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Ancora sul Tetto degli alunni stranieri in classe

Ambiguità e contraddizioni nella circolare n. 2 dell’8 gennaio 2010 e le dichiarazioni verbali del Ministro

La circolare per le iscrizioni relative all’anno scolastico 2010-2011, ancora non è stata emanata, ma singolarmente è stata preceduta, venerdì 8 gennaio, da un comunicato stampa prima e successivamente dalla CM n. 2 avente come oggetto “indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana”.

La suddetta circolare, quindi, non detta norme in merito all’iscrizione degli alunni privi di cittadinanza italiana, né può costituirne riferimento, pena una inaccettabile discriminazione sul diritto universale all’iscrizione a scuola.

Il comunicato stampa che annunciava il limite del 30% alla presenza di alunni “stranieri” (chi sono?) nelle classi, e pubblicato nel sito del Ministero della Pubblica Istruzione, ha avuto un grande eco su giornali e televisioni, tanto che il Ministro Gelmini è stata intervistata domenica 9 gennaio nella trasmissione “In mezz’ora” da Lucia Annunziata.
Nel corso dell’intervista, Mariastella Gelmini ha dichiarato che nel numero degli alunni “stranieri” non vanno considerati coloro, circa il 36% del totale, che sono nati in Italia ma sono privi di cittadinanza italiana.

In realtà la circolare, ambiguamente, stabilisce una disposizione diversa da quanto sostenuto dal Ministro e cioè che il limite del 30% potrà essere innalzato, con determinazione del Direttore Regionale dell’ufficio scolastico regionale, a fronte della presenza di alunni stranieri (come può frequentemente accadere nel caso di alunni nati in Italia) già in possesso delle adeguate competenze linguistiche.

Pertanto è opportuno che il Ministro e chi ha scritto la circolare si mettano d’accordo!
In realtà il vero obiettivo non sembra essere quello di favorire i processi di integrazione, ma al contrario di identificare nella presenza degli alunni immigrati uno dei problemi di funzionamento della scuola italiana. Il messaggio è identico a quello che viene quotidianamente veicolato su tutta la tematica dell’immigrazione: esiste un limite di accettazione degli immigrati e quindi sono giusti i respingimenti ed è giusto aver stabilito che esiste il reato di immigrazione clandestina e conseguentemente è utile ed è giusto limitare il numero degli alunni “stranieri” nelle nostre classi.

In buona sostanza si tratta di un messaggio esclusivamente di tipo ideologico che ha lo scopo di costruire una sensibilità sociale negativa che predisponga il terreno a misure spacciate come rassicuranti ma sempre più restrittive delle libertà individuali comuni.


La circolare non individua concretamente cosa il Ministero della Pubblica Istruzione intende fare per favorire l’integrazione a partire da una drastica rivisitazione dei tagli alla istruzione pubblica e dalla necessità di investire sui progetti delle scuole. Non è previsto nemmeno un piano nazionale di formazione del personale scolastico. Il compito è scaricato sulle singole scuole raschiando il fondo del barile della L. 440 e facendo affidamento sull’arte di arrangiarsi dei collegi docenti.

Non sono indicati i criteri da adottare per l’orientamento dei flussi delle iscrizioni, né per accettare o respingere le domande di iscrizione, come se il Ministero stesso si rendesse conto dell’impraticabilità della proposta. Il tutto viene tranquillamente affidato alle singole direzioni regionali e ai singoli istituti scolastici determinando una disparità di trattamento degli alunni a seconda della realtà territoriale di inserimento. Siamo alla teoria, cara alla Lega Nord, della localizzazione del diritto.

Non viene non solo indicato, ma nemmeno accennato, a cosa succede nelle situazioni territoriali (ne esistono diverse), in cui la presenza di alunni senza cittadinanza italiana supera anche il 60 o il 70%.
Viene chiusa la scuola? Chi viene deportato da una scuola all’altra, gli alunni “stranieri” o quelli “italiani”? E chi finanzia questa ulteriore spesa del trasporto scolastico? Ricadrà sugli Enti Locali?
È stato fatto un accordo preventivo con l’Associazione Nazionale dei Comuni?

Le ambiguità e le continue contraddizioni della circolare si giustificano per il fatto che essa individua un obiettivo che è concretamente ingestibile e perché si muove su un terreno di sostanziale arbitrarietà in quanto i titolari della definizione dei criteri e delle proposte per la formazione delle classi sono, sulla base della normativa vigente che non ci risulta essere stata abolita, il Consiglio di Circolo o di Istituto ed il Collegio Docenti (art 7 e 10 del T.U. n. 247/94). Quella circolare, pertanto, è illegittima perché arbitraria e in netto contrasto con l’autonomia scolastica.

Da ultimo, sarebbe interessante sapere sulla base di quale teoria didattica e pedagogica si base il principio della separazione degli alunni che viene proposto dalla Gelmini. Ancora una volta non avremo delle risposte. In campo didattico-pedagogico la teoria del “buon senso comune” non ha molto valore e quindi il tutto rimarrà a livello della pura affermazione tautologica come quelle che la Gelmini ha fatto durante la trasmissione sopra accennata per cui l’introduzione del maestro unico è stata una cosa molto positiva per la scuola italiana. Forse tra qualche mese ci sentiremo dire che i tagli alla scuola non ci sono stati e che anzi i finanziamenti alle scuole ed il personale sono aumentati.

Via: www.flcgil.it

Un cannocchiale per far vedere le stelle ai bambini toscani

Presentate a Firenze, nella Tribuna della Specola, le iniziative per l’anno di Galileo. Dal grande convegno internazionale alle mostre ai fumetti al nuovo museo.

Un cannocchiale almeno in tutte le classi quarte e quinte delle scuole elementari toscane. Lo regalerà, nell’anno mondiale dell’astronomia e nel nome di Galileo, la Regione Toscana. “Abbiamo raccolto molto volentieri l’idea di Franco Pacini – commenta l’assessore regionale alla cultura Paolo Cocchi – e i nostri uffici stanno già lavorando a un progetto di cui è fin troppo evidente la grande valenza educativa. Osservare gli astri nel nome di Galileo può aiutare i nostri ragazzi a coltivare un maggior interesse per le scienze e, perché no, anche per una fantasia che certo li aiuterà a vivere meglio sulla nostra terra”. Del progetto speciale “regala un cannocchiale alle scuole” (si calcola in circa duemila il numero delle classi elementari toscane coinvolte) si è parlato questa mattina, presso la “Tribuna di Galileo ” al Museo fiorentino della Specola in occasione della presentazione di “Buongiorno Galileo!” un complesso pacchetto di eventi coordinati dalla Regione Toscana (costo complessivo 12 milioni di euro, 4,3 dei quali messi direttamente dalla Regione) per celebrare i 400 anni (1609) dall’utilizzo astronomico del cannocchiale da parte di Galileo Galilei. “Un contributo di qualità – ha scritto il presidente Claudio Martini riferendosi alle iniziative – alla riflessione sulle prospettive della cultura scientifica del nostro Paese”.
L’incontro si è aperto con i saluti di Augusto Marinelli rettore dell’Università di Firenze (ha annunciato iniziative per valorizzare i “luoghi galileiani”, fra cui il Museo della Specola e la stessa, affascinante, Tribuna di Galileo con la grande statua in marmo dello scultore fiorentino Aristodemo Costoli), Paolo Cocchi (“Il centenario di Galileo è anche l’occasione per fornire al mondo l’immagine di una Toscana colta e capace di parlare anche sulla cultura scientifica di oggi”) e Antonia Ida Fontana, segretario del Comitato nazionale per le celebrazioni Galileiane (“Finora abbiamo ricevuto dallo Stato appena 450 mila euro, forse potremmo raddoppiare questa cifra ma siamo molto lontani rispetto a ciò che si poteva fare”).
Sono quindi intervenuti, illustrando rapidamente le caratteristiche di ciascun progetto, i singoli responsabili: Paolo Galluzzi per il nuovo allestimento del museo fiorentino di Storia della Scienza (riaprirà ad ottobre/novembre con costi di ristrutturazione attorno ai 9 milioni di euro, si avvarrà di avanzate tecniche multimediali e, confermandosi come centro mondiale di riferimento, modificherà il nome in “Museo Galileo”); James Bradburne per la mostra (“Galileo immagini dell’Universo”) in programma dal 13 marzo al 30 agosto presso Palazzo Strozzi di Firenze (saranno realizzati anche percorsi speciali per famiglie e bambini, messe a disposizioni audioguide gratuite per una mostra che esporrà anche quadri di Rubens e Botticelli oltre a puntare su apparati multimediali); Cosimo Bracci Torsi per la mostra (“Il cannocchiale e il pennello”) che si svolgerà in Palazzo Blu di Pisa, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, dal 9 maggio al 20 luglio ripercorrendo i rapporti fra lo scienziato pisano e i maggiori artisti del tempo.
Galileo 2009 avrà in Toscana anche una pregevole appendice fumettistica: presso il Museo del Fumetto e dell’Immagine (Lucca) dal 2 maggio al 5 novembre saranno aperte (riunite sotto il titolo “E lucean le stelle”) sei mostre tematiche sullo scienziato toscano con 125 artisti di tutto il mondo. “Grazie a Galileo – ha detto il direttore Angelo Nencetti – vogliamo sdoganare l’arte del fumetto aiutando la penetrazione della scienza n elle scuole italiane. Saranno realizzati, anche grazie alla Walt Disney, strumenti didattici. Non mancheranno storie di Topolino e Paperino dedicate alla scienza, realizzate negli Usa (anni Quaranta).
Il grande convegno internazionale sul “Caso Galileo” (apertura in Santa Croce, dove riposa il corpo dello scienziato, e chiusura nella villa “Il Gioiello”, dove Galileo passò gli ultimi anni di vita, con sei dense sessioni in tre giorni dal 27 al 29 maggio) è stato illustrato da padre Ennio Brovedani, direttore della Fondazione “Stensen”. E’ stato invitato – ha detto – anche il presidente della Repubblica mentre sulla visita di papa Benedetto XVI “non so dire se verrà o meno”. Sono 18 le grandi istituzioni, fra cui anche quelle vaticane, che hanno aderito. “Per la prima volta dopo 400 anni grandi esperti di Galileo si ritroveranno insieme per fare il punto sui relativi studi”. Un convegn o – ha sottolineato l’assessore Cocchi – “che certo farà molto parlare nel mondo intero”.
Per la Regione Toscana, Claudio Rosati ha raccontato le 13 iniziative (“Sotto il segno di Galileo”) coordinate dalla Regione per valorizzare i luoghi scientifici toscani: inizio comune il 25 settembre con una osservazione collettiva, in tutta la Toscana, delle stelle.
Gli aspetti teatrali, artistici e musicali del progetto sono stati sintetizzati da Federico Tiezzi, direttore artistico del “Metastasio” di Prato. Fra gli appuntamenti una drammatizzazione per le scuole del “De Rerum Natura” di Lucrezio; la proiezione del “Galileo”, film di Liliana Cavani, in una versione da poco restaurata; un nuovo testo teatrale (“Frankenstein, ossia il Prometeo moderno”) di Stefano Massini tratto dall’opera di Mary Shelley.
E l’astrofisico fiorentino Franco Pacini, direttore dell’Osservatorio di Arcetri h a lanciato l’idea del cannocchiale nelle scuole: contenuto in una scatola, montabile e smontabile, consentirà di osservare la Luna, Giove, gli anelli di Saturno. “A me – ha detto – ne regalarono uno quando avevo dieci anni. Fu allora che mi venne voglia di fare l’astronomo”.
L’incontro si è aperto con un attore, Riccardo Pratesi, che sotto il Galileo in marmo nella Tribuna della Specola, ha interpretato lo scienziato che 400 anni fa contribuì ad affermare una nuova concezione dell’universo.


Approvata la graduatoria per la mobilità internazionale, Esperienze all’estero per 631 alunni delle superiori

Gli studenti delle terze e quarte classi partiranno da febbraio

Sono 631 gli alunni delle terze e quarte classi delle scuole secondarie superiori toscane che, a partire dal prossimo febbraio, andranno all’estero per un’esperienza formativa che li porterà a migliorare le loro competenze linquistiche, ma anche a svolgere tirocini di lavoro, corsi di formazione professionale e a confrontarsi con culture diverse.
A rendere possibile tutto questo è il progetto di mobilità internazionale della Regione Toscana. Il bando è scaduto a fine ottobre. La graduatoria è stata approvata nei giorni scorsi dalla giunta regionale. «Con i risultati del bando – spiega l’assessore all’istruzione formazione e lavoro Gianfranco Simoncini – la Regione permetterà il finanziamento di 31 progetti di mobilità presentati dalle scuole secondarie superiori della Toscana e contribuirà alle spese di soggiorno all’estero per l’espe rienza formativa di 631 alunni del terzo e quarto anno di licei, licei artistici, istituti d’arte, istituti tecnici e istituti professionali. Le risorse destinate alle scuole toscane per l’avvio dei progetti ammontano complessivamente a oltre 637 mila euro».
Il bando si inquadra in un più ampio programma con il quale la Regione punta a far muovere in Europa studenti, giovani in formazione, ma anche apprendisti, lavoratori, imprenditori. «Siamo convinti che la dimensione internazionale sia un fattore indispensabile di arricchimento del nostro capitale umano – prosegue l’assessore – e credo che mai come in questa fase critica della nostra economia servano stimoli e fattori propulsivi in grado di promuovere una ripresa duratura».
In particolare, i progetti che prenderanno avvio con febbraio 2009 sono finalizzati allo sviluppo delle competenze linguistiche, alla realizzazione di esperienze di lavoro, di formazione professionale o di laboratori, alla crescita di dialogo interculturale e alla formazione all’imprenditorialità.
Dei 31 progetti finanziati, 3 progetti prevedono un’esperienza di studio e lavoro nella regione della Catalogna (Spagna), 7 progetti hanno come destinazione gli istituti scolastici della regione dell’Andalusia (Spagna), 6 hanno come destinazione le scuole della Regione Vastra Gotaland (Svezia), 3 hanno come destinazione le scuole del Galles, 5 per la regione Bretagna (Francia), 2 per la regione tedesca del Baden Wuerttemberg (Germania), 1 progetto con i Paesi Baschi (Spagna), 1 con la Danimarca, 1 con la Polonia, 1 con la Gran Bretagna, 1 con la Navarra (Spagna).