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A Mirafiori nasce il Coordinamento Cassaintegrati contro l’Accordo

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Piero Bernocchi,     portavoce nazionale COBAS.

Malgrado la pesantezza dell’ignobile ricatto di Marchionne, il 52% degli operai della Fiat Mirafiori ha risposto un secco NO nel referendum-capestro; e solo la truppa dei 500 capetti e gerarchie aziendali inquadrati come “impiegati” (che hanno votato non solo nel seggio 5, come riportato dai massmedia, ma anche nel 2C), ha provocato il successo di Pirro Marchionne.
Questo risultato, oltre ad essere un grande esempio di resistenza e di forza operaia, mostra l’estrema fragilità della vittoria “pirresca” del capo-banda Fiat: e dunque riapre la partita a Mirafiori e negli stabilimenti Fiat e dà la forza ai lavoratori/trici per uscire dai tempi umilianti di vita della Cassa Integrazione a zero ore e fortificare la resistenza operaia, preparando la controffensiva. Per questo le RSU COBAS di Mirafiori (8% alle ultime elezioni), che hanno contribuito in maniera decisiva, grazie al lavoro di centinaia di operai, iscritti/e o simpatizzanti COBAS, all’eccellente risultato referendario (malgrado tale contributo determinante sia stato oscurato non solo da quasi tutti i massmedia ma anche dalla Fiom), e che in questi anni sono stati sempre in prima fila negli scioperi e nelle manifestazioni, hanno costituito il Coordinamento dei Lavoratori e delle Lavoratrici in Cassa Integrazione a Mirafiori. Con un volantino distribuito oggi alle porte di Mirafiori i COBAS hanno iniziato la costruzione della resistenza organizzata contro l’Accordo-Vergogna e contro chi crede di cancellare impunemente un intero pezzo di storia, quella dei diritti dei lavoratori. I COBAS chiamano i lavoratori/trici in Cassa Integrazione ad essere protagonisti del Coordinamento: a iniziare dai conflitti vertenziali che sta impostando il nostro Studio Legale sulla illegittimità e/o incostituzionalità di molti dei diktat dell’Accordo-Vergogna, fino ad investire di iniziative la società, istituendo collegamenti con le lotte degli altri lavoratori, degli studenti, dei movimenti in difesa dei beni comuni e dei servizi pubblici.
Nell’immediato, la splendida risposta all’Accordo-Vergogna potenzia le fondamenta su cui poggiare lo sciopero generale del 28 gennaio che i COBAS hanno convocato per tutte le categorie del privato e del pubblico impiego, estendendo quello che la Fiom aveva indetto per i soli metalmeccanici, rispondendo anche alle richieste di generalizzazione dello sciopero venute dai movimenti degli studenti e assumendosi quell’onere che la Cgil, corresponsabile delle politiche liberiste di questi anni e della distruzione dei diritti sindacali e del lavoro, rifugge nel timore di una estensione del conflitto contro l’arroganza padronale e governativa.
Dunque, il 28 gennaio nelle piazze (i COBAS promuoveranno manifestazioni regionali, a Roma l’appuntamento è a P.della Repubblica alle ore 10) deve convergere il più ampio fronte sociale per battere gli Accordi-Vergogna, il liberismo padronale e governativo, smascherare la finta “opposizione” parlamentare e i sindacati collaborazionisti, per riconquistare i posti di lavoro, il reddito, le pensioni, l’istruzione e le altre strutture sociali pubbliche, i beni comuni, la democrazia nei posti di lavoro e nella società.

I Cobas sul referendum a Mirafiori

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dei Cobas sul referendum a Mirafiori.

GRANDE PROVA DI RESISTENZA OPERAIA ALLA FIAT – VERSO LO SCIOPERO GENERALE DEL 28 GENNAIO

Il risultato del referendum-capestro alla Fiat Mirafiori, costituisce un grande esempio di resistenza e di forza
operaia e deve tradursi in uno stimolo per tutti i salariati e i settori popolari per una rivolta di grandi
dimensioni contro l’arroganza padronale e governativa, a partire dallo sciopero dei metalmeccanici
convocato per il 28 gennaio dalla Fiom ed esteso dai COBAS a sciopero generale di tutti i lavoratori/trici.
Malgrado la pesantezza dell’ignobile ricatto di Marchionne sotteso al referendum ( “o accettate il neo-
schiavismo che vi imponiamo, o ve ne andate a casa tutti”), oltre il 50% degli operai ha risposto un secco e
coraggioso NO ; e solo il voto degli impiegati, che non vivono la drammaticità della condizione operaia, ha
consentito, e di poco, il successo del ricatto.

Dunque, il capo-banda Fiat Marchionne non può cantare vittoria, ma al suo assalto, in nome di un padronato
parassitario e reazionario, contro ciò che resta dei diritti dei salariati, deve rispondere un vasto fronte
sociale.

Per questa ragione i COBAS SI SONO ASSUNTI LA RESPONSABILITA ’ DI CONVOCARE PER IL 28 GENNAIO LO
SCIOPERO GENERALE DI TUTTI I LAVORATORI/TRICI PUBBLICI E PRIVATI PER L’INTERA GIORNATA,
rispondendo anche alle richieste di generalizzazione dello sciopero venute dal movimento degli studenti e da
varie strutture del conflitto sociale e ambientale, alle quali la Cgil ha dato una drastica risposta negativa,
poiché condivide le politiche liberiste ed è stata in questi anni la principale responsabile, con Cisl ed Uil, della
distruzione dei diritti sindacali e di sciopero.

La grande resistenza operaia alla Fiat, dà ancora maggior rilievo allo SCIOPERO GENERALE DEL 28 GENNAIO,
ove va messo in campo il più ampio fronte sociale per battere l’arroganza padronale e governativa,
smascherare la finta “opposizione” parlamentare e i sindacati collaborazionisti, per riconquistare i posti di
lavoro, il reddito, le pensioni, l’istruzione e le altre strutture sociali pubbliche, i beni comuni, i diritti politici,
sociali e sindacali.

LA CRISI SIA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA

Confederazione Cobas Abruzzo