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Formazione dei docenti

Apprendiamo da una nota di Cisl Scuola che stamane al MIUR c’è stato  il previsto incontro di informativa sul piano di formazione dei docenti alla metodologia didattica CLIL (Content and Language Integrated Learning: insegnamento dei contenuti e degli argomenti di una disciplina esclusivamente in lingua straniera), avviato con la nota 10872 del 9.12.2010.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati i dati numerici dei docenti della scuola secondaria di secondo grado che hanno chiesto di partecipare ai corsi: circa 8.800 docenti con incarico a tempo indeterminato e circa 4.000 con incarico a tempo determinato.

Formazione docenti, incontro al Miur

Pubblichiamo una nota di Gilda degli Insegnanti su Formazione docenti e l’incontro tenutosi al Miur.

Si è tenuto mercoledì 20 ottobre, un incontro al Miur sui temi della formazione dei docenti della scuola primaria per la lingua inglese, della formazione finalizzata al CLIL nella secondaria superiore e degli indirizzi che il MIUR vorrebbe proporre per la formazione complessiva dei docenti con particolare riferimento alla scuola secondaria.

Sinteticamente, queste sono le proposte illustrate dall´amministrazione:

• La prima trance di corsi di formazione per l´acquisizione delle competenze nella lingua inglese ha presentato alcuni problemi. C´è stata una preoccupante defezione degli iscritti dai corsi giustificata dagli oneri connessi (trasporti pubblici mancanti, non riconoscimento dell´uso del mezzo proprio) e da casi di impreparazione dei docenti tutor che hanno scoraggiato la frequenza (sic!). Inoltre la piattaforma informatica predisposta per il corso on line si è dimostrata non adeguata ed è necessaria una sua implementazione o la sua sostituzione con altri software che potrebbero essere gestiti direttamente dal MIUR o dall´ANSAS (ora le piattaforme sono state acquistate da soggetti privati).

• Per ovviare ai problemi suesposti il MIUR propone di organizzare la nuova trance di incontri di formazione aumentando le ore in presenza (da 30 ore a 60 ore) diminuendo le ore da dedicare al corso on line. C´è sempre il problema dei docenti tutor che sono spesso difficilmente reperibili perché non abilitati all´uso del mezzo proprio per il raggiungimento della sede del corso e per l´esiguità dei compensi loro attribuiti.

• CLIL: il Miur considera già positivi i dati presenti a livello nazionale di scuole che hanno sperimentalmente attivato il CLIL (non ci sono stati consegnati però dati concreti di analisi). Per consentire il raggiungimento dei livelli previsti dalla normativa per insegnare materie non linguistiche in inglese (livello C1) il Miur propone che i docenti che sono già in possesso di certificazioni di livello inferiore o che siano certificabili in tale senso possono utilizzare le 150 ore per frequentare corsi di formazione a spese dell´amministrazione. Per i docenti con livelli molto bassi o inesistenti l´unica soluzione è che il Miur stipuli convenzioni con enti, ambasciate, università affinché possano seguire a prezzo agevolato corsi di formazione (a loro spese!!).

• Per le altre aree disciplinari il Miur sta pensando di proporre convenzioni con enti e università per avviare progetti di formazione anche disciplinare con il conseguimento di titoli riconosciuti e spendibili (master, ecc.), titoli che potrebbero essere fatti valere a livello di graduatoria interna, ma non nella mobilità esterna. Non è chiaro se ciò avvenga, come probabilmente sarà con parziale pagamento a carico dei frequentanti.Le OO.SS. e in particolare la FGU hanno fortemente criticato gli approcci che il Miur sta predisponendo nella formazione.

In particolare la nostra delegazione ha espresso le seguenti critiche:

• Continuiamo a contestare il livello della qualità e gli effetti concreti che i corsi di formazione hanno nella scuola primaria laddove avevamo già gli specializzati in organico. I docenti riscontrano inoltre difficoltà a seguire una mole così onerosa di impegni che sono spesso ostacolati dai dirigenti scolastici a fronte della mole di lavoro a loro carico nella scuola.

• Risulta stupefacente che si verifichino situazioni di inadeguatezza dei docenti tutor laddove essi sono stati scelti dall´ANSAS (a questo punto ci si domanda come).

• Risulta inaccettabile che siano state scelte piattaforme non adeguate per i corsi on line (chi ha preso i soldi e quanti soldi dovremo spendere per acquistarne di nuove?)

• Risulta inaccettabile che gli oneri di trasporto con mezzo proprio nelle aree non sufficientemente servite da mezzi pubblici siano a carico dei docenti tutor e dei frequentanti.

• CLIL: sono stati contestati i dati del Miur. Non si capisce come possano essere concesse le 150 ore per la massa dei docenti che intenderebbero frequentare i corsi di perfezionamento per il C1 a fronte di risorse sempre più scarse in organico. Non si accetta l´impostazione che interessa la maggior parte dei docenti sprovvisti di certificazioni di livello pari o superiore al B1 che dovrebbero pagarsi i corsi e fare i corsi al di là dell´orario di lavoro. Siamo contro il volontariato obbligatorio o indotto obbligatoriamente. Come avviene in tutte le altre categorie i corsi di formazione devono essere fatti all´interno dell´orario di lavoro pagati dal datore di lavoro.

Di fronte alle contestazioni e alle numerose richieste di chiarimenti il Miur ha promesso di convocare entro pochi giorni una nuova riunione con le OO.SS.

Regolamento sulla formazione dei docenti

Audizione al Senato sulla Regolamento sulla formazione dei docenti

In sede di audizione parlamentare presso la VII Commissione del Senato della Repubblica la FGU ha espresso un parere nel complesso positivo rispetto all’impianto del provvedimento, ma ha evidenziato molte incongruenze e debolezze che possono e devono essere risolte con grande urgenza.
In particolare il provvedimento si inserisce in una grave situazione in cui versa la scuola italiana oggetto di un riordino pilotato più da esigenze di bilancio che da logiche coerenti di politica scolastica rischiando pertanto di avere effetti parziali, confusi e contraddittori.
La FGU intende mettere in rilievo il contesto all’interno del quale si intende varare il regolamento:
• L’Italia è in questo momento l’unico paese dell’UE che non ha un percorso di formazione dei docenti. Ciò determina una gravissima disparità di trattamento con gli altri Paesi UE che intanto possono abilitare con proprie norme nazionali i cittadini comunitari (anche italiani – si veda ad es. il caso spagnolo) con titoli riconosciuti di diritto anche in Italia.
• Il regolamento si trova di fatto bloccato all’interno della rete dei provvedimenti di riforma, in particolare della secondaria superiore, molti dei quali ancora mancano. In particolare manca il riordino delle classi di concorso da cui far discendere i percorsi formativi universitari e il calcolo dei crediti.
• Il regolamento, basato su una concezione troppo accademica, si dimentica degli ITP e pone poco l’accento sulle competenze relazionali in presenza di portatori di handicap, competenze che dovrebbero, pur solo come base, essere comuni a tutti i docenti.
• Si privilegia in modo smaccato il ruolo dei ricercatori universitari che potrebbero essere accolti nei Tirocini Formativi Attivi senza aver fatto nemmeno un giorno di supplenza.
• Se approvato, il regolamento produrrà i suoi effetti concreti solo dopo cinque-sei anni. Il problema politico, tecnico e amministrativo è relativo soprattutto al lungo periodo di transizione all’interno del quale si deve dare una risposta al precariato dei docenti abilitati e dei docenti non abilitati che hanno lavorato negli ultimi anni nella scuola.
• E’ opportuno aprire da subito un serio dibattito sugli aspetti di programmazione dei bisogni futuri dei docenti evitando un numero chiuso troppo limitato negli accessi alle lauree magistrali.

Ciò nonostante per la FGU è importante che il regolamento sia licenziato velocemente perché deve cessare lo scandalo della mancanza di un sistema di formazione da cui deve discendere successivamente in tempi brevi un sistema di reclutamento fondato sul pubblico concorso e non su chiamate discrezionali e privatistiche da parte dei dirigenti scolastici, cosa che alcuni intendono continuare a proporre.

Parere sull’Atto del Governo n. 205 (Schema Decreto Ministeriale Formazione Insegnanti)

Via: Gilda degli Insegnanti

Formazione docenti

Giornata di formazione docenti e mediatori.

L’Assessorato dell’istruzione e cultura della Valle d’Aosta informa che martedì 2 febbraio 2010, a partire dalle ore 9.00, nell’auditorium dell’Istituto Tecnico per Geometri di Aosta, si terrà – nell’ambito delle attività di aggiornamento organizzate dal Dipartimento Sovraintendenza agli studi, Ufficio Supporto Autonomia Scolastica, Area Educazione multiculturale dell’Assessorato istruzione e cultura – una giornata di formazione/ricerca dal titolo: Prospettive interculturali nell’educazione: teorie e pratiche.

La giornata sarà condotta, alternando attività in seduta plenaria ad attività di tipo laboratoriale, da Francesco Susi, Professore ordinario di Storia della scuola e delle istituzioni educative e di Pedagogia interculturale, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre e Presidente della Conferenza Nazionale Permanente dei Presidi delle Facoltà di Scienze della Formazione, da Massimiliano Fiorucci, Professore Associato di Pedagogia generale e Sociale della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre e collaboratore del CREIFOS (Centro di Ricerca sull’Educazione Interculturale e sulla Formazione allo Sviluppo) e da Marco Catarci, ricercatore e docente di Pedagogia sociale nella Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre e collaboratore del CREIFOS.


L’iniziativa, che ha ottenuto un significativo riscontro tra i docenti valdostani e i mediatori interculturali (13 docenti della scuola dell’infanzia, 14 della primaria, 16 della secondaria di primo grado, 13 della secondaria di secondo grado e 12 mediatori per un totale di 68 partecipanti), ha lo scopo di proseguire il confronto già intrapreso negli anni precedenti, anche attraverso prassi di accoglienza e di integrazione consolidate, intorno al tema delle prospettive interculturali nell’educazione. L’attività laboratoriale prevede inoltre di avviare una rilettura in chiave interculturale dei saperi insegnati a scuola nella prospettiva di passare a una didattica delle discipline che permetta di sviluppare l’educazione interculturale, più in generale, concependola nella forma di una nuova educazione alla cittadinanza.

Formazione Professionale. Stato di crisi delle sedi nazionali degli enti di formazione

Formazione Professionale. Stato di crisi delle sedi nazionali degli enti di formazione

Le OO.SS. incontrano FORMA per discutere del rischio occupazionale che potrebbe derivare dal tardivo finanziamento della legge 40/87.

Il 6 agosto, proseguendo il confronto iniziato anche con le confederazioni il 15 luglio scorso, la FLC e le altre OO.SS. si sono incontrate con i rappresentanti di Forma per discutere del provvedimento recentemente approvato dal Governo in seno alla trasformazione in legge del decreto anticrisi (legge 102/2009).

Il comma 4 bis dell’art. 1, infatti, ripristina per il 2009 e per gli anni a venire il finanziamento della L. 40/87, a valere delle sedi nazionali degli enti di formazione professionale.

Tale provvedimento, tuttavia, per la procedura da esso indicata, non chiarisce se le risorse stanziate saranno realmente disponibili, e in quanto tempo.

D’altra parte, Forma, in rappresentanza degli enti associati, teme che ulteriori ritardi possano aggravare le già compromesse situazioni finanziarie delle sedi nazionali, con grave rischio per la stabilita’ stessa degli enti, e per l’occupazione.

La FLC ha sostenuto che le sorti di tutti i lavoratori sono importanti e che la salvaguardia occupazionale è un obiettivo da perseguire, ma che la crisi degli enti nazionali va affrontata insieme alla crisi dei sistemi della formazione professionale, in un quadro organico che non deve lasciare indietro nessun lavoratore, e deve dare centralità al contratto di lavoro della formazione professionale, che in questo momento è uno degli elementi unificanti del sistema.

Per questo, insieme con le altre OO.SS. si è determinato di chiedere un incontro al Ministero del Lavoro, per avere chiarimenti sui tempi previsti dalle procedure, e per eventualmente identificare le forme più opportune per tutelare l’occupazione dei lavoratori impegnati nelle sedi nazionali degli enti.

Al termine dell’incontro le Parti si sono aggiornate al mese di settembre, per proseguire nel confronto, dopo avere acquisito le necessarie informazioni dal ministero del lavoro, ed avere avviato il confronto anche con i lavoratori delle sedi nazionali degli enti.

In allegato il comunicato unitario.

Roma, 7 agosto 2009


COMUNICATO UNITARIO
Incontri OO.SS. Confederali e di Categoria – FORMA del 15 luglio e del 6 agosto 2009
Le Organizzazioni Sindacali FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS-Confsal, e le rispettive Confederazioni, riunite con l’Associazione degli enti gestori di formazione professionale Forma il 15 luglio ed il 6 agosto uu.ss., hanno preso atto del quadro preoccupante complessivamente rappresentato da Forma, che pone a grave rischio l’occupazione nelle sedi nazionali degli enti aderenti.

In particolare, le sedi nazionali di questi enti paventano, in relazione al mancato finanziamento della legge 40/87 così come modificata dalla 51/2006, ed al ritardo della promulgazione dei bandi di gara per le azioni di sistema, il concreto rischio di un grave e generalizzato dissesto finanziario.

Secondo Forma, gli enti, qualora dovesse verificarsi quanto si preannuncia, sarebbero posti nella condizione di dichiarare lo stato di crisi e, conseguentemente, di dover ricorrere agli ammortizzatori in deroga, ai contratti di solidarietà difensivi e, se inevitabile, alle procedure di riduzione collettiva del personale dipendente in esubero.

Pertanto le OO. SS., nel respingere fermamente l’ipotesi del ricorso alla riduzione di personale, auspicano la tempestiva emanazione dei provvedimenti successivi alla approvazione degli emendamenti ai provvedimenti alla Camera, a garanzia della occupazione e dei servizi che tali enti svolgono a favore del sistema formativo che, in questa fase di cambiamento, necessita di riferimenti unitari e nazionali.

In tal senso, le OO SS ritengono che, pur nella attuale pluralità dei contratti applicati nelle sedi nazionali degli enti, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro della Formazione Professionale rappresenta, nell’attuale quadro di rapido cambiamento, un essenziale riferimento strategico anche per la stessa sopravvivenza delle sedi nazionali degli enti.

Per questo, le Confederazioni e le Organizzazioni sindacali di categoria, impegnate alla verifica di ogni possibile soluzione da ricercare insieme ai singoli enti nazionali interessati, nel quadro di quanto discusso con Forma, procederanno localmente agli esami congiunti con i singoli enti, avente come fine il mantenimento della occupazione ed il sostegno al reddito di tutti i lavoratori delle sedi nazionali degli enti e, qualora necessario, avvieranno le procedure di accesso a forme di ammortizzazione e tutela sociale.

Le OO.SS. si rendono sin d’ora disponibili alla identificazione delle migliori soluzioni praticabili per superare questa fase di crisi transitoria.

Roma 6 agosto 2009

CGIL – FLC CGIL
CISL-CISL SCUOLA
UIL-UIL SCUOLA
SNALS CONFASAL


IL FUTURO VICINO A TE: Politiche e Azioni sul Territorio per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica

IL FUTURO VICINO A TE: Politiche e Azioni sul Territorio per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica – Desenzano 18 e 22 maggio 2009

Il Comune di Desenzano del Garda – Assessorato ai Servizi Sociali, in collaborazione con la Cooperativa Sociale City Service (che ne cura le attività con gli adolescenti) e il Museo Civico di Scienze Naturali di Brescia, promuovono un Seminario e un Convegno sul tema “IL FUTURO VICINO A TE:Politiche e Azioni sul Territorio per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica”.
Il Seminario e il Convegno sono rivolti a docenti, dirigenti scolastici, studenti, istituzioni per condividere, ragionare e confrontarsi su come fare scienze nella scuola, al fine di promuovere negli adolescenti lo sviluppo di una cultura scientifica che permetta loro di conoscere, comprendere, agire sul mondo riuscendo a soddisfare il bisogno e il piacere di una continua sfida intellettuale che arricchisce l’esistenza umana e che permette il passaggio essenziale dalla conoscenza (il sapere) alla sapienza (il saper agire).
Presso il Museo, Lunedì 18 maggio alle ore 14.00 si terrà il Seminario di alta formazione riservato a Docenti e Dirigenti scolastici della Lombardia. Obiettivo del Seminario è imparare a progettare un’offerta formativa per gli studenti in ambito scientifico, ad esempio facendo dell’ottima e interessante chimica ambientale anche senza disporre di un vero e proprio laboratorio, o della fisica applicata studiando le energie rinnovabili grazie al mecenatismo di aziende private leader nel settore.
Venerdì 22 maggio dalle ore 9.00 presso Palazzo Todeschini a Desenzano del Garda sarà la volta del Convegno “Politiche e Azioni sul Territorio per lo Sviluppo della Cultura Scientifica e Tecnologica” dove, con l’intervento del Ministro dell’Istruzione Mariastella Gelmini e il contributo di funzionari regionali e provinciali, esperti in divulgazione scientifica del Consorzio Interuniversitario Nazionale per le Scienze Ambientali e dei Musei Scientifici, si terranno una Tavola rotonda e due Sessioni di lavoro per definire i bisogni formativi delle Scuole in ambito scientifico e la valorizzazione dei curricula extra-scolastici.
Per registrarsi ad entrambi gli eventi scaricare gratuitamente le schede di iscrizione. Per ulteriori informazioni rivolgersi a info: Segreteria Scientifica – segreteria@cinsa.it  – tel. 041 2402517.