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Incontro Miur – Sindacati scuola

 

 

In questo blog trovera, fra gli altri argomenti, notizie su graduatorie scuola

 

Via: www.uil.it

 

In questo blog troverai notizie, frai vari argomenti, su graduatorie scuola.

Incontro Miur – Sindacati scuola

Funzionamento delle scuole, alunni per classe, apertura delle sezioni distaccate, interventi a sostegno dei precari, direttiva alle scuole del primo ciclo sugli aspetti didattici

I temi della scuola al centro dell’incontro di oggi al ministero dell’istruzione

Di Menna: non servono soluzioni generiche,
ma risposte concrete per garantire la qualità della scuola e le persone

Funzionamento delle scuole
La verifica della situazione concreta nelle scuole, il punto sul personale precario, la pubblicazione della direttiva di avvio anno scolastico per il primo ciclo: sono stati questi i temi al centro dell’incontro, fissato all’inizio del mese, che si è svolto oggi pomeriggio al Miur tra i dirigenti del dicastero di Viale Trastevere e i sindacati scuola.
Abbiamo chiesto al ministero di effettuare un monitoraggio e una verifica del funzionamento delle scuole, a seguito della riduzione di organico in atto – ha detto Massimo Di Menna al termine della riunione. Abbiamo segnalato situazioni concrete di classi sovraffollate sulle quali abbiamo sollecitato l’intervento urgente del Miur.
Il Miur ha assicurato di verificare le situazioni segnalate e, nel caso di intervenire.


Ci sono due elementi di particolare preoccupazione: il numero di alunni per classe e la presenza adeguata di collaboratori scolastici per dare garanzia di apertura delle succursali e delle sezioni staccate delle scuole.
La contrazione di organico – ha continuato Di Menna – effettuata sulla base di parametri tutti matematici e burocratici può creare difficoltà e disfunzioni nell’organizzazione delle scuole.

Precariato
Ora, mentre si stanno facendo le nomine – ha messo in evidenza il segretario generale della Uil Scuola – ci sono molte persone che hanno avuto questo anno l’incarico annuale che rischiano di rimanere senza lavoro. La Uil sta sostenendo la protesta e le legittime preoccupazioni di queste persone. Va assolutamente trovata una soluzione per questi lavoratori.
Abbiamo dato atto all’amministrazione e al ministero che sta continuando ad operare nella direzione di intesa con le Regioni (il ministero ce ne ha segnalate oggi, Abruzzo, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia), nella intesa con l’Inps per l’anticipazione dell’indennità di disoccupazione e di un provvedimento legislativo nazionale per la nomina delle supplenze e per il riconoscimento del servizio.
L’insieme di questi interventi deve essere chiaramente definito con urgenza in modo da dare certezza alle persone di una indennità di lavoro.
E’ previsto un ulteriore incontro tecnico giovedì prossimo.

Direttiva alle scuole del primo ciclo sugli aspetti didattici
Mancano pochi giorni all’avvio del prossimo anno scolastico – ha continuato Di Menna – abbiamo sollecitato l’emanazione della direttiva sugli aspetti organizzativi e didattici per consentire alle scuole di operare in quadro di riferimento chiaro.
Il ministero ha assunto impegno a inviare la direttiva relativa alle scuole del primo ciclo il prossimo 3 settembre, subito dopo aver recepito il parere del Cnpi previsto per il 2 settembre.

Nel corso dell’incontro il Miur ha dato comunicazione che per le zone terremotate dell’Abruzzo è stato emanato il decreto che consente l’utilizzo di 19 milioni di euro per il funzionamento delle scuole e il sostegno delle attività didattiche. L’inizio delle lezioni è previsto per il 21 settembre.


Abruzzo: non si tocchino le risorse per far ripartire la scuola

 

Abruzzo: non si tocchino le risorse per far ripartire la scuola

Sindacati contrari all’utilizzo dei finanziamenti per altre finalità.

Comunicato stampa dei Segretari generali di FLC Cgil, CISL scuola, UIL scuola, SNALS Confsal, GILDA degli insegnanti.

Le OO.SS. nazionali della scuola – CGIL, CISL, UIL, SNALS, GILDA – esprimono preoccupazione e dissenso per il tentativo di utilizzare per altre finalità i fondi necessari e vitali per far ripartire le attività didattiche e l’apparato amministrativo di supporto nella scuola d’Abruzzo.
Tali risorse sarebbero destinate nell’immediato alle strutture scolastiche provvisorie (MUSP) con l’opcm 3790 art.7 comma 2 e 3 e tale utilizzo non lo condividiamo.

Le OO.SS. dell’Abruzzo hanno già manifestato le ragioni del loro dissenso nell’incontro con il Dott. P. Capo il giorno 28 luglio scorso all’Aquila, fornendo anche un contributo propositivo sulle modalità di utilizzo di quelle risorse.

Per noi principi inderogabili sono l’accoglienza e l’ insegnamento ai ragazzi e le delicate procedure amministrative che assicurano il regolare funzionamento delle scuole. La scuola è la prima istituzione a restituire la “normalità” di un impegno quotidiano ai giovani provati dall’esperienza di perdere affetti e casa con il terremoto. La scuola ha il volto del suo personale che opera a contatto con i ragazzi.


Il personale della scuola abruzzese vuole lavorare per una didattica di qualità, per ampliare l’ offerta formativa e per recuperare disagi e traumi.

Le risorse del MIUR, che già abbiamo più volte valutato come insufficienti, vanno spese secondo le modalità che il Ministro ha indicato nella relazione tecnica e, su proposta dello stesso, attraverso una specifica Ordinanza da emanare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze. Esse vanno utilizzate subito per le finalità originarie, perchè il nuovo anno scolastico è alle porte.

L’ edilizia scolastica, provvisoria e strutturale, è un problema, infine, da affrontare con ulteriori investimenti che devono essere immediatamente resi disponibili.


Tagli agli organici, la voce dai territori

 

 

Via: www.flcgil.it

 

Tagli agli organici, la voce dai territori

Dalla FLC Cgil della Lombardia e di Bologna la denuncia sulla drammaticità dei tagli che mettono a rischio la riapertura delle scuole a settembre.

Non si placa la protesta per le pesanti riduzioni agli organici dei docenti e del personale ATA della scuola.

Le ripercussioni sull’avvio dell’anno scolastico sono costantemente denunciate dalla FLC Cgil a livello nazionale e territoriale, come accade, ad esempio per la regione Lombardia e per città di Bologna.

Intanto dai dati dopo i trasferimenti il quadro dei tagli si fa sempre più chiaro: nella scuola secondaria superiore almeno 6.000 lavoratori non avranno più un contratto e uno stipendio. Dal Ministero, inoltre, non arriva ancora nessuna risposta sulle immissioni in ruolo e sui provvedimenti di tutela per i lavoratori precari licenziati a settembre.

Nell’incontro del 10 giugno scorso era stato preannunciato un provvedimento urgente a tutela dei lavoratori che il prossimo anno non avranno più un contratto annuale, i cui contorni restano ancora fumosi. Nel decreto anticrisi non c’è l’ombra di questo provvedimento anche se “voci di palazzo” danno per certo un emendamento in sede di conversione. Siamo davvero al ridicolo: un Governo che emana un provvedimento urgente che poi emenda sé stesso per aggiungere un provvedimento annunciato da mesi non è certo un Governo serio e attento ai problemi dei lavoratori.

Roma, 17 luglio 2009

 


 
FLC Cgil – CISL Scuola – SNALS – GILDA degli insegnanti
Bologna
Organici 2009/2010: a rischio la riapertura delle scuole a settembre
Si è finalmente delineata la situazione del personale docente e ATA di cui potranno disporre le scuole bolognesi per il prossimo anno e la novità assoluta rispetto agli scorsi anni – e alle tante battaglie estive per adeguare gli organici alla popolazione scolastica in continua crescita e alla domanda delle famiglie – è che… l’organico di fatto non c’è più!
Nessun margine di manovra per i docenti, nonostante le rassicurazioni date a suo tempo dall’Amministrazione per far digerire il taglio di 243 insegnanti in organico di diritto con circa 3.000 studenti in più e le 57 sezioni a tempo pieno non concesse. I posti derivanti dalla somma dei cosiddetti “spezzoni” di cattedra (515, assolutamente necessari e comunque pagati dal Tesoro) fanno “spalare” gli obiettivi di taglio degli organici (complessivi 391 insegnanti a Bologna, tra organico di diritto e di fatto) di 9 unità, da tagliare ulteriormente e restituire quanto prima al Ministero. Un organico di fatto in negativo dunque: le sorprese che ci riserva il Ministro non finiscono mai!
Altro che il tempo scuola richiesto dalle famiglie, le classi a tempo pieno non date, le 19 sezioni di scuola dell’infanzia (interessate più di 500 famiglie) che non apriranno, le promesse di sdoppiamento di classi dai numeri e complessità ingestibili: semplicemente non potranno aprire le scuole. Secondo i nostri calcoli, mancano infatti all’appello almeno 150 insegnanti soltanto per garantire gli insegnamenti curricolari (l’inglese totalmente scoperto alle elementari e le varie discipline previste dagli ordinamenti tra medie e superiori) e il rispetto delle norme di sicurezza.

A questo aggiungiamo la mazzata che si è ormai precisamente quantificata per il personale ausiliario, tecnico e amministrativo delle scuole: – 117 collaboratori scolastici, – 32 assistenti amministrativi, – 11 assistenti tecnici, totale – 160 unità. In crisi assoluta soprattutto la scuola di base in provincia con molti plessi: – 3 bidelli a Gaggio Montano con 11 sedi da far funzionare (- 11 nel triennio) e – 2 a Molinella con 1.540 studenti e 10 sedi (- 8 nel triennio), per portare qualche esempio.
Sono previste deroghe per queste situazioni di particolare difficoltà, ma previa compensazione, ovvero togliendo di più da altre scuole che già hanno raschiato il barile.
Già quest’anno si prospetta una drastica riduzione del servizio delle scuole, orari insostenibili di lavoro e lo scarico sui Comuni di funzioni gestite finora in convenzione (la mensa, pre e post scuola), ma la proiezione nel triennio dei tagli porta alla chiusura delle scuole pura e semplice.

Per finire, ricordiamo l’enorme ritardo e l’assoluta indeterminatezza dei tempi per tutte le operazioni di inizio anno, che tengono in fibrillazione tutto il personale della scuola – in particolare quello precario – e che rischiano di pregiudicare il funzionamento delle scuole a settembre.

Non possiamo rassegnarci al gravissimo danno inferto alla nostra buona scuola, alle legittime attese di migliaia di famiglie senza alcuna risposta, ma ora siamo al punto di non garantire neppure il funzionamento minimale del sistema scolastico bolognese che non può reggere – anche ad ordinamenti “riformati” delle elementari, delle medie e del personale ATA – un taglio complessivo di 579 unità di personale con 3.000 studenti in più, in un territorio che ormai ha tagliato ogni possibile “spreco” da anni.

Inevitabile quindi, da parte di queste organizzazioni sindacali, l’indizione dello stato di agitazione della categoria e ogni forma di mobilitazione dei lavoratori per settembre, ma anche la denuncia all’autorità giudiziaria di tutte le situazioni in cui non sia garantito il rispetto di quanto la legge prevede, in materia di sicurezza e di diritto allo studio.

Bologna, 16 luglio 2009

 

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