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Scuola di Roma chiusa oggi per rischio crollo!

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Da oggi la scuola elementare e materna Romolo Balzani, in via dei Gordiani a Roma, resterà chiusa.La chiusura è stata disposta dai Vigili del Fuoco in via precauzionale dopo aver scoperto che i pilastri della scuola sono a rischio crollo.

“Questo è l’ennesimo caso che dimostra la condizione disastrosa delle scuole in Italia. Il rischio di crollo in questa scuola è stato scoperto per una casualità e non è stato il risultato di un attento monitoraggio delle strutture scolastiche. – denuncia duramente l’Unione degli Studenti – Questo dimostra come i pochi finanziamenti stanziati dal governo in materia di edilizia scolastica non siano assolutamente sufficienti. Per questo da anni rivendichiamo un piano di investimenti sull’edilizia scolastica per garantire la messa in sicurezza, l’agibilità statica e quella igienico-sanitaria. E’ necessario adeguare tutti gli edifici scolastici alle norme per la prevenzione di incendi e calamità, eliminare le barriere architettoniche, mettere a norma palestre e laboratori. Non è possibile che uno studente dall’ accesso nel mondo della scuola, quindi sin dall’infanzia, si trovi a vivere un rischio causato da un’edilizia scolastica totalmente scadente e altamente rischiosa.Tutti gli studenti devono avere il diritto di studiare in scuole sicure, senza strutture fatiscenti o aule sovraffolate.”

UNIONE DEGLI STUDENTI


Se crolla la scuola, frana il futuro – Comunicato Uds in seguito al crollo all’istituto “Colombatto” di Torino

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Oggi 28 maggio 2012 a Torino, il soffitto e il contro soffitto dell’ingresso e di due aule della succursale dell’istituto alberghiero Colombatto sono crollati. Fortunatamente il crollo è avvenuto di notte e non ha causato feriti, ma la situazione che si è presentata agli studenti che stavano entrando a scuola era comunque gravissima. Oltre ai danni strutturali, la pioggia degli ultimi giorni ha allagato la palestra e provocato numerose infiltrazioni. Nonostante le pessime condizioni dell’edificio, il vicepreside dell’istituto voleva far iniziare regolarmente le lezioni e gli studenti hanno dovuto chiamare i pompieri perché la scuola venisse ufficialmente dichiarata inagibile.
Non è la prima volta che gli studenti dell’istituto Colombatto denunciano le problematiche legate all’edilizia della propria scuola. Già da tempo protestano per tubature che esplodono nei bagni, pezzi d’intonaco che cadono dai muri, pavimenti gonfiati dalle infiltrazioni d’acqua, ma le loro voci sono rimaste inascoltate. Numerose volte hanno denunciato questi episodi gravissimi, senza ottenere alcun riscontro.
E’ inaccettabile che le istituzioni e l’opinione pubblica rimangano sorde a richieste d’aiuto per problemi come l’edilizia scolastica, intervenendo solamente quando si tratta di tragici incidenti, come l’episodio di tre anni fa al liceo Darwin di Rivoli, in cui lo studente Vito Scafidi è rimasto ucciso dal crollo di un soffitto.
I continui tagli indiscriminati degli ultimi anni ai fondi destinati all’edilizia scolastica hanno messo in ginocchio scuole la cui situazione era critica da anni, rendendo difficilissima la messa in sicurezza, limitando pericolosamente la prevenzione a incidenti negli istituti scolastici.
L’istituto Colombatto non è un caso isolato: lo scorso febbraio gli studenti del Liceo Regina Margherita erano scesi in piazza per denunciare ambienti vecchi e fatiscenti, mancanza di sedie e problemi strutturali. La Campagna per l’Edilizia Scolastica, partita in tutta Italia su iniziativa di studenti e di studentesse, denuncia già da tempo che questi casi estremi sono solo la punta di un terribile iceberg fatto di moltissimi edifici inadeguati. Non è possibile che la primaria questione dell’edilizia scolastica venga a galla soltanto a seguito di incidenti gravi e pericolosi come quello di oggi.
Su tutto il territorio nazionale è fondamentale che vengano presi provvedimenti rapidi e tangibili di messa in sicurezza di tutte le scuole che necessitino interventi, oppure di edificazione di nuovi istituti scolastici, che garantiscano ad ogni studente l’inalienabile diritto a studiare in un ambiente adeguato, che soprattutto non metta a rischio la sua vita.

Rete della Conoscenza

Ennesimo crollo al liceo Darwin di Rivoli, la scuola ha urgente bisogno di sicurezza!

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E’ recentissima la notizia per cui nel liceo Darwin di Rivoli, passato agli onori della cronaca nel 2008 per il drammatico incidente in cui perse la vita lo studente Vito Scafidi, sia avvenuto un altro crollo in un’aula.

In questo caso il dramma è stato solo sfiorato fortunatamente, poichè l’aula interessata dal crollo non era utilizzata per le lezioni. “Siamo scandalizzati – dichiara Francesco Santimone resp. naz. Edilizia Scolastica per l’UdS – di come dopo un dramma come quello del 2008, la scuola non sia stata messa in totale sicurezza. Di come si sia venuti a conoscenza per caso del nuovo crollo e se prima eravamo preoccupati per lo stato dell’ edilizia scolastica nel paese, ora ci troviamo di fronte ad uno scandalo a tutti gli effetti”

“La didattica – aggiunge Santimone – dev’essere evidentemente interrotta, nuovi disagi si manifesteranno per gli studenti purtroppo, pretendiamo però che la scuola questa volta sia realmente messa in condizioni di sicurezza, ma soprattutto chiediamo che i responsabili di questo nuovo vergognoso avvenimento vengano alla luce, e si conosca la ragione per cui in Italia avvengano scempi simili, speriamo che in questa occasione la giustizia faccia il suo corso fino in fondo, differentemente da come avevamo già denunciato pochi mesi fa”

“Il Ministero deve provvedere inoltre – conclude Santimone – ad uno stanziamento immediato per la messa in sicurezza delle scuole, non solo per il Sud Italia, come ha giustamente annunciato, ma anche per il Nord. L’edilizia scolastica precaria è un problema che unisce purtroppo tutto il paese. In ogni occasione abbiamo denunciato i problemi dell’edilizia scolastica dal Nord al Sud del Paese, poche settimane fa in Puglia, come in Molise, o in Sicilia, adesso è arrivato il momento delle risposte dalle istituzioni.”

UNIONE DEGLI STUDENTI


Ministro Gelmini, alla scuola servono risorse e non vuote parole

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Se la situazione delle nostre scuole non fosse così grave verrebbe quasi da ridere alle parole del Ministro Gelmini che in questi anni ha finanziato poche briciole sull’ edilizia scolastica. Anche in questa Finanziaria scarse sono le risorse per le scuole che cadono a pezzi e ancora una volta non viene costruito un piano straordinario per l’edilizia scolastica lasciando alla contingenza della situazione economica lo stato di salute delle scuole italiane e quindi anche l’incolumità delle studentesse e degli studenti.

Non è concepibile che a 3 anni di distanza dalla morte di Vito Scafidi, 2 dal terremoto dell’Aquila, dove crollò la Casa dello Studente, e a 9 dal terremoto di San Giuliano di Puglia, dove un’intera classe elementare venne sepolta sotto le macerie della propria scuola – dichiara Mariano Di Palma Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Studenti – dobbiamo continuare a denunciare la scarsità di risorse sull’edilizia scolastica che ancora in questa Finanziaria non subiscono alcuna variazione. Pochi spiccoli per un problema che dovrebbe vedere un piano straordinario di finanziamento.

Il Governo e le amministrazioni locali devono impegnarsi in una campagna seria che abbia come obbiettivo l’adeguamento di tutti gli edifici scolastici alle norme anti-sismiche, in particolare nelle zone a più alto rischio; l’adeguamento degli edifici rispetto alle norme igienico-sanitarie, troppo spesso violate dalla necessità di avere classi più numerose, come il MIUR negli ultimi anni ha imposto; l’abbattimento delle barriere architettoniche, che possano permettere a tutti di poter accedere ai luoghi della formazione.

L’Unione degli Studenti ha raccolto oltre 500 scuole censite con il questionario online nell’ultimo anno, attraverso la campagna online e sui territori “Sicuri da Morire” tesa all’indagine della situazione delle nostre scuole.

Dalle scuole censite: Circa il 38% delle scuole è stato costruito tra il 1965 e il 1990, solo il 6% dopo il 2000. Il 34% delle scuole si trova a rischio sismico, il 17% a rischio idrogeologico, l’87% degli edifici non utilizza energia a basso consumo. Nel 45% delle scuole censite esistono barriere architettoniche all’ingresso. Il 62% delle scuole non prevede tutte le uscite di sicurezza, i servizi igienici sono valutati per quasi il 70% dei casi come inadeguati, senza acqua potabile, senza scopini e non accessibili ai disabili. nel 50% dei casi non viene verificato il lavoro di manutenzione annuale. Oltre il 60% giudica inadeguato l’intervento degli enti locali. Solo nel 21% delle scuole esiste un certifico igienico sanitario e d’agiblità statica. Sotto il 50% la funzionalità e l’accessibilità ai laboratori.

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Il 7 Ottobre ci mobiliteremo contro quindi anche contro questa Manovra Finanziaria. La politica è inevitabilmente responsabile delle tragedie di questi anni. Basterebbe tagliare spese militari e togliere i fondi alle scuole private per risolvere i problemi della scuola italiana. Preferiscono invece altre scelte economiche facendone pagare le conseguenze alle studentesse e agli studenti di questo Paese.

Unione degli Studenti

Unione degli Studenti: Vegognoso attacco alla Consulta di Roma

Il blocco dei lavori da parte del “Movimento Studentesco Nazionale” dell’assemblea plenaria è un atto non solo antidemocratico, ma dimostra anche l’incapacità di questi di confrontarsi attraverso il dibattito politico e il confronto. La Consulta Provinciale degli Studenti è un organo di rappresentanza studentesca che va rispettato come istituzione ed è inaccettabile che un’esigua minoranza utilizzi toni intimidatori per ottenere qualcosa.

«Trovo del tutto infondate le accuse mosse poichè la disponibilità al confronto è stata accolta ma non accettata» dichiara il Presidente della Consulta, Andrea Capalti, che durante il suo mandato ha ottenuto numerosi risultati fra i quali la destinazione di un milione di euro di fondi provinciali per l’ edilizia scolastica, i concerti contro le mafie, le assemblee con Libera “Associazioni nomi e numeri contro le mafie” e con l’Enea, il finanziamento dei pullman per far par partecipare gli studenti alla XV Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie che nel 2010 si è tenuta a Milano nonché il finanziamento all’edizione 2011 della stessa che si terrà il 19 marzo a Potenza e porterà avanti i altri progetti come quello in collaborazione con Legambiente e il corso di giornalismo.

Non ha quindi alcuna intenzione di dimettersi il Presidente della Consulta ed ha intenzione di avviare una fase nuova di discussione operativa in gruppi di lavoro tematici per rendere la Consulta di Roma un luogo di vera partecipazione studentesca, evitando le continue strumentalizzazioni politiciste di gruppi come il “Movimento Studentesco Nazionale”, che preferisce fare una battaglia strumentale attaccandosi ai profili facebook, paralizzando il dibattito tra gli studenti della Consulta, anzichè porsi il tema di come migliorare un luogo così importante per gli studenti di Roma e Provincia

La Spa per la scuola non convince la Cisl

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola, interviene sull’ipotesi di creare delle Spa per le scuole.

Una “Scuola Spa” per affrontare l’emergenza edilizia scolastica in Italia ed in particolare nel Mezzogiorno? Il problema non è lo strumento, i veri problemi sono le risorse e le procedure!

La Corte dei Conti nella sua relazione sul “Programma di messa in sicurezza degli edifici scolastici” del luglio scorso indicava nella complessa e lunga procedura di individuazione e programmazione degli interventi e sui diversi soggetti coinvolti gli elementi che hanno condizionato negativamente la realizzazione dei Programmi.

A tal fine suggeriva la rivisitazione delle norme vigenti, individuando puntualmente le competenze ai vari livelli e dando organicità e stabilità ai finanziamenti. Per far questo il presupposto necessario è la reale conoscenza dello stato degli edifici scolastici che solo l’anagrafe dell’edilizia scolastica funzionante può garantire.

Purtroppo attesa da ben 14 anni ancora non viene alla luce!

L’ipotesi di una Spa aperta ai privati – dopo l’idea lanciata dalla provincia BAT (Barletta, Andria, Trani) e da uno dei quartieri di Roma di dotare le scuole di banchi e sedie “regalati” da sponsor – può apparire suggestiva per chi ritiene che possa garantire immediati risultati, ma di per sé non risolve in alcun modo la drammatica situazione dell’emergenza sicurezza dell’edilizia scolastica.

Un unico centro decisionale, perlopiù in tempi di annunciato federalismo, non sembra la soluzione più idonea per garantire celerità ed efficacia alla realizzazione dei programmi.

Serve, invece, continuità nei finanziamenti, rispetto delle competenze, accelerazione delle procedure e soprattutto un’anagrafe aggiornata che garantisca trasparenza nella gestione degli interventi.

Roma, 12 ottobre 2010

Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola