinciali e nazionali, competenze che servivano a garantire la libertà di insegnamento, da interferenze indebite.

E’ stato inoltre affidato, in questo caso dal precedente governo, al dirigente il potere di trasferimento d’ufficio (casi di particolare turbamento) e di sospensione cautelare (niente più parere del Collegio dei docenti).

Difficile immaginare un colpo più pesante alla libertà di insegnamento.

Il nuovo procedimento disciplinare è di carattere inquisitorio ed alcune tipologie di infrazioni sono generiche e strumentalizzabili, ad esempio il comportamento “aggressivo” o “molesto”. Vuol dire forse che basta alzare la voce?

Viene violato il principio giuridico e civile della terzietà ed imparzialità del giudice; infatti il Dirigente scolastico inquisisce, giudica e punisce anche quando è parte in causa.

Viene introdotto, pena sanzioni pesanti, l’obbligo della delazione nei confronti di chi venga a conoscenza dell’infrazione disciplinare altrui.

Manca un altro principio pilastro della civiltà giuridica, “la legge è uguale per tutti e chi sbaglia paga”: il Dirigente che abuserà dei propri poteri e perseguiterà ingiustamente un docente, resterà impunito, salvo che non si dimostri che ha infranto il codice penale.

L’unica difesa che resta è, in buona sostanza, il ricorso al giudice del lavoro, i cui costi sono, come è noto, al di fuori della possibilità economica degli insegnanti.

Il sistema che ne risulterà sarà profondamente involuto e porterà ad una gestione autoritaria, caratteristica che nuocerà gravemente ad un luogo come la Scuola pubblica statale che dovrebbe caratterizzarsi per il pluralismo, per l’incoraggiamento della professionalità e per la creatività.

Ci impegneremo per contrastare questa deriva, anche con l’intervento della Corte Costituzionale.

Per questo e per tutti gli altri motivi che stanno mettendo in ginocchio la nostra Scuola manifestiamo a Roma, il 5 giugno, perché intendiamo non cedere e continuare, invece, a informare, protestare e denunciare. La FGU-Gilda degli Insegnanti continuerà a disvelare ogni operazione contro la qualità della scuola e contro la democrazia, su cui ogni buona scuola deve contare.

(Da Professione Docente – giugno 2010)

Precari: la GILDA Insegnanti aderisce alla manifestazione del 15 luglio

 

Via: www.gildains.it

COMUNICATO STAMPA

PRECARI: LA GILDA DEGLI INSEGNANTI ADERISCE

ALLA MANIFESTAZIONE DEL 15 LUGLIO

La Gilda degli Insegnanti, condividendo buona parte delle rivendicazioni avanzate dal coordinamento dei lavoratori precari della scuola, aderisce alla manifestazione di protesta indetta a Roma per il prossimo 15 luglio.

Ad annunciarlo è il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio, che spiega: “I provvedimenti adottati dal Governo nei confronti della scuola colpiranno duramente le decine di migliaia di colleghi precari che dal prossimo anno scolastico perderanno qualunque possibilità di inserimento e stabilizzazione.

Inoltre – aggiunge Di Meglio – delle misure a sostegno dei precari annunciate dal ministero non c’è ancora alcuna traccia e ciò inciderà in maniera molto negativa sull’inizio del prossimo anno scolastico”.

Roma, 8 luglio 2009

UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI

 

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RIFORMA GELMINI: TEMPO SCADUTO PER I REGOLAMENTI, PROVVEDIMENTI NULLI

Via: www.gildains.it
COMUNICATO STAMPA

RIFORMA GELMINI: TEMPO SCADUTO PER I REGOLAMENTI, PROVVEDIMENTI NULLI

“Come avevamo previsto, la cosiddetta riforma Gelmini si è rivelata un gigante dai piedi d’argilla che, crollando, ha provocato un grave vuoto giuridico e rischia di gettare sempre più allo sbando la scuola italiana”: è quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, in merito alla mancata emanazione, da parte del Governo, dei regolamenti attuativi.

“Dodici mesi – dichiara Di Meglio – non sono bastati al Governo per perfezionare i regolamenti e, adesso che la delega è scaduta, chiediamo all’Esecutivo come intende comportarsi di fronte a questo vuoto legislativo. In assenza di norme indispensabili per dare efficacia giuridica alla tanto sbandierata rivoluzione del nostro sistema scolastico – dichiara il coordinatore nazionale della Gilda – tutti i provvedimenti relativi alle riforme e agli organici risultano nulli e, quindi, esposti a qualsiasi forma di ricorso. Una situazione – conclude Di Meglio – che dimostra la pessima qualità, denunciata sin dall’inizio dalla Gilda, di una riforma che rischia soltanto di mettere in ginocchio la scuola pubblica statale”.

Roma, 29 giugno 2009

UFFICIO STAMPA GILDA INSEGNANTI