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Prove invalsi 2011: un no arriva da Cobas Scuola

Pubblichiamo un comunicato stampa di Cobas Scuola Piemonte sulle Prove Invalsi 2011.

LE SCUOLE RIFIUTANO LE SPERIMENTAZIONI SUL MERITO
ORA RIFIUTIAMO LE PROVE INVALSI(CHE NON SONO OBBLIGATORIE)

È ormai chiaro a tutti, anche a coloro che in questi anni si erano affannati a sostenere la “cultura della valutazione”, quale sia la finalità vera dei test INVALSI: agganciare a questi risultati la carriera dei docenti. A SECONDA DI COME I TUOI STUDENTI SVOLGONO I QUIZ, SARÀ STABILITO IL TUO STIPENDIO. È questo infatti il succo delle sperimentazioni sul merito che la Gelmini sta cercando di far partire in 4 città italiane. MA SIA A PISA CHE A TORINO CHE A NAPOLI il Ministero non è riuscito a trovare le 15 scuole che dovevano sottoporsi alla sperimentazione sul merito: i Collegi docenti, in massa e a larghissima maggioranza, hanno detto NO.

Il Ministero allora ha aggiunto altre due città (Milano e Cagliari) ed ha allargato alle intere province di Torino e Napoli la ricerca delle scuole volontarie. I docenti italiani hanno dato, per noi tutti, una grandissima prova di resistenza e di difesa della libertà di insegnamento. Ora
sta a noi opporci nelle nostre scuole alle prove INVALSI che, è bene ricordarlo, non sono affatto obbligatorie.
Gli scorsi anni i Dirigenti scolastici hanno impedito ai Collegi docenti di esprimersi sulla questione delle prove Invalsi affermando che esse sono obbligatorie e che il Collegio non ha
competenza in materia. Tali affermazioni non sono esatte: i dirigenti non ricevono ordini
dall’INVALSI né dal direttore dell’Ufficio Regionale, tanto meno dagli ispettori. I dirigenti devono
presiedere i Collegi Docenti garantendo il rispetto delle scelte didattiche; inoltre devono
ascoltare i genitori e informarli, seriamente. Se non lo fanno, si pongono come esecutori
illegittimi della volontà gerarchica di quelli che considerano loro superiori e calpestano le
prerogative degli organi collegiali. Occorre farglielo notare, perché il conflitto non è tra
insegnanti e dirigenti, ma tra didattica libera degli insegnanti e didattica autoritaria e normativa
del ministero.
1) Quali sono le classi e le materie interessate? Per matematica e italiano, seconde e
quinte della suola primaria, prime della scuola secondaria di primo grado (la classe terza è già
testata con l’esame di stato), seconde della scuola secondaria di secondo grado. Le prove si
svolgeranno nel mese di maggio
2) È vero che le prove INVALSI rientrano negli obblighi di servizio? E’ assolutamente
infondato: il contratto nazionale non prevede nulla di tutto ciò (Cfr CCNL 2006-2009 art. 28 e
art. 29).
3) Le prove Invalsi sono obbligatorie? No, l’unica prova obbligatoria è quella dell’esame di
terza media, prevista dalla legge 176/07 all’interno dell’esame di stato. Per tutte le altre classi
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non esiste alcuna norma che preveda l’obbligatorietà della somministrazione delle prove
INVALSI.
4) È vero che c’è una circolare che parla di obbligatorietà? Sì, è vero; per essere precisi: lo
scorso anno il MIUR ha emanato una circolare (n° 86, del 22 ottobre 2009), quest’anno
addirittura vuole cavarsela con una Nota [Nota 30 dicembre 2010, Prot. N. 3813] che recita: “La
valutazione riguarderà obbligatoriamente tutti gli studenti delle predette classi delle istituzioni
scolastiche, statali e paritarie.” Ma le circolari e le Note ministeriali non sono fonti del
diritto: interpretano la legge e possono prevedere modalità applicative, ma non sono vincolanti,
né tantomeno possono far sorgere diritti o obblighi Su questo punto c’è un’ampia casistica
giurisprudenziale ma sono, in particolare, decisive due recenti sentenze della Corte di
cassazione:la sentenza n. 35 del 5 gennaio 2010 prevede che “la violazione di circolari
ministeriali non può costituire motivo di ricorso per cassazione sotto il profilo della violazione di
legge, non contenendo le circolari norme di diritto, ma essendo piuttosto qualificabili come atti
unilaterali, in riferimento ai quali può essere denunciata per cassazione soltanto la violazione
dei canoni legali di ermeneutica contrattuale, nella misura in cui essi sono applicabili anche agli
atti unilaterali, ovvero i vizi di motivazione. Peraltro, le circolari dell’amministrazione finanziaria,
che non hanno poteri discrezionali nella determinazione delle imposte dovute, non vincolano né
i contribuenti nè i giudici e non costituiscono fonti di diritto e, quindi, anche sotto tale profilo, ai
predetti atti ministeriali non si estende il controllo di legittimità della Corte di cassazione”. Altra
sentenza storica ed importante sul punto è quella della Cassazione Sezione Unite n. 23031 del
2 novembre 2007 con la quale, in modo si ritiene definitivo, è stato espresso il corretto valore di
una circolare emanata dalla pubblica amministrazione: natura di atti meramente interni della
pubblica amministrazione che esprime esclusivamente un parere dell’amministrazione e non
vincola addirittura la stessa autorità che l’ha emanata. La Sentenza ribadisce, richiamando le
precedenti pronunce sull’argomento, che ogni circolare per la sua natura e per il suo contenuto
(di mera interpretazione di una norma di legge), non potendo esserle riconosciuta alcuna
efficacia normativa esterna, non può essere annoverata fra gli atti generali di imposizione in
quanto esse non possono nè contenere disposizioni derogative di norme di legge, ne’ essere
considerate alla stregua di norme regolamentari vere e proprie. La sentenza si spinge oltre: la
circolare nemmeno vincola, a ben vedere, gli uffici gerarchicamente sottordinati, ai quali non è
vietato di disattenderla , senza che per questo il provvedimento concreto adottato dall’ufficio
(atto impositivo, diniego di rimborso, ecc.) possa essere ritenuto illegittimo “per violazione della
circolare”: infatti, se la (interpretazione contenuta nella) circolare è errata, l’atto emanato sarà
legittimo perchè conforme alla legge, se, invece, la (interpretazione contenuta nella) circolare è
corretta, l’atto emanato sarà illegittimo per violazione di legge. Il ragionamento è oltremodo
condivisibile allorquando i giudici indicano che ammettere nelle circolari opinioni interpretative
dell’amministrazione con vincoli equivale a riconoscere all’amministrazione stessa un potere
normativo in conflitto con la carta costituzionale che assegna tale potere al Parlamento.
Cassazione, Sezione Unite n. 23031 del 2 novembre 2007.
Naturalmente se una circolare non vincola gli uffici gerarchicamente sottordinati, tantomeno
può vincolare un’ Istituzione scolastica dotata di autonomia e men che mai può farlo una
semplice nota”!
5) È legittimo che il Dirigente aderisca in nome della scuola alle prove INVALSI? No; la
dirigenza scolastica non ha alcuna facoltà di aderire alle prove Invalsi poiché tale decisione è
nella esclusiva competenza del Collegio dei Docenti. Il Dirigente Scolastico deve, invece,
esercitare i propri poteri (tra i quali non rientra l’adesione ad attività di valutazione senza il voto
favorevole del Collegio) nel rispetto delle competenze degli Organi Collegiali (comma 2, art 25
del D.L.vo n° 165/2001). Gli atti unilaterali dei Dirigenti, sulla materia in oggetto, non possono
avere alcun carattere imperativo per il personale docente il quale non è tenuto in alcun modo a
partecipare direttamente alla somministrazione delle prove INVALSI, né a collaborare
all’eventuale organizzazione delle stesse.
6) Il Collegio Docenti può deliberare la non adesione alle prove INVALSI? Certamente sì: il
Collegio docenti ha competenza generale in campo didattico da esercitare nel rispetto della
libertà insegnamento del singolo docente costituzionalmente garantita. Infatti, l’art. 7 comma 2
del testo unico sulla scuola prevede che “il collegio dei docenti: a) ha potere deliberante in
materia di funzionamento didattico del circolo o dell’istituto. In particolare cura la
programmazione dell’azione educativa anche al fine di adeguare, nell’ambito degli ordinamenti
della scuola stabiliti dallo Stato, i programmi di insegnamento alle specifiche esigenze
ambientali e di favorire il coordinamento interdisciplinare. Esso esercita tale potere nel rispetto
della libertà di insegnamento garantita a ciascun docente; ..
d) valuta periodicamente l’andamento complessivo dell’azione didattica per verificarne l’efficacia
in rapporto agli orientamenti e agli obiettivi programmati, proponendo, ove necessario,
opportune misure per il miglioramento dell’attività scolastica; …) adotta o promuove nell’ambito
delle proprie competenze iniziative di sperimentazione in conformità degli articoli 276 e
seguenti”. Inoltre, il regolamento sull’autonomia (DPR n. 275/99) prevede all’art. 4 c.4 :”
Nell’esercizio della autonomia didattica le istituzioni scolastiche assicurano comunque la
realizzazione di iniziative di recupero e sostegno, di continuità e di orientamento scolastico e
professionale, Coordinandosi con le iniziative eventualmente assunte dagli enti locali in materia
di interventi integrati a norma dell’articolo 139, comma 2, lett. b) del decreto legislativo 31 marzo
1998, n. 112. Individuano inoltre le modalità e i criteri di valutazione degli alunni nel
rispetto della normativa nazionale ed i criteri per la valutazione periodica dei risultati
conseguiti dalle istituzioni scolastiche rispetto agli obiettivi prefissati”
La Nota Miur è in palese contrasto con le norme citate, in quanto impone al Collegio docenti
una specifica tecnica di valutazione dell’andamento complessivo dell’azione didattica,
riducendone quindi arbitrariamente la discrezionalità e la competenza
7) Se il Collegio Docenti ha espresso un voto contrario alle prove INVALSI, ma il Dirigente
ha già iscritto la nostra scuola, possiamo ugualmente rifiutarci di somministrare le prove? Sì; è il
Dirigente che ha compiuto un atto illegittimo visto che ogni decisione che riguarda la didattica
deve essere deliberata dal Collegio Docenti. Senza una delibera favorevole del Collegio,
nessuno può imporre una qualsiasi attività ai docenti;
8) Se la nostra scuola è una scuola campione, è vero che siamo obbligati a svolgere le
prove? Non è affatto vero; il fatto di essere una scuola campione non inficia tutto l’assetto
normativo finora ricordato. Essere una scuola campione significa solamente che il giorno della
somministrazione saranno presenti a scuola dei somministratori esterni. Ma ovviamente
nemmeno loro hanno il potere di sovvertire una decisione contraria del Collegio Docenti.
9) Può il Dirigente obbligarci a riunioni di preparazione alla prova INVALSI e ad altre ore d i
lavoro per la loro correzione? E’ cosa totalmente illegittima: il lavoro straordinario deve essere
previsto dal Pof, cioè essere approvato dal Collegio docenti; inoltre è opportuno precisare che il
lavoro straordinario è volontario e non può essere imposto con un obbligo di servizio; esso, altro
dettaglio, deve essere pagato, perché la correzione delle prove Invalsi non rientra nelle 40 + 40
ore previste dal Contratto nazionale.
10) È legittimo cambiare la programmazione giornaliera di una classe per effettuare le
prove? È legittimo che il giorno delle prove alcuni docenti siano mandati in altre classi? No, si
tratta di violazione della libertà di insegnamento: la programmazione dell’attività didattica è
liberamente scelta dall’insegnante; solo una delibera del Collegio può permettere modifiche di
questo tipo. Dunque il giorno delle prove comportiamoci così: qualunque richiesta di modificare
il normale andamento della didattica (lasciare la nostra classe per permettere la
somministrazione del test ad altri colleghi, nostro spostamento in altra classe per somministrare
il test, spostamento della nostra classe nel nostro orario in altro locale della scuola, ecc.)
rifiutarsi e chiedere al DS un ordine di servizio scritto.
11 ) Cosa può fare la RSU? La Rsu può chiedere un incontro (e congiuntamente inviare una
lettera) con il DS in cui si chiarisca che, senza una delibera del Collegio che approvi l’adesione
agli Invalsi, si impugneranno gli ordini di servizio sui cambiamenti di orario e di programmazione
in quanto illegittimi, chiamando il DS a pagare di tasca propria il lavoro in più svolto dai docenti
(ad es. nella correzione delle prove).
12) Cosa possono fare i docenti? Pretendere che il Collegio si esprima e, nel caso in cui il
DS rifiuti di mettere l’argomento all’odg, raccogliere le firme per un collegio docenti
straordinario: il DS infatti è obbligato a convocare il Collegio se 1/3 dei componenti ne fa
richiesta.

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Cobas Scuola Piemonte: ma quali intese e quali scatti ripristinati?

Confrontate i cedolini di Dicembre 2010 con quelli di Gennaio 2011:capirete che gli scatti sono stati bloccati per 2 anni
E Cisl, Uil, Snals e Gilda cantano vittoria: PAZZESCO!!!!
E’ stato firmato il decreto di “sblocco” degli scatti di anzianità e, ancora una volta, troviamo le “sorprese”riservataci dai sindacati firmatari che inneggiano alla vittoria e attaccano gli “irresponsabili” che hanno sempreparlato di “accordo truffa”.
Ebbene si, noi confermiamo che la finanziaria estiva di Tremonti e l’accordo tra MIUR e CISL, UIL,SNALS e GILDA è stata una truffa per i lavoratori della scuola.
Spiegateci voi cosa c’è di positivo nella firma del decreto che ripristina solo 1 anno su 3!!!
• Spiegate ai lavoratori della scuola che per avere un anno di “sbocco” dell’anzianità, la scuola ha
subito il più grande licenziamento di massa di tutta la storia italiana. In cambio del taglio di
personale e di risorse della scuola Cisl, Uil, Snals e Gilda, applaudono al governo che restituirebbe una
quota di salario che non avrebbe dovuto essere tagliata, perchè inserita nel contratto collettivo
nazionale. A meno che non spieghino ai lavoratori che il CCNL (oltre al fatto di averlo“congelato”
per 4 anni) non ha più valore e in qualsiasi momento la parte padronale può “ritoccare” (Accordo
Fiat docet).
• Spiegate che il contratto della scuola è stato bloccato per 4 anni!!
• Spiegate come mai sul cedolino di Gennaio 2011 le scadenze degli scatti di anzianità sono state
“allungate” di 2 anni. Invitiamo tutti i lavoratori della scuola a controllare i propri cedolini di
dicembre 2010 e confrontarli con quelli di Gennaio 2011: noterete che chi aveva, per esempio, il
contratto in scadenza nel 2012 adesso lo avrà nel 2014. Ciò significa che il blocco dei 2 anni, come
avevamo sempre detto e scritto, è rimasto anzi è stato “ufficializzato” con l’inserimento nel
cedolino.
Chiaramente ci direte che il prossimo anno farete una ulteriore verifica dei risparmi (cioè dei fondi tagliati alla
scuola, ai precari) e verificherete se ci sarà la possibilità di un ulteriore “sblocco”, nel frattempo tutti i
lavoratori avranno “assorbito il colpo” e quindi sarà naturale mantenere le cose come stanno.
Stiamo assistendo ad un attacco contro i diritti dei lavoratori che non ha precedenti: in parallelo a quello
micidiale alla scuola pubblica, il capo-Fiat Marchionne guida l’assalto contro ciò che resta dei diritti degli operai:
tutto ciò con la complicità dei sindacati concertativi. Per tutte queste ragioni, nel quadro dello sciopero
generale che i COBAS hanno convocato, estendendo a tutti lo sciopero indetto dalla Fiom per i
metalmeccanici, IL 28 GENNAIO SCIOPERA’ LA SCUOLA PUBBLICA, DOCENTI, ATA E PERSONALE
AMMINISTRATIVO, STUDENTI, RICERCATORI, DALLA SCUOLA DELL’INFANZIA ALL’UNIVERSITA’, per
battere l’arroganza governativa e padronale, per massicci investimenti nella scuola e nell’Università, per
l’assunzione a tempo indeterminato dei precari, lo sblocco dei contratti e degli scatti di anzianità, la
cancellazione delle “riforme” Gelmini, del decreto Brunetta e delle sperimentazioni-truffa, la restituzione a tutti
della democrazia sindacale e del diritto di assemblea.
28 GENNAIO SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA E DELL’UNIVERSITA’
MANIFESTAZIONE A TORINO ORE 9,00 STAZIONE DI PORTA SUSA

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La paghetta meritocratica a scuola: qual’è la vera posta in gioco?

Ad oggi 91 Scuole di Torino hanno detto no alla sperimentazione, il progetto della Gelmini è fallito!!!

Un Governo impresentabile, attraverso un Ministro inqualificabile, ha avuto la “pensata” di comprare con un piatto di “fave” la categoria dei lavoratori intellettuali. Gli scatti stipendiali sono svaniti (come in Grecia), IL CONTRATTO è stato “scippato” dai malviventi.

La crisi della Grande Finanza Speculativa (i Banditi armati di mouse) viene scaricata sui dipendenti pubblici, sui lavoratori, sui giovani. A fronte di un colossale furto di denaro dalle NOSTRE TASCHE si è pensato di dare una briciola avvelenata al “merito”: una quattordicesima mensilità-insulto-alla-categoria

Ma cosa c’è veramente in gioco?

L’elemosina in tempi grami può essere fonte di corruzione della mente. Può capitare che qualche ingenuo caschi nella trappola, perciò è indispensabile vederci chiaro.
La paghetta del presunto “merito”(sigh!) è solo il primo passo per dividere e imperare.

Il secondo passo sarà quello di poter derogare dal Contratto Nazionale per istituire un contratto privato di lavoro ad personam in base al quale chiunque sarà in balia del datore di lavoro.

In realtà, come insegna il disegno di legge Aprea, si vuole dare ai Presidi e ai Dirigenti REGIONALI il potere di premiare, assumere, licenziare a proprio piacimento senza alcuna regola, senza alcun contrappeso democratico.

Immaginiamo cosa potrebbe accadere nel prossimo futuro:
già oggi, i Dirigenti Regionali sono nominati con lo spoil system, quindi con nomina politica, infatti si tratta di persone politicamente “allineate”, (qui il merito c’entra?), figuriamoci!

ALCUNE CONSIDERAZIONI INATTUALI

Se passasse la logica dello spoil system esteso anche ai Presidi e agli insegnanti cosa accadrebbe?
E’ facile supporre che in una scuola dove il Preside può decidere della sorte lavorativa (assumere e licenziare a piacere, secondo gradimento e allineamento ai propri desiderata), le persone sarebbero totalmente ricattabili.
Quale bravura? quale merito?
In un Paese ultra clientelare, ultra nepotista, ultra corrotto, come l’Italia, chi garantirebbe che le assunzioni sarebbero ispirate a principi democratici? Chi garantirebbe che le scuole non diventerebbero una parentopoli e un ufficio di caporalato e collocamento a discrezione del preside di turno?
E se un insegnante “bravo” non fosse allineato, sarebbe ugualmente “premiato”???
Conoscendo come molti presidi, purtroppo, hanno frainteso i “poteri” derivanti dall’avvento dell’autonomia, spesso interpretando le norme in modo alquanto opinabile, è lecito supporre che molti diventerebbero ancora più deliranti se fossero privi di controllo democratico.

Ultima considerazione

Con la lotta contro il Concorsaccio, primo tentativo del Ministro Berlinguer di dividere la categoria, miseramente fallito, siamo riusciti a mandarlo a casa!
La Moratti ci ha riprovato con alcuni altri provvedimenti, ma ha fallito anche Lei.
E’ possibile che gli Insegnanti Italiani abbiano perso la memoria e non siano in grado di mandare a casa la “laureata” Ministra Gelmini, vuota spoglia di ministri di ben altro calibro???

GLI INSEGNANTI E LE SCUOLE SI ATTREZZINO PER RESPINGERE CON FORZA LA SPERIMENTAZIONE-TRUFFA SUL MERITO COME STANNO FACENDO LE SCUOLE DI TORINO!

Elenco delle scuole di Torino e provincia, aggiornato al 22/12/2010, che hanno votato contro la sperimentazione

Convitto Nazionale “Umberto I”
D.D. “Agazzi”
D.D. “Anna Frank”
D.D. “Baricco”
D.D. “Casalegno”
D.D. “Collodi”
D.D. “Costa”
D.D. “Duca D’Aosta”
D.D. “Gabelli”
D.D. “Gambaro”
D.D. “Gobetti”
D.D. “Ilaria Alpi”
D.D. “Manzoni”
D.D. “Mazzarello”
D.D. “Novaro”
D.D. “Pacchiotti”
D.D. “Parini”
D.D. “Parri”
D.D. “Re Umberto”
D.D. “Santorre di Santarosa”
D.D. “Toscanini”
IA “Passoni”
IC “Gozzi Olivetti”
IC “Cairoli”
IC “Cena”
IC “Da Vinci”
IC “King”
IC “Marconi-Antonelli”
IC “Marconi”
IC “Padre Gemelli”
IC “Regio Parco”
IC “Saba”
IC “Salvemini”
IC “Tommaseo”
IC “Turoldo”
IC “Umberto Saba”
IC “Vivaldi-Murialdo”
IC Mirafiori
IC Via Asigliano Vercellese
IC Via Sidoli
IIS “Beccari”
IIS “Bodoni – Paravia”
IIS “Einstein”
IIS “Giolitti”
IIS “Majorana”
IIS “Primo Levi”
IM “Berti”
IM “Regina Margherita”
IPA “Colombatto”
IPC “Boselli”
IPC “Bosso – Monti”
IPC “Lagrange”
IPS “Giulio”
IPS “Zerboni”
IPS Steiner
IPSIA “Birago”
IPSIA “Galilei”
IPSIA “Plana”
ITAS “Santorre di Santarosa”
ITC “Arduino”
ITC “Luxemburg”
ITC “Russell – Moro”
ITC “Sommeiller”
ITCG “Guarini”
ITIS “Avogadro”
ITIS “Ferrari”
ITIS “Grassi”
ITIS “Peano”
L.S. “Copernico”
LA “Cottini”
LA Primo
LC “Gioberti”
LC “Alfieri”
LC “Cavour”
LC “D’Azeglio”
LS “Gobetti”
LS “Cattaneo”
LS “Galileo Ferraris”
LS “Giordano Bruno”
S.M.S. “Alvaro – Modigliani”
S.M.S. “Antonelli”
S.M.S. “Bobbio”
S.M.S. “Dante Alighieri”
S.M.S. “Frassati”
S.M.S. “Meucci”
S.M.S. “Nievo Matteotti”
S.M.S. “Nigra”
S.M.S. “Peyron – Fermi”
S.M.S. “Vian”
S.M.S. “Viotti”
Scuola Internazionale Europea “Altiero Spinelli”

Provincia
D.D. 1 Circolo Ciriè (To)
D.D. 2 Circolo Orbassano (To)
D.D. Carignano (To)
DD 2 Circolo Pinerolo (To)
IC Caselle-Mappano (To)
IC Santena (To)
IIS “D’Oria” Ciriè (To)
IIS “Erasmo da Rotterdam” Nichelino (To)
IIS “Galileo Ferraris” Settimo Torinese (To)
IIS “Martinetti” Caluso (To)
IIS “Prever” Pinerolo (To)
IIS “XXV Aprile” Courgè (To)
L.C. “Porporato” Pinerolo (To)

Pino Iaria

 

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Cobas Scuola Piemonte interviene in maniera forte su valutazione insegnanti e scatti di anzianità

Hanno tagliato 150.000 posti di lavoro, hanno distrutto la scuola pubblica per finanziare (forse!!) una voce contrattuale (solo per il 2011!!) che avevano unilateralmente e illegittimamente eliminato. E Cisl, Uil, Snals e Gilda cantano vittoria: PAZZESCO!!!!

In questi ultimi tre giorni tutti i giornali hanno riportato la notizia dello “sblocco” degli scatti di anzianità con i sindacati firmatari che inneggiano alla vittoria e attaccano gli “irresponsabili” che hanno sempre parlato di “accordo truffa”.

Ebbene si, confermiamo che la finanziaria estiva di Tremonti e l’accordo tra MIUR e CISL, UIL, SNALS è stata una truffa per i lavoratori della scuola.

Intanto chiariamo subito che non è assolutamente vero che gli scatti triennali siano stati, ad oggi, ripristinati:

Perchè non ci sembra sia stato emanato ancora alcun decreto (sarebbe dovuto già arrivare da luglio, vero??); siamo, quindi, ancora nella fase delle promesse.

Perchè Il famoso comma 14 dell’art. 8 della finanziaria recita che il 30% dei risparmi (tagli!!) ottenuti nella scuola con la Finanziaria del 2008 e che erano stati destinati a premiare il merito ( art. 64,..), circa 2 miliardi di euro, sarebbero stati invece dati a tutto il personale, come una sorta di “risarcimento” per il furto di tre anni di anzianità. Recupero irrisorio, perché la cifra in ballo, un po’ meno di 2 miliardi, divisa su tutti portava ad un recupero pro-capite sui 2000 euro (ovviamente lordi), a fronte di una perdita causata dai tre anni di anzianità rubati, di 30.000 – 40.000 euro nella vita lavorativa

Perchè, anche fosse vero quello che scrivono i “difensori” dei lavoratori, ricordiamoci che per avere un anno di “sbocco” dell’anzianità (perchè di questo, al massimo si tratterebbe), la scuola ha subito il più grande licenziamento di massa di tutta la storia italiana. In cambio del taglio di personale e di risorse della scuola Cisl, Uil, Snals e Gilda, applaudono al governo che restituirebbe una quota di salario che non avrebbe dovuto essere tagliata, perchè inserita nel contratto collettivo nazionale. A meno che non spieghino ai lavoratori che il CCNL (oltre al fatto di averlo “congelato” per 4 anni) non ha più valore e in qualsiasi momento la parte padronale può “ritoccare” (Marchionne docet).

Ma la cosa che, tra le tante, ci conferma la “svendita” di Cisl, Uil, Snals e Gilda (e, su questo aspetto, anche della Cgil) è la posizione assunta sulla “carriera” degli insegnati.

Posizioni ormai note: ricordiamo che il primo a intervenire su questa materia è stato Berlinguer con il noto “concorsone” voluto da tutti i sindacati confederali (che avevano già preparato i libri e attivato i corsi di preparazione) ma rigettato dalla categoria che, dal basso, fece ritirare il progetto e dimettere il ministro.

Oggi ripartono all’attacco con un progetto sperimentale rivolto ai singoli insegnanti da attuare nel corrente anno scolastico a Napoli e Torino coinvolgendo 20 scuole per città, concedendo una mensilità di premio al 20% dei docenti tra quelli che ne fanno domanda. Chi deciderà all’interno della scuola il 20% degli insegnanti cui assegnare il premio? Semplice, siamo nell’era Brunetta, quindi ci sarà un nucleo composto dal dirigente e da due docenti eletti con voto segreto dal collegio dei docenti. E quali sono gli indicatori? Curriculum, scheda di autovalutazione (???), attività connesse al profilo dei docenti previste dal contratto vigente e, udite udite, apprezzamento da parte di genitori e studenti.

Stiamo davvero raggiungendo il punto di non ritorno: la questione della valutazione e del merito, che per i sindacati doveva rappresentare il punto di arrivo della scuola dell’autonomia, della scuola azienda, di fatto rappresenta il vero nuovo volto della scuola italiana, quello della scuola “miseria”.

Invitiamo tutti i collegi docenti delle scuole torinesi a non aderire alla sperimentazione, battiamoci per riavere i nostri soldi, il nostro contratto e tutti i nostri diritti.

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Azione eclatante di un docente dell’ITC LUXEMBURG di Torino

VENERDI’ 15 OTTOBRE, IN OCCASIONE DELLO SCIOPERO DELLA SCUOLA, UN INSEGNANTE, RSU COBAS SCUOLA, SI CALERA’ DAL TETTO DELLA SCUOLA E RIMARRA’ APPESO PER TUTTO IL GIORNO

Venerdì 15 Ottobre, in occasione dello sciopero generale della scuola indetto dai Cobas Scuola, un insegnante, RSU Cobas dell’ITC “Rosa Luxemburg” (Corso Caio Plinio 6, Torino), alle ore 8,00 si calerà in corda doppia dal tetto sulla facciata dell’Istituto. Attaccherà manifesti e cartelli e rimarrà sospeso alle corde per tutta la giornata per protestare contro la pseudo-riforma Gelmini, i tagli di Tremonti e l’affossamento della scuola pubblica.

Inviterà colleghi e alunni a partecipare alla manifestazione delle ore 9,30 in Piazza Arbarello.

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Per i precari della scuola di Torino uno stato di precarietà permanente

Questa è la situazione della scuola, a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, di fronte ai tagli agli organici e alle risorse previsti dalla legge 133/08, alla quale si aggiunge la pesantezza della manovra economica estiva, che ha previsto, tra l’altro, il blocco dei Contratti e degli scatti di anzianità per il personale di ruolo.
MA PER IL PERSONALE PRECARIO la situazione è sempre più tragica
Altri 41.000 posti sono stati tagliati con la seconda trance della legge 133 e, nonostante tutto, visto i pensionamenti, i posti vacanti per le immissioni in ruolo sarebbero stati oltre 30.000: questo a testimoniare l’enormità del lavoro precario sfruttato nella scuola (circa 200 mila i supplenti docenti e ata), visto il notevole risparmio di cui gode l’Amministrazione la quale risparmia su ogni supplente circa 8.000 € l’anno, tra stipendi estivi non pagati e scatti di anzianità di cui i precari non godono (e che comunque neppure quelli di ruolo ne godranno, almeno per un triennio).
Solo 10.000 docenti e 6.500 Ata sono stati invece assunti di ruolo
Con i nuovi tagli circa 20.000 docenti e ata, che l’anno scorso avevano stipulato un contratto annuale o fino al termine dell’attività didattica, rimarranno fuori dalle nomine, soprattutto per alcune classi di concorso (pensiamo al taglio delle ore con l’avvio della cosiddetta riforma delle superiori) e al Sud, dove già sono in corso scioperi della fame e azioni esasperate di protesta che devono trovare – con l’approssimarsi dell’inizio dell’anno scolastico – una generalizzazione e soprattutto forme incisive di lotta, come è stato, lo scorso giugno, lo sciopero nei giorni degli scrutini.
E’ importante, però, sottolineare l’importanza di non delegare ai soliti sindacati “rappresentativi” (che sarebbe meglio chiamare “concertativi”) le sorti delle migliaia di docenti e Ata che da precari si ritroveranno disoccupati, senza possibilità, vista la situazione generale del mondo del lavoro, di trovare alcuna occupazione.
Non vogliamo forme di ammortizzazione sociale (vedi l’ “ammazza precari”, che è una ulteriore presa in giro e un ritorno, anche nelle scuole, a forme di caporalato):
VOGLIAMO LAVORARE COSI’ COME ABBIAMO FATTO IN TUTTI QUESTI ANNI , PERMETTENDO ALLA SCUOLA PUBBLICA IL NORMALE SVOLGIMENTO DELLE LEZIONI
Ed è, per tutti noi, una offesa sentire presunti “rappresentanti dei lavoratori” (vedi La Stampa del 28/08/2010) dichiarare che “…i docenti che hanno manifestato venerdì scorso occupando via Pietro Micca (sede dell’Usr regionale) sono stati colpiti dai tagli solo quest’anno, altre materie sono già state martoriate negli anni scorsi. ………. queste manifestazioni estemporanee non portino alcun risultato”
Questo è stato l’obiettivo del Governo e di questi sindacati (Cisl, Uil, Snals prima di tutto) che l’anno scorso non hanno mosso un dito per bloccare la riforma e i tagli, anzi hanno cercato di delegittimare le forme di lotta messe in campo dai Cobas (blocco degli scrutini): dividere i lavoratori e far passare in sordina i tagli e le presunte riforme.
E’ necessario che docenti ed Ata (precari e non) sappiano che i veri loro nemici non sono solo i Governi, che in questi anni si sono succeduti, ma che una forte responsabilità di questa disgregazione è dovuta al ruolo connivente dei sindacati “concertativi” e che solo l’unità di tutti i lavoratori della scuola può invertire la rotta.
Vi invitiamo, quindi, a questi 2 importanti appuntamenti:

Martedì 31 Agosto alle ore 10 all’I.M.“Berti” via Duchessa Jolanda27 chiusura delle convocazioni con Assemblea finale
Giovedì 2 Settembre ore 17 riunione dei precari presso la sede dei Cobas Scuola Via San Bernardino 4 – Torino

Cobas Scuola Piemonte
via San Bernardino 4 – 10141 Torino
tel/fax 011334345 cell.3477150917
e-mail: cobas.torino@yahoo.it
www.cobascuolatorino.it