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Professione docente: petizione condotta del sindacato Snals e diretta al Ministro della salute, dell’Economia e delle finanze, ai gruppi parlamentari di Camera e Senato del nuovo Governo per l’Italia

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Continua a far parlare di sé ed a raccogliere firme in seno al Sindacato Snals, nel corso delle riunioni sindacali di quanti appartengono al corpo insegnante,la petizione condotta avanti da tempo dal sindacato Snals,diretta al Ministro della salute, dell’Economia e delle finanze, ai gruppi parlamentari di Camera e Senato avente come oggetto:-“Petizione promossa dallo Snals per estendere i benefici previdenziali previsti nel Decreto legislativo del 21.4.2011 N. 67 sui lavori usuranti ad alcune categorie di lavoratori del pubblico impiego che sono rimasti ingiustificatamente esclusi dalla normativa” le quali,secondo la normativa oggi vigente, sono invece costrette a permanere a lungo al lavoro. Primi firmatari sono stati Angelo Raffaele Margiotta, segretario regionale Snals Campania, e Salvatore Margiotta, segretario provinciale Snals Napoli, ed in successione a questi si sta approdando ad un mare di firme, raccolte via via sul territorio Campano ed Italiano. La petizione chiarisce la necessita di una profonda riflessione “su tutti i disagi correlati alla professione docente con particolare riferimento sia ai rischi specifici delle “helping profession” (usura psichica), sia a quelli correlati ai fattori fisici e sociali, nonché alle reazioni di adattamento positive (es. condivisione) e negative (es. isolamento) che si innescano nei professionisti della formazione.” Secondo il sindacato ed i firmatari questa valutazione, oltre che obbligatoria, verrebbe imposta anche dal “Testo Unico per la tutela della salute nei posti di lavoro (D.L.vo 81/08)” il quale, all’art. 28 stabilisce proprio la urgenza di individuare, monitorare e ostacolare i rischi specifici della professione e lo stress da lavoro collegato, considerando anche il genere e l’età del lavoratore.


Dalle indagini condotte si rileva che la categoria professionale dei docenti sia esposta a molteplici e diversi rischi e patologie collegati strettamente all’esercizio delle loro mansioni, sia di carattere fisico, sia di carattere psico-sociale. Tra i rischi di carattere fisico si possono menzionare quelli connessi all’esposizione ripetuta e sistematica a livelli di rumorosità anche pari a 110 decibel. Il rumore, oltre ad avere effetti uditivi ha anche effetti extrauditivi relativi all’apparato cardio-vascolare, a quello respiratorio ed endocrino. Strettamente legate al rumore sono le patologie delle prime vie aeree: la faringe e la laringe. Il docente per far sentire la propria voce e costretto a parlare con un’intensità pari ad almeno 10 decibel in più rispetto al rumore di fondo; tanto costringe l’insegnante a parlare costantemente in questo modo e da ciò ne conseguono i disturbi fisici menzionati.
Altre recenti ricerche associano inoltre alcune patologie tumorali all’attività di
insegnamento e, a rendere rischiosa la professione docente, si aggiungono anche fattori socio-culturali che incidono in modo preponderante sulla qualità della professione, fattori tra cui ricordiamo la diseducazione degli studenti, la scarsa considerazione e svalutazione sociale del lavoro, l’aumento del numero degli alunni per classe e la delega dei genitori ai docenti per tutto ciò che concerne l’educazione dei loro figli. Proprio per il fatto di essere sottoposti a diversi e svariati stimoli stressogeni particolarmente intensi e protratti nel tempo, i docenti risultano a rischio per quanto riguarda la sindrome del burnout, (o più semplicemente burnout, letteralmente, “scoppiato”, “bruciato”, “esaurito” ) considerata “l’esito patologico di un processo stressogeno che colpisce le persone che esercitano professioni d’aiuto, qualora queste non rispondano in maniera adeguata ai carichi eccessivi di stress che il loro lavoro li porta ad assumere”. Si assiste in tal senso ad una limitazione contraddistinta da logoramento fisico ed emotivo nella quale si evincono apatia e distacco nei confronti dei rapporti interpersonali uniti ad un sentimento di demoralizzazione concepito dalla non concretizzazione delle aspettative personali a cui segue o si associa una diminuita capacità di autocontrollo nell’esercizio delle proprie funzioni. Le ragioni determinanti “il burnout” sono da rapportarsi in primo luogo a fattori sociali e personali del soggetto, riferiti alle le sue caratteristiche individuali, a cause relazionali, anche attribuibili ai rapporti interpersonali con gli stessi studenti, le famiglie di questi ed colleghi. Intervengono pesantemente i fattori organizzativi associati all’organizzazione scolastica e alle condizioni di lavoro che appaiono per gli insegnanti oggi particolarmente complessi. Basti pensare alle manifestazioni studentesche, che rendono difficile l’iter scolastico ed a cui si associano spesso danni all’edificio stesso, quali porte divelte, vetri rotti, termosifoni danneggiati, rotture ai quadri elettrici ed altro. L’insegnante assiste alle denunce ai carabinieri, si ritrova in mezzo ad operazioni dei vigili del fuoco, lavora nel corso delle occupazioni ed è senza dubbio coinvolto in una maggiore difficoltà nel condurre avanti il programma ed il controllo delle classi. Riferendosi sempre alla sindrome molti autori hanno sinteticamente disegnato che questa si presenti anche sotto forma di “perdita della capacita del controllo intesa come smarrimento del senso critico che consente di attribuire all’esperienza lavorativa la sua giusta dimensione”. Accade che la professione assuma un’importanza eccessiva nell’ambito della vita di relazione, per cui l’individuo non riesca a “staccarsi” mentalmente dalle problematiche del posto di lavoro e tenda ad evidenziare reazioni emotive, impulsive e talvolta violente. Del resto anche se non é contemplata nel DSM—lV (classificazione internazionale delle patologie psichiatriche) è verosimile (spiega lo Snals nella sua petizione). “ritenere che la sindrome del burnout, se trascurata, possa trasformarsi in una vera e propria patologia psichiatrica.” Secondo L’European Journal of Edication, a firma di Cerych L. e Neave G. :“Pochi settori di quella che una volta era definita forza lavoro ad alto livello di qualificazione hanno visto le loro fortune crescere, librarsi e crollare come quello degli insegnanti.” Parliamo in ogni caso di categorie appartenenti alle quatto macrocategorie professionali di dipendenti dell’Amministrazione Pubblica soggetti a recenti studi dai quali è apparso che la categoria degli insegnanti sia soggetta a una frequenza di patologie psichiatriche, indipendentemente da fattori quali il sesso e l’età, pari- a due volte quella della categoria degli impiegati, due volte e mezzo quella del personale sanitario e tre volte quella degli operatori. lo dimostra il fatto inconfutabile che, tra i diversi dipendenti statali, sia anche quella che ha presentato il più rilevante numero di domande di inabilità per patologie e disturbi collegati alle vie aeree e per patologie psichiatriche .


Inevitabilmente i disturbi sono notevolmente amplificati con il passare degli anni ed è lo stesso sottosegretario all’Istruzione Marco Rossi Doria ad affermare in una recente intervista che “L’età media degli insegnanti italiani, 56 anni, è diventata la più alta del mondo”. Non migliora la cosa l’innalzamento dell’età per il pensionamento, che diviene un “fattore determinante per l’incremento dell’incidenza della sindrome del burnout”: Il sindacato dello Snals, sostiene quindi che: “di fronte a tale scenario, si prevede quale unica possibilità un aumento delle istanze di accertamento di inabilità volte ad ottenere il trattamento pensionistico anticipato e privilegiato,con notevoli aggravi per l’Erario. Per tutte queste considerazioni soprattutto il legislatore, ma anche le parti sociali, la comunità medico-scientifica, le associazioni studentesche e di categoria hanno il dovere di contribuire ad una riflessione comune per tutelare la salute e migliorare la qualità della professione docente.” non si può non restare convinti dunque che: “occorre in primis inserire la professione docente nel novero dei lavori usuranti in modo da facilitare il pensionamento anticipato di tali lavoratori il cui prolungato trattenimento in servizio non solo potrebbe aggravare il loro stato di salute anche con aggravi per l’Erario,ma anche causare agli stessi allievi problemi di diversa natura.” La petizione adottata dallo Snals si muove dunque “nel pieno convincimento che tale modifica alla legislazione vigente sia doverosa, indifferibile e necessaria”. Seguono centinaia di firme e la speranza dell’attenzione dovuta da parte di quanti, nel nuovo Governo Italiano,diverranno Ministro della salute, dell’Economia e delle finanze, e dei gruppi parlamentari di Camera e Senato.
Bianca Fasano

Convegno nazionale eTwinning 2012, 10-11 dicembre Roma

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Convegno nazionale e premi eTwinning al via, celebrati a Roma i migliori progetti italiani di gemellaggio elettronico
Classi virtuali e metodologie didattiche innovative in chiave europea. Il focus sul fenomeno con insegnanti ed esperti del settore scolastico ed istituzionale

Scoprire un nuovo modo di fare didattica attraverso i gemellaggi elettronici europei. Questo in sostanza il tema della Conferenza nazionale e premi dell’azione eTwinning, in programma il 10 e l’11 dicembre 2012 presso l’Hotel Massimo D’Azeglio di Roma.

Il programma (Programma) è strutturato in due giornate, la prima delle quali sarà dedicata alla premiazione dei migliori progetti nazionali di gemellaggio elettronico eTwinning dell’anno. Saranno coinvolti i docenti italiani che hanno saputo meglio interpretare le potenzialità di eTwinning nel corso dell’anno, con particolare focus sulle collaborazioni di docenti dello stesso istituto sul medesimo progetto attraverso la piattaforma.
La seconda giornata, attraverso tavole rotonde moderate da esperti e docenti eTwinners, sarà incentrata sul tema della “classe virtuale”, attraverso l’analisi delle connessioni disciplinari e delle relazioni personali nell’ambiente scuola. L’evento terminerà con una sessione di formazione e approfondimento sull’utilizzo della piattaforma eTwinning aperta a tutti i partecipanti.

Un’importante novità è rappresentata dal fatto che quest’anno l’Unità nazionale ha voluto aprire totalmente al mondo del web, prevedendo il coinvolgimento di influenti blogger scolastici nazionali, che potranno intervenire durante le sessioni di confronto sui temi di innovazione didattica.
Al convegno sono attesi i dirigenti e docenti delle scuole pubbliche del Lazio e rappresentanti degli istituti facenti parte del progetto Cl@ssi 2.0 ed esperti del settore e autorità ministeriali di MIUR, INDIRE e Agenzia nazionale LLP, istituzioni pubbliche e tutto lo staff dell’Unità nazionale eTwinning.

Queste le parole del Capo Unità nazionale eTwinning Donatella Nucci: “E’ un grande piacere poter chiudere un anno dal trend molto positivo come il 2012 con un evento che oltre a premiare i migliori progetti, coglie l’occasione per parlare di innovazione didattica coinvolgendo, grazie al MIUR, sia i rappresentanti delle classi più tecnologiche d’Italia, ma anche tanti dirigenti e docenti di scuole pubbliche ordinarie, a dimostrazione del fatto che eTwinning non richiede particolari sforzi quanto a investimenti in tecnologia, ma riguarda soprattutto la creatività e la motivazione dei singoli insegnanti”.

Per seguire l’evento online questo l’hashtag ufficiali su Twitter e Instagram: #eTPremi12. Sarà inoltre possibile seguire la conferenza in live streaming sul sito nazionale dell’azione (http://etwinning.indire.it).

Cos’è eTwinning
Giunto al suo sesto anno di attività, eTwinning conta oggi oltre 170.000 insegnanti registrati, 90.000 scuole e circa 30.000 progetti di gemellaggio in tutta Europa (l’Italia è uno dei paesi più attivi con oltre 12.000 docenti iscritti, 6.000 istituti registrati e altrettanti progetti avviati). eTwinning offre un servizio gratuito a tutti i docenti iscritti l’opportunità di lavorare insieme a progetti di gemellaggio elettronico che, grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie e a partnership attivate a livello europeo, costituisce un’importante fonte di sperimentazione e innovazione delle pratiche di insegnamento tradizionali. Maggiori informazioni sul sito nazionale http://etwinning.indire.it o su quello europeo www.etwinning.net.

Scuola: il Tribunale,dopo il TAR, riconosce il punteggio militare ai precari

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In rete apprendiamo che un Tribunale Ordinario del Salernitano, ha accolto un
provvedimento cautelare ex.art 700 che conferma altra ordinanza cautelare di
ottenimento del punteggio nelle graduatorie provinciali dei docenti precari di
terza fascia relativo al servizio militare svolto non in costanza di nomina e
prima ancora che la P.A. avesse revocato il punteggio già conferito nell’altro
giudizio(davanti al TAR del LAZIO). In pratica, un docente precario della
Scuola si era rivolto all’avv.Angelo Maurilio Tuozzo dopo che il TAR del Lazio,
dopo aver concesso in un primo momento la cautelare, aveva declinato la propria
giurisdizione (a Dicembre 2011) nella sentenza di merito.
La riassunzione del processo da un giudice(TAR del Lazio) ad un altro(Giudice
del Lavoro), per ora, è andata nel migliore dei modi.Si tratta del primo
provvedimento in Italia per quanto riguarda il punteggio militare non in
costanza di nomina. Adesso la P.A. dovrà confermare il punteggio al docente!
L’avv.Tuozzo, già in passato aveva portato le nostre lotte, i nostri diritti
nelle aule dei Tribunali,ottenendo sentenze positive per i suoi assistiti: per
gli scatti stipendiali ai precari;per gli ulteriori 6 punti ai docenti
abilitati SSIS; per il risarcimento del danno e/o l’immissione in ruolo dei
precari con almeno 36 mesi di servizio,ecct.

La nostra lotta continuerà nelle piazze, nelle Scuole e nei Tribunali, fino
alla vittoria definitiva dei nostri diritti!!

info. avv.Tuozzo 328 0354830

Docenti Precari in Lotta – D.P.L.

Immissioni in ruolo: emanato il decreto

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato di Uil Scuola sulle immissioni in ruolo 2011.

E’ stato emanato il decreto interministeriale che autorizza l’assunzione, entro il prossimo 31 agosto, di 30.300 docenti e di 36.000 ATA.
Per ciascuno dei due anni scolastici successivi (2012-2013 e 2013-2014) è prevista l’assunzione di ulteriori 22.000 docenti e 7.000 ATA.

Si conferma l’importanza del contratto Sindacati – ARAN del 4 agosto 2011. Lo stesso decreto fa esplicito richiamo all’accordo come presupposto del piano. Con il piano vengono inoltre smentiti coloro che non credevano in tale risultato ed all’efficacia della azione sindacale.L’intesa, che consente il piano di immissioni in ruolo, sottoscritta dalla UIL e dagli altri Sindacati – ad eccezione della CGIL – è stata caratterizzata dalla rapidità.

In assenza di un rapido negoziato e dell’intesa avremmo avuto lo stesso numero di nomine dello scorso anno, meno di 20.000 (10.000 docenti e 6.500 ATA). Con la firma invece si è dato concretamente il via ad un numero di assunzioni mai così sostanzioso nella scuola italiana.

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Cobas: continua l’attacco alla scuola

Il decreto legge con il quale il governo-zombie ha varato la manovra 2011 prosegue l’immiserimento della scuola pubblica. Ecco le misure previste:
Con la scusa di premiare il cosiddetto “merito” gli stipendi di docenti ed Ata, già bloccati fino al 2013 subiranno l’ulteriore blocco anche degli scatti di anzianità fino a tutto il 2014.
Migliaia di docenti inidonei costretti a trasformarsi in impiegati o a subire l’esodo verso altre amministrazioni: gli oltre 5.000 insegnanti inidonei hanno 30 giorni dalla data di conversione in legge del decreto per chiedere di divenire assistenti tecnici o amministrativi nella provincia di appartenenza. E se non si fa domanda o se in provincia non ci sono posti mobilità forzata anche in altra regione o verso altri comparti.
Nessun ruolo e licenziamento di massa degli assistenti tecnici e amministrativi precari: se la quasi totalità dei docenti inidonei assumerà ruoli di assistenti tecnici o amministrativi spariranno i posti disponibili per le immissioni in ruolo e molti di quelli per gli incarichi e migliaia di precari saranno licenziati.
Sotto attacco il sostegno: nelle prime classi in cui c’è un docente per un solo alunno disabile può saltare il limite dei 20 alunni; le commissioni mediche per la diagnosi per assegnare il docente al disabile includeranno un rappresentante Inps per ridurre i riconoscimenti delle gravi disabilità.
“La scuola provvede ad assicurare la necessaria azione didattica e di integrazione per i singoli alunni disabili, usufruendo tanto dei docenti di sostegno che dei docenti di classe. A tal fine, nell’ambito delle risorse assegnate per la formazione del personale docente, viene data priorità agli interventi di formazione di tutto il personale docente sulle modalità di integrazione degli alunni disabili”. Questo comma 2 dell’art.7 permette ai presidi di assegnare agli studenti disabili anche docenti non specializzati che abbiano seguito un corso di formazione. Si vuole ripetere quanto già avvenuto con l’inglese nella scuola primaria: con un corso di 340 ore ora la lingua può essere insegnata anche dai docenti di posto comune, eliminando 11.000 posti; con lo stesso metodo il governo potrebbe licenziare 31.000 specialisti di sostegno precari.
Blocco degli organici anche in presenza di aumento degli alunni a partire dall’anno scolastico 2012/2013: il che significa classi più affollate con una incidenza fortemente negativa sulla didattica, altri tagli ai posti di lavoro e carichi di lavoro maggiori per docenti ed ATA
Niente più esoneri o semi esoneri per i collaboratori dei dirigenti delle scuole con meno di 55 classi: oltre al danno per il funzionamento della scuola spariranno le ore assegnate a supplenza e vi saranno circa 1000 cattedre in meno per i docenti precari.
Le scuole dell’infanzia, le scuole primarie e le scuole secondarie di primo grado saranno aggregate in istituti comprensivi con almeno 1000 alunni, con evidenti disagi per le scuole che hanno tra loro distanze anche di oltre 30 chilometri, e con ulteriori tagli di posti di personale amministrativo. Saranno penalizzati gli istituti (comprensivi e superiori) dei comuni montani (costituiti con un numero di alunni inferiori a 500) e quelli delle piccole isole che avranno solo dirigenti reggenti impegnati con incarico in altre istituzioni.

COBAS-Scuola
sede provinciale di Reggio Emilia
via Martiri della Bettola n.6
apertura: martedì dalle 17 alle 19,30
tel. 331/8826698 – 339/3479848 – fax 0522/282701
cobasre@yahoo.it www.cobas-scuola.it

Decreto sviluppo: così il governo lascia a casa 20.000 insegnanti

Segnaliamo un articolo su Repubblica sul Decreto Sviluppo e sulle sue conseguenze nella scuola pubblica.

Due giorni fa il ministro Gelmini ha stralciato dalla legge la regolarizzazione di una enormità di docenti già abilitati e “dimenticati” dal 2008. Altrettanti sono rimasti a metà strada e occorreranno nuove regole

Ecco il link all’articolo.