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Consiglio di Stato versus Corte Costituzionale

In definitiva,il Consiglio di Stato ammettendo nell’attribuzione del credito scolastico il docente di religione cattolica e -l’eventuale- docente di attività alternative, (peraltro cassato dal Consiglio di Classe dalle nuove disposizioni del ministro Gelmini sulla valutazione!) dichiara come inesistente una discriminazione che invece è reale.
Per l’anno in corso si avrà infatti il docente di r.c. in grado di attribuire il credito ai suoi alunni, mentre il docente di attività alternative non potrà farlo, o perché l’attività “didattica o formativa” non è prevista nella stragrande maggioranza delle scuole, o perché tale docente è stato escluso -dal citato decreto Gelmini- dal Consiglio di classe.
Inoltre, se anche tutte le scuole attivassero le attività alternative, sarebbero comunque sempre discriminati coloro che per sottolineare il privilegio dell’irc nell’orario scolastico obbligatorio rifiutano qualsiasi attività alternativa e sono nel loro pieno diritto di farlo sulla base dello “stato di non obbligo” stabilito dalla Corte Costituzionale per chi non si avvale dell’irc.
Da questo pasticcio si esce soltanto con la collocazione dell’irc- insegnamento facoltativo e confessionale- fuori dell’orario scolastico obbligatorio.
Mozioni in tal senso dovrebbero essere portate avanti in tutti i Collegi dei docenti

di antonia Sani

Rete Scuole

Credito scolastico

Nel gergo della scuola italiana il credito scolastico è un monte punti accumulato con la media del triennio delle scuole superiori che verrà sommato al punteggio del candidato studente all’Esame di Stato del secondo ciclo scolastico (comunemente chiamato esame di maturità).

Il credito scolastico è stato istituito con D.P.R. 323 del 23 luglio 1998.

Il credito scolastico non deve essere confuso con il credito formativo, che a differenza del primo non prende in considerazione il rendimento degli studenti ma le attività che essi svolgono al di fuori dell’orario scolastico. Sono utili alla formazione del credito formativo attività svolte:

« al di fuori della scuola di appartenenza, in ambiti e settori della società civile legati alla formazione della persona ed alla crescita umana, civile e culturale quali quelli relativi, in particolare, alle attività culturali, artistiche e ricreative, alla formazione professionale, al lavoro, all’ambiente, al volontariato, alla solidarietà, alla cooperazione, allo sport. »
(D.M. 452 12 novembre 1998, articolo 1 comma 1.)

Il credito formativo insieme ad altri due fattori, ovvero la frequenza alle lezioni o la presenza/assenza di debiti formativi da recuperare, è decisivo per stabilire se lo studente merita il voto più alto o quello più basso nelle bande di oscillazione. (es. Se uno studente ha una media compresa tra il 7 e l’8 e frequenta il terzo anno, la banda di oscillazione va da un punteggio di 5 a un punteggio di 6. Qualora l’alunno possieda un considerevole credito formativo e/o non abbia debiti da recuperare il punteggio che gli spetterà sarà 6, viceversa il consiglio di classe gli assegnerà il punteggio minimo,5.)