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Finanziamenti scuola

Finanziamenti scuola: in arrivo alcune tranche di pagamento. Riportiamo notizia dal sito di Cgil scuola.
Sono in arrivo alcune tranche di pagamento.

I fondi assegnati riguardano massimamente:

1.le spese di personale, circa 580 milioni di euro, sulla competenza 2010. Esse sono comprensive degli 8/12 fis, delle funzioni strumentali, degli incarichi specifici e di un acconto per le spese di pulizie;
2.una prima assegnazione, 30 milioni di euro, per le ore eccedenti prestate in sostituzione dei colleghi assenti per l’a.s. 2009/2010. Si tratta di una somma minimale calcolata sulla disponibilità dei fondi contrattuali che però non copre l’intero fabbisogno delle scuole, quindi, da non considerarsi risolutiva né a sanare il pregresso né per l’anno in corso.
Il Miur a breve aprirà i seguenti monitoraggi:

•legge 440/97 (autonomia scolastica) anno 2009 relativamente alla terza area degli istituti professionali (circa 30 milioni di euro) e piani dell’offerta formativa (circa 36 milioni di euro);
•fondi contrattuali (8/12) per l’area a rischio e forte processo immigratorio e ore eccedenti per il gruppo sportivo.
Inoltre, è in corso un’analisi globale sui residui passivi delle scuole ai fini di un loro probabile reintegro con la legge di assestamento di bilancio.

Le considerazioni della FLC

Supplenze. Il Miur, come convenuto durante l’incontro del 22 febbraio, si impegna a coprire le future spese seppur richiamando il fantomatico tasso di sostituzione, e autorizza di fatto a prevedere le nuove entrate necessarie. Ciò significa che, nel rispetto della normativa vigente, le scuole sono autorizzate a sostituire i colleghi assenti anche se sarà sempre bene segnalare subito quando il fabbisogno è superiore alle previsioni del programma annuale. A questo fine mettiamo a disposizione delle scuole un fac simile di lettera da inviare al Miur.

Ore eccedenti in sostituzione dei colleghi assenti. La mail di assegnazione dei fondi richiama in maniera ambigua l’ art. 87 del Ccnl, generando un po’ di confusione con le ore per il gruppo sportivo che invece sono finanziate a parte. Inoltre, il riferimento alla contrattazione di istituto, formalmente corretto, non dove tradursi in un invito per le scuole a sostenere la spesa mancante con il Fis. Tale ipotesi è impraticabile a norma dello stesso art. 86 del Ccnl. A questo proposito ricordiamo che da anni ci stiamo battendo perché si faccia estrema chiarezza su questo punto una volta per tutte, imputando tale spesa alla voce supplenze, quindi, reintegrabile sulla base dei flussi finanziari.

Residui anni precedenti. Risulta chiara la volontà del Miur di non farsi carico dei residui attivi vantati dalle scuole nei suoi confronti, ma di mettere sotto la lente di ingrandimento solo i residui passivi per le voci di competenza (supplenze, contributi di legge, esami di stato, ecc) dello stato. Si tratta di un’ipotesi che trova la nostra assoluta contrarietà e che a distanza di mesi svela l’arcano che si cela dietro la pretesa del Miur e dei revisori dei conti di far inserire i residui attivi delle scuole nell’aggregato “Z”. Come abbiamo sempre sostenuto il vero fine di questa operazione è la loro radiazione generalizzata.

Questo spiega anche il rifiuto del Miur a fornirci i dati di bilancio sui quali abbiamo aperta una vertenza insieme agli altri sindacati scuola.

Funzionamento didattico e amministrativo 2010. Ad anno scolastico inoltrato non c’è nessuno impegno da parte del Miur a finanziare l’unica voce di bilancio che consente di far fronte alle normali esigenze di ogni giorno. Si tratta di una grave violazione del principio di competenza fissato dal regolamento di contabilità per la corretta programmazione della spesa in relazione al piano dell’offerta formativa.

Per tutte queste ragioni continua il nostro impegno a fianco delle scuole per imporre la trasparenza, ottenere il rispetto delle regole vigenti e un piano straordinario di finanziamenti.

Finanziamenti scuola

“Con la C.M. 446 del 10/11’98 il Ministero P.I. fornì a suo tempo, chiarimenti circa l’utilizzazione dei finanziamenti per l’autonomia scolastica assegnati ai provveditorati agli studi ed alle scuole sulla base della Legge n. 440/’97.
La C.M. n. 239 del 19 maggio 1998 trasmette la Direttiva n. 238 del 19 maggio 1998 recante l’individuazione delle priorità nella scelta dei progetti sull’autonomia scolastica ed il finanziamento degli stessi con 500 miliardi per l’a.s. 1998-99 in forza della Legge n. 440/’97. Dette norme sono state rispettivamente sostituite dalla C.M. di trasmissione n. 279 del 18/6/98, dal nuovo D.M. 251 del 29/5/98 (che sostituisce il D.M. 765 del 27/11/97) e dalla nuova Direttiva 252 del 29/5/98 (che sostituisce la Direttiva 238 del 19/5/98) . Fra i criteri prioritari indicati in sei lettere da a) a f) del punto 1 della Direttiva non compare espressamente alcun progetto riguardante l’integrazione scolastica, che è invece indicata fra i progetti finanziabili nella stessa Legge n. 440/’97. Il riferimento all’integrazione scolastica si rinviene all’inizio del punto 2 della stessa Direttiva che dà in sei capoversi chiarimenti sulle corrispondenti lettere del punto 1. Data la portata della Legge n. 440/’97, sarebbe invece opportuno fare rientrare l’integrazione scolastica in tutti i progetti contrassegnati dalle sei lettere del punto 1. Sarà pertanto indispensabile che l’Amministrazione della P.I. e le istituzioni scolastiche interessate (anche dietro stimolazione delle Associazioni, dei Comitati dei genitori e/o degli studenti) formulino dei progetti di integrazione scolastica che possano rientrare nelle priorità espresse nella Direttiva alle seguenti lettere del punto 1: “innalzamento…del tasso di successo scolastico”; “iniziative di formazione ed aggiornamento riferite a tutte le componenti della scuola, legate anche al processo di diffusione della cultura dell’autonomia, nonché all’introduzione delle nuove tecnologie didattiche” (si potrebbero prevedere corsi di aggiornamento tra il 1 e il 20 settembre per i consigli di classe ed i moduli che seguono alunni con handicap; come pure la costituzione di centri di documentazione sulla qualità dell’integrazione scolastica); “sviluppo della formazione continua e ricorrente – educazione degli adulti, anche con interventi integrati” (si potrebbero prevedere progetti integrati di frequenza nella scuola media o superiore e in corsi di formazione professionale e in stage prelavorativi); “iniziative post-secondarie e copertura della quota nazionale di iniziative cofinanziate con i fondi strutturali dell’Unione Europea”; “interventi perequativi diretti anche ad integrare gli organici provinciali del personale” (si potrebbero prevedere, ai sensi dell’art.40 comma 1 L.449/97, “la possibilità di assumere con contratto a tempo determinato insegnanti di sostegno in deroga al rapporto docenti-alunni indicato al comma 3 [1 a 138], in presenza di handicap particolarmente gravi”; interventi per la valutazione dell’efficienza e dell’efficacia del sistema scolastico” (si potrebbero prevedere progetti mirati alla valutazione della qualità dell’integrazione scolastica”). Il punto 6 della Direttiva fa riferimento a possibili consulenze per l’impostazione dei progetti, le quali possono essere effettuate da Ispettori Tecnici, Nuclei di supporto tecnico-amministrativo all’autonomia costituiti presso ciascun Provveditorato agli studi, IRRSAE, BDP, Università. La Lettera Circolare Prot. n. 27814/BL del 19 maggio 1998 fornisce indicazioni circa l’attuazione delle lettere a) e b) del punto 1 della Direttiva n. 238/98. In merito alla lettera a) chiarisce come i progetti di sperimentazione di integrazione scolastica possono riguardare classi aperte in senso orizzontale e verticale ed un “opportuno studio delle forme migliori per rendere effettivi i diritti formativi degli allievi in questione” e cita l’art. 40 comma 3 della L. 449/97 che prevede “progetti volti a sperimentare modelli efficaci di integrazione nelle classi ordinarie e ad assicurare il successo formativo di alunni con particolare forme di handicap”. Queste espressioni debbono andare correttamente intese ed applicate, per evitare ipotesi organizzative che tendano a separare gli alunni con handicap dai loro compagni o a concentrarli secondo diverse tipologie di minorazione in singole scuole. Siccome ipotesi del genere sono emerse in alcune riunioni del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, nella relazione conclusiva del 28 gennaio 1998 dell’Indagine della Camera dei Deputati sulla qualità dell’integrazione scolastica e da alcune Associazioni, sarà opportuna una vigilanza sui progetti di sperimentazione dell’autonomia riguardanti l’integrazione scolastica da parte dei GLIP, specie tramite il loro segretario che è il docente utilizzato presso i GLH dei Provveditorati agli Studi. La Circolare sollecita infine la collaborazione ai progetti da parte delle famiglie in sede di formulazione e da parte degli Enti Locali e dei soggetti privati e del privato sociale anche in sede di realizzazione. I progetti vanno deliberati dagli organi collegiali e non necessitano di autorizzazioni se non comportano aggravi di spesa o se questi possono essere coperti con disponibilità dei bilanci delle singole istituzioni scolastiche. Ciò è previsto dalla Circolare 766 del 27/11/97 e dal D.M. allegato n. 765. In conclusione la normativa si è arricchita del D.M. n. 71 – 22/3/’99 concernente la sperimentazione dell’organico funzionale nelle istituzioni individuate per realizzare progetti sperimentali di autonomia.”
Inoltre la Legge n. 69 del 22 Marzo 2000: interventi finanziari per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta di integrazione scolastica degli alunni con handicap, destinati al potenziamento ed alla qualificazione dell’offerta di integrazione scolastica degli alunni in situazioni di handicap,con particolare attenzione per quelli con handicap sensoriali.

(Avv. Salvatore Nocera, dal sito della Associazione Persone Down )

Precaria e insostenibile situazione finanziaria delle scuole

“Se i fondi per il funzionamento delle scuole e per le supplenze sono stati erogati, a cosa sono dovuti i pesanti ritardi amministrativi nell’effettivo accredito in cassa? Quali verifiche e procedure sono in corso per la soluzione dei problemi accertati?”. In relazione all’attuale dibattito circa la precaria e insostenibile situazione finanziaria della scuola italiana, proponiamo alcune dichiarazioni del Presidente nazionale A.Ge Davide Guarneri.

Precaria e insostenibile situazione finanziaria delle scuole.
Chiediamo chiarezza: oltre il dibattito sui colpevoli, quali proposte?

Da ogni parte del Paese giunge alla nostra Associazione l’appello di genitori e di eletti negli organismi scolastici sulla precaria ed ormai insostenibile situazione finanziaria delle scuole che, in attesa dei fondi dovuti dallo Stato (la stima è di circa un miliardo di euro di crediti), hanno utilizzato ormai l’intera disponibilità di cassa per il funzionamento della didattica e il pagamento delle supplenze.

Mentre, in Parlamento, nel dibattito pubblico, nelle risposte ufficiali del Ministero si disquisisce per accertare le responsabilità del dissesto, la realtà ci dice di contributi volontari dei genitori, da destinarsi esclusivamente all’ampliamento e qualificazione dell’offerta formativa, utilizzati invece per la sussistenza quotidiana; ci dice di alunni suddivisi nelle varie classi, in assenza di supplenti; ci dice di una qualità complessiva della scuola che rischia di deteriorarsi, anche per il clima di precarietà, di incertezza e abbandono che si vive.

Non ci accodiamo a quanti cercano solo colpevoli, via via denominati ideologicamente in vario modo: scuola paritaria, burocrazia, destra o sinistra, Nord o Sud del Paese.

Conosciamo una buona scuola italiana, caratterizzata mediamente da buoni docenti e dirigenti, da buone pratiche di collaborazione con i genitori e con il territorio; nel contempo siamo consapevoli di realtà ancora contrappositive, nelle quali i genitori sono solo tollerati, oppure si annidano vecchi pregiudizi ideologici o, peggio, assenteismi, favoritismi, deresponsabilizzazioni.

La nostra associazione ha sempre valorizzato il bene, denunciando, insieme, le disfunzioni di un sistema ancora poco autonomo e poco responsabile.

Ora, certamente insieme a molti altri, chiediamo chiarezza e dati, perché si esca dal dibattito e si giunga alle proposte: se fonti ministeriali ci dicono che, nel complesso e mediamente, l’insieme delle scuole italiane avrebbe una cassa in attivo di ben 600 milioni di euro, perché molte dichiarano una pesante sofferenza? Quali, e in quale ordine di scuola, le situazioni di saldo così brillantemente attivo da compensare le altre? Se sprechi e responsabilità personali di mancato controllo ci sono stati, perché l’intero sistema deve essere penalizzato?

Se i fondi per il funzionamento delle scuole e per le supplenze sono stati erogati, a cosa sono dovuti i pesanti ritardi amministrativi nell’effettivo accredito in cassa? Quali verifiche e procedure sono in corso per la soluzione dei problemi accertati?

L’Associazione Italiana Genitori, presente in tutto il Paese, non mancherà, come sempre, di essere attiva ad ogni livello anche nella raccolta di fondi per le scuole, nonché nell’offrire il proprio volontariato per integrare i servizi scolastici; ma invita l’intero Paese, in tutte le sue articolazioni, ad una scelta decisa per l’educazione e l’istruzione, che si poggia su una vera autonomia delle scuole, adeguatamente finanziata, e su un sistema di valutazione degli istituti e dei docenti, che sappia ascoltare anche la voce dei genitori.

Nei periodi più difficili, nelle crisi economiche, l’educazione e l’istruzione non sono un costo, ma sono un investimento, senza il quale in modo ricorrente si apriranno altre crisi e si impoverirà la qualità complessiva della vita del Paese.

Davide Guarneri

Associazione Italiana Genitori A.Ge. Onlus
Via Aurelia, 796 – 00165 ROMA
Tel. 06/66514566 – Fax 06/66510452


Scuola: appalti pulizie ridotti del 25%

Gli appalti per le pulizie nella scuola ridotti del 25%

Con la circolare sul programma annuale 2010 la situazione finanziaria ed organizzativa delle scuola precipita verso il baratro dell’ingestibilità.

Vogliamo ricordare che solo poche settimane fa il Ministro Gelmini ha ripetuto a Ballarò che per le scuole non c’erano problemi economici, che non c’erano stati licenziamenti nella scuola e che i precari erano tutti sistemati con i contratti di disponibilità.

Oggi, con questa circolare, abbiamo la prova provata che anche il 2010 sarà un anno drammatico per tutte le 10.450 scuole del nostro Paese.

Il governo mentre accelera il processo di destrutturazione del sistema di istruzione statale, tagliando le risorse e gli organici per le scuole pubbliche, nella legge finanziaria aumenta gli stanziamenti a sostegno della scuola privata.

Particolarmente grave la scelta contenuta nella circolare sul programma annuale 2010 che riduce del 25% la spesa per gli appalti, costringendo le scuole a ridurre il servizio e ad aumentare i carichi di lavoro del personale dipendente dalle ditte di pulizia e degli stessi collaboratori scolastici.

Si programma la diminuzione delle prestazioni e si impone la modifica di contratti in essere (regolarmente sottoscritti e attualmente pienamente in vigore..) che produrranno l’immediato licenziamento dei lavoratori delle ditte d’appalto e aumenteranno i carichi di lavoro del personale collaboratore scolastico già quest’anno falcidiato dai tagli ed in attesa degli ulteriori riduzioni d’organico già programmati.

Ricordiamo, infine, che gli appalti delle pulizie (cosi come i lavoratori Lsu) sono stati “ereditati” dalle istituzioni scolastiche con l’estensione della personalità giuridica a tutte le scuole autonome e con il contestuale trasferimento “coatto” allo stato dei lavoratori degli EE.LL.

Ricordiamo infine che in presenza degli appalti di pulizie le scuole hanno la contestuale riduzione del 25% dell’organico dei collaboratori scolastici statali che sarebbe loro assegnato. Quindi, questo significa che in quelle scuole non c’è un surplus di personale, ma semplicemente che una parte dell’organico dei collaboratori scolastici, determinato dalle tabelle ministeriali, è fornito dalle ditte di pulizia.

Di fronte alle scelte unilaterali del ministro Gelmini previste dalla circolare sul programma annuale 2010 che stanno già mettendo in difficoltà le scuole, che produrranno il licenziamento di lavoratori e soprattutto lavoratrici (le più deboli e le meno garantite…) e che abbassano il livello di qualità del sistema scolastico, la FLC Cgil ha chiesto un incontro urgente al ministero.

Come sempre vi daremo tempestivamente conto di quanto emergerà dall’incontro.

Roma, 8 gennaio 2010

Via: www.flcgil.it


Supplenze scuola

Discrezionalità e confusione su supplenze scuola e spese scolastiche. I genitori costretti a pagare di tasca propria le spese ordinarie. Un colpo mortale all’autonomia scolastica e alle innovazioni introdotte dal cosiddetto “capitolone”. Inaccettabile il tono imperativo usato dal Miur nei confronti delle 10.450 scuole autonome. Una circolare che mette in discussione la gratuità della scuola pubblica garantita dalla Costituzione.

La situazione finanziaria delle scuole si deteriora ogni giorno di più. E’ questa l’amara constatazione alla quale siamo giunti dopo aver letto la circolare sul programma annuale 2010. Dopo la denuncia politica fatta dal segretario generale della FLC alcuni giorni fa, ritorniamo sull’argomento per commentare punto per punto la circolare in questione.

Si tratta di istruzioni che derogano dal regolamento di contabilità (D.I. 44/2001), dal cosiddetto “capitolone” (D.M. 21/2007), dai principi generali sulla trasparenza e dalla stessa Costituzione che vuole l’istruzione statale completamente gratuita.

Vediamo perché, analizzando punto per punto la nota ministeriale n. 0009537 del 14 dicembre 2009 pervenuta alle scuole soltanto il 22 dicembre.

1.È stata inviata alle scuole oltre il termine del 15 dicembre 2009 di approvazione da parte del Consiglio di istituto del programma annuale 2010 e molto oltre il termine (31 ottobre) per la proposta al consiglio da parte della giunta esecutiva, del documento predisposto dal dirigente scolastico, termini fissati dall’art.2 del D.I. n.44/2001.

2.Non utilizza il termine “dotazione finanziaria ordinaria di istituto”, previsto dall’art.1 del D.I. n.44/2001, che è sostituito da “risorsa finanziaria su cui codesta scuola può fare affidamento”. Infatti, il comma 7 dell’art. 2 del D.I. n.44/2001 stabilisce che “Ai fini della tempestiva elaborazione del programma l’ufficio scolastico regionale provvede a comunicare alle istituzioni scolastiche, anche sulla base dei finanziamenti assegnati per i precedenti esercizi, una dotazione certa di risorse finanziarie, fatte salve le eventuali integrazioni conseguenti all’approvazione della legge di bilancio dello Stato.” Tale norma non trova alcun riscontro nella nota, né per i tempi né per i contenuti.
3.Viola i parametri stabiliti dal DM n. 21 del 1 marzo 2007 (capitolone) che, lo ricordiamo, applica la legge finanziaria del 2007. Infatti, il suddetto D.M. prevede che “a decorrere dal 2007” si stabiliscono parametri nazionali certi per la determinazione della dotazione finanziaria da assegnare alla scuola. Si tratta di un’operazione di trasparenza amministrativa in applicazione del regolamento sull’autonomia scolastica.
4.Impossibile evincere, se non per differenza fra l’importo sul quale ogni scuola “…può fare affidamento” e gli 8/12 del contratto integrativo di istituto (sommato ai € 5.000,00 per gli esami di stato per ciascuna classe terminale e al 75% di quanto previsto nel 2009 per i contratti degli appalti storici), quale sia l’importo per le supplenze ed il finanziamento delle spese di funzionamento. Queste invece sono individuate distintamente dalle tabelle del DM 21/2007.
5.Attribuisce un finanziamento indistinto per supplenze e funzionamento, costringendo le scuole a destinarne la maggior parte, se non tutta, alle supplenze; unica spesa per la quale, ove non sia sufficiente il finanziamento, è possibile richiedere ulteriori finanziamenti.
6.Assume in maniera illegittima un indefinito “tasso d’assenteismo medio nazionale per tipologia di scuola“ come riferimento per attribuire risorse aggiuntive per le supplenze. Questo previa verifica dell’effettiva inderogabilità dell’ulteriore fabbisogno, ma non è chiaro il motivo per il quale, il diritto alla copertura della spesa, si affida ad un parametro, esterno ed estraneo alle obiettive situazioni della scuola.
7.Non indica, contrariamente a quanto prevede il D. M. 21/2007 (capitolone), alcun finanziamento per le istituzioni scolastiche, individuate come capofila per la corresponsione dei compensi spettanti ai revisori dei conti.
8.Impedisce l’iscrizione di ulteriori entrate a carico del Miur “se non dopo specifica comunicazione”. Più avanti la nota stabilisce che “per gli accertamenti che comportano una variazione di entrata, tale variazione va preventivamente e tempestivamente deliberata, con l’ovvia, contestuale pari variazione della previsione di spesa”. Al contrario il Regolamento di Contabilità stabilisce (art.6) che “Le variazioni del programma, di entrata e di spesa, conseguenti ad entrate finalizzate, e gli storni, conseguenti a delibere del Consiglio di istituto, possono essere disposte con decreto del dirigente, da trasmettere per conoscenza al Consiglio di istituto” non prevedendo, quindi, alcun obbligo di delibera.
9.Richiama solo parzialmente l’utilizzo del finanziamento del contratto integrativo di istituto per gli insegnanti (il secondo capoverso del comma 1 dell’art.88 del CCNL vigente) riportandola fra virgolette, senza citare la fonte senza precisare che i fondi contrattuali sono giuridicamente vincolati al pagamento del salario accessorio del personale della scuola.
10.Interviene sull’opportunità di “applicare” la parte consistente nel fondo di cassa ridotto dei residui passivi, dell’avanzo di amministrazione presunto, “per far fronte ad eventuali deficienze di competenza”, utilizzando termini non previsti dal D.I. n.44/2001 e non comprensibili. Non è definito nelle norme di contabilità cosa possa essere una “eventuale deficienza di competenza”; si può ipotizzare che si tratti di una entrata legittimamente prevista nel programma annuale che già si presuppone non sarà poi erogata. Tale vincolo non è previsto dal regolamento di contabilità che invece prevede che le istituzioni scolastiche utilizzino l’avanzo di amministrazione in completa autonomia, con il solo obbligo di impegnare gli stanziamenti derivanti dall’avanzo di amministrazione presunto solo dopo “la realizzazione dell’effettiva disponibilità finanziaria e nei limiti dell’avanzo effettivamente realizzato.” (art.3 comma 3 D.I. 44/2001). Va poi precisato che nell’avanzo di amministrazione confluiscono anche altri fondi provenienti dai contributi delle famiglie, degli EE.LL. e dei privati. Questi non possono essere utilizzati per coprire il mancato finanziamento dello Stato.
11.Impone l’inserimento nell’aggregato “Z – disponibilità da programmare” dei residui attivi di competenza del Ministero. Questa disposizione è impossibile da applicare per ragioni sostanziali. Si tratta infatti per la quasi totalità di importi già liquidati (spese per supplenze di anni precedenti, per gli esami di stato o per spese comunque obbligatorie) dei quali le scuole aspettano il rimborso, quindi, di importi da rimborsare. Ove invece si tratta di importi non impegnati il regolamento di contabilità già vieta l’utilizzo senza “la realizzazione dell’effettiva disponibilità finanziaria…” (art.3 comma 3 D.I. 44/2001).
12.Si precisa che “i finanziamenti non vincolati dovranno essere impegnati al perfezionamento dell’obbligazione giuridica”. Ma tutte le casistiche richiamate riguardano, al contrario, finanziamenti vincolati. E’ il caso ad esempio del contratto di istituto. E’ bene ricordare che tali fondi servono a pagare il salario accessorio per le prestazioni del personale legate al miglioramento dell’offerta formativa. E cioè al valore aggiunto alla didattica. Si tratta di soldi dei lavoratori ed è impensabile utilizzarli per comprare il materiale di consumo, per pagare i revisori dei conti, per pagare gli stipendi. Queste spese sono tutte a carico del Miur.
13.Riduce del 25% la spesa per gli appalti, costringendo le scuole a ridurre il servizio e ad aumentare i carichi di lavoro del personale dipendente dalle ditte di pulizia e degli stessi collaboratori scolastici. Tutto ciò a partire dalla previsione che nel 2010 occorrerà una diminuzione della prestazione. Ecco la conferma della volontà politica di ridurre drasticamente e con tutti i mezzi il servizio scolastico.
In conclusione, la nota n. 9537/09 contiene punti di elevata criticità, ma soprattutto è poco rispettosa della Costituzione che impone allo Stato di finanziare le scuole pubbliche.

Questa nostra prima analisi vuole lanciare un grido di allarme alle forze professionali della scuola, alle famiglie, alla collettività sociale e alla forze politiche a difesa della gratuità e dell’accessibilità a tutti del servizio pubblico di istruzione. Ad esse facciamo appello per contrastare le scelte in atto e per ottenere le modifiche necessarie alla piena funzionalità delle scuole ed all’efficacia dei servizi di educazione, istruzione e formazione.

Via: www.flcgil.it

Tagli ai finanziamenti alla scuola

Dopo i tagli agli stipendi degli insegnanti, ora tocca ai finanziamento alla scuola e all’ Università

Il sindacato dell’istruzione della Latvia lancia un appello per sostenere la campagna contro i tagli all’istruzione. Il sostegno della FLC.

La crisi finanziaria sta tagliando i budget all’educazione di molti paesi europei e oramai si moltiplicano dimostrazioni, scioperi e richieste di solidarietà da parte dei sindacati. Dopo gli scioperi in Romania e in Irlanda e le dimostrazioni in Ungheria, il sindacato della Latvia chiede la solidarietà per salvare i finanziamenti all’istruzione, tagliati del 50%, e alla ricerca che subisce una riduzione del 60%. Gli investimenti all’istruzione e alla ricerca sono, infatti, essenziali per il recupero dell’economia e il futuro delle nuove generazioni. La richiesta del sindacato della Latvia- LIZDA – è di ritirare i decreti sui tagli all’educazione, consolidare del budget dell’anno scorso e garantire i finanziamenti connessi ai fondi sociali europei. La FLC ha firmato un appello di sostegno alle richieste del sindacato.