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Rivoluzione Civile e il suo impegno per la Scuola Pubblica

Scuola Magazine si rende disponibile a pubblicare i programmi e gli impegni per la scuola pubblica dei partiti e movimenti per le prossime elezioni politiche. La nostra mail è: ariapertalab@gmail.com. Iniziamo a pubblicare un intervento di Valeria Bruccola, insegnante precaria, candidata di Rivoluzione Civile per il Consiglio regionale del Lazio a Roma e Viterbo, candidata per la Camera dei Deputati nella provincia di Viterbo.

“Affermiamo il valore universale della scuola, dell’università e della ricerca pubbliche. Vogliamo garantire a tutte e tutti l’accesso ai saperi, perché solo così è possibile essere cittadine e cittadini liberi e consapevoli, recuperando il valore dell’art.3 della Costituzione, rendendo centrali formazione e ricerca. Vogliamo portare l’obbligo scolastico a 18 anni. Vanno ritirate le riforme Gelmini e il blocco degli organici imposto dalle ultime leggi finanziarie. E’ necessario accantonare definitivamente qualsiasi progetto di privatizzazione del sistema di istruzione e stabilizzare il personale precario”. Questo è l’obiettivo di massima che Rivoluzione Civile ha voluto precisare nel suo programma politico. Come otteniamo questo risultato? Provo a condensare il punti essenziali il mio pensiero nel quale scuola, università e ricerca si intrecciano, elementi inscindibili di un unico sistema con il quale si dovrebbe assicurare la crescita sociale e culturale del nostro Paese ma che sono stati deprivati del valore istituzionale e delle risorse di cui dovrebbero disporre per realizzare questo progetto.
Da alcuni anni, il nostro Paese ha disinvestito nel settore nevralgico che assicura lo sviluppo sociale e civile. Dobbiamo assolutamente cambiare questa tendenza, investendo non solo in risorse, aspetto già sostanziale ed indispensabile ma, soprattutto, individuando quale progetto sociale vogliamo perseguire. Riproporre il valore istituzionale della scuola, quindi, appare come il primo passo verso questa direzione.
A partire dal territorio e dal contesto scolastico reale (non quello teorico che sembra essere lo sfondo delle proposte di altri soggetti politici), è necessario di contribuire ad innescare un autentico cambiamento nell’approccio alle politiche scolastiche. Riteniamo sia urgente la necessità di istituire l’organico funzionale, ovvero un corpo docenti stabile e rispondente alle esigenze reali del sistema. Questo provvedimento prioritario è l’unico in grado di mantenere il servizio scolastico in parametri adeguati, sia in termini di continuità didattica che in ragione della necessità di garantire ai nostri figli quel giusto svolgimento della loro giornata scolastica. Adesso, senza remore, abbiamo abituato i bambini e i ragazzi alla precarietà generata dalla impossibilità economica e pratica delle scuole di nominare i supplenti.
Altro aspetto sul quale intendo spendere il mio impegno è nell’affermazione di un processo di autoaffermazione professionale dei docenti. Come docente ma anche come semplice cittadina sono indispettita dai provvedimenti “calati dall’alto” di chi crede di avere maggiori capacità e competenze degli addetti ai lavori, senza essere magari mai stato un solo giorno nelle aule di una scuola. Un reale confronto con gli attori del sistema scolastico ed universitario del nostro Paese è l’unico strumento dal quale partire per la razionalizzazione e la normalizzare del sistema stesso pieno di contraddizioni e disfunzioni. Sulla scuola, in particolar modo, sono ricadute tutta una serie di problematiche che non sono supportate né da politiche centrali adeguate né dalla possibilità di disporre, in linea con l’autonomia e con le specificità territoriali, degli strumenti economici, amministrativi e normativi per poter gestire tutte le attuali problematiche.
Sempre relativamente al mondo scolastico, un altro serio problema è legato ai criteri di composizione delle classi. È infatti necessario ristabilire in fretta il giusto rapporto numerico tra docente ed alunni, per permettere lo svolgimento della didattica e della prassi scolastica, compresa la valutazione e l’approfondimento disciplinare, attualmente impraticabili.
Mi farò promotrice principalmente del malessere che avverto nel sistema, a cominciare dalla demotivazione di nostri studenti e dalla scarsa considerazione che il sistema scolastico/universitario ricopre all’interno del sistema sociale e, ancor peggio, nell’opinione condivisa dalle famiglie, frutto degli attacchi mediatici e politici che scuola ed università hanno ricevuto persino dall’Amministrazione che li rappresenta, il MIUR. Inoltre, la scure dei tagli ha contribuito a far degenerare il sistema stesso, talvolta più simile ad un contesto aziendale che non ad uno strumento di sviluppo e crescita socioculturale. È proprio di stamattina una denuncia del CUN (Consiglio Universitario Nazionale) secondo la quale il sistema scolastico ed universitario del Paese è attraversato da una crisi drammatica, forse irreversibile. Le ragioni, in parte, sono state da me già accennate e sono inevitabilmente connesse alla scelta insensata e controproducente di considerare la scuola in termini “produttivi” ed economici per questo incidere negativamente sul sistema impoverendolo di risorse. Anche il CUN ha dovuto costatare come ciò in sostanza dipenda essenzialmente dalla irrazionale gestione delle risorse che la scuola ha dovuto subire.

Come trovare le risorse per attuare un’inversione di tendenza? Ripristinando una politica di gestione sana delle risorse pubbliche, altrimenti è inutile parlare di cambiamento. Il sistema scolastico/universitario inserito a sua volta nel sistema economico nazionale, dovrebbe risentire positivamente di una più adeguata destinazione delle risorse dello Stato.
La questione del reclutamento infine è una delle più delicate poiché su di essa intervengono numerose altre problematiche, come il diritto del lavoro e il diritto alla formazione. Impossibile non partire, per esporre questo problema dalla pratica indiscriminata e in progressivo aumento negli anni dello sfruttamento del precariato che è diventato sistemico nella pubblica amministrazione, nella scuola pubblica, nell’università e nella ricerca. Sempre per contenere i costi, ovviamente, in barba al diritto europeo e nazionale, al diritto alla stabilizzazione per i docenti, alla continuità per gli alunni, ecc. Ora, per risolvere in via definitiva questo annoso problema, fermo restando che un aumento delle risorse per questi settori sarebbe già un ottimo punto di partenza, si dovrà provvedere ad un piano organico e graduale di gestione delle risorse umane, che tenga anche conto delle legittime aspirazioni dei giovani ad ambire ad una affermazione anche in questi ambiti, attualmente scoraggiati dai numeri del precariato. Inoltre, in una prospettiva europea, i nostri giovani sono discriminati rispetto agli altri cittadini europei per via delle eccessive restrizioni per accedere alla formazione, visto lo sbarramento previsto per gli ingressi nel sistema formativo prima e in quello professionale poi, operato in ragione della paura che masse sempre più cospicue di precari possano poi premere sulle casse dello Stato.

Valeria Bruccola, insegnante precaria, candidata di Rivoluzione Civile per il Consiglio regionale del Lazio a Roma e Viterbo, candidata per la Camera dei Deputati nella provincia di Viterbo.

Elezioni RSU scuola: incontro Aran

Si è tenuta in data 3 agosto una riunione presso l’ARAN per discutere delle elezioni RSU scuola, previste per il prossimo mese di novembre.
Per la UIL era presente Carmelo Barbagallo e Giacinto Fiore, per la UIL Scuola Pino Turi.
L’Aran, in apertura, ha dichiarato di aver convocato il tavolo negoziale per verificare le condizioni giuridiche e di fattibilità negoziale per la definizione dell’accordo relativo alle procedure elettorali, volendone garantire, nel rispetto della legge, procedure e tempi.
La UIL, nel ribadire la propria volontà di rafforzare ruolo e funzioni delle RSU, attraverso l’espressione libera del voto dei lavoratori, ha segnalato le contraddizioni normative che si frappongono ad una competizione elettorale, in assenza della definizione dei nuovi comparti, che rappresentano la condizione necessaria ed indispensabile per l’indizione delle elezioni stesse.
Pertanto la UIL ritiene che le elezioni si debbano tenere in tempi stretti, ma in un quadro di certezze, anche per il rispetto dovuto ai lavoratori chiamati ad esprimere il loro voto, ciò, anche in considerazione della proroga delle RSU in carica, operata dell’art.65 del D. leg.vo 150/2009, in deroga alla norma precedente e che ne assicura comunque il rinnovo in caso di decadenza.
L’ARAN nel prendere atto delle posizioni espresse dalle varie Organizzazioni Sindacali e riservarsi gli opportuni approfondimenti di merito ha aggiornato la riunione alla fine di Agosto.

Via: Uil Scuola

Elezioni RSU, lettera aperta a tutto il personale della scuola

 

Elezioni RSU, lettera aperta a tutto il personale della scuola

Contro le continue mistificazioni è importante informare sulle ragioni che ci spingono a continuare, con determinazione, la battaglia per il rinnovo delle RSU.

Pubblichiamo una lettera aperta a tutto il personale della scuola sul rinnovo delle RSU. Infatti, riteniamo importante alla luce delle continue mistificazioni, informare i docenti, gli educatori, il personale ausiliario tecnico e amministrativo e i dirigenti scolastici sulle ragioni che ci spingono a continuare, con determinazione, la battaglia per il rinnovo delle RSU.

La stessa determinazione che abbiamo avuto durante tutto l’anno appena trascorso e che continueremo ad avere per contrastare i tagli agli organici e l’annientamento dei diritti contrattuali, per chiedere risorse adeguate per i rinnovi contrattuali e immissioni in ruolo per il personale precario.


Il decreto Brunetta, pubblicato sabato scorso in Gazzetta Ufficiale, che entrerà in vigore, come è noto, solo il 15 novembre prossimo, oltre a non poter modificare un accordo sindacale, non può applicarsi tout court. Il principio della prevalenza degli accordi sindacali su questa materia, non può essere considerato un formalismo burocratico, pensiamo invece che costituisca un principio fondamentale per delle corrette relazioni sindacali. Per queste ragioni, abbiamo deciso di notificare al ministro Brunetta un atto di diffida, che pubblicheremo nei prossimi giorni.

 
via: www.flcgil.it  

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RSU: perchè le elezioni abbiano un senso

 

Via: www.cislscuola.it

 

RSU: perchè le elezioni abbiano un senso

Le RSU rappresentano da sempre, per la CISL Scuola, un fondamentale presidio di confronto e contrattazione nelle singole realtà scolastiche: fino a quando non verrà completato il percorso che punta a ridefinire, in sede legislativa e pattizia, i nuovi ambiti e livelli di contrattazione, va garantita la loro piena operatività. Perchè questo avvenga, basterebbe oggi rimuovere, attraverso un opportuno atto normativo, il vincolo ad una loro eventuale proroga: ciò consentirebbe di mantenere attive e presenti le attuali RSU, procedendo ai rinnovi, come di consueto, solo laddove siano necessari.

Ad un rinnovo generalizzato sarebbe ovviamente necessario ed opportuno andare nel momento in cui venissero compiutamente definite la natura, le competenze e la dislocazione degli organismi da eleggere. Solo così le elezioni potrebbero mantenere la valenza “alta” di fondamentale momento di partecipazione e di scelta, e non ridursi ad una sterile contesa fra sigle sindacali.


La rivisitazione degli attuali assetti contrattuali, come è noto, tocca aspetti non marginali, a partire dal numero dei comparti (che andrà ridotto) e dalla loro composizione interna; l’individuazione del secondo livello di contrattazione, inoltre, sarà affidata ai contratti nazionali e pertanto non è dato sapere, in questo momento, quale potrà essere la sua collocazione territoriale nè quali saranno le materie ad esso demandate dal CCNL. Per queste ragioni quella del rinvio è una soluzione dettata da elementare buon senso, che assume come obiettivo prioritario la funzionalità degli assetti contrattuali, e non altro: è una soluzione che, senza sguarnire in alcun modo le attuali sedi di contrattazione integrativa a livello di istituto, può favorire, fuori da inutili assilli, la ricerca di soluzioni coerenti col nuovo quadro di riferimento e nello stesso tempo sostenute da un livello più ampio e costruttivo di condivisione.

Su queste ragioni la CISL Scuola è interessata a ricercare e sviluppare un approfondito confronto in tutte le sedi, pur essendo già oggi attivamente impegnata ad ogni livello, e soprattutto a quello territoriale, per sostenere adeguatamente gli impegni connessi allo svolgimento delle procedure elettorali.

Roma, 30 luglio 2009

 

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Elezioni RSU comparto scuola, grave comportamento dell’ARAN

 

Via: www.flcgil.it

Elezioni RSU comparto scuola, grave comportamento dell’ARAN

Rinviata a data da destinarsi la definizione del calendario delle elezioni. Cambia lo stato di diritto, non vale più la legislazione vigente ma quella che sarà.

Si è tenuta il 3 luglio la riunione presso l’ARAN con all’ordine del giorno la “definizione del calendario delle votazioni per il rinnovo delle rappresentanze unitarie del personale del Comparto Scuola”.

La convocazione è arrivata dopo che la FLC Cgil, unico sindacato, ha indetto le elezioni per le RSU nel comparto scuola, nel rispetto della normativa vigente e nei tempi acquisiti da prassi consolidata.
Alla riunione erano presenti esponenti, sia delle confederazioni che delle categorie, delle Organizzazioni maggiormente rappresentative nel comparto. Con nostro vivo stupore, la rappresentante dell’ARAN ha fatto presente l’avvenuta indizione delle elezioni ma ha anche ricordato, immediatamente dopo, che siamo in vista di modifiche legislative in materia di regole contrattuali e della rappresentanza e, per questi motivi, ha chiesto alle Organizzazioni presenti se ritenevano opportuno fissare il calendario delle votazioni, dimenticando il delicato ruolo di soggetto imparziale che è affidato all’ARAN.

Le altre Organizzazioni, per voce delle Confederazioni, hanno giudicato inopportuno fissare la data delle elezioni essendo in attesa di una legislazione che apporterà modifiche al sistema contrattuale, al ruolo delle RSU ed essendo in definitiva incerta la stessa possibilità di chiamare al voto i lavoratori; tutto in aperta contraddizione con la natura contrattuale ed “endosindacale” della normativa che sovrintende alle elezioni delle RSU.


Dichiarazioni, quindi, in linea con la premessa della rappresentante dell’ARAN.
Significativo, per altro, che le dichiarazioni siano state rilasciate da segretari nazionali delle confederazioni e non dai rappresentanti delle categorie della scuola (oggi erano presenti anche Segretari generali di categoria che hanno solo assentito), contrariamente alla prassi consolidata.

La FLC, anche a nome della CGIL, ha replicato manifestando il suo stupore per le parole della funzionaria, ritenendo che non fosse in discussione, dato anche l’oggetto della convocazione, la decisione di fissare un calendario delle votazioni, abituati come siamo a ragionare sempre sulla legislazione vigente e non su quella che potrebbe essere.
Ad espressa richiesta della CGIL, la funzionaria dell’ARAN ha ritenuto di aggiornare la seduta a data da destinarsi e, sempre ad espressa richiesta della CGIL, ha rifiutato di redigere un verbale della seduta, ulteriore strappo a regole e comportamenti finora sempre improntati a correttezza nei rapporti fra le parti.

In considerazione di quanto descritto, la CGIL e la FLC Cgil hanno inviato all’ARAN una diffida chiedendo che siano ristabilite corrette relazioni, nel rispetto delle regole e di tutti i soggetti coinvolti, nessuno escluso, e che sia convocata a breve una nuova riunione per la definizione del calendario delle elezioni delle RSU nel Comparto Scuola.

 

ALLEGATI:

Lettera CGIL-FLC Cgil all’ARAN su rinvio definizione calendario elezioni RSU scuola – 3 luglio 2009 (133,24 kB)