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Assemblea nazionale unitaria del movimento dei precari della scuola: sintesi dell’intervento del Coordinamento Precari Scuola di Modena

Il Coordinamento Precari della Scuola di Modena conferma il successo dello sciopero degli scrutini di giugno. Nella nostra provincia sono pochissimi gli istituti superiori dove lo sciopero degli scrutini non ha avuto un impatto incisivo. Riteniamo significativo questo risultato nella nostra provincia in particolare per due ragioni. In primo luogo, perché lo sciopero a Modena è stato boicottato dalle direzioni sindacali provinciali di Cgil, Cisl, Snals e Uil (che hanno inviato in tutte le scuole circolari pubbliche in cui esplicitavano la loro contrarietà allo sciopero degli scrutini: non solo, nonostante le 500 firme, non lo hanno indetto, ma hanno anche fatto propaganda contro!). In secondo luogo, perché lo sciopero è stato in gran parte organizzato e costruito dai coordinamenti di lotta dei lavoratori (Coordinamento Precari Scuola e Politeia), che hanno ricevuto il sostegno attivo non solo degli iscritti dei sindacati contrari allo sciopero, ma anche di molte Rsu. Tra gli aspetti che più valorizziamo dei momenti di lotta che abbiamo costruito sul nostro territorio ci sono sicuramente l’unità con le lotte dei lavoratori di altri settori (in particolare, abbiamo avuto fin dall’inizio al nostro fianco gli operai della Ferrari e abbiamo a nostra volta portato loro la solidarietà del Coordinamento Precari Scuola quando hanno subito un pesante attacco da parte dell’azienda) e la costruzione in tante scuole di comitati per lo sciopero degli scrutini, con la creazione di casse di resistenza e solidarietà.
Nel fare un bilancio positivo dello sciopero degli scrutini, non possiamo prescindere dal precisare quali sono i motivi per cui – nonostante la buona riuscita – non si sono strappati risultati. Per questo, non possiamo non puntualizzare che solo uno sciopero a oltranza (quindi un blocco a oltranza degli scrutini) avrebbe, come in passato, permesso probabilmente piegare il Ministero fino al ritiro dei tagli. Tuttavia, oggi non è più possibile, legalmente, proclamare uno sciopero ad oltranza nel pubblico impiego a causa di una legge (la 146/90) che è stata condivisa e ratificata anche dalle principali direzioni sindacali (1): è anche grazie a loro se oggi i lavoratori della scuola sono privati di preziosi strumenti di lotta (questo punto è stato applaudito dalla platea, a dimostrazione che i precari della scuola sono consapevoli delle responsabilità delle direzioni dei sindacati concertativi nel massacro in corso).
Il Coordinamento Precari della Scuola di Modena condivide le proposte di lotta emerse negli interventi di apertura dell’assemblea e si impegna a trasformarle in momenti di lotta locale e nazionale (in aggiunta lanciamo una proposta che è venuta dai precari dell’Istituto Selmi di Modena: cioè i precari che non avranno avuto incarico il primo settembre dovranno boicottare gli scrutini di settembre, dato che non esiste obbligo normativo a tal proposito, ma solo accordi tra i presidi e alcuni sindacati a danno dei precari).
Tuttavia, è chiaro a tutti che solo azioni di lotta incisive e al di fuori delle regole imposte dai governi e dalle direzioni dei sindacati concertativi, come lo sciopero a oltranza, potrebbero bloccare il massacro in corso e piegare il governo. Speriamo che l’autunno sia un autunno caldo, che ci sia una ripresa delle lotte su larga scala, sull’onda delle quali riuscire a mettere in campo, anche nella scuola, azioni incisive fino al ritiro dei tagli.

NOTE
(1) Il decreto di attuazione della Legge 146/1990 prevede la limitazione del diritto di sciopero e rende sanzionabile lo sciopero prolungato nel pubblico impiego. Inoltre, vieta lo sciopero in occasione delle attività finalizzate agli esami finali (da qui l’impossibilità di far saltare gli scrutini delle quinte). L’accordo allegato al CCNL siglato il 3/03/1999 per il comparto scuola aveva come parti stipulanti Aran/Cgil, Cisl, Uil, Cgil-Sns, Cisl-Scuola, Uil-Scuola, Confsal- Snals, Gilda-Unams.