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Mozione approvata dal Collegio Docenti dell’ISA Venezia-Mestre

Mozione approvata dal Collegio Docenti dell’ISA Venezia-Mestre

Al Ministero dell’Istruzione
All’Ufficio Scolastico Regionale
All’Ufficio Scolastico Provinciale
Ai Sindacati
Al consiglio di Istituto
Al Dirigente scolastico
e p. c. Ai genitori degli alunni dell’Istituto

Il Collegio dei docenti dell’ Istituto Statale d’arte, nuovo Liceo Artistico di Venezia e Mestre,

PRESO ATTO CHE

la legge 6 agosto 2008, n. 133 (piano programmatico del Ministero dell’Istruzione di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze) e la legge 30 ottobre 2008 n. 169 (disposizioni urgenti in materia di istruzione e università) configurano una ristrutturazione del sistema di istruzione in Italia, tesa al principio economico del risparmio/taglio.

ESPRIME

un giudizio fortemente negativo sui tagli della riforma in atto, in quanto hanno prodotto una forte riduzione delle risorse economiche e del personale causando l’impoverimento dell’offerta formativa e la dequalificazione della scuola pubblica.
L’attuale Governo ha scelto di non investire sulla formazione, settore strategico per lo sviluppo economico del Paese e così facendo non investe sul futuro.
Dopo aver pesantemente tagliato i posti di lavoro (87.341 negli ultimi tre anni) ed espulso molti precari dal mondo della scuola, vuole condannare la scuola e tutti i docenti ad un futuro di miseria. Poi, con la nuova Finanziaria:

· cancella per 3 anni la contrattazione nazionale imponendo a circa 4 milioni di lavoratori/trici del P.I. un taglio salariale medio di 2000 euro;

· blocca le progressioni di carriera (“scatti di anzianità”) senza che possano essere recuperate neanche alla fine del triennio, provocando un danno salariale medio di circa 5000 euro;

· Si sposta di un anno la pensione di anzianità ed il pensionamento a 65 anni per le donne verrà anticipato al 2012.

Gli insegnanti italiani hanno contribuito con grande responsabilità e senso civico, dal dopo guerra ad oggi, a formare le nuove generazioni, collaborando con le famiglie talvolta in difficoltà nel mantenere un contatto educativo con i figli adolescenti; ancora più spesso costituendo l’unico centro di aggregazione sociale formativa per i ragazzi; sempre alimentando le aspirazioni migliori dei giovani in una società incapace di offrire loro opportunità e, oggi, anche speranze di lavoro.

Il profondo allarme per la situazione della scuola pubblica si basa sui seguenti elementi:

1. L’aumento del numero di studenti per classe (in prima fino a 33-35, la media europea è di circa 20 aluni per classe) che compromette:

· l’efficacia dell’attività didattica e conseguentemente l’apprendimento di ogni singolo alunno;

· la sicurezza poiché, secondo le norme vigenti, nella maggior parte dei casi le aule non sono sufficientemente capienti.

2. La scelta di non investire nell’aggiornamento dei docenti, proprio in un periodo nel quale la considerazione degli insegnanti da parte dell’opinione pubblica è molto scarsa.

3. La soppressione di alcuni insegnamenti senza comprenderne le valenze formative e annullando le professionalità dei docenti.

4. La riduzione dell’orario scolastico negli istituti di Istruzione Artistica da 40-42 a 34 ore di lezioni settimanali, che colpisce sopratutto materie di indirizzo.

5. I tagli sugli insegnanti di sostegno i cui numeri non sono più definiti sulla base delle esigenze, ma dovranno rispettare parametri predefiniti su scala provinciale.

Nella nostra scuola gli effetti di tutti questi provvedimenti hanno comportato la perdita di numerosi posti di lavoro. Sui 26 docenti coinvolti, molti sono i colleghi precari che hanno visto sparire la loro cattedra e risultano essere 12 i docenti a T.I. che si ritrovano in condizione di sovrannumerarietà. Inoltre si registrano 4 posti in meno per il personale ATA, con 2 riduzioni nelle segreterie e 2 tra il personale ausiliario.

I tagli previsti non sono il risultato di un progetto pedagogico-didattico di riforma, ma solo una scelta economica che ha l’obiettivo di calare la scure nel settore scolastico.
Ad esempio nella nostra scuola le nuove classi prime perderanno alcune materie specifiche di indirizzo.
Chi nella scuola vive e lavora ritiene, invece, che i provvedimenti citati non rispondano a criteri di miglioramento del sistema scolastico. Il processo di riforma della scuola andrebbe pensato in un quadro di riforme concordate e pianificate da più Ministeri.
La crescente complessità del mondo di oggi e le ampie relazioni che la scuola ha con le dinamiche economiche e sociali necessiterebbero di una visione ad ampio respiro e di investimenti maggiori, come accade in altri paesi europei, nonostante la crisi.
L’infanzia, la fanciullezza e l’adolescenza sono momenti di crescita di un mondo giovanile che rappresenta il futuro del nostro Paese, nel quale la scuola è una protagonista importante.

INFORMA

Che il personale della scuola si dichiara in agitazione e limiterà il suo impegno ai soli obblighi contrattuali. Pertanto decide le seguenti azioni di protesta per l’anno scolastico 2010-2011:

1. La non disponibilità ad organizzare viaggi d’istruzione, limitando le uscite scolastiche ad attività di valore strettamente educativo-didattico e non superiori ad un giorno;

2. Il blocco delle adozioni dei libri di testo;

3. Il rifiuto di svolgere attività oltre le 18 ore, in sostituzione dei colleghi assenti;

4. La sospensione dei ricevimenti generali dei genitori.

INVITA

1. Tutti i lavoratori della scuola, le famiglie, gli allievi e le rappresentanze sindacali a prendere atto della difficile situazione e ad agire, in base al proprio ruolo Istituzionale e come cittadini, per ridurre gli effetti negativi della riforma e della manovra finanziaria e per produrre delle proposte alternative.

2. Il Dirigente Scolastico, tramite gli uffici, a trasmettere copia del presente deliberato ai soggetti in indirizzo.

APPROVATO a maggioranza (1 solo astenuto)