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Esiti incontro al MIUR su CPIA e ITS

Si è svolto – venerdì scorso, 14 maggio, al MIUR, su richiesta unitaria di CISL Scuola, Flc CGIL e Uil Scuola – un incontro di informativa relativamente alla riorganizzazione dei Centri Provinciali per l’ Istruzione degli Adulti (CPIA), alla situazione afferente l’ Istruzione Tecnica Superiore (ITS), alle “linee guida” degli istituti tecnici e professionali, nonché all’avvio, a regime, del sistema di “istruzione e formazione professionale”.

L’incontro è stato condotto dal Direttore Generale, Maria Grazia Nardiello: in primis, una panoramica complessiva della situazione e la precisazione che per i temi specifici (organici, organizzazione del lavoro, etc.) saranno convocati appositi incontri con le competenti Direzioni Ministeriali competenti.

Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti

L’Amministrazione ha comunicato preliminarmente che la Conferenza Unificata ha convenuto di riconsiderare l’offerta formativa degli adulti, inserendo nel Regolamento i licei: è accolta, così, la specifica richiesta che, oltre alle Regioni, anche CISL Scuola, Flc CGIL e UIL Scuola hanno formulato durante l’audizione presso la VII Commissione della Camera dei Deputati svoltasi martedì scorso, 11 maggio.

L’Amministrazione

•ha riferito che è, in atto, un’interlocuzione con il Consiglio di Stato a causa di alcuni chiarimenti chiesti dal Consiglio medesimo: si dovrebbe arrivare, pertanto, al parere delle Commissioni Parlamentari presumibilmente entro un mese;
•ha annunciato, a tal fine, che prima dell’approvazione definitiva – da parte del Governo, in seconda lettura – del Regolamento sarà aperto un confronto di merito con le Organizzazioni Sindacali per rideterminare il nuovo modello organizzativo, incentrato sull’obbligo d’istruzione (in tal senso c’è anche una espressa richiesta dell’ANCI e dell’UPI);
•ha ribadito l’importanza dell’autonomia assegnata a queste nuove strutture dal comma 632 della legge 296/06, precisando che resta sospeso l’avvio a partire dal 1°.9.2010 non solo perché non si prevedono tempi utili per l’approvazione dello schema di Regolamento, ma anche per l'”assestamento politico-amministrativo” a seguito delle elezioni di fine marzo. Una prima “schiarita” dovrebbe aversi il prossimo 29 maggio, data in cui è fissato un incontro apposito tra MIUR e Regioni;
•ha comunicato, a margine dell’incontro, che saranno distribuiti agli attuali CTP le risorse provenienti dalla legge 440/97 relativi al 2009 (e nel prossimo settembre, con ogni probabilità, anche le risorse relative al 2010).
La CISL Scuola ha chiesto precise garanzie in ordine alla delicata fase transitoria che investe l’avvio dei corsi serali del prossimo anno scolastico. La mancata approvazione del Regolamento comporterebbe per gli adulti la frequenza degli stessi percorsi ordinamentali dei ragazzi; a tal fine è stata avanzata l’ipotesi di recuperare lo spirito dei progetti sperimentali in essere (Sirio, Polis, Aliforti, etc).

L’Amministrazione, consapevole della fondatezza della questione posta, ha assicurato che sarà affrontata con la dovuta sensibilità, approntando opportuni adattamenti didattico-organizzativi, dopo l’espressione dei pareri da parte delle Commissioni Parlamentari e, comunque, in tempo utile rispetto all’avvio del nuovo anno scolastico.

Istruzione Tecnica Superiore

I dirigenti MIUR

•hanno informato le Organizzazioni Sindacali dell’elaborazione in corso degli ordinamenti relativi ai percorsi formativi dell’Istruzione Tecnica Superiore, articolati per “competenze comuni”, “competenze di ambito” e “competenze legate al contesto territoriale”. Il lavoro è condotto attraverso un aggiornamento delle competenze fissate per gli IFTS, con la loro definizione in una dimensione applicativa;
•hanno preannunciato, a tal fine, – entro un mese – un primo incontro con le Organizzazioni Sindacali per presentare le “competenze comuni”;
•hanno delineato – al 31.3.2010, data conclusiva della prima fase istruttoria – un quadro riepilogativo in ordine all’istituzione degli ITS nelle varie regioni: sono state presentate 40 proposte, di cui 29 ritenute degne di attenzione; solo 5 ammesse con la documentazione completa; 2 pronte per l’avvio (Puglia e Toscana);
•hanno informato, altresì, che la seconda fase – per la quale si potrà fruire dei 10 milioni di euro assegnati dalla legge 25/10 – si aprirà con il prossimo incontro con le Regioni (quello fissato, come già detto, per il 29 maggio): le realtà regionali che hanno attivato i “poli formativi” previsti dall’art. 13 della legge 40/07 (in particolare, per quei “poli” che si riferiscono alle aree di sviluppo fissate per gli ITS) saranno invitate a costituire le “fondazioni di partecipazione”, operazione propedeutica all’attribuzione delle risorse rese disponibili dalla suddetta legge 25.
In ordine alle preoccupazioni avanzate dalle Organizzazioni Confederali e di Categoria, relativamente all’art. 7, comma 5-quater della più volte citata legge 25 (lo scorso 17 marzo, attraverso una lettera unitaria), l’Amministrazione ha comunicato che la questione sarà definita nel senso richiesto dalle Organizzazioni Sindacali attraverso un’interpretazione autentica concordata in sede di Conferenza Unificata.

Per quanto riguarda i percorsi IFTS, infine, i dirigenti MIUR hanno annunciato che si sta provvedendo a riconfigurare l’offerta per collegarla anche ai diplomi quadriennali rilasciati dal sistema di “istruzione e formazione professionale” (che nel prossimo anno entrerà a regime).

Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, dal Miur un aggiornamento sulla situazione

Nell’incontro che si è svolto venerdì 14 maggio tra il MIUR e le organizzazioni sindacali, l’Amministrazione, nella persona del Direttore Generale dott.ssa Nardiello, ha fornito, fra l’altro, un aggiornamento sui Centri per l’ istruzione degli adulti. L’incontro, nel corso del quale sono stati forniti ragguagli anche in merito alla situazione dei percorsi triennali, degli ITS e degli IFTS, ha fatto seguito ad una richiesta unitaria dei sindacati.

La situazione dei CPIA
La Conferenza Unificata, il 6 maggio u.s. ha dato il parere sullo Schema di Regolamento sui Centri per l’istruzione degli adulti (a tutt’oggi il testo del parere non è rinvenibile in alcun sito ufficiale).

L’intesa trovata in Conferenza Unificata determina la necessità di riconsiderare a 360° il riordino dell’Istruzione degli Adulti, poiché le Regioni hanno convenuto sui seguenti punti:

•allargare l’offerta formativa includendo i percorsi liceali;
•considerare l’assolvimento dell’obbligo di istruzione anche in raccordo con la formazione professionale;
•riconsiderare i percorsi di insegnamento dell’italiano L2 agli stranieri, anche ipotizzando un autonomo asse linguistico nel percorso finalizzato all’assolvimento dell’obbligo di istruzione ed una attestazione che si raccordi alla certificazione.
Il nuovo testo, modificato in base a quanto concordato in sede di Conferenza Unificata, dovrà di nuovo acquisire i pareri previsti prima di poter giungere alla sua approvazione finale e alla successiva pubblicazione.

Nel frattempo sono state emanate le Linee guida sulla certificazione dell’obbligo di istruzione e il relativo Decreto è attualmente in fase di registrazione alla Corte dei Conti.

Entro fine mese, sarà varato un Piano per il potenziamento e lo sviluppo dell’apprendimento in età adulta affidato dal MIUR all’INVALSI.

Per l’anno 2010 ci saranno altrettante risorse di quelle assegnate per il 2009 (fondo Legge 440/97). Sia le risorse per il 2009 che quelle per il 2010 saranno erogate nel prossimo mese di settembre.

La fase transitoria dai CTP e dai corsi serali all’avvio dei CPIA, appare particolarmente delicata e, ad oggi, gravida di incognite. A cominciare dalla tempistica. Se da un lato l’art 64 della Legge 133/08 impegna l’amministrazione ad una riorganizzazione dell’offerta a partire da settembre 2010, lo Schema di regolamento, a fronte del parere espresso dalla C.U., dovrà essere oggetto di profonde modifiche che richiederanno una negoziazione su più tavoli, ivi compresa una intensificazione dell’interlocuzione con le Organizzazioni sindacali, attraverso una serie di incontri di approfondimento, soprattutto sui profili che attengano all’utilizzazione del personale.

Eventuali simulazioni di impatto non potranno aver luogo prima del perfezionamento del testo del Regolamento.

Per quanto riguarda il conferimento dell’autonomia ai Centri, bisognerà verificare che cosa sia effettivamente praticabile stante l’invarianza del numero complessivo degli istituti autonomi.

In base ai Piani Regionali del 2008, si tratterebbe per il momento di 55 istituzioni.

Ciascuna Regione deciderà se istituire uno o più centri per provincia.

In ogni caso, anche per un eventuale avvio sperimentale dei CPIA, è necessario un atto deliberativo della Regione stessa.

Solo in seguito si vedrà se e come l’avvio graduale dei CPIA passerà attraverso una organizzazione dei percorsi degli ultimi tre anni di scuola secondaria superiore che rappresenti una mediazione tra vecchio e nuovo assetto.

Il Ministro non intende forzare la mano alla Conferenza Unificata.

Il MIUR, in ogni caso, si impegna a ricercare da subito soluzioni praticabili e ribadisce l’intenzione di procedere ad un serrato confronto con le OOSS su diversi punti che necessitano di opportuni approfondimenti.

Le osservazioni della FLC CGIL
La FLC CGIL ha innanzitutto ricordato che lo schema di Regolamento relativo ai Centri per l’istruzione degli adulti, è stato di recente oggetto di una audizione presso la VII Commissione della Camera.

Nell’occasione, FLC CGIL, CISL Scuola e UIL Scuola hanno presentato un documento unitario.

Nel testo sono esposte in modo articolato le posizioni delle Organizzazioni sindacali scriventi. È bene perciò che a quel testo si faccia riferimento.

Nel merito di quanto comunicato dall’Amministrazione nel corso dell’incontro del 14 maggio, la FLC CGIL ha ribadito che l’istituzione del Centri per l’istruzione degli adulti trova la sua giusta collocazione solo nell’ambito di un approccio complessivo all’educazione permanente che possa efficacemente proporsi il conseguimento degli obiettivi di Lisbona ancorché ridefiniti, per quanto riguarda il Lifelong learning. È in questa prospettiva che la CGIL ha presentato un testo di legge di iniziativa popolare sull’apprendimento permanente.

È stato inoltre sottolineato come la fase attuale sia particolarmente delicata e foriera di non pochi e gravi motivi di preoccupazione, anche perché questo provvedimento interviene in modo massiccio su un settore già fortemente condizionato dalla politica dei tagli previsti da questo governo. Infatti:

•per garantire le riduzioni di spesa richieste dal MEF e definite nella legge 133/08 si limita e si irrigidisce l’offerta formativa impoverendo un settore già debole;
•non si assicura una maggiore qualità del servizio per innalzare i livelli d’apprendimento della popolazione adulta;
•non c’è nessun riferimento in merito alle risorse necessarie per finanziare un piano straordinario di formazione di tutto il personale interessato.
Da un lato ritiene condivisibili nel merito le modifiche allo schema di Regolamento conseguenti all’intesa raggiunta in sede di Conferenza Unificata con particolare riguardo all’estensione dell’offerta formativa del CPIA fino a comprendere i percorsi liceali e ad una più attenta considerazione della necessità di garantire percorsi di apprendimento dell’italiano L2 a stranieri ed immigrati.

Al tempo stesso ritiene assolutamente necessario procedere con la massima celerità all’istituzione del Centri. La loro istituzione (anche sperimentale) rappresenterebbe un segnale positivo, in un momento in cui anche a causa della grave crisi economica e finanziaria, l’istruzione degli adulti costituisce un ambito di intervento di importanza veramente strategica.

Da questo punto di vista, bisogna gestire con lucidità, efficacia e tempestività la fase transitoria. Sono infatti già in campo consistenti elementi che, a fronte di una reale volontà politica, consentirebbero di avviare fin dal prossimo anno scolastico significative esperienze pilota.

La FLC CGIL è consapevole della delicatezza della fase e della complessità degli elementi innovativi che debbono essere messi in campo, ma proprio per questo ritiene urgente e necessario calendarizzare al più presto il piano di incontri di approfondimento preannunciato dalla dott.sa Nardiello.

Organico di fatto del personale docente ed ATA (a.s. 2009/10): ieri, 2 luglio, primo incontro al MIUR

Via: www.cislscuola.it

Organico di fatto del personale docente ed  (a.s. 2009/10): ieri, 2 luglio, primo incontro al MIUR

L’Amministrazione ha presentato alle Organizzazioni Sindacali la “bozza” di circolare ministeriale che riporta, in allegato, la tabella “G” predisposta all’atto della emanazione del Decreto Interministeriale sull'”organico di diritto” del personale docente e nella quale, come è noto, si indicava l’entità dei “tagli” da apportare alle dotazioni organiche in ciascuna regione, rinviandone una quota (pari a 5.000 unità) alle operazioni concernenti l'”organico di fatto“.

La CISL Scuola, fermo restando il dissenso ripetutamente manifestato verso i provvedimenti di pesante riduzione degli organici aveva assunto, a suo tempo, come dato positivo il fatto che in organico di diritto ci fossero 5.000 perdenti posti in meno;
aveva, però, immediatamente indicato la necessità che l’adeguamento in organico di fatto dovesse avvenire assumendo come priorità non l’indiscriminato rispetto degli obiettivi di contenimento della spesa, ma l’esigenza di garantire la piena funzionalità del servizio scolastico, tanto da farne il primo punto di una sua specifica vertenza avviata nel mese di aprile con manifestazioni in tutte le regioni d’Italia.
Tale priorità è fermamente richiamata nel comunicato di Francesco Scrima, Segretario Generale CISL Scuola, nel quale si denuncia ancora una volta il prevalere di una cieca logica dei numeri, che vede le ragioni della scuola e della sua qualità ulteriormente subordinate a mere esigenze di natura contabile, imposte dal MEF.

In questo senso la CISL Scuola si è espressa in apertura dell’incontro di ieri, anche con riferimento alla scuola dell’infanzia per la quale, interrompendo la pur graduale generalizzazione del servizio avviata negli ultimi anni, non sono previsti gli incrementi di posti necessari per eliminare le liste d’attesa.

La CISL Scuola, inoltre

ha rimarcato come i limitati interventi di adeguamento degli organici del personale ATA, oggetto di 15.000 “tagli” in organico di diritto, uniti alla massiccia presenza di personale precario, possano determinare seri rischi per la funzionalità dei servizi offerti in molti istituti, in particolare in presenza di plessi e personale “inidoneo” per motivi di salute.
Il confronto si è successivamente sviluppato sulla bozza di circolare presentata dal MIUR. Il testo – che, riproponendo in buon parte quello dello scorso anno, richiama però le istruzioni già impartite con il Decreto Interministeriale relativo agli organici di diritto dell’a.s. 2009/10 (con la relativa circolare di accompagnamento n. 38/09) – tiene naturalmente conto delle innovazioni introdotte con il Regolamento relativo all’assetto ordinamentale del I ciclo di istruzione.


La CISL Scuola

ha chiesto per la scuola primaria (ove pesa l’eliminazione delle ore di compresenza) che nel testo sia assicurato l’impiego autonomo e flessibile – nell’ambito del POF e nel rispetto dell’ autonomia scolastica – delle risorse di organico complessivamente attribuite a ciascuna scuola, con particolare riferimento ai docenti assegnati sugli “spezzoni-orario” istituiti per la prima volta con il prossimo anno;
ha chiesto, altresì, sempre per la scuola primaria, che per l’ insegnamento della lingua straniera sia specificato l’impegno dei docenti specializzati esclusivamente nell’ambito delle proprie classi;
ha rilevato, per la scuola secondaria di I grado, come nella definizione degli organici di diritto siano state illegittimamente costituite cattedre con più di 18 ore, al fine di evitare – pur in presenza di cattedre miste tempo normale/prolungato – l’istituzione di posti con orario inferiore a quello previsto contrattualmente;
ha chiesto (e ottenuto), al riguardo, l’impegno dell’Amministrazione ad evidenziare nella circolare la possibilità di prevedere eccezioni alla riconduzione a 18 ore in presenza di tali situazioni.
Nella bozza di circolare – con riferimento alla nuova composizione della cattedra di italiano, storia e geografia – si riconosce la piena autonomia delle scuole nell’articolazione e distribuzione dei diversi insegnamenti tra i docenti titolari.

Per la scuola secondaria di II grado – per la quale si ribadisce che l’applicazione dei regolamenti attuativi dei nuovi ordinamenti è stata rinviata all’a.s. 2010/11 – nella circolare si evidenzia che anche per questo grado di scuola la riconduzione a 18 ore trova eccezione – nei limiti comunque previsti dagli attuali ordinamenti – nei casi in cui questa si renda impossibile anche ricorrendo ad una diversa organizzazione modulare degli insegnamenti (come per la classe di concorso 52/A che può essere costituita anche con 17 ore).

Circa i CTP (istruzione degli adulti) – in attesa dell’istituzione dei nuovi CPIA – sono confermate per il prossimo anno scolastico le attuali dotazioni organiche di diritto. I docenti resteranno, pertanto, in servizio presso i CTP di titolarità e i corsi serali degli istituti di II grado.

I posti di sostegno – comprensivi degli “spezzoni” e dei posti in deroga – sono confermati nella consistenza numerica riportata nella relativa tabella “E” del Decreto Interministeriale, consistenza comprensiva della prima quota di incremento utile per le immissioni in ruolo. Sono stati confermati, di fatto, i posti istituiti a livello nazionale nell’a.s. 2008/09 con le modifiche a livello regionale necessarie per raggiungere gradualmente il rapporto di un docente ogni due alunni disabili e perequare gli scostamenti esistenti.

Il confronto, in materia, proseguirà nella giornata di lunedì prossimo, 6 luglio.