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III concorso nazionale di poesia “Strada facendo”

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III CONCORSO NAZIONALE DI POESIA
STRADA FACENDO…
“Il giovane cammina più veloce dell’anziano ma l’anziano conosce la strada” (proverbio africano)
in occasione
della Giornata Mondiale della Filosofia proclamata dall’UNESCO e
dell’Anno Europeo dell’Invecchiamento attivo e della Solidarietà tra le generazioni

Il concorso, giunto al suo terzo anno, rientra nel ricco programma di eventi che Nuova Acropoli propone in tutte le città in cui è presente in occasione della Giornata mondiale della Filosofia proclamata dall’UNESCO.
Il titolo scelto per l’edizione 2012 è ispirato alle tematiche suggerite dall’Anno europeo dell’Invecchiamento attivo e della Solidarietà tra le generazioni.

COMITATO ORGANIZZATIVO

L’Associazione di cultura e volontariato “Nuova Acropoli”- filiale di Pescara, via Trieste n° 125 – 65122 Pescara, bandisce la III edizione del Concorso Nazionale di Poesia:

STRADA FACENDO…
“Il giovane cammina più veloce dell’anziano ma l’anziano conosce la strada” (proverbio africano)

Tutte le informazioni, il bando e la scheda di partecipazione possono essere richieste all’indirizzo: pescara@nuovaacropoli.it.

REGOLAMENTO

del concorso nazionale di poesia proposto da Nuova Acropoli – Pescara
in occasione della XI Giornata Mondiale della Filosofia – UNESCO

STRADA FACENDO…
“Il giovane cammina più veloce dell’anziano ma l’anziano conosce la strada” (proverbio africano)

Art. 1
Il concorso è gratuito ed è articolato in un’unica sezione. Possono partecipare tutti i cittadini italiani e stranieri che abbiano compiuto 16 anni di età all’atto dell’iscrizione.
Per i minorenni occorre l’autorizzazione firmata di chi esercita la patria potestà sulla scheda di partecipazione allegata.
Art. 2
Ogni partecipante può concorrere con una sola poesia inedita, mai pubblicata o comunque mai premiata o segnalata in altri concorsi, in lingua italiana. Sono accettati anche elaborati collettivi.
Art. 3
La poesia non ha limiti di versi né di stile. L’unica indicazione è che il componimento sia coerente con il tema del concorso.
Art. 4
Ogni elaborato deve essere redatto con carattere “Times New Roman”, dimensione 12, interlinea 1,0, pena esclusione dal concorso.


Art. 5
Gli elaborati devono pervenire esclusivamente in formato .doc, , via e-mail entro il termine improrogabile di giovedì 8 novembre 2012, farà fede la data della mail, al seguente indirizzo: pescara@nuovaacropoli.it, con oggetto “concorso poesia”. Oltre tale data gli invii saranno ritenuti nulli. Si consiglia di richiedere la conferma della ricezione della e-mail.
La mail deve contenere in allegato la sotto indicata documentazione, in due file separati:
Il file della propria poesia, senza firma e senza alcun riferimento a dati personali, per essere valutata in maniera anonima dalla Commissione esaminatrice.
La scheda di partecipazione, (allegata al presente bando) debitamente compilata e firmata, inclusa la parte relativa al trattamento dei dati personali per gli scopi inerenti lo svolgimento dell’evento e la liberatoria alla diffusione delle fotografie e riprese audio-video, che verranno effettuate nella cerimonia pubblica di premiazione (in caso di minori si richiede la firma di un genitore od esercente la patria potestà).
Art. 6
La Giuria valuterà tutti gli elaborati, a suo inappellabile e insindacabile giudizio, senza essere a conoscenza delle generalità dei partecipanti. A seguito di tale giudizio saranno resi noti i nomi della Commissione, di cui uno sarà un rappresentante dell’Associazione organizzatrice.
Art.7
Non sono previsti premi in denaro. Verranno premiate le tre migliori poesie. La giuria si riserva la possibilità di assegnare premi speciali e segnalazioni di merito alle opere ritenute particolarmente significative. Al risultato del Premio sarà dato ampio risalto attraverso la pubblicazione sul sito www.nuovaacropoli.it e la stampa cartacea e on line.
Art. 8
La premiazione con la proclamazione ufficiale dei vincitori avrà luogo sabato 1 dicembre 2012 alle ore 16.30 presso il Museo d’Arte moderna “Vittoria Colonna”, Pescara con la lettura delle poesie vincitrici e di alcune tra le migliori opere. Saranno invitate personalità del mondo istituzionale, della cultura e dell’associazionismo. Data, Luogo e Orario potrebbero subire variazioni, in tal caso ne verrà data comunicazione via mail.
Tutti i partecipanti sono invitati alla cerimonia conclusiva. Solo gli autori finalisti riceveranno comunicazione tramite e-mail entro 7 giorni dalla data della premiazione.
I premi dovranno essere ritirati personalmente o, nel caso di impossibilità, tramite delega scritta via e-mail, che dovrà pervenire presso la segreteria del premio all’indirizzo pescara@nuovaacropoli.it
I premi non ritirati non verranno spediti.
In nessun caso l’organizzazione si farà carico di eventuali costi di viaggio, vitto e alloggio sostenuti dai concorrenti per la partecipazione alla cerimonia.
Art.9
Tutti i partecipanti potranno conoscere gli esiti finali del concorso visitando il sito www.nuovaacropoli.it o inviando una mail a pescara@nuovaacropoli.it.
Art. 10
Delle opere presentate Nuova Acropoli si riserva la possibilità di pubblicazione – senza scopo di lucro – sotto qualunque forma.
Art. 11 La direzione del concorso si riserva di escludere le poesie che veicolino messaggi offensivi, lesivi della sensibilità pubblica, o che richiamino temi di tipo politico o religioso.
Art. 12
La partecipazione al concorso comporta l’accettazione e la piena osservanza del presente regolamento in tutti i suoi punti.

Per informazioni:
Nuova Acropoli – Pescara
Via Trieste n° 125 – 65122 Pescara (dal lunedì al venerdì dalle 18.00 alle 21.00)
tel. e fax 085.21.21.176
pescara@nuovaacropoli.it

www.nuovaacropoli.it

Premio Letterario Interrete 2011 – Seconda edizione

Il Premio Letterario Internazionale Interrete 2011 – Seconda edizione è rivolto a tutte le opere di narrativa inedita in lingua italiana, senza distinzione di generi.

Art. 1 – Sono ammessi all’esame della giuria manoscritti inediti in lingua italiana, accompagnati da una dichiarazione sulla paternità dell’opera.

Art. 2 – Una (1) copia di ogni manoscritto dovrà essere inviata per via elettronica con allegata nota contenente sinossi, indirizzo, numero telefonico, e-mail, specificando il nome del concorso a cui si partecipa, all’account: concorsi@interrete.it. Facoltativo è l’invio cartaceo dello stesso lavoro partecipante presso la segreteria del Premio Interrete dell’Agenzia Letteraria, sita in via Milano 44, 73051 Novoli (LE). Scadenza del bando: il 30 dicembre 2011 (farà fede il timbro postale).

Art. 3 – Consistenza del premio – L’opera migliore di narrativa sarà premiata con la pubblicazione del libro con una casa editrice a livello nazionale, con assegnazione di un numero ISBN. Il contratto di edizione è allegato al presente bando. In aggiunta sarà stipulato un accordo di rappresentanza con Interrete Agenzia Letteraria, che si occuperà di promuovere e rappresentare l’autore presso grandi realtà editoriali all’estero. Tutte le spese saranno a carico dell’Agenzia.

Art. 4 – Il giudizio della Giuria è insindacabile. La Giuria è presieduta ogni anno da operatori del settore letterario.

Art. 5 – Interrete Agenzia Letteraria si riserva la possibilità di stipulare successivamente accordi di rappresentanza e consulenza editoriale con gli autori delle opere più meritevoli.

Art. 6 – La partecipazione al Nuovo Premio Interrete 2011 implica l’accettazione incondizionata del presente regolamento.

Art. 7 – La quota di iscrizione è fissata in 20,00 euro per lavoro da presentare, da versare su postepay carta n.° 4023600568943528 intestata a Piergiorgio Leaci, LCE PGR 74L28 E506 K oppure in contanti in una busta chiusa.

Art. 8 – Tutela dei dati personali. In relazione a quanto sancito dal D.L. 30 giugno 2003 n° 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, si dichiara quanto segue:

Ai sensi dell’ART. 7-11-13-25: il trattamento dei dati personali dei partecipanti, fatti salvi i diritti di cui all’Art.7, è finalizzato unicamente alla gestione del premio. Tali dati non saranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo. Ai sensi dell’ART. 23: con l’invio degli elaborati con i quali si partecipa al concorso allegare il consenso scritto espresso dall’interessato al trattamento dei dati personali.

La ricevuta del versamento o la busta vanno allegate all’invio del materiale in concorso.

Per informazioni:

Segreteria Premio Letterario Interrete
www.interrete.itinfo@interrete.it
nfo line: 327.08.63.013

Concorso letterario di Scuola Magazine sul vostro “Inizio di Scuola”. Partecipate! Premi per tutti.

Salve a tutti, è appena partito il nostro concorso letterario sul tema “Inizio di scuola“. E’ rivolto a tutto il personale della scuola, genitori e studenti, precari che magari non hanno avuto l’incarico. Raccontateci il vostro inizio di scuola. Anche chi è rimasto fuori.

Sarà inviato un premio a tutti i racconti pubblicati. Inoltre il vincitore finale riceverà uno “spaziale” zainetto con celle solari per ricaricare le batterie.

Diffondete per favore il bando di concorso o il link di questo post nei vostri blog, fra i vostri contatti mail e nella vostra bacheca di facebook.

Ecco il  bando completo del concorso:

Concorso letterario “Inizio di scuola”

La casa editrice Ariaperta, con il suo portale dedicato alla scuola www.scuolamagazine.it  , indice un concorso letterario dal titolo “Inizio di scuola”.

Il concorso è rivolto a docenti, studenti, personale della scuola, genitori ma anche semplici appassionati di scrittura; a tutti quelli che hanno voglia di raccontare il proprio inizio di anno scolastico. Sono invitati a raccontare il proprio inizio (o meglio mancato inizio di scuola) anche tutti i precari che si trovano senza incarico a seguito della contestata Riforma Gelmini e tutti i genitori, docenti e personale della scuola che si trovano nei presidi e nelle scuole occupate. Raccontate le situazioni, le aspettative, le delusioni, le vostre battaglie.

E‘ possibile partecipare con :
Racconti brevi da due cartelle massimo.
Si può partecipare inviando più elaborati, non sono posti limiti in questo senso ai partecipanti.

Gli elaborati più interessanti,saranno via via pubblicati su www.scuolamagazine.it  (potranno essere pubblicati anche su altri media della casa editrice).

Gli autori dei reportage pubblicati giornalmente su Scuola Magazine riceveranno in premio un pacco contenente:
– Cartoline della campagna Salvate il Libro!
– Cartoline di “Docenti in mutande”
– Libro a sorpresa
– Una rivista vintage anni ’60

Il premio e la a spedizione sarà a cura e a carico della casa editrice Ariaperta. La casa editrice cercherà di premiare almeno un racconto al giorno e pubblicarlo sul sito. Questo chiaramente dipenderà dal materiale pervenuto al concorso.

A fine concorso (15 Ottobre 2010) verranno scelti i migliori elaborati che saranno inseriti in un e-book che sarà consultabile liberamente in rete. Il miglior elaborato scelto verrà scelto con uno splendido zainetto con celle solari per ricaricare le batterie.

Regolamento:

Art.1 – La casa editrice Ariaperta indice per l’anno 2010 un Concorso artistico per un racconto breve sul tema dell’Inizio dell’anno scolastico. La partecipazione è gratuita.

Art.2 – Il Concorso è aperto a tutti, senza limiti d’età; i partecipanti dovranno inviare uno o più elaborati inediti in lingua italiana riguardante il tema dell’inizio del nuovo anno scolastico, tema da intendere nella sua accezione più ampia. Si possono inviare più elaborati.

Art.3 – Gli elaborati più interessanti,saranno via via pubblicati , a cura della redazione, su www.scuolamagazine.it  . A fine concorso (15 Ottobre 2010) verranno scelti gli elaborati migliori e inseriti in un e-book dal titolo “Inizio di scuola”.

Art.4 – Gli elaborati devono essere inviati via mail alla redazione entro, e non oltre, il 15 ottobre 2010 (ma conviene inviarli via via da subito per avere maggiore possibilità di essere pubblicati su Scuola Magazine) in formato word o direttamente su foglio di posta elettronica a:
ariapertalab@gmail.com
Il racconto potrà essere corredato da una foto.

Nella mail dovranno essere riportate le generalità dell’Autore, indirizzo postale completo (sarà utilizzato solo per l’eventuale invio del premio), casella di posta elettronica e corredate da una sintetica scheda biografica informale(due- tre righe). E’ possibile chiedere l’anonimato e firmare l’elaborato con uno pseudonimo.

Art. 5 – La Giuria sarà composta dal comitato di redazione della casa editrice Ariaperta. Saranno comunque tenuti in grande considerazione tutti i commenti dei lettori agli elaborati pervenuti e pubblicati.

Art. 6 – Gli autori si assumono tutta la responsabilità per i contenuti degli elaborati partecipanti al Concorso.

L’Organizzazione del Concorso si riserva la facoltà di apportare modifiche al regolamento, se necessarie per causa di forza maggiore.

Gli autori rinunciano ai diritti d’autore per la pubblicazione dei propri elaborati sul sito internet www.scuolamagazine.it  , per utilizzi promozionali cartacei della casa editrice Ariaperta, multimediali e televisivi , teatrali, radiofonici rimanendo comunque liberi di utilizzare le proprio opere per altri scopi o concorsi.

La partecipazione al Concorso implica l’accettazione del presente regolamento.
Ai sensi della Legge 675/96 si informa che i dati personali relativi ai partecipanti saranno utilizzati unicamente ai fini del Concorso.

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
ariapertalab@gmail.com  

www.scuolamagazine.it

Premio Gelmini Sarta Subito!

Riportiamo una simpatica iniziativa di un premio satirico dedicato alla Scuola Pubblica (o meglio al tentativo di smantellamento in atto): Premio Gelmini Sarta Subito.

Abbiamo chiesto agli organizzatori Guglielmo La Cognata e  Marinella Spina di raccontarci qualcosa in più sulla nascia di questa bella idea. Speriamo davvero di avere la possibilità di pubblicare su Scuola Magazine prossimamente i migliori  elaborati perventuti.

Ecco il loro intervento:

Di fronte a tutto quello che sta accadendo, il più grande licenziamento di massa nella storia d’Italia, ci siamo interrogati sul da farsi. Esclusa a priori la passività, perché, come diceva il reverendo M. L. King,  non ho paura delle parole dei violenti ma del silenzio degli onesti , abbiamo scelto una protesta sul filo dell’ironia, del paradosso, che, con una buona dose di immodestia, potremmo dire quasi socratica.

Le motivazioni sono diverse: essendo secchioni incalliti, topi di biblioteca, gente più da primo banco che da curva sud, ci è sembrata più nelle nostre corde.
Inoltre, da Socrate a Peppino Impastato, lo sberleffo è sempre stato un’arma temutissima, in quanto capace di arrivare a tutti e di mostrare il vero volto della verità, al di là delle maschere e della propaganda.
Infine, abbiamo cercato di avere un minimo di originalità.

Siamo ancora sbalorditi per la straordinaria partecipazione, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. In 2 mesi e mezzo il nostro gruppo fb Premio Gelmini sarta subito! ha raggiunto 2700 iscritti, gente di tutte le regioni, di tutte le età e fasce sociali.

All’indirizzo di posta elettronica gelmini.sarta.subito@hotmail.it , sono arrivati un centinaio di contributi. Ci ha colpito, in particolare, la grinta di tanti docenti in pensione che, evidentemente, mantengono ancora un legame affettivo con la scuola.
L’impressione sempre più netta è quella di aver toccato un nervo scoperto; insegnanti, genitori, studenti, operatori e utenti della scuola, non aspettavano altro che un’occasione per esprimere disagio, rabbia, incredulità, stupore, in modo, peraltro, garbato e creativo.

Per uscire dalla crisi, tutti i grandi paesi, sia quelli governati dalla destra che quelli governati dalla sinistra, sia quelli europei che quelli extraeuropei, investono su scuola, università, ricerca, cultura.
Infatti, nella società della conoscenza riuscirà ad imporsi chi riuscirà a vincere la battaglia dei cervelli. L’Italia, purtroppo, ha scelto la strada opposta. E’ come se una famiglia in difficoltà economiche, non mandasse i figli a scuola per poter comprare un Suv.
Gli effetti di questa impostazione appaiono devastanti.
La riduzione del tempo pieno e del tempo scuola settimanale, implicano minori servizi alle famiglie e minori strumenti formativi per gli allievi. Nei quartieri a rischio, dove le scuole costituiscono l’unico baluardo di legalità, i ragazzi passeranno meno tempo fra i banchi e più tempo in strada.
Inoltre, la drastica contrazione del numero di insegnanti di sostegno toglie opportunità di inserimento sociale ai più sfortunati, soprattutto in quelle zone dove la scuola rappresenta l’unico canale di integrazione.
Accanto all’abbassamento del livello dell’offerta formativa, c’è il dramma occupazionale che colpisce le fasce più deboli, cioè le donne, che nella scuola operano per l’80 %, i precari, usati nel momento del bisogno e poi buttati via, i giovani laureati.

Generalmente, la reazione alla nostra iniziativa è stata di curiosità e, talvolta, di collaborazione, sia da parte dei colleghi, sia da parte dei ragazzi.

Alla politica suggeriamo di attivare un ammortizzatore sociale a costo zero. Riconosciamo a chi ha insegnato per 180 giorni nella scuola pubblica (anche con più contratti) la legittimità del punteggio, per non essere scavalcati in graduatoria.

A chi subirà questi tagli alla cieca, proponiamo di far conoscere il vero volto di questa scuola senza qualità, in trincea senza le scorte dei magistrati, senza i soldi degli industriali, senza i riflettori dei tg, senza il sostegno della politica, senza strutture adeguate. Come se fosse normale, vanno a cercare a casa gli alunni “speciali”, restano a scuola oltre l´orario per risolvere certe situazioni, devono sostituirsi al padre, alla madre, alla polizia, al medico, subiscono intimidazioni e danneggiamenti, pagano la refezione ai bambini, comprano vestiti e occhiali, macinano, precari e pendolari, centinaia di km al giorno.
Nessun disegno riformatore può andare in porto senza il consenso di quanti vivono, lavorano, studiano all’interno delle aule scolastiche. Li si ascolti: è come leggere un romanzo, ma è tutto vero.

Guglielmo La Cognata, Marinella Spina

Sotto riportiamo il bando di concorso con il contatto mail per avere maggiori informazioni:

PREMIO DI SATIRA
GELMINI SARTA SUBITO!
PIU’ SI TAGLIA PIU’ SI RAGLIA

Art. 1) Fateci ridere, liberateci dalle ragnatele mentali, stupiteci. Ogni cosa ha sempre un’altra faccia, come la luna. E’ questo il lato delle cose che genera meraviglia.

Art. 2) La partecipazione al concorso è assolutamente gratuita e aperta a tutti coloro i quali non hanno Ketchup nelle vene.

Art. 3) L’obiettivo di fondo di questa sfida all’ultimo neurone è quello di utilizzare la forza comunicativa della satira per coinvolgere il personale docente e non docente, le famiglie, gli studenti, tutti coloro i quali non hanno il quoziente intellettivo di una nespola, in una discussione critica sui rischi e le opportunità legate ai rilevanti cambiamenti che investiranno l’universo formativo, il luogo dove i sogni imparano a camminare. Pertanto, il contenuto dell’opera deve essere inscindibilmente connesso al tema del premio: “LA SCUOLA DELLE LIBERTA’ ”.

Art. 4) Sono ammesse poesie, battute, filastrocche, slogan, barzellette, brevi epigrammi, vignette, canzoni, miniracconti, qualunque idea creativa, purché di lunghezza tassativamente non superiore a 30 righe da 60 battute (una cartella, spazi inclusi). Ogni partecipante può inviare un solo scritto
(anche in lingua straniera, dialetto o “gotico vampirico”, purché accompagnato da traduzione italiana).

Art. 5) Gli scritti vanno inviati esclusivamente via e-mail, in formato .doc, entro e non oltre il 15 Settembre 2010, al seguente indirizzo: gelmini.sarta.subito@hotmail.it. Ogni candidato deve allegare all’elaborato un breve curriculum, i dati anagrafici e una dichiarazione firmata attestante che l’opera è di esclusiva produzione personale, inedita, mai premiata né segnalata in altri concorsi.

Art. 6) La valutazione delle opere è affidata al giudizio insindacabile e inappellabile della giuria, i cui nomi verranno resi noti il giorno della premiazione.

Art. 7) I primi classificati riceveranno come premio oltre l’attestato, la coppa e la pubblicazione on line dell’opera, la visibilità garantita dalla partecipazione al concorso di idee e … una sorpresa indimenticabile! L’attribuzione dei premi è subordinata, pena la decadenza, alla presenza dei vincitori (o di loro delegati) alla cerimonia conclusiva.
La premiazione si terrà in data e luogo da destinarsi, indicativamente a Catania intorno alla fine del mese di settembre. Luogo e giorno precisi verranno comunicati direttamente ai vincitori via e mail; gli altri concorrenti potranno verificarli su Facebook, digitando “Premio Gelmini sarta subito!”, oppure richiederli per posta elettronica all’indirizzo: gelmini.sarta.subito@hotmail.it  .

Art. 8) Pur garantendo la massima attenzione, la Segreteria declina ogni responsabilità per l’eventuale smarrimento degli elaborati

Art. 9) Ogni autore è responsabile del contenuto delle proprie opere. Non verranno presi in considerazione gli scritti pervenuti in ritardo, che violano le regole del bando, che si collocano al di là dei confini della decenza e del buon gusto.

Art. 10) I diritti delle opere che partecipano al concorso restano di completa ed esclusiva proprietà degli autori, ad eccezione di quelli concernenti la pubblicazione a stampa e/o on line (a cura degli organizzatori del premio, senza alcun compenso per gli autori).

Art. 11) Con l’invio degli elaborati partecipanti al premio, l’interessato acconsente, ai sensi della normativa vigente sulla privacy, al trattamento dei dati personali, limitatamente agli scopi del concorso in oggetto. I dati dei concorrenti non verranno comunicati né diffusi a terzi e in qualsiasi momento si potrà chiedere l’aggiornamento o la cancellazione, scrivendo alla nostra segreteria.

Art. 12) L’organizzazione si riserva il diritto di apportare modifiche al presente regolamento, qualora dovessero verificarsi circostanze contingenti non previste. In tal caso, verrà data tempestiva comunicazione agli interessati.

Art. 13) Con l’invio dell’elaborato l’autore attesta, sotto la propria responsabilità, che l’opera è in regola con le norme del bando di concorso, che ne ha preso visione e che ne accetta ogni sua parte. Per quanto non esplicitamente dichiarato è abilitata a decidere, in piena autonomia, la segreteria del Premio.

Art. 14) Per eventuali informazioni potete rivolgervi all’indirizzo e-mail: gelmini.sarta.subito@hotmail.it  

Art. 15) BUON DIVERTIMENTO!

Guglielmo La Cognata, Marinella Spina, Giovanni Lo Castro

Un appoggio, racconto di Giuseppe Acciaro

Per fortuna non sono in ritardo, sono riuscita a recuperare il tempo perso. Guai se lei si affacciasse alla finestra e se non mi vedesse, ci resterebbe malissimo. E’ lei a volte che me lo chiede, ed io faccio di tutto per accontentarla. Mi succede di rimandare altri impegni importanti pur di accontentarla, ma sono comunque felice di farlo. Lei non vuole che io accenni a qualcuno di questa sua iniziativa, e non posso che darle ragione. Nessuno sarebbe in grado di capirla, la giudicherebbero sciocca e infantile. I suoi compagni di classe non le risparmierebbero certamente gli sfottò.

Mia figlia ha bisogno di comunicare con me, di confidarsi, e non importa se il modo scelto non sia quello canonico. Sta frequentando il secondo anno del Liceo Socio Psico Pedagogico (l’ex Istituto Magistrale), ma ha legato soltanto con un paio di compagne. Alle medie le cose andavano diversamente, era considerata una ragazza allegra e socievole dagli altri scolari, ma ora c’è un altro tipo di situazione. Durante le medie lei non ha mai avvertito una forte competitività da parte degli altri studenti. Aveva la sensazione che si corresse tutti nella stessa direzione, cercando di superare insieme gli ostacoli che spuntano inevitabilmente nel corso di un triennio scolastico. Non si era mai sentita presa di mira da un professore, come invece le è accaduto di recente. Quello che l’ha mortificata maggiormente è avere avvertito come una sorta di persecuzione nei suoi confronti senza che vi fosse una ragione plausibile. Lei non ha mai fatto nulla per irritare o mettersi contro quell’insegnante. Quando lei mi ha parlato di questo suo comprensibile disagio, mi sono lanciata in una serie di supposizioni, e la più accettabile mi è sembrata legata al fatto che mia figlia non sia in buoni rapporti con le studentesse più in vista della classe, quelle che “contano”. So che i genitori di queste ragazze frequentano qualche insegnante al di fuori dell’orario delle lezioni, e questo non mi pare corretto. Delle relazioni sociali di questo tipo influiscono indubbiamente sugli esiti scolastici degli alunni, nel bene e nel male. I giudizi vengono falsati, non contano più nulla le qualità individuali, l’impegno profuso.

Anch’io tanti anni fa frequentai l’allora Istituto Magistrale, ma il corso era di quattro anni, e confrontando il vecchio piano di studi con quello attuale direi che il primo era senza dubbio più organico.

Pensavo di dare una mano a mia figlia, visto che possiedo ancora molti dei vecchi libri, ma i testi che usa lei sono impostati in modo diverso e temo quindi di confonderla.

Eccomi arrivata. Adesso c’è l’intervallo, così Giulia, mia figlia, svolterà in fondo al corridoio, dove non vi sono classi, aprirà la finestra e si affaccerà.

Eccola! Ha un libro in mano…lo riconosco, è il testo base della materia che più la preoccupa legislazione sociale. Giulia scuote la testa, mentre sfoglia rapidamente le pagine del libro, che tiene inclinato. Mi avvicino all’edificio e mi fermo sotto la finestra aperta: così possiamo parlare. Ho già capito che ha bisogno di tutto il mio appoggio.


Il preside e l’insegnante, racconto di Pasquale Faseli

Il preside è come un generale che invece di guidare i soldati in battaglia, si crogiola nelle retrovie mentre riceve gli emissari del nemico ai quali ammicca la sua estraneità al conflitto.

Una mattina l’insegnante di lettere esce come una furia dall’aula della 2a C , e corre, infuocata in viso, il corpo in tensione, le gambe in fibrillazione, dal preside. Bussa alla porta e, senza attendere una risposta, entra. Il preside sta leggendo il quotidiano locale, proprio l’articolo in cui si elogia l’istituto per i risultati ottenuti da alcuni allievi nelle gare provinciali di corsa podistica, ed ha l’aria un po’ delusa perché non c’è la sua foto accanto all’articolo. Alza stancamente lo sguardo, da sopra gli occhiali, sull’intrusa e chiede: “Cosa c’è, va a fuoco la scuola?”

L’intrusa, senza rispondere, gli mette sotto il naso il registro di classe aperto alla pagina di quel giorno e notando l’aria incredula e interrogativa del capo d’istituto dice: “Legga, per favore, la nota che ho appena messo a uno studente”.

Sulla questione note è d’uopo fare una divagazione. In un Collegio Docenti il preside aveva ritenuto esprimere il suo disappunto su come gli insegnanti redigevano le note: calligrafia sciatta, a volte illeggibile, periodare ellittico, e persino casi di uso erroneo del congiuntivo. E concludeva il disappunto dicendo: “Gli studenti ci giudicano”, riferendosi al fatto che le note sui registri di classe potevano essere lette anche dagli studenti. Lui, indubbiamente, sapeva, ma fingeva di non sapere, con quale stato d’animo, e in quali frangenti, un docente compila una nota, che è sempre l’atto finale di una diatriba, con il docente, vituperato e perdente, che si aggrappa alla nota, che è sempre un segno di resa, come ad un salvagente, nella speranza di tenere ancora a galla un po’ della sua dignità. E in quelle condizioni forse persino Alessandro Manzoni mancherebbe l’uso del congiuntivo.

Tornando al nostro preside, costui, dopo aver letto la nota, esclama: “Professoressa, che volgarità…!”

“In che senso, scusi!” risponde la professoressa, ancora in fibrillazione.

“Lei scrive: -Lo studente B., dopo ripetuti richiami al silenzio, risponde all’insegnante: Mi hai rotto il cazzo!-”

“Ha detto proprio cosi!” fa l’insegnante.

“Avrà detto proprio così, io non lo metto in dubbio, ma lei poteva scrivere c col puntino.”

“Ma lui non ha detto c col puntino, ha detto proprio cazzo!”

“Sì, però noi siamo educatori e non possiamo fare nostri, i turpiloqui degli allievi, intendo dire…”

“Senta preside, in questo momento non conta ciò che lei intende dire, conta ciò che lei intende fare”.

“E cosa vorrebbe che facessi?” chiede il preside, e nel mentre allinea i fogli di giornale, scompigliati durante la lettura, ché in quel momento gli sembra la cosa più urgente da fare.

“Il fatto è grave, questo non può metterlo in dubbio, io non vengo a scuola per farmi insultare, impunemente dico.”.

“Si potrebbe convocare il Consiglio di Classe, ma non penso che ne valga la pena. In un’altra classe è stato convocato perché uno studente aveva lanciato un piombino contro l’insegnante di chimica, colpendola su un sopraciglio; e l’insegnante era dovuta ricorrere al pronto soccorso, con una prognosi non ricordo di quanti giorni. In quel caso è stato deliberato di sospendere lo studente per cinque giorni.”.

“Solo cinque giorni?”

“Sa, lo studente aveva dichiarato di non averlo fatto apposta”.

“Capisco, ma nel mio caso lo studente l’ha fatto deliberatamente!”

“Non l’ha fatto, l’ha detto, tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!”

“Vuole dire che la scuola è in mezzo al mare, o come dice Dante: nave senza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincia, ma bordello!”

“Ci risiamo con le parolacce!” fa il capo d’istituto, togliendosi gli occhiali e mettendo in bella vista la sua faccia da bergamotto; indi aggiunge, ma in tono di congedo: “E poi, alfine, cosa vuole che le dica; nessuno, io spero, l’ha costretta a fare l’insegnante: può sempre cambiare mestiere. Le consiglio adesso di tornare in classe: non si lascia mai una classe scoperta; le responsabilità, abbiamo delle responsabilità!”

Nel tornare in aula l’insegnante aveva un problema in più rispetto a quanto ne era uscita, adesso doveva giustificarsi di fronte alla scolaresca per la mancata comminazione di una adeguata punizione allo studente oggetto della nota. “Ma allora le note a che servono?” pensava “ma soprattutto, io che ci sto a fare qui?”

Nel frattempo il preside, che adesso si chiama Dirigente Scolastico, riprendeva la sua lettura del giornale ma con lo sguardo intorbidato da una punta di malumore, malumore simile, e comprensibilissimo, a quello del Principe di Salina quando rivide la macchiolina di caffè che fin dal mattino aveva ardito interrompere la vasta bianchezza del panciotto.

Altra è la situazione quando il Dirigente Scolastico riceve uno studente, un genitore, un rappresentante degli studenti o dei genitori. Per prima cosa se ha un giornale in mano, lo mette subito via, poi guarda l’interlocutore negli occhi in segno di schiettezza, gli stringe con forza la mano come prova di lealtà, e, nel mentre, sul suo volto rubescente, spunta un sorriso benevolo, che è sì di circostanza, però ben fucinato da apparire quasi vero. Ma non lo fa per calcolo, bensì per istinto naturale.