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Una storia di ordinaria dislessia

Diego ha 18 anni e si appresta a sostenere l’esame di maturità. E’ un ragazzo favoloso, solare, pieno di interessi ed entusiasta di tutto. Ha una sensibilità fuori del comune ed una capacità empatica sorprendente.
Diego è dislessico. E’ solo dislessico e per questo non ho permesso che la sua sete di sapere venisse annullata e la sua splendida personalità venisse distorta.
Non sono un’insegnante ma ho dovuto improvvisarmi insegnante di mio figlio per tanti anni. Ho cercato con lui strategie utili ad imparare secondo la sua modalità perché la dislessia altro non è che un diverso modo di apprendere. Ogni ragazzo dislessico, grazie alla sua intelligenza a volte addirittura superiore alla norma, è in grado di adottare un insieme di strategie  personali utili ad affrontare le varie difficoltà.
In tutti questi anni scolastici vissuti accanto a mio figlio ho dovuto combattere contro un nemico invisibile: l’ignoranza, nel senso etimologico del termine! Gli insegnanti sapevano poco o nulla della dislessia e tanto meno sapevano come affrontare le difficoltà di mio figlio. A volte pensavano addirittura che si prendesse gioco di loro perché era troppo intelligente per perdersi in compiti semplicissimi come la lettura, la scrittura o qualche semplice calcolo da fare a mente. Secondo loro era solo pigro e svogliato!

Visti gli sforzi fatti assieme a mio figlio e dopo aver condiviso con alcuni amici che si trovavano nella mia stessa situazione prima dubbi e preoccupazioni, poi soddisfazioni e conquiste, ho pensato di aprire assieme ad altri due genitori un sito (www.dislessiainrete.org ) per raccogliere il materiale da noi stessi realizzato.
In questo sito per esempio possono essere scaricate 3 piccole guide utili a fornire le prime informazioni sulla dislessia: uno è per genitori (Niente panico, è solo dislessia!), un altro per insegnanti (E’ dislessia?) e il terzo per i ragazzi stessi (Cavolo…. allora posso farcela!).
Il nostro fiore all’occhiello è però il Questionario RSR-DSA, uno strumento utile ad individuare casi sospetti o a rischio di DSA (http://www.dislessiainrete.org/questionario-rsr-dsa.html  ) ideato da me ed un’altra mamma e poi realizzato grazie alla revisione e supervisione di 3 neuropsichiatri infantili e alla sperimentazione del CNR di Torino.
La novità di questo nostro questionario sta nella sua impostazione perchè raccoglie le informazioni indirettamente, tramite domande poste ai genitori ed agli insegnanti. Descrive le capacità scolastiche del bambino con particolare riferimento alle abilità di lettura, scrittura e calcolo ma poi fornisce anche informazioni generiche sulle abilità neuropsicologiche di base (linguaggio ed organizzazione visuo-spaziale e prassica), sul comportamento e sull’esperienza affettiva correlata all’apprendimento scolastico. Il questionario così formulato consente di porre un primo sospetto dell’esistenza di un DSA ed agevola l’invio del ragazzo ai centri specializzati per la diagnosi.
Il sito è risultato di grande aiuto a tanti genitori ed insegnanti ed in effetti era proprio questo l’obiettivo che ci eravamo prefissi: non fare sentire soli coloro che per motivi professionali o personali devono affrontare una problematica conosciuta ancora troppo poco.

Da settembre 2010 abbiamo finalmente una legge (la legge 170/2010) a tutela dei nostri figli, ma sappiamo che ancora ci vorrà tanto tempo affinché i diritti di questi ragazzi siano veramente rispettati e affinchè sia assicurato loro il pieno successo formativo. Occorrerà un cambiamento culturale e come ogni cambiamento di così grandi dimensioni sarà necessario tanto tem po!
So bene che mio figlio, martoriato dalla scuola, non avrà la fortuna di assistere a questo cambiamento. Spesso le sue necessità sono ancora fraintese sia dagli insegnanti che dai compagni e questo non rende di certo la sua vita scolastica serena e piacevole. Sia gli uni che gli altri considerano i suoi diritti, un vantaggio!
Durante tutti questi anni ho potuto però osservare un lieve cambiamento soprattutto nella scuola primaria. Purtroppo non esistendo l’obbligatorietà per la formazione, gli insegnanti delle scuole secondarie sono convinti che i problemi degli alunni dislessici (proprio perchè riguardano la lettura, la scrittura e il calcolo) siano di competenza esclusiva dei colleghi della scuola primaria. E anche questo indica quanta confusione e disinformazione ci sia ancora in questo campo.

Fino a poco tempo fa gli insegnanti, non sapendo quali strategie didattiche adottare per i loro alunni con DSA, convincevano le famiglie a fare richiesta dell’insegnante di sostegno, provocando in questo modo la caduta dell’autostima di questi bambini che, ricordo, per definizione sono intelligentissimi!
In realtà l’insegnante di sostegno (spesso neanche preparato in questo campo) è stato molte volte una strategia utile solo all’insegnante di classe il quale, avendo classi sempre più numerose da gestire, aveva così la possibilità di delegare il problema ad un collega.
Per fortuna con la nuova legge  oggi non è più possibile attingere dalla legge 104! A mio avviso è un atto di giustizia anche nei confronti di coloro per i quali questa legge è stata pensata e scritta .
Il ragazzo dislessico non ha bisogno di una didattica speciale. Per lui sono necessari pochi accorgimenti. Ha bisogno di strumenti compensativi (il computer, la calcolatrice, formulari e schemi, libri digitali, audiolibri ecc…) e di misure dispensative che gli evitano prestazioni non necessarie ma per lui fonte di frustrazione perché troppo difficoltose, permettendo così una positiva partecipazione alla vita scolastica (per esempio evitare la lettura ad alta voce, evitare verifiche ed interrogazioni a sorpresa ecc…). Tali misure, pur essendo già consigliate nelle note e circolari emesse dal MIUR prima del varo della legge dedicata, sono state per tanti anni disattese.

Nel mio territorio ho avuto la fortuna di incontrare all’USP una persona davvero eccezionale e con la quale ho iniziato a collaborare: la referente per l’integrazione.
Sono entrata a far parte del gruppo tecnico di un progetto molto ampio e ambizioso (http://www.usp.pesarourbino.it/UFFICIO%20STUDI/MATTIOLI/INTEGRAZIONE/progetto%20spider_Ultimo.pdf ) che ha per finalità quella di offrire un modello organizzativo e gestionale integrato sul territorio per garantire il successo formativo degli alunni con DSA e ridurre la dispersione scolastica di tali ragazzi.

In tutti questi anni posso dire di aver fatto molto per mio figlio e parecchio per la cultura locale e nazionale ma nonostante questo, purtroppo, i frutti per Diego non sono ancora pronti da cogliere. Uscirà dalla scuola ancora una volta deluso e demotivato ma per fortuna sempre carico di entusiasmo per affrontare una nuova avventura: l’università!!!

Elisabetta Albanesi