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Istruzione e formazione professionale: le Marche ritirino la delibera e il decreto regionale

Quale futuro si riserva agli istituti professionali nelle Marche alla luce del riordino della scuola secondaria superiore definita dal Governo e della recente delibera della Giunta Regionale Marche e del connesso Decreto Dirigenziale per l’avvio dei percorsi triennali di istruzione e formazione professionale? Un futuro di incertezze e di difficoltà.
Infatti, a differenza delle altre Regioni, esclusa la Lombardia, le Marche hanno deciso di attivare i percorsi per il rilascio delle nuove qualifiche triennali. Ma per la fretta di decidere entro il 30 giugno non ha garantito né un passaggio al Tavolo interistituzionale per la scuola né in Consiglio Regionale: una scelta di tale portata avrebbe meritato una riflessione maggiore e la condivisione di tutti i soggetti interessati: famiglie, scuole, Enti locali, Organizzazioni Sindacali.
La CGIL Marche e la FLC esprimono la propria contrarietà a tali scelte e auspicano il ritiro di tali atti e una loro profonda cambiamento basato su:
•Un aumento considerevole delle risorse stanziate e una loro diversa assegnazione;
•Il riconoscimento di un ruolo e un peso maggiore agli istituti professionali rispetto alle altre agenzie formative, valorizzando il patrimonio di competenze ed esperienze nel segmento dell’obbligo scolastico. La Regione ha fatto la scelta opposta, non trattando le scuole statali neanche alla stessa stregua delle agenzie private. Infatti, l’art. 4 del Decreto dirigenziale del 21.7.2010 stabilisce che le scuole statali, benché regolarmente accreditate, possano presentare domanda di finanziamento per i percorsi triennali solo ed esclusivamente in associazione con una o più strutture formative; dunque, vincoli per le scuole statali e vantaggi per le agenzie formative, che aprono il varco a vantaggio dei privati in segmenti finora in capo al sistema della scuola statale.
Questa costituisce una scelta sbagliata e preoccupante che deve assolutamente essere rivista.
•Manca un progetto complessivo di sistema di istruzione e formazione professionale regionale di qualità e la saldatura a un quadro istituzionale certo e definito, così come risulta incerta la composizione numerica delle classi.
In definitiva, non si comprende in alcun modo la fretta della Regione nell’appropriarsi delle proprie competenze, in assenza di un quadro chiaro e definito e soprattutto in assenza di adeguate risorse finanziarie, peraltro fortemente ridimensionate dalla manovra governativa.
Per queste ragioni la CGIL Marche e la FLC CGIL Marche chiedono che la Regione Marche ripensi le proprie decisioni e in particolare ritiri il Decreto del Dirigente della PF n.184/IDS_06 del 21.7.2010
Ancona, 2 agosto 2010

La CGIL Marche e la FLC CGIL Marche