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Pietro il petroliere: educazione ambientale e arte nel sociale

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Canzone sociale dei Makardìa, illustrazioni Giovanni Spiniello, ideazione Albero Vagabondo

I polmoni verdi e i serbatoi idrici della Campania e del meridione sono minacciati da progetti di ricerca petrolifera in varie fasi di avanzamento: Irpinia e Sannio con i progetti Nusco, Santa Croce, Pietra Spaccata e Case Capozzi, il Vallo di Diano con il progetto Monte Cavallo, respinto per mancanze procedurali. Ancora una volta, invece di proporre un modello di sviluppo sostenibile che rilanci turismo e agricoltura, si pensa di sacrificare le risorse ambientali e i paesaggi del sud per pochi barili di petrolio e senza ricadute economiche per il territorio, come dimostra l’esempio della Val d’Agri in Basilicata, ultima in tutte le classifiche economiche e terra di emigrazione giovanile per eccellenza. Non sono bastate la gestione dissennata del ciclo dei rifiuti, la mancanza di pianificazione e tutela delle sorgenti e del deflusso minimo vitale dei fiumi, la proliferazione selvaggia dell’eolico, l’industrializzazione post sisma e l’attuale fuga delle aziende, il fenomeno diffuso dello sversamento illecito di sostanze tossiche nelle discariche abusive. Scelte politiche ed economiche che sono espressione della mancanza di consapevolezza ecologica, dell’assenza di senso di appartenenza ai luoghi, della distanza, sociale e culturale, percepita in primis dagli abitanti rispetto ai beni comuni ambientali e all’uso delle risorse del proprio territorio.

Se queste scelte sono possibili è anche a causa dell’assenza di un ruolo critico, propositivo, di una cultura, sia essa popolare o alta, che nelle sue declinazioni espressive manca di esercitare una funzione sociale. L’arte è tramite, spunto, riflessione, stimolo, occasione di incontro e scambio, non ha la funzione di abbellire, ritrarre, mimetizzare, nascondere, ma può svelare, mostrare, ricordare, può svolgere, appunto, una funzione sociale, essere strumento collettivo di denuncia, spazio di costruzione comunitaria.

Ed è in questo spazio che si sono incontrati i Makardìa – con la loro canzone “Pietro il petroliere”, illustrata da Giovanni Spiniello – e l’Associazione culturale Albero Vagabondo per lanciare un appello.
“Pietro il petroliere”, con i denti di catrame, è un manifesto, una maschera, un antico burattino che fa promesse che tornano indietro, regala sogni di ricchezza, baratta lavoro con salute, terra e acqua con il petrolio. E’ una favola amara, parla delle aree interne del meridione in prima linea, dove la terra e l’acqua vengono svendute per far posto al petrolio, all’eolico, alle discariche. Rimangono solo i cantastorie che vanno in piazza a parlare ai bambini e ai più grandi, per ricordargli il profumo del vento, i colori delle colline, il rumore della terra, perché senza memoria, senza storia, non c’è più popolo e gli si può rubare il futuro.
La scelta della favola e della filastrocca dedicata ai bambini e agli studenti, attraverso i social network, vuole diffondere tematiche su cui spesso l’attenzione è fugace o inesistente.

Il video è on line su https://www.youtube.com/watch?v=l7CJRZ4H1bY
Web:
http://www.alberovagabondo.it/?p=1976
Facebook:
Makardìa e L’albero vagabondo

L’Albero Vagabondo diventa Metamorfo. Favole e arte ambientale invece delle discariche in montagna

Il primo ottobre, nel Parco dei Monti Picentini, l’Albero Vagabondo® si trasforma per la terza volta in Metamorfo. A Santo Stefano del Sole, per quest’anno, si conclude il viaggio dell’Albero Vagabondo contro le discariche in montagna. Si tratta di una iniziativa di educazione ambientale e arte nel sociale che è, prima di tutto, una favola, un po’ triste e un po’ allegra.

Tre anni fa lo Spirito del Re Albero si arrabbiò con chi abbandonava rifiuti nei boschi, tra le sue radici, e si strappò alla sua montagna, abbandonando l’antico faggio dove viveva. Non avendo altro lì intorno è diventato una grande scultura di oltre quattro metri, formata dai rifiuti lasciati nei boschi. Da allora è in viaggio nei paesi di montagna e collina e con i bambini, che lo ascoltano, ma non vengono ascoltati, chiede ai grandi di pulire le sue montagne, i suoi boschi.

Per questo fa delle grandi Feste del Colore e ai più piccoli chiede di disegnare sulle tavolette per installarle sui rifiuti e di scrivere delle favole per metterle sul suo sito http://www.alberovagabondo.it. Favole, disegni, animali, panorami e l’orto dell’Albero Vagabondo, nemmeno on line sembra sia rimasto spazio per le discariche, eppure in montagna i rifiuti non spariscono, anzi, aumentano.

Chissà perché, dopo la Festa del colore, ci si dimentica spesso dei boschi e magari cresce un po’ d’erba su frigoferi, televisioni e quant’altro. E se non sale nessuno a pulire arriva l’autunno e dopo l’autunno l’inverno e la primavera e d’estate è ancora tutto lì. Quando però si pulisce, o si ha intenzione di pulire, l’Albero Vagabondo si trasforma nell’Albero Metamorfo, che è una scultura composta solo da elementi trovati nei boschi e in campagna: legno, radici, passiflora, castagne, felci, pigmenti naturali, nidi di rondine abbandonati, foglie, rami e ramoscelli. E’ un inno alla gioia e alla speranza, un grazie al lavoro dei più piccini.

E il Metamorfo, anche quest’anno, torna in montagna con i bambini, a Santo Stefano, sabato, per la terza volta; quest’anno insieme alle scuole elementari e grazie all’importante sostegno dell’Amministrazione Comunale e dell’Assessorato all’Ambiente di Santo Stefano del Sole.

Alle 9.30 del primo ottobre i bambini saranno sulla collina dell’Angelo. Chi riuscirà a portare i genitori salirà insieme a loro a pulire nei boschi, gli altri resteranno insieme al Metamorfo e al suo papà, lo scultore Giovanni Spiniello, ed insieme faranno di nuovo la T di Terra con gli striscioni e prepareranno le tavolette con i disegni e i desideri dei bambini. Saranno installate, per l’ennesima volta, sull’immondizia e, mentre i bambini suoneranno l’organetto e canteranno la Rosamarina, lo Spirito del Re Albero starà li ad aspettare, per vedere se l’estate prossima potrà tornare al grande faggio o dovrà ritornare, per l’ennesima volta,  come Albero Vagabondo. 

 

Le tappe del viaggio

L’Albero Vagabondo è una iniziativa dell’Associazione culturale Giovanni Spiniello. A Santo Stefano del Sole è stata sostenuta, negli ultimi tre anni, dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Carmine Ragano e dall’Assessore all’Ambiente Luigi Iallonardo.  Lo Spirito del Re Albero, non ancora stanco, è ormai in viaggio da tre anni: i tetti del centro storico di Avellino (25/12/2008), la prima festa a S. Stefano del Sole (6/06/09), l’arrivo a Cairano 7x per manifestare contro la Discarica sul Formicoso (22/06/09), l’incontro con la giuria dei piccoli di Giffoni Film Festival (13/07/09), il Metamorfo a S. Stefano del Sole (3/10/09), l’installazione sulla discarica di Difesa Grande ad Ariano Irpino (05/03/10), la Festa del Colore a Piano Salto, Forino (28/05/2010), la seconda Festa del Colore a Santo Stefano del Sole (10/06/2010), l’arrivo del Metamorfo per la seconda volta a Santo Stefano del Sole, sulla montagna dove è nato l’Albero Vagabondo, l’incontro di 230 bambini di Volturara Irpina e Santo Stefano nel rifugio della Forestale su Monte Sant’Angelo (1/06/2011), la tappa al Castello di Canale di Serino (25/06/11) e ora il Metamorfo, ancora a Santo Stefano (01/10/2011).

Info: favole@alberovagabondo.it Web www.alberovagabondo.it

Scuola, ambiente e legalità, Gelmini e Prestigiacomo firmano Carta d’Intenti per l’educazione ambientale nelle scuole

 

Via: www.pubblica.istruzione.it

 

Scuola, ambiente e legalità
Gelmini e Prestigiacomo firmano Carta d’Intenti per l’ educazione ambientale nelle scuole

Roma, 29 luglio 2009

Ieri mattina a Palazzo Chigi il ministro dell’Istruzione, dell’ Università e della Ricerca Mariastella Gelmini e il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo hanno firmato la Carta d’Intenti “Scuola, Ambiente e Legalità” per promuovere tra i giovani l’ educazione ambientale e il consumo sostenibile. Per realizzare l’iniziativa i due Ministeri stanzieranno complessivamente 1 milione di euro per il prossimo anno scolastico (2009-2010).

Il progetto si inserisce all’interno della nuova materia di “Cittadinanza e Costituzione” che interesserà dal prossimo anno tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado. A settembre, infatti, nel primo giorno di scuola verranno rese note le linee guida dell’iniziativa che porterà in classe anche i temi del ciclo dei rifiuti e della lotta alle ecomafie.


Sono stati presentati inoltre due concorsi. Il primo, “Le cose cambiano se…”, è dedicato alle scuole dell’infanzia e alle scuole primarie e raccoglierà in una pubblicazione le migliori proposte dei bambini per la tutela dell’ambiente e del paesaggio attraverso manifesti, fotografie e disegni. Il secondo, “Scuola, Ambiente e Legalità”, è rivolto alle scuola secondarie di I e II grado prevede invece la realizzazione da parte degli studenti di una campagna di comunicazione sul ciclo dei rifiuti, il consumo sostenibile e la lotta alle ecomafie.

 

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