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Esame di Stato del primo ciclo

Emanata la circolare ministeriale sulla valutazione e sull’ Esame di Stato del primo ciclo.

Dopo la Circolare Ministeriale 35/10 inerente, tra l’altro, gli esami di idoneità e quelli di Stato dei candidati esterni, il MIUR, con la Circolare Ministeriale n. 49 del 20 maggio scorso, impartisce disposizioni sulla “valutazione degli alunni ed esame di Stato conclusivo del primo ciclo di istruzione”.
Si tratta della prima e completa applicazione della normativa di settore definita dalla legge 169/08 e dal DPR 122/09 sulla valutazione degli studenti.

Dalla lettura della circolare, di cui in allegato pubblichiamo una scheda riassuntiva, emerge in più punti una sostanziale sfiducia nella capacità dei docenti di saper valutare “correttamente” gli esiti scolastici degli allievi. Infatti:

•riguardo ai criteri di valutazione si afferma che: “Valutazioni superficiali o meramente notarili possono nascondere apprendimenti approssimativi o addirittura posticci (…)”.
•nel paragrafo intitolato “Dalla scuola primaria alla secondaria di secondo grado” si sottolinea che: “I voti numerici e i giudizi non possono risolversi in un adempimento formale e burocratico, ma possono e devono configurare, nel loro insieme, una realistica e trasparente “lettera di presentazione” dell’alunno che intraprende un itinerario formativo nuovo”;
•nel paragrafo “Ammissione alla classe successiva nella scuola secondaria di primo grado” si specifica che “Valutazioni superficiali, o comunque inattendibili, possono avere conseguenze rilevanti per il singolo studente e creare difficoltà non sempre risolvibili per l’azione della scuola negli anni successivi”.
•nel paragrafo inerente la prova scritta a carattere nazionale si ricorda che le istituzioni scolastiche, in quanto soggetti istituzionali, “sono chiamate a far sì che lo svolgimento della prova stessa avvenga correttamente, mettendo in atto adeguate misure per garantire che le prove somministrate conseguano risultati oggettivi e attendibili. Queste misure vanno anzi prese con particolare cura al fine di evitare che in talune situazioni possa determinarsi il rischio di “comportamenti opportunistici””;
•Nel paragrafo relativo alla Certificazione delle competenze si afferma che “Va in ogni modo garantito che le procedure di valutazione proprie di ogni singola scuola, di docenti o gruppi di docenti della scuola rispettino criteri di attendibilità e di validità, evitando che la disomogeneità esistente nelle prassi correnti siano per gli studenti e per le loro famiglie fonti di informazioni imprecise se non errate”.
Contesteremo nelle sedi opportune questo atteggiamento del MIUR!

Rimangono completamente aperti i dubbi e le difficoltà sulle modalità di valutazione introdotte con le normative emanate nell’ultimo anno e mezzo:

•La rigidità nel calcolo del voto finale dell’esame di Stato, determinato “dalla media dei voti in decimi ottenuti nelle singole prove e nel giudizio di idoneità, arrotondata all’unità superiore per frazione pari o superiore a 0,5”, accresce a dismisura il peso dell’esame rispetto al percorso scolastico ed impedisce una reale valutazione formativa di ciascun alunno. E’ singolare che solo in questo caso la circolare, di fronte a questa evidente distorsione introdotta nella prassi valutativa, fa appello alla professionalità dei docenti per far si “che il voto conclusivo sia il frutto meditato di una valutazione collegiale delle diverse prove e del complessivo percorso scolastico dei giovani candidati”.
•Rimane aperta la problematica inerente l’ora di approfondimento in materie letterarie (prevista dal DPR 89/09), soprattutto nei casi in cui tale insegnamento non sia svolto dal docente di Italiano e/o storia e/o geografia della classe;
•Controverse sono le modalità di partecipazione dei docenti di strumento alle sottocommissioni, in sede di esame di stato a conclusione del primo ciclo di istruzione, per gli alunni non frequentanti il corso musicale.

Via: Cgil

Esami medie; Mariastella Gelmini: “Introdurre una prova

 

“La valutazione degli studenti deve essere più oggettiva possibile – ha dichiarato il ministro Mariastella Gelmini. Sto valutando l’ipotesi di introdurre per gli esami di Maturità una prova nazionale sul modello Invalsi, analoga a quella della scuola media. La nuova prova potrebbe essere introdotta, in aggiunta a quelle già esistenti, con l’avvio della riforma della scuola superiore. Credo che sia indispensabile abituare i nostri ragazzi a essere valutati con sistemi internazionali”.

Si è svolta oggi in tutte le scuole medie italiane, nell’ambito dell’ esame di Stato del Primo Ciclo, la Prova Nazionale INVALSI che ha coinvolto circa 570.000 studenti. Il risultato della prova concorre a determinare il voto finale dell’ Esame di stato.

L’introduzione di una prova nazionale, valutata secondo criteri di oggettività e non soggetta a criteri discrezionali costituisce per la scuola italiana una fondamentale innovazione. L’introduzione della prova ha anticipato le richieste formulate all’Italia dall’Ocse di adottare un sistema di valutazione esterno. Prosegue così il progetto di cambiamento della scuola italiana ed il suo riavvicinamento all’Europa con il compimento di una rivoluzione che premi il merito e garantisca un’istruzione efficiente.

La prova ha avuto inizio alle ore 8:30 per una durata complessiva di due ore. E’ stata predisposta dall’INVALSI, l’Istituto Nazionale per la valutazione del sistema educativo di Istruzione e di Formazione, su mandato del Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.


Caratteristiche e Struttura
Le materie della prova sono state italiano e matematica.
La prova di italiano, che aveva il compito di sondare la capacità di lettura e di comprensione, chiedeva al candidato di analizzare un testo di Dino Buzzati, “Il conte Attilio Fossadoro” e un testo espositivo, “Consigli per il domani ai giovani (e ai genitori)”. A questa parte seguivano poi dei quesiti di grammatica.
La prova di matematica riguardava i contenuti principali dei programmi svolti nel corso dell’ultimo anno (numero; geometria; relazioni e funzioni; misura, dati e previsioni) e richiedeva un ragionamento attento nella risposta ai quesiti.

La prova è oggettiva e semistrutturata (cioè composta da quesiti sia a scelta multipla che a risposta aperta) ed è costruita sulla base di quadri di riferimento definiti da esperti della scuola e dell’università, tenendo conto delle indicazioni attualmente in vigore, della pratica didattica e dell’impianto concettuale delle grandi indagini internazionali.

Le sottocommissioni d’esame procedono alla correzione della prova avvalendosi di una scheda di valutazione standardizzata, che è stata pubblicata, a partire dalle ore 12 di oggi, sul sito dell’Istituto (www.invalsi.it ) e sui siti degli Uffici scolastici regionali e provinciali. Nella scheda viene attribuito un punteggio ad ogni quesito.

L’esito della prova nazionale concorre, insieme a quello delle altre prove scritte e del colloquio, alla determinazione del voto finale in decimi.

Rilevazione a campione
Per avere in tempi brevi dati attendibili, viene effettuata una rilevazione a campione, articolata a livello regionale, che coinvolge 1300 scuole e che interessa i candidati di una sola classe per ciascuna delle scuole individuate.

La classe campionata è stata comunicata in tempo utile al Presidente di Commissione, che ha avuto il compito di assicurare la sua presenza in tutte le fasi di svolgimento della prova e di garantire la trasmissione dei dati per via telematica secondo le modalità definite nel protocollo di somministrazione dell’INVALSI.