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Così difendiamo la scuola pubblica

Oggi 12 Marzo, giornata di difesa della scuola pubblica, diciamo la nostra. Con un blitz alle porte del MIUR abbiamo esposto un grande striscione lungo 7 metri in cui a malapena siamo riusciti ad inserire con un carattere di scrittura minuscolo tutte le nostre proposte per una scuola migliore riassunte nell’AltraRiforma.

Dichiara Jacopo Lanza per l’ Unione degli Studenti: “Il ministro Gelmini ci ha più volte accusato di essere conservatori, anche la manifestazione di oggi ha ben poche rivendicazioni per cambiare la scuola” continua Lanza “Queste sono le proposte elaborate da migliaia di studenti durante le assemblee e le occupazioni di questo autunno. Abbiamo deciso di lanciare una sfida ai partiti del centro-sinistra riassumendo i temi dell’AltraRiforma in 10 domande alle quali aspettiamo immediata risposta”
Il testo dell’altrariforma è disponibile in pdf: http://issuu.com/retedellaconoscenza/docs/altrariforma_scuola

Oggi partiremo in corteo alle 12:30 da Piazzale Aldo Moro.Anche gli studenti universitari si riuniranno a Roma il 26 e 27 marzo per discutere in un’assemblea nazionale dell’AltraRiforma dell’Università cui parteciperanno centinaia di studenti da tutto il paese.

Unione degli Studenti

La scuola pubblica non inculca, educa!

36 Presidenti di Consigli di Istituto/Circolo (per oltre 80 scuole) di Milano e provincia in difesa della scuola pubblica

Stavolta noi ci esponiamo

Siamo Presidenti dei Consigli d’Istituto e di Circolo delle Scuole di Milano e provincia, il nostro ruolo istituzionale non ci consentirebbe di esporci politicamente.

Tuttavia, stante il clima e le parole utilizzate dal Capo del Governo italiano, sabato 26 febbraio scorso, nell’ambito del convegno dei Cristiano-Riformisti e che qui si riportano integralmente:
«potere educare i figli liberamente e liberamente vuol dire di non essere costretti a mandare i figli a scuola, in una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli educandoli nell’ambito della loro famiglia…»
riteniamo doverose alcune considerazioni che esulano dalle idee e dalle scelte politiche di ciascuno.
• Chiediamo a voi genitori, insegnanti, educatori e chiunque abbia a che fare quotidianamente con la scuola pubblica, se questa scuola inculca ai vostri figli valori contrari a quelli che cercate di trasmettere;
• chiediamo se i vostri figli frequentano una scuola di stampo illiberale o se invece ritenete che si debba sempre preservare il diritto al libero arbitrio ed al confronto tra diverse opinioni ma basato sempre sul rispetto degli uni verso gli altri.

L’azione “demolitoria” messa in atto dal Presidente del Consiglio con netto disprezzo e denigrazione nei confronti della scuola pubblica, la quale è tra i pilastri dei suoi compiti istituzionali come azione di governo, è stata ampiamente dimostrata, precedentemente con le politiche adottate, ed ora anche mettendo in atto una censura di principi educativi.
Resta da capire la ragione di cotanto accanimento che riteniamo abbia quale motivazione solamente la mera propaganda politica.
Questa animosità verso ciò che è pubblico mal collima con il ruolo istituzionale del Capo del Governo che al contrario dovrebbe in primis difendere una scuola laica, liberale e dove ci si possa confrontare senza subire censure educative, politiche, religiose, razziali ecc..

Anche interpretando questo attacco unicamente quale opportunismo elettorale, ci si deve profondamente indignare nel vedere che la scuola dei nostri figli viene disprezzata e attaccata senza precedenti, con accuse insensate ed offensive sia per chi ci lavora, ma anche per chi ancora ci crede ossia noi genitori ma soprattutto i nostri figli che devono essere formati in un clima sereno e aperto al confronto.

Crediamo quindi che il nostro ruolo di Presidenti debba essere quello di difendere la scuola dei nostri figli non solo da continui tagli economici, ma anche da attacchi di tipo culturale-ideologico.

Alberto Ciullini, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Franceschi di Milano
Roberta Respinti, presidente del Consiglio dell’Istituto Istruzione Superiore L. Cremona di Milano
Domenico Protti, presidente del Consiglio di Circolo Didattico Pini di Milano
Dino Barra, presidente Consiglio dell’Istituto Comprensivo Casa del Sole di Milano
Massimiliano Camilli, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Madre Teresa di Calcutta di Milano
Michela Fragomeni, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Locchi di Milano
Alberto Mascheroni, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Quasimodo di Milano
Michele Russi, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Agnesi di Milano
Dario Mozzaja, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Borsi di Milano
Paola Zannoni, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Galvani di Milano
Paolo Faccini, presidente del Consiglio di Istituto Maffucci-Pavoni di Milano
Debora de Pasquale, presidente del Consiglio dell’Istituto Compresivo Scarpa di Milano
Massimo Bricchi, presidente del Consiglio di Istituto B. Paganelli di Cinisello Balsamo
Candida De Bernardinis, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Barozzi di Milano
Pino Foggia, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo V Giornate di Milano
Nat Monterisi, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Di Vona/Speri di Milano
Maurizio Brioschi, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Morosini Manara di Milano
Patrizia Tancredi, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Stoppani di Milano
Dario Donelli, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Confalonieri di Milano
Roberto Dolia, presidente CdI ITI-Liceo Scientifico Tecnologico E. Molinari di Milano
Marco Gobbi, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Val Lagarina di Milano
Sergio Borsato, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Montessori di San Giuliano Milanese
Deborah Laddea, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Cuoco Sassi di Milano
Grazia Conforti, presidente del Consiglio di Istituto Liceo Classico G. Carducci di Milano
Filippo Dal Re, presidente del Consiglio di Istituto Liceo Scientifico A.Volta di Milano
Giuseppe Tufariello, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Sorelle Agazzi di Milano
Giovanni Siano, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Paolo Sarpi di Settimo Milanese
Paola Signorino, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Italo Calvino di Milano
Valeria Cozzi, presidente del Consiglio di Istituto ITI E. Conti di Milano
Fabio Fiorani, presidente del Consiglio di Circolo Didattico Arcadia di Milano
Luca Binacchi, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Pasquale Sottocorno di Milano
Giulia Fumagalli, presidente del Consiglio di Istituto del plesso Mezzago-Bellusco (MB)
Giancarlo Boglioli, presidente del Consiglio del “Primo Circolo Didattico” di San Giuliano Milanese
Carmen Zaghen, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo E. Fermi di San Giuliano Milanese
Massimiliano Maini, presidente del Consiglio dell’Istituto Comprensivo Arbe-Zara di Milano
Gianluca Rivolta, presidente del Consiglio di Circolo “Nolli-Arquati” di Milano

Sabato 12 marzo, ore 15.00 piazza Cairoli – Milano

Appello Sapienza verso il 12 marzo definitivo

La manifestazione del 12 marzo, convocata inizialmente in difesa della Costituzione e successivamente trasformata in una giornata attorno al tema della difesa della scuola pubblica, rappresenta per noi una nuova occasione per riportare al centro del dibattito pubblico l’indignazione per lo smantellamento della scuola e dell’università.
Le potenzialità della giornata si accompagnano però ad ambivalenze ed ipocrisie che riguardano l’immaginario bipartisan costruito attorno alla giornata, la presenza di partiti e parlamentari responsabili del devastante processo di riforme degli ultimi venti anni, la retorica sulla difesa della scuola pubblica che è semplice difesa dello status quo.
Il rischio di oscurare o peggio cercare di cancellare le ventennali responsabilità bipartisan rispetto allo smantellamento e al definanziamento della formazione e della ricerca pubblica è un elemento non da poco: come testimonia la presenza annunciata di Fioroni, ex ministro dell’istruzione, piuttosto che di diversi esponenti di Fli, in prima fila nell’approvare la riforma Gelmini a fronte della rivolta degli studenti in tutto il paese, oltre che dei partiti dell’opposizione complici, negli anni, dei finanziamenti alle scuole private e dei tagli all’università.
Opporsi al modello Berlusconi significa innanzitutto pretendere una radicale inversione di tendenza delle politiche di gestione della crisi in questo paese: significa pretendere nuove forme di welfare, qualità della formazione e libero accesso alle università, significa opporsi al modello Marchionne, difendere le garanzie del lavoro, rivendicare la libertà di movimento. E’ questa la sfida che i movimenti in questi anni hanno lanciato in autonomia, senza mai prestare il fianco alle strumentalizzazioni di questa o quella classe dirigente.
Mesi di mobilitazioni diffuse e radicali hanno posto al centro del dibattito pubblico in questo paese le vere questioni sociali che noi vogliamo mettere sul piatto della manifestazione del 12 marzo: l’assenza di futuro e prospettive per i giovani, il definanziamento strutturale dell’università e della scuola, di cui il Ddl Gelmini è solo l’ultimo per quanto gravissimo attacco, la condizione di precarietà diffusa, la disoccupazione giovanile, l’urgenza di un reale cambiamento.
Queste rivendicazioni che hanno attraversato e scosso l’Europa e il Mediterraneo, sono entrate a pieno nel dibattito pubblico grazie alle lotte organizzate dentro i luoghi di studio e di lavoro.
A partire dal 12 marzo noi vogliamo tornare sulla scena pubblica con ancor più forza ora che l’applicazione della riforma Gelmini sta entrando a regime e sta producendo l’esodo forzato dalle università e dalle scuole, con l’espulsione di migliaia di precari, e un attacco ancor più violento ai giovani e alle intelligenze di questo paese.
Dalla Sapienza lanciamo un appello a tutti gli studenti, medi e universitari, ai precari, a tutta quella parte di società a cui non basta l’antiberlusconismo o si è stufata delle passerelle di rappresentanza politica. Riprendiamo un cammino comune, riapriamo e rilanciamo quello spazio di conflitto e di desiderio che durante l’autunno abbiamo aperto, ribelliamoci contro la precarietà e lo svilimento dei giovani, torniamo a far parlare dei veri temi sociali, torniamo a bloccare tutta l’Italia, nella prospettiva dello sciopero generale del 6 maggio.
Appuntamento ore 12.30 piazzale Aldo Moro – La Sapienza
Sapienza in mobilitazione

Precari scuola: sit-in unitario del 15 luglio 2010 a Roma

Comunicato stampa sit-in unitario del 15 luglio 2010.
Il 15 Luglio, dalle ore 10, si svolgerà a Roma, in piazza Montecitorio, la Manifestazione Nazionale Unitaria in difesa della scuola pubblica statale contro i tagli del Governo e la Riforma Gelmini

Tutti i precari della scuola a Roma il 15 luglio

Il 15 Luglio, dalle ore 10, si svolgerà a Roma, in piazza Montecitorio, la Manifestazione Nazionale Unitaria in difesa della scuola pubblica statale contro i tagli del Governo e la Riforma Gelmini:

Per una scuola pubblica, gratuita, statale, di qualità, laica ed aperta a tutti/e.

Questa data, lungi dall’essere un appuntamento rituale, vuole rappresentare un
importante momento di coesione tra tutte le componenti della scuola,
insegnanti precari e di ruolo, studenti, genitori e personale ATA. Il
sit-in, lanciato dagli insegnanti precari e dal personale ATA, è stato costruito insieme a
tutti questi soggetti, dall’elaborazione dei contenuti della piattaforma
alle modalità dello stare in piazza, nella convinzione che solo una
forte mobilitazione unitaria, capace di saldare la lotta dei precari che
stanno perdendo o hanno già perso il posto di lavoro alla denuncia degli effetti nefasti
dei tagli sulla qualità della didattica, possa raggiungere dei risultati.

In quest’ottica, noi insegnanti e personale ATA, precari e disoccupati, uniamo alla lotta per la difesa di un bene collettivo, la qualità dell’istruzione, le nostre rivendicazioni per il diritto al lavoro nel rispetto del CCNL. E dall’interno delle scuole, in continuità
con una mobilitazione che non conoscerà pause estive, vogliamo ripartire

Nel video: 6 Luglio dav. Senato,intervento di P.Bernocchi di Cobas Scuola

a settembre, insieme al personale di ruolo e agli studenti, per fermare
il tentativo del Governo di smantellare il sistema di istruzione
pubblico, statale e gratuito e lì ribadire l’importanza di elaborare,
collegialmente, un modello di scuola che sia garanzia di reale emancipazione per le nuove generazioni.

Coordinamento Precari Scuola – Comunicato stampa sit-in unitario del 15 luglio 2010

Il 25 giugno i COBAS manifestano al Senato

DOPO I 25 MILA SCRUTINI BLOCCATI
I COBAS AL SENATO CONTRO LA FINANZIARIA

IL PRESIDIO PERMANENTE INIZIA IL 25 GIUGNO

Dopo lo straordinario successo (25 mila blocchi in due giorni) dello sciopero degli scrutini, indetto dai COBAS, la mobilitazione prosegue in difesa della scuola pubblica e contro la Finanziaria-massacro che in questi giorni inizia un iter parlamentare al Senato che proseguirà fino al voto in aula, previsto nella prima settimana di luglio, sul decreto che contiene la sanguinaria manovra tremontiana, che dovrà essere approvato, pena decadenza, nei due rami parlamentari entro la fine di luglio. Dopo che per mesi il governo Berlusconi aveva sparso assurdo ottimismo sulla stabilità della situazione economica italiana, ora, con un grottesco voltafaccia, cerca di varare una Finanziaria-massacro, che colpisce ulteriormente i salariati, soprattutto della scuola e del pubblico impiego, i precari e i pensionati, che negli ultimi due anni hanno pagato abbondantemente per una crisi che i grandi potentati economici e politici hanno provocato, mentre i governi europei dilapidavano centinaia di miliardi per soccorrere banche e imperi finanziari. Come se non bastassero i milioni di licenziati e cassaintegrati, l’ingigantimento del precariato, la carneficina nella scuola pubblica ove si tagliano 41 mila posti di lavoro, con conseguente espulsione in massa dei precari, mentre è enorme l’evasione fiscale e la corruzione, la Finanziaria blocca in tutto il PI i contratti per tre anni, imponendo a circa 4 milioni di lavoratori/trici un taglio salariale medio di 2000 euro. Nella scuola, vi si aggiunge il blocco per tre anni degli “scatti di anzianità”, che provoca un furto salariale medio intorno ai 5000 euro. Si sposta di un anno la pensione di anzianità, il pensionamento a 65 anni per le donne verrà anticipato al 2012, si dimezzano le spese per i precari del P.I. e l’enorme taglio di finanziamenti agli Enti locali significherà ulteriori tasse locali e/o drastica riduzione dei servizi sociali. E in parallelo, nell’industria, la Fiat, a partire dal diktat a Pomigliano, guida un assalto ai residui diritti degli operai e all’occupazione, che per fortuna sta incontrando una strenua resistenza – espressasi anche con tantissimi NO e astensioni nel referendum-capestro del 22 giugno – da parte dei lavoratori di Pomigliano e del gruppo Fiat.
Il 25 giugno, dunque, il presidio permanente COBAS contro la Finanziaria-massacro inizierà con un sit-in davanti al Senato (ore 16, P.Navona angolo Corsia Agonale), con l’obiettivo di far cancellare il blocco dei contratti nel PI e degli scatti “di anzianità” nella scuola, e di annullare i 41 mila tagli nella scuola, la riduzione dei servizi sociali e il peggioramento delle pensioni. Chiederemo l’assunzione stabile dei precari, la tutela dei pensionati e dei disoccupati, una tassazione seria delle rendite e delle operazioni finanziarie, dei grandi patrimoni, degli alti redditi e stipendi, la restituzione dei diritti sindacali ai COBAS.

LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS