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10 Domande per la scuola pubblica

In queste settimane per qualificare il dibattito sulla scuola pubblica, per non renderla un feticcio o un carro sul quale tutti possono salire, abbiamo deciso di preparare 10 domande rivolte alle forze del centro destra e del centro sinistra sulla scuola pubblica. Dopo le dichiarazioni scandalose del Premier tutti si sono premurati di difendere questa parola, che di colpo è sembrata a tutti così importante. Noi però non siamo riusciti a cancellare l’immagine di chi ha votato due mesi fa il ddl Gelmini, di chi ha tagliato miliardi di euro alla scuola pubblica, di chi negli anni ha fatto ben poco per metterla al centro, rinnovando la didattica, realizzando un vero diritto allo studio.
Le responsabilità non sono solo del centro destra, ma anche del centro sinistra, che ha fatto leggi come quella sulla parità scolastica, che ha consentito di finanziare scuole private. Vogliamo perciò portare chiarezza nel dibattito verso questo 12 Marzo, quando si parla di scuola pubblica. Chiediamo ai politici di rispondere a queste domande, a queste nostre provocazioni perché è evidente che se le loro azioni e intenzioni politiche non vanno in questa dichiarazione, allora difendere la scuola pubblica sarà solo un altro feticcio, un pretesto per chiedere le dimissioni di Berlusconi.
“Le domande non sono delle provocazione, ma delle vere e proprie questioni che danni diciamo di essere centrali- afferma Mariano Di Palma, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Studenti – per risolvere i problema della dequalificazione della scuola pubblica”. Le domande parlano di diritto allo studio, fondi alle scuole pubbliche, edilizia scolastica, laicità, migranti e autonomia scolastica. Tutti punti incalzanti su cui vorremmo che la politica ci rispondesse con chiarezza. Pensiamo che con questi strumenti possiamo risolvere i tantissimi problemi che riguardano la scuola pubblica, e  possano costruire un futuro più libero per le studentesse e gli studenti.


Di seguito le domande

10 domande: che cosa significa difendere la scuola pubblica?

I nostri istituti cadono a pezzi, il 50% delle scuole non è a norma, solo con un piano di investimenti per 14 miliardi di euro si potrà risolvere il problema dell’edilizia scolastica. Ti impegni a votare in Parlamento l’adeguato finanziamento della legge 23/96 per la messa in sicurezza degli edifici scolastici?

Il diritto allo studio nel nostro paese è inesistente. Da anni chiediamo una legge quadro che stabilisca i livelli essenziali delle prestazioni e adeguamenti finanziamenti alla Regioni per garantire a tutti gli studenti, come sancito dalla Costituzione, borse di studio, trasporti e servizi. Ti impegni a promuovere in Parlamento questa legge?

Molti studenti sono inseriti in percorsi di alternanza scuola-lavoro e stage senza alcun diritto, tutela o garanzia di qualità di questo canale formativo. Ti impegni a votare in Parlamento uno statuto dei diritti degli studenti in stage, per garantire che si tratti di un vero percorso di formazione e non di semplice manodopera gratuita per le imprese?

Nel 2000 il centrodestra e il centrosinistra hanno votato insieme la legge di parità che permette alle scuole private di accedere a finanziamenti sottratti alla scuola pubblica. Ti impegni ad abrogare questa legge, riconoscendone la deriva che ha avuto soprattutto negli ultimi anni?

L’autonomia scolastica, invece di produrre protagonismo, partecipazione e qualità della didattica, ha prodotto dirigismo e autoritarismo. Sei dispoto a votare in Parlamento una Carta dell’autonomia per garantire reale partecipazione alla vita scolastica da parte degli studenti e delle studentesse?

Nel 2008 sono stati tagliati 8 miliardi di euro alla scuola pubblica, circa il 6% del suo bilancio. Gli effetti di questi tagli sono devastanti: scuole chiuse il pomeriggio, mancanza di strumenti didattici, carenza anche degli accessori più banali come gessetti e carta igienica: saresti disposto a tagliare le spese militari per finanziare una didattica di qualità?

Sono circa 700 mila gli studenti migranti nelle scuole pubbliche italiane. Saresti disposto a votare un piano straordinario per garantire l’integrazione di questi studenti con programmi di scolarizzazione ad hoc?

L’Italia è il fanalino di coda in Europa per il tasso di dispersione scolastica: ha una media del 20% con picchi del 30% in regioni come Veneto e Calabria. Cosa faresti per limitare questo fenomeno?

A scuola l’unica religione che si insegna è la religione cattolica. Saresti disposto a votare un provvedimento, nel rispetto della laicità dello stato, finalizzato a una scuola che insegni storia delle religioni?

In questi mesi abbiamo riempito le piazze e le strade con manifestazione e cortei, siamo saliti sui monumenti, abbiamo occupato scuole e università, rivendicato un futuro di dignità, libero dalla schiavitù della precarietà e dall’obbligo dell’emigrazione. Che soluzioni proponi come alternativa alla fuga?

Chi difende davvero la scuola pubblica?

La difesa della scuola pubblica, non è un concetto astratto, non è un’idea vaga. Difendere la scuola pubblica ha dei temi, delle ragioni ben precise, almeno per il movimento studentesco degli ultimi quindici anni. Il 12 marzo sembrano tutti per la scuola pubblica, ma non possiamo rilevare come attorno a questa data si sia stretta gente che fino a ieri non esitava a tagliare fondi alla scuola pubblica votando il Ddl Gelmini. I deputati di FLI oltre a votare il ddl che privatizza gli atenei e azienda lizza le università, ha votato due anni fa una finanziaria che ha tagliato otto miliardi alla scuola pubblica quando era all’interno della maggioranza parlamentare.
Non da meno è l’UDC, sempre preoccupata più dell’assicurare fondi alle scuole private e aumenti ai soli insegnanti di religione cattolica piuttosto che della difesa e il miglioramento della scuola pubblica, e anche le forze del centro sinistra troppo spesso si sono dimenticata di fare un’opposizione reale alle scellerate politiche del governo e a investire realmente sulla scuola pubblica quando erano al governo.


Gli studenti, che hanno dato vita a 3 mesi di mobilitazioni in tutta Italia, si sono opposti a questo tipo di politiche di tagli alla scuola pubblica, per difendere il diritto allo studio, contro la precarizzazione e il licenziamento degli insegnanti, il finanziamento alle scuole private, il taglio delle ore e l’impoverimento della didattica, smascherando la falsa retorica sulla meritocrazia, e che hanno fatto vere proposte per migliorare la scuola, partendo dalla richiesta di un piano straordinario per l’edilizia scolastica, ai fondi per le scuole pubbliche, per il diritto allo studio e per la stabilizzazione dei docenti Precari. Hanno costruito una piattaforma chiara in difesa della scuola pubblica che hanno chiamato l’AltraRiforma della Scuola.

Rete della Conoscenza

Rete delle Conoscenze: Domani in piazza con la FIOM, la democrazia non è un optional

Gli studenti della Rete della Conoscenza aderiscono allo sciopero di domani indetto dalla FiomCgil. “La democrazia in questi ultimi mesi sta assumendo sempre più il valore di un optional” – dichiarano gli studenti della Rete, che sottolineano il legame tra mondo del lavoro e della formazione. “Il confronto è mancato nella scrittura del Ddl Gelmini come in quella dell’accordo per lo stabilimento di Mirafiori. L’unico modo per rispondere agli strappi, alle fughe in avanti, all’autoritarismo è stato rispondere con più forza di quella che si avesse in corpo e molti operai di Mirafiori hanno avuto la forza sovra umana di dire no al taglio dei diritti in cambio di lavoro.”
“Il voto della fabbrica torinese – continuano – rappresenta uno spartiacque, perché torna a far parlare di sé una condizione sociale dimenticata, una condizione sociale definita da molti come superata e apparentemente slegata dal mondo dei giovani, dal progresso e dallo sviluppo. Invece, la condizione operaia non è per nulla distante da quella di noi studenti, entrambi viviamo la condizione di una precarietà generalizzata derivante dall’insicurezza e dalla continua ricattabilità.” Gli studenti di scuole e unviersità annunciano la loro presenza ai cortei regionali dei metalmeccanici che si terranno in tutta, da Milano a Termini Imerese passando per Torino, Cassino, Pomigliano D’Arco, Melfi, Bari, ecc
“Domani saranno protagonisti i temi del lavoro, dei saperi e dei beni comuni che hanno attraversato in questi mesi la società italiana,conclude la Rete della Conoscenza. Vogliamo liberare questo paese da un sistema che l’ha portato a un passo del baratro e costruire dal basso un mondo diverso. Il nostro futuro dipende dal coraggio di scegliere l’alternativa, un modello di sviluppo che parta dalla democrazia, dai saperi e dai diritti.”

RETE DELLA CONOSCENZA

Studenti: Bloccheremo riforma negli atenei

“Resisteremo un minuto di più”

L’approvazione del ddl Gelmini da parte del Senato non è stata un fulmine a ciel sereno, per gli studenti in mobilitazione.”Sapevamo che ormai dentro il parlamento non c’erano più margini – commentano le studentesse e gli studenti di LINK-Coordinamento Universitario – Ma la battaglia non è finita. I tanti cortei di ieri l’hanno dimostrato: questo movimento riesce a mobilitare centinaia di migliaia di studenti fino a 3 giorni prima di Natale, ben al di là delle canoniche manifestazioni autunnali. In questi mesi è successo un fatto storico: un’intera generazione di studenti e lavoratori ha deciso di prendere in mano il proprio destino, è intervenuta con una forza e una determinazione senza precedenti sullo scenario politico, è riuscita a bloccare l’Italia per porre i temi dell’università pubblica, della precarietà del lavoro, del futuro rubato al centro del dibattito pubblico. E non ci fermeremo”.
Il piano della mobilitazione, ora, si sposta dal parlamento verso il governo, con l’attesa dei decreti attuativi, e verso gli atenei, con l’adeguamento degli statuti universitari alla nuova legge: “Chiediamo fin da subito a tutti i rettori di disobbedire, e su questo daremo battaglia – annunciano gli studenti e le studentesse di LINK – Daremo battaglia in tutti gli organi collegiali e in tutte le piazze, perché la privatizzazione dell’università, lo smantellamento del diritto allo studio e la precarizzazione della ricerca non passino nei nostri atenei. La comunità universitaria ha il diritto e il dovere di ribellarsi.”
Gli studenti non escludono nessuna delle vie possibili per bloccare la legge, dalla Corte Costituzionale al referendum: “Valuteremo come movimento che strada prendere. Quello che è certo è che non ci fermeremo qui, dopo che siamo riusciti a raccogliere il consenso di tutto il paese intorno alla nostra battaglia.”
Continua anche il percorso della costruzione dell’alternativa: “La carovana dell’AltraRiforma, la proposta dal basso per cambiare l’università, citata anche dal presidente Napolitano durante l’incontro con gli studenti di ieri, non si ferma: continueremo a raccogliere idee e proposte e a sperimentarle tutti i giorni nei nostri atenei: vogliamo il diritto al referendum sulle materie che ci riguardano, vogliamo un nuovo welfare che ci permetta l’autonomia dalla famiglia, vogliamo una ricerca aperta ai giovani e non bloccata dalle baronie”.

LINK-Coordinamento Universitario
www.coordinamentouniversitario.it

Oltre 250 scuole occupate, decine di migliaia di studenti medi oggi paralizzano oltre 50 città

In questo momento oltre 50 piazze in tutta Italia si stanno riempiendo di studenti medi, universitari, ricercatori e precari. Oggi 30 novembre, giornata di mobilitazione nazionale contro l’approvazione del ddl Gelmini alla Camera e per la costruzione di un’alternativa dal basso dei processi di produzione della conoscenza (l’AltraRiforma). Le stime dai picchetti sin dalle prime ore della mattinata giungono ad oltre 50.000 studenti medi in piazza con blocchi del traffico, flash-mob sul diritto allo studio e l’edilizia, azioni coordinate nei luoghi simbolo della cultura. “Anche gli studenti delle scuole sono oggi in piazza assieme agli universitari e ai ricercatori – spiega Tito Russo, Coordinatore dell’ Unione degli Studenti” – perchè ci sentiamo parte di un’unica battaglia a difesa della cultura e della conoscenza nel nostro paese che è sotto il feroce attacco del governo.” “Protestiamo oggi prosegue Russo, anche per il miglioramente dell’edilizia scolastica”. L’Unione degli Studenti sta raccogliendo i dati strutturali di tutte le scuole italiane nel quadro della campagna “Sicuri da Morire”. I primi risultati sono agghiaccianti e smentiscono le dichiarazioni di giubilo del Ministro Gelmini sul completamento del monitoraggio. Circa 547 edifici monitorati risultano non a norma dell’ex legge 626, con mancanza di banchi, sedie, acqua corrente nei servizi igienici. Oltre 300 sono sprovviste di un piano di evacuazione in caso di incendio e quasi tutte non hanno i certificati di stabilità aggiornati. “Ci chiediamo come il Governo nella legge di stabilità possa da un lato azzerare i fondi sull’edilizia scolastica e contestualmente aumentare di 125 milioni di euro il contributo pubblico alle private e alle paritarie che di certo problemi strutturali non ne hanno.” dichiara Tito Russo, cordinatore nazionale UdS.
UNIONE DEGLI STUDENTI

Di seguito l’elenco delle principali iniziative di oggi, sul sito www.retedellaconoscenza.it  e www.unionedeglistudenti.it  la diretta in tempo reale delle principali proteste

Roma
Roma in questi minuti un nutrito corteo di scuole in agitazione con oltre 2000 studenti medi si sta concentranto al piazzale antistante la Biblioteca Nazionale, in zona Castro Pretorio. Presenti le scuole occupate e autogestite del X Municipio (De Chirico, Gullace); VI e VII Municipio (Giorgi, D’Assisi, Alberghiero di Centocelle, Kant), II e IV (Avogadro, Giulio Cesare, Plinio Seniore, Albertelli, Righi), Eur (Aristotele, Ruiz, Vivona).
In testa al concentramento Andrea Capalti, UdS Roma, che dichiara “raggiungeremo Piazzale Aldo Moro dove si stanno concentrando i ricercatori e gli universitari ed insieme partiremo alla volta di Montecitorio per assediare chi con manovre di palazzo sta compiendo uno dei delitti più efferati degli ultimi tempi: il delitto allo studio e al futuro della nostra generazione”.
PER INFO DALLA PIAZZA – FEDERICO 3381457336

Bologna
Stamane occupate 8 scuole (Belluzzi, Righi, Rosa Luxemburg, Minghetti, Copernico, Laura Bassi, Pacinotti e Albini) che stanno confluendo in Piazza Verdi scandendo slogan contro la Crisi e chi l’ha provocata.
PER INFO DALLA PIAZZA – Matteo 3297489626

Torino
Gli studenti medi si stanno concentrando a Piazza Arbarello con alla testa le scuole principali in occupazione permanente in questi giorni: D’Azeglio, Copernico, Marchesini, Cavour e Volta.
PER INFO DALLA PIAZZA – Matteo 3492623559

Milano
Anche il “No Gelmini Day” di Milano sta raccogliendo oltre 2500 studenti medi in Largo Cairoli. Le rivendicazioni principali sono sui tagli indiscriminati alle ore di laboratorio dei tecnici e professionali da parte delle scuole Tenca, Volta, Bottoni, Cremona. Cortei spontanei dalle scuole con l’obiettivo di bloccare il traffico da parte degli studenti dell’Allende, Leonardo da Vinci, Virgilio, Manzoni, Berchet, Brera, Setti Carraro. Laps Milano, realtà milanese dell’Unione degli Studenti, afferma: “Ci mobilitiamo non solo contro i provvedimenti, costruiti su misura grazie ai tagli, ma per costruire l’AltraRiforma, la scuola dal basso, democratica e partecipata”. Già occupate le stazioni di Cadorna e Garibaldi.
PER INFO DALLA PIAZZA – Martina 3406867408

Napoli
A Napoli circa 3.000 studenti medi insieme agli universitari si stanno muovendo da Piazza del Gesù. Nel mirino degli studenti l’edilizia scolastica nel ricordo di Vito Scafidi, studente di Rivoli morto il 23 novembre 2008, per il crollo del controsoffitto. Anche le scuole occupate di Marano e della zona Est presenti.
PER INFO DALLA PIAZZA – PASQUALE 3272026810

Bari
Corteo spontaneo per le vie del centro cittadino delle scuole in mobilitazione: Scacchi in testa allo spezzone che raccoglie oltre un migliaio di studenti che si sta dirigendo verso il teatro Petruzzelli, il Cartesio effettua una proiezione sul ddl in piazza, il Socrate in assemblea autoconvocata. In provincia tutte le scuole occupate per l’AltraRiforma a Monopoli e nel Sud Est Barese.
PER INFO DALLA PIAZZA – FRANCESCA 3461234420

Lecce
5.000 studenti sono partiti da Porta Napoli: le scuole presenti sono quelle che hanno portato avanti la protesta in questi giorni e cioè il Palmieri e l’ Artistico.
PER INFO DALLA PIAZZA – CARLO 3475038518

Genova
Da Piazza Caricamento un lungo corteo spontaneo di 7000 studenti medi di 13 scuole occupate e autogestite. Traffico bloccato e ingorghi chilometrici lungo la via che costeggia il porto. Gli studenti sono diretti verso le vie del centro cittadino già paralizzato per ore lo scorso 17 novembre. Lo striscione di testa dell’UdS Genova recita lo slogan che ha accompagnato le settimane di intensa mobilitazione: “Nell’ignoranza la sottomissione, nella conoscenza la ribellione”.
PER INFO DALLA PIAZZA – MICHELE 3474978357

Palermo
Corteo spontaneo medi e universitari di oltre 4000 studenti è partito dalla Facoltà di Lettere.
PER INFO DALLA PIAZZA – ROBERTO 3477877709

Gelmini e Fini: passato e sfruttamento

Gianfranco Fini ha appena dichiarato ”La riforma Gelmini e’ positiva e il gruppo di Fli la votera”’. Lo afferma il presidente della Camera,Gianfranco Fini, intervenendo a una manifestazione organizzata dal senatore di Futuro e liberta’, Giuseppe Consolo.

Dopo tanti equilibrismi il Presidente della Camera rompe gli indugi e dichiara il proprio sostegno a una riforma che non ha nulla di innovativo, ma che è frutto delle peggiori pulsioni conservatrici e aziendaliste delle tradizioni politiche di questo Paese.

Le studentesse e gli studenti in mobilitazione non intendono cedere di un passo, continueremo nei prossimi giorni a mobilitarci per fermare il DDL Gelmini. Abbiamo costretto l’Italia a discutere del disegno di legge e non degli equilibrismi di chi, per interessi politicisti, gioca con il nostro futuro.

Consigliamo al Presidente Fini di cambiare il nome della propria forza politica in “Passato e Sfruttamento“. Come noi studenti in mobilitazione abbiamo già urlato in questi giorni nelle piazze il futuro è nostro, e intendiamo riprendercelo.

Per questo proseguiremo le mobilitazioni, nelle facoltà occupate, sui tetti, nelle strade, e martedì saremo tantissimi ad assediare Montecitorio.

Rete della Conoscenza

La Rete della Conoscenza è il network promosso da Unione degli Studenti e Link-Coordinamento universitario.

www.retedellaconoscenza.it