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Attivare il futuro, al femminile

In Italia cresce la disoccupazione del 21,07% pari a +507 unità; la disoccupazione riguarda la sola componente femminile (dati Istat su base annua – 8 gennaio 2013).

Il caso italiano di Vasi Comunicanti è un modello utile di intervento, come emerge dalla ricerca “Attivare il futuro, al femminile” di Future Concept Lab che mette a confronto interventi in diversi Paesi europei nel quadro del cambiamento epocale della società.

Accanto alla politica attiva, la riduzione delle tasse per le donne può favorire nel lungo periodo il riequilibrio nei rapporti di forza in famiglia come emerge dalla ricerca “Un dito tra moglie e marito: quanto incide la famiglia nelle scelte professionali.”

A fronte della crisi occupazionale che investe maggiormente le donne in Italia, studi, ricerche, interventi di successo di politica attiva indicano, nell’incremento dell’occupazione femminile, una leva fondamentale per favorire il miglioramento del benessere complessivo della collettività. In Italia come in tanti altri Paesi Europei.

Il richiamo forte viene dalle esperienze e dalle ricerche presentate all’incontro di oggi “ATTIVARE IL FUTURO, AL FEMMINILE. Vasi Comunicanti, un modello di politica attiva del lavoro replicabile sul territorio nazionale.”

In Italia, il progetto Vasi Comunicanti, che ha avuto l’obiettivo primario di supportare la creazione di nuovi posti di lavoro, e’ stato sperimentato in 24 Comuni delle province di Roma e Latina. Realizzato con il cofinanziamento dell’Unione Europea – Fondo Sociale Europeo – POR Lazio 2007/2013 con uno stanziamento di 1.030.000 euro sul territorio, ha generato possibilità reali di nuova occupazione e sviluppo economico, soprattutto per donne disoccupate e inoccupate, in situazioni di difficoltà nella gestione dei tempi vita-lavoro.

Tra gli elementi di innovazione del progetto Vasi Comunicanti, che ne fanno un modello trasferibile su altri territori nazionali, Roberto Martinelli, Presidente di Eyes capofila dell’ATS di progetto, indica gli interventi per la piena partecipazione delle donne alle attività lavorative e formative, attraverso figure di supporto quali tutor e mentor. La portata innovativa del progetto deriva dall’impiego sinergico di strumenti di welfare: orientamento al lavoro e tirocini in azienda, formazione professionale continua, creazione di nuova impresa femminile e soprattutto l’uso trasversale dei servizi di conciliazione dei tempi vita-lavoro. In tre parole chiave: occupabilità, flessibilità, professionalità.

Questi i dati salienti del progetto Vasi Comunicanti: 76 tirocini attivati in 53 aziende ospitanti con voucher di indennità dai 1.500 ai 3.000 euro per ogni tirocinante; 154 voucher di formazione per occupati e tirocinanti di 2.000 euro dati a ogni partecipante; 25 voucher di conciliazione del valore di 3.000 euro cadauno; creazione di 8 nuove imprese femminili mediante finanziamenti a fondo perduto.

La Regione Lazio è stata la prima, fra le 315 Regioni d’Europa, a recepire le linee guida di Bruxelles, Europa 2020, nell’ottica di uno sviluppo economico sostenibile che generi “buon lavoro”, innalzi i tassi di occupazione, rispetti l’ambiente e rafforzi la coesione sociale” ha spiegato Mariella Zezza, Assessore alla Formazione e al Lavoro della Regione Lazio, ricordando come all’interno di questo scenario sono state sviluppate politiche per favorire l’ingresso e la permanenza delle donne nel mondo del lavoro e sostenere la loro ascesa professionale, andando di fatto ad intervenire sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro delle lavoratrici e sul superamento degli stereotipi di genere. “Il progetto Vasi Comunicanti è stato in questo senso uno dei migliori progetti che sono stati realizzati in questi 3 anni di governo regionale.”

Stiamo assistendo a un proprio cambiamento d’epoca, una trasformazione che modifica il comportamento delle persone nelle scelte quotidiane, dal consumo fino all’organizzazione della propria vita. Assistiamo a una evoluzione dei valori verso esperienza che non si possono comprare; l’amicizia, la serenità, la convivialità e tutti quei valori che sono patrimonio privilegiato del mondo femminile. Francesco Morace, sociologo e Presidente dell’istituto di ricerca Future Concept Lab, individua le quattro direzioni paradigmatiche che faranno le differenza in futuro: il Trust & Sharing, fare rete, con credibilità e condivisione, il valore del fare insieme; il Quick & Deep, capacità tempestiva e felice di rispondere alle nuove sfide del quotidiano; il Crucial & Sustainable, ricerca di nuovi equilibri tra tempi di vita e di lavoro, dando ordine alle priorità; lo Unique & Universal, nuova creatività lavorando sulla capacità di creare nuovi immaginari e percorsi.

Forse per la prima volta nella storia, la dimensione femminile sembra maggiormente attrezzata e molto più compatibile di quella maschile per affrontare le nuove sfide della contemporaneità.” Sostiene Morace, ribadendo che “per le considerazioni emerse dal progetto Vasi Comunicanti e dai casi esemplari a impronta femminile nei diversi Paesi europei, è possibile ritenere che la valorizzazione delle differenze di genere siano un dovere fondamentale per la civile convivenza e per un futuro più felice. Di questo movimento, non più sotto traccia, di azioni e progetti di conciliazione per un mondo più equo – spesso non sufficientemente raccontato e condiviso – dobbiamo diffondere le sue ambizioni, per rilanciare la sfida del cambiamento.”

“Un dito tra moglie e marito”: dalla ricerca condotta, per la prima volta con interviste rivolte alle coppie, da Andrea Ichino, Professore Ordinario di Economia Politica all’Università di Bologna, emerge il dato significativo che le differenze di genere nascono nelle famiglie e non nelle imprese. Da qui una proposta innovativa: “Occorre una detassazione selettiva del reddito da lavoro delle donne”, per attivare davvero il futuro al femminile. “Sappiamo molto su quello che accade nei posti di lavoro, sappiamo meno su quello che accade in famiglia. Con questa ricerca abbiamo voluto rispondere ad alcune domande proprio partendo da questa prospettiva inusuale.” Ichino sintetizza i risultati in quattro macro punti: 1) I compiti familiari sono allocati in modo ancora sorprendentemente squilibrato. 2) Entrambi i partner concordano sul fatto che le donne sono per questo meno soddisfatte. 3) Questa situazione incide sulla propensione delle donne ad accettare nuove offerte di lavoro 4.) … che fatica a realizzarsi se richiede disponibilità degli uomini a sostituire la loro partner in casa. Emerge quindi uno squilibrio nell’allocazione dei lavori domestici, che non genera né benessere né soddisfazione per le donne.

Per Ichino, la detassazione dei redditi da lavoro femminile rappresenta un intervento auspicabile: nel breve periodo concentra la riduzione delle tasse dove è più efficace a parità di gettito, nel lungo periodo favorisce un cambiamento dei rapporti di forza in famiglia accelerando il riequilibrio tra i sessi attraverso l’investimento in formazione (dei figli) per il lavoro in casa e nell’allocazione futura di lavoro e carriere dentro e fuori casa, con un guadagno complessivo di benessere per la collettività.”