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In Puglia si difende il tempo pieno a scuola

In questi giorni la FLC CGIL di Bari con la Camera del Lavoro di Molfetta ha seguito da vicino la problematica vicenda della richiesta dell’attivazione di 17 classi a tempo pieno nei circoli didattici della città di Molfetta. All’epilogo della vicenda ha contribuito, insieme alla nostra pressione sull’Amministrazione comunale e scolastica, soprattutto la determinazione dei tanti genitori coi quali venerdì mattina prima e nel pomeriggio poi, gli organi comunali sono stati costretti a confrontarsi. Alla fine dell’incontro il Sindaco Azzollini ha assunto l’impegno di inviare un atto di indirizzo al Direttore dell’ex provveditorato di Bari, col quale il comune dichiara di farsi carico degli adeguamenti strutturali necessari all’attivazione della mensa. Ancora una volta è stato efficace lo schema che più volte ha funzionato l’anno scorso per forzare i tagli della Gelmini basato sull’alleanza tra famiglie, sindacato e operatori scolastici. Sventato (almeno per il momento) il rischio di perdere le classi già funzionanti con 40 ore settimanali; ora però non è detto che l’Ufficio Scolastico Regionale riconoscerà l’organico necessario per soddisfare le richieste dei genitori per il tempo pieno nelle prime. Quest’anno, infatti, per la prima volta le classi che l’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia riconoscerà saranno meno di quelle dello scorso anno. Già da numeri ufficiali comunicati ben 87 richieste saranno respinte in Puglia, col rischio che, come avvenuto lo scorso anno, ulteriori tagli vengano operati ad estate inoltrata (chissà perché si taglia sempre d’estate …). Allertiamo fin d’ora, a questo proposito, scuole e genitori molfettesi: noi continueremo a seguire da vicino la faccenda, ma anche loro non devono pensare che il risultato sia definitivamente acquisito. Tutt’altro.

Una valutazione su questa vicenda emblematica e sul ruolo del sindaco-senatore-presidente della commissione bilancio al Senato, Azzollini. Il sindaco ha dovuto accorgersi sulla propria pelle che non è possibile continuare a garantire tutti servizi necessari coi tagli ai trasferimenti dello Stato agli enti locali, voluti da Tremonti. Lo stesso Sindaco ha dovuto ammettere che “A dire di trovare i soldi è facile, ma trovarli è un’altra cosa (…)al momento non abbiamo soldi e il Comune di Molfetta ha subito un taglio di 2,4milioni di euro per il 2011”.

I nodi vengono al pettine, dunque. Se si vuol fare una scuola di qualità sul territorio ci vogliono non solo i docenti (tagliati), ma anche le risorse dei comuni (tagliate anche queste). Possibile che Azzollini se ne renda conto come sindaco, mentre come presidente della commissione bilancio abbia ignorato gli effetti delle operazioni Gelmini – Tremonti? Siamo disposti a scommettere che, dopo questa vicenda, lo stato di gravità in cui versa la scuola statale almeno da lui sia stato inteso.

Claudio Menga
Seg. Gen. FLC CGIL
Bari

Scuola primaria: la beffa del tempo pieno

Riceviamo e pubblichiamo questo intervento sul tempo pieno a cura di Claudio Menga di Flc Cgil di Bari.

Solo ora le famiglie stanno constatando quanto veritiere siano state le nostre previsioni allorché, in vista delle iscrizioni degli alunni al nuovo anno scolastico, pur accusati, come consuetudine, di allarmismo, consigliammo loro di privilegiare esclusivamente la richiesta del modello a quaranta o trenta ore. Ci giunge voce infatti che a Bari, non meno che a Toritto, Putignano, e in altri comuni della provincia, va montando la legittima protesta delle famiglie, che ci impegniamo a sostenere sin d’ora, con la relativa richiesta di incontri di chiarimento con dirigenti e amministratori locali.
I motivi della protesta sono in realtà imputabili solo ai tagli d’organico che, nella scuola primaria, rischieranno di comprometterne seriamente la funzionalità. Vediamo un po’ di numeri.
L’anno prossimo in Italia ci saranno altri 19.700 docenti in meno con una riduzione percentuale media pari al 3,20%. In Puglia però, come in altre regioni meridionali, la percentuale salirà al 4% portando così i tagli nella nostra regione a quota 1878 che, aggiunti ai 2.535 dello scorso anno, e ai 3.425 effettuati due anni fa corrispondono a 7.838 cattedre perse nel triennio!
Cos’ accadrà, allora, nella nostra provincia? Al momento le incognite e le variabili sono numerose, ma non tanto da impedirci di provare a fare due conti almeno sulla scuola primaria.
I PENSIONAMENTI
Nella nostra provincia, in base ai dati nazionali forniti dal MIUR, nella scuola primaria (elementare) avremo all’incirca 270 posti di insegnamento che si liberano per i pensionamenti e che, secondo la Gelmini, dovrebbero servire ad assorbire l’entità dei tagli del prossimo anno. In realtà, il vantaggio ventilato dal ministro è quasi nullo in quanto:
1. innanzitutto è previsto in provincia un calo di iscrizioni stimabile in 1.250 unità pari a 70 classi circa e 68 posti di organico che, ridimensiona in 200 unità il numero dei posti rimasti liberi;
2. da queste 200 unità dobbiamo poi sottrarre gli 83 posti dei docenti già soprannumerari che ne riducono a 120 il beneficio;
3. infine, poiché sul tempo pieno è prevedibile un incremento di 55 classi intermedie con 100 docenti circa.
Vediamo che il beneficio dei pensionamenti risulta così quasi annullato.
I TAGLI
Secondo le nostre stime i tagli per il prossimo anno all’organico della primaria, nella nostra provincia, ammonteranno a ben 270 unità circa visto che, sul dato regionale delle 1878 cattedre, ben 760 riguarderanno la sola scuola primaria. Questi tagli si otterranno:
1.da un lato con il taglio a 27 ore settimanali dell’offerta formativa;
2.dall’altro con l’aumento del numero di alunni per classe in aule ridotte sempre più a pollaio;
3.infine con il taglio del tempo pieno richiesto dalle famiglie di bambini delle nuove classi prime.

Altro che aumento del tempo pieno promesso dalla Ministra Gelmini! La verità è con questa entità di tagli poco conta se qualcuno va in pensione perché anche per l’anno prossimo avremo l’esito paradossale di una doppia beffa: decine e decine di insegnanti in esubero non potranno soddisfare il tempo scuola richiesto da centinaia di famiglie! Agli uffici territoriali è chiesto solo realizzare sulla carta i tagli richiesti dal duo Gelmini /Tremonti: poco importa se poi si chiama, sulla carta, risparmio ciò che in pratica corrisponde allo sperpero di risorse pubbliche.
Per questo motivo la FLC CGIL di Bari chiede agli uffici scolastici territoriali competenti che s’impegnino a fondo per garantire, con organico certo, il rispetto delle scelte delle famiglie per quanto riguarda il tempo scuola (30 ore e tempo pieno nella scuola primaria) ed evitino la tentazione di rendere le classi sempre più affollate. Noi intanto vigileremo.
Bari, 11 marzo ’11 per la FLC CGIL Bari CLAUDIO MENGA

Scuola: il SISA invita la FLC CGIL ad unirsi allo sciopero e alle manifestazioni indette per l’8 marzo

Certo sconcerta che una grande organizzazione come la FLC CGIL abbia tanta difficoltà a verificare le indizioni di sciopero delle altre organizzazioni per scegliere al meglio la data per la propria mobilitazione.
Tuttavia a fronte delle difficoltà nelle quali si trova la FLC CGIL, il SISA  si rende disponibile ad aprire la giornata di sciopero da noi indetta per l’8 marzo 2011 e le relative manifestazioni di Milano e Roma, questa seconda fortemente voluta dal sindacato USI che a noi si è unito nella giornata di lotta, alla FLC CGIL.
Saremmo lieti di unire ai docenti e agli studenti, ai lavoratori della scuola di SISA e USI, anche gli aderenti e simpatizzanti della FLC CGIL.
Scioperiamo insieme, uniamoci per la scuola e l’università, nel giorno internazionale per i diritti delle donne, nello sciopero e nelle piazze. Difenderemo insieme le ragioni delle lavoratrici, il 75% del totale dei lavoratori e le studentesse che rappresentano il 54% di quanti siedono tra i banchi.
Insieme per mandare un segnale chiaro di rifiuto delle logiche di tagli e solo tagli del governo e del ministro Gelmini.

il coordinamento
SISA – Sindacato Indipendente Scuola e Ambiente NSŠO – Neodvisni sindikat šole in okolja
www.sisascuola.it   sisascuola@libero.it

Comunicato sindacale Cobas sulla democrazia sindacale e l’ipocrisia CGIL

Si allega comunicato sindacale sul furto di democrazia, dopo le pressioni della FLC-CGIL per bloccare le assemblee sindacali dei cobas della scuola in provincia di Terni, in risposta al comunicato della stessa O.S.

Si ringrazia anticipatamente

prof. Franco Coppoli – Cobas Terni

L’IPOCRISIA DELLA FLC-CGIL: IN PUBBLICO PARLA DI DEMOCRAZIA SINDACALE E POI BLOCCA LE ASSEMBLEE DEI COBAS NELLE SCUOLE

Una breve risposta alla FLC  CGIL sul furto delle assemblee sindacali dei Cobas del 14 ottobre, visto che questo sindacato ci sembra stia sulla luna. Infatti alla nostra denuncia di aver fatto pressioni sui dirigenti scolastici per boicottare le assemblee sindacali Cobas grazie a un regolamento truffaldino costruito nel ’97 dai sindacati di Stato con il governo amico Prodi e il ministro Berlinguer, per evitare che i lavoratori potessero liberamente partecipare alle assemblee autorganizzate dai Cobas, la CGIL risponde parlando dell’”iperuranio”, con una schizofrenia degna di manicomio. Infatti mentre Epifani e la CGIL stanno sbraitando da giorni a favore della democrazia sindacale, del diritto di assemblea dei lavoratori, della necessità di democrazia nei posti di lavoro la FLC-CGIL in provincia di Terni difende con le unghie i propri privilegi e agisce come un commissario politico, alleato con la Gelmini ed il governo.
Ricordiamo alla FLC (che si è mossa da due anni) che la lotta contro la scuola azienda i Cobas sono 20 anni che la stanno attuando, e che noi, al contrario della CGIL non abbiamo governi amici, che siamo stati tra i protagonisti delle lotte contro Fioroni, Moratti e delle dimissioni del ministro Berlinguer quello del concorsaccio e della aziendalizzazione della scuola, della falsa autonomia, delle esternalizzazioni dei servizi, della precarizzazione a sistema. Rimane il fatto gravissimo e l’indecenza di chi, come Epifani, nei talk show si riempie la bocca di democrazia e poi si comporta esattamente al contrario limitando il diritto all’assemblea di docenti ed ATA tentando di legittimarsi attraverso i decreti dell’amico Brunetta: parlare dei tanti scheletri nell’armadio della CGIL non si può, né si deve fare. Infine una nota sulle forme di lotta: l’anno scorso abbiamo fatto sciopero durante gli scrutini, quest’anno collegandoci alle lotte di docenti, precari e studenti abbiamo lanciato la proposta, caduta nel nulla, per uno sciopero unitario. Se la FLC-CGIL pensa di poter respingere la devastazione della scuola pubblica con ridicoli sciopericchi di un ‘ora dimostra ancora una volta la sua ipocrisia, verso i lavoratori, gli studenti e la scuola pubblica che in questi ultimi 20 anni ha pienamente contribuito ad affossare.
Quello che rimane sono i fatti: oggi i lavoratori della scuola, docenti ed ATA, in provincia di Terni si sono visti rubare il diritto di assemblea in orario di lavoro dalla CGIL che, secondo le parole del segretario FLC, l’ha fatto per tutelare i lavoratori. Per noi la CGIL ha paura della democrazia sindacale e di quello che i Cobas denunciano da anni: la loro compartecipazione alla distruzione della scuola pubblica, alla sua aziendalizzazione, alla svendita di diritti, salari e pensioni. La soluzione è quella di non far parlare chi attacca i privilegi dei sindacati di Stato. Tutto il resto è ipocrita menzogna. Nonostante questo oggi, 15 ottobre, decine di migliaia di insegnati ed ATA hanno scioperato in tutta Italia contro la riforma Gelmini-Tremonti e l’attacco alla scuola ed all’istruzione pubblica in atto nel nostro paese.

La conoscenza non si licenzia

La FLC CGIL ha messo al centro della propria mobilitazione la qualità e la stabilità del lavoro per governare i necessari processi di cambiamento in tutti i settori della conoscenza.

La precarietà è diventa una vera piaga sociale, grazie al più grande licenziamento di massa attuato da questo governo in tutti i settori della conoscenza. Il ridimensionamento dello stato sociale passa anche per l’abbassamento della qualità dell’offerta formativa, non certo per il venir meno dell’impegno e della passione dei lavoratori, ma per la mancanza di risorse, la riduzione del tempo pieno, l’aumento dei costi a carico delle famiglie, la limitazione del diritto allo studio per gli studenti, l’inosservanza delle norme sulla sicurezza.

La conoscenza è bene comune, i tagli indiscriminati colpiscono le lavoratrici e i lavoratori, mortificano la loro professionalità, alimentano la disoccupazione ma coinvolgono l’intera società, tolgono futuro, deprimono le possibilità di uscire dalla crisi, tolgono forza allo sviluppo del Paese.

Le nostre mobilitazioni, messe in campo fin dal mese di agosto insieme alle tante lavoratrici e lavoratori della conoscenza, proseguono e si alimentano anche della partecipazione degli studenti, dei genitori, di altri lavoratori, di associazioni.

Qui trovate tutte le mobilitazioni in atto delle Flc Cigl.

Rompiamo il silenzio su quello che avviene nella scuola

Segnaliamo questa interessantissima iniziativa sulla scuola della Flc Cgil dall’emblematico nome:”Rompiamo il silenzio“. In pratica la scuola “reale” e le famiglie che conoscono bene gli effetti dei tagli agli organici che stanno avvenendo nel mondo della scuola  si raccontano.

Tutti i giorni nuovi documenti dalle scuole e segnalazioni di genitori e cittadini. Consultatelo continuamente e inviate anche voi le vostre impressiona dalle scuole della vostra città. Vi ricordiamo che anche Scuola Magazine ha lanciato un Concorso Letterario per raccontare il proprio inizio di scuola.