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Tremonti ci riprova: dopo i tagli al personale i tagli agli stipendi

Pubblichiamo un comunicato dei Cobas di Reggio Emilia sui tagli Tremonti e il prossimo sciopero della scuola del 15 ottobre.

Oramai neanche i giornali parlano più della manovra che, in estate, Tremonti ha fatto votare senza alcuna discussione, con la fiducia, e, soprattutto (come al solito) quando i lavoratori erano in ferie.
Dopo la Legge n° 133, il drammatico e vergognoso licenziamento di massa di 150.000 lavoratori della scuola, il Ministro “entra” direttamente nelle tasche dei lavoratori tagliando salari e pensioni.

Vediamo più nel dettaglio alcuni tagli effettuati:

Contratto (già scaduto il 31/12/2009) bloccato per 3 anni con una perdita media di circa 2500 Euro per lavoratore/trice.
Taglio degli organici e conseguente taglio del salario accessorio (che come si sa è determinato in base agli organici).
Blocco, per legge, degli scatti di anzianità per 3 anni. Fino al 2013 il servizio non è valido neanche ai fini giuridici. Questa misura, gravissima in quanto interviene direttamente su diritti contrattuali dei lavoratori, colpirà indistintamente tutti i lavoratori della scuola. In questi giorni abbiamo letto “fantasiosi” comunicati stampa dei sindacati concertativi (Cisl, Uil, Snals in primis) i quali raccontano la solita favoletta che grazie alla concertazione gli scatti sono stati “sbloccati”. NIENTE DI PIU FALSO!!! Il maxi emendamento, votato il 10 luglio, non modifica affatto questo punto. L’unica integrazione è un riferimento all’articolo che si occupa dello storno dei risparmi derivanti dai tagli previsti dalla legge n° 133/2008 e afferma semplicemente che sarà un decreto di MIUR e MEF a stabilire la reale destinazione. Alcuni lavoratori/trici hanno ricevuto lo scatto stipendiale a settembre non già per la cancellazione del blocco ma semplicemente perché esso riguarda gli anni 2011-2012-2013. Laddove l’articolo di legge parla di “anni non utili al fine della maturazione degli scatti”, si riferisce agli anni scolastici a partire dall’attuale 2010-2011 e quindi quello 2009-2010 era ancora utile ai fini degli scatti, visto che la legge è stata approvata nel luglio 2010 e non vi erano previsti risparmi per il 2010 ma dal 2011 fino a tutto il 2013. E’ bene, quindi, precisare che si tratta non già di un blocco che coinvolge “solo” coloro che matureranno lo scatto di anzianità negli anni compresi tra il 2011 e il 2013, ma di un vero e proprio furto di tre anni per tutti/e: saranno cioè, se non costringiamo il governo a sbloccare gli scatti, tre anni perduti per tutti/e, come se, alla fine della progressione stipendiale, tali anni non fossero lavorati.
Passaggio dal 01/01/2001 dal TFS (buonuscita) al TFR (liquidazione). Questa, secondo noi, è un’operazione voluta fortemente anche dai sindacati concertativi per rilanciare il fondo Espero (qualcuno ricorda??) che, di fatto, è stato in questi anni un vero e proprio fallimento. Ma andiamo con ordine: cerchiamo, innanzitutto, di fare un po’ di chiarezza dimostrando che passare dal TFS al TFR è una truffa per i lavoratori e che aderire al fondo Espero sarà un fallimento.
Fino ad oggi, i lavoratori della scuola assunti a tempo indeterminato prima del 31-12-2000 erano a regime TFS, tutti gli altri sono già a regime TFR. Ma che differenza c’è tra TFS e TFR?

Il TFS o indennità di buonuscita era la somma che veniva corrisposta alla cessazione del servizio: il suo ammontare era determinato dai 13/12 dell’80% dell’ultima retribuzione utile (costituita dallo stipendio e dall’I.I.S.) moltiplicato per il numero degli anni valutabili (inclusi i periodi riscattati):
TFS = 13/12 * 80% (Ult. stip. + i.i.s.) * anni valutabili

Quindi il TFS dipendeva dall’ultimo stipendio e dalle sue variazioni contrattuali che, a loro volta, erano legate alla progressione di anzianità di servizio.
Invece, il trattamento di fine rapporto (TFR) è costituito da una quota pari al 6,91% degli stipendi (comprensivi dell’i.i.s.) e della tredicesima mensilità. Le somme accumulate di anno in anno sono rivalutate annualmente nella misura dell’1,5% fisso più il 75% dell’aumento dell’indice ISTAT.

Cioè, ogni anno si avrà:

TFR = 6,91%della retribuzione utile annua + (1,5% fisso + 75% indice ISTAT) accantonamenti e rivalutazioni precedenti

Il TFR è, quindi, strettamente legato alle retribuzioni effettivamente percepite negli anni passati e all’indice ISTAT (che tutti sappiamo essere molto inferiore dell’inflazione reale).

E’ abbastanza evidente, quindi, che per i lavoratori è più vantaggioso il regime TFS. E non è un caso, appunto, che Tremonti, per legge, impone a tutti/e il passaggio al TFR.

Ma perchè questa manovra può andare bene ai sindacati “concertativi”?

Semplice: prima di questa imposizione chi voleva aderire al fondo Espero doveva passare dal TFS al TFR. Oggi questo problema non si pone più: il passaggio è imposto per legge e, crediamo, i sindacati torneranno alla carica e molti lavoratori/trici potranno cadere nella trappola dei fondi pensione.

Per questo, pensiamo sia cosa utile, ricordare a tutti/ cosa sono i fondi pensione, in particolare Espero.

Espero è un fondo pensione chiuso, gestito da tutti i sindacati “rappresentativi” e dal Ministero dell’Istruzione. I soldi del TFR dei lavoratori saranno investiti in borsa, infatti il rendimento di Espero è legato ai mercati finanziari. Per questo motivo, nella scheda informativa del fondo c’è scritto: ” In nessun caso l’associato ha la garanzia di ottenere, al momento dell’erogazione delle prestazioni, la restituzione integrale dei contributi versati ovvero un rendimento finale rispondente alle aspettative. Non esistono del pari garanzie sul ripetersi in futuro delle perfomance realizzate negli anni precedenti né sul rendimento finale che sarà possibile ottenere al momento del pensionamento”.

Non è certo difficile, oggi con la crisi mondiale in corso, dimostrare che chi ha aderito ai fondi pensione ha perso buona parte della sua liquidazione.

A conti fatti conviene, quindi, non “rischiare” i nostri soldi e, nonostante la truffa stabilita per legge, è opportuno mantenere, dal 01/01/2011, il nostro TFR.

Mobilitiamoci per il ripristino del sistema retributivo e la garanzia di una pensione per tutti i lavoratori, per il rinnovo del contratto, per mantenere il TFS, per lo “sblocco” degli scatti di anzianità.

VENERDI’ 15 OTTOBRE 2010
SCIOPERO GENERALE DELLA SCUOLA
BOLOGNA MANIFESTAZIONE TERRITORIALE
ORE 9.30 USP via De CASTAGNOLI 1

Sciopero scuola Cobas del 15 ottobre: il manifesto

15 ottobre: sciopero generale della scuola. L’avviso per adesione o presa visione è già arrivato a tutti gli istituti. Questa comunicazione ci arriva dall’Ufficio Stampa dei Cobas di Reggio Emilia, sempre attivi e puntuali nel comunicarci le loro iniziative (sia locali che nazionali).

Li ringraziamo pubblicamente per la loro preziosa collaborazione.

Per quanto riguarda lo sciopero e le sue modalità potete sempre far riferimento al sito nazionale dei Cobas Scuola:

www.cobas-scuola.it .