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Contro i tagli all’Istruzione servono risposte forti: insufficienti le mobilitazioni messe in campo

Pubblichiamo un comunicato del Coordinamento Precari della Scuola di Modena che ribadisce l’urgenza di unire le lotte fra tutti i comparti e porta come esempi le manifestazioni di sciopero congiunte in Francia e Spagna.

Non si fermano gli attacchi del governo contro i lavoratori della Scuola. Oltre al blocco degli scatti stipendiali, alla chiusura delle finestre per le pensioni, all’aumento a 65 anni dell’età pensionabile per le donne, al licenziamento di 200 mila precari in tre anni, già si parla dell’imminente approvazione delle leggi Aprea a Pittoni, che prevedono il definitivo smantellamento delle graduatorie ad esaurimento a vantaggio di “albi regionali” in cui probabilmente prevarrà la chiamata diretta da parte dei presidi.

A tutto ciò vanno aggiunti altri provvedimenti che già sono sul desco del governo: lo smantellamento delle Rsu, la cancellazione delle funzioni degli organi collegiali (le scelte che oggi spettano al collegio docenti saranno decise da un… consiglio di amministrazione), la trasformazione delle scuole in aziende, la gerarchizzazione del personale docente, l’introduzione del licenziamento facile anche nella Scuola, gli spot pubblicitari delle aziende sui banchi di scuola…

E’ evidente che, di fronte a un attacco di tale portata (presto ci chiederanno anche di rinunciare per alcuni mesi allo stipendio, come già capita a tanti supplenti che per mesi non ricevono un salario) servono risposte forti. Non bastano gli scioperi una volta ogni tanto, soprattutto se limitati alla sola categoria dei lavoratori della scuola, o se – come nel caso degli scioperi indetti ogni 15 giorni dalla direzione Cgil a partire dall’8 ottobre – limitati alla sola prima ora. Parallelamente, riscontriamo, da parte del sindacalismo di base, la solita tendenza alla frammentazione delle iniziative: i Cobas Scuola scioperano il 15 ottobre, nella nostra regione Unicobas (un piccolo sindacato che qui in Emilia non esiste) ha deciso invece di proclamare lo sciopero dell’intera giornata l’8 ottobre. E’ chiaro che in questo quadro di iniziative frammentarie lo stesso strumento dello sciopero – pesando sulle tasche dei lavoratori senza riuscire a strappare risultati – rischia di risultare screditato.

Quello che serve oggi è altro. Occorre costruire una mobilitazione ad oltranza e su larga scala, che coinvolga i lavoratori di tutti i settori, del pubblico e del privato: solo unendo le lotte di tutti i lavoratori – da Castellamare di Stabia a Pomigliano, dal mondo della fabbrica a quello della Scuola – sarà possibile respingere l’attacco in corso. L’esempio ci viene dal Sud Africa, dove uno sciopero iniziato nelle scuole si è prolungato per due settimane, coinvolgendo gli altri lavoratori del pubblico e del privato e riuscendo a ottenere aumenti salariali e il ritiro dei tagli. Ma anche in Francia e Spagna ci sono stati in questi giorni scioperi di massa di tutte le categorie con manifestazioni oceaniche.

Con queste premesse, il Coordinamento Precari della Scuola di Modena:

– esprime piena solidarietà allo sciopero degli studenti dell’8 ottobre

– fa appello ai lavoratori della scuola a partecipare il 7 ottobre a Modena alla manifestazione degli operai della Fiom, alla manifestazione del 9 ottobre a Torino sotto i cancelli della Fiat promossa da Usb e il 16 ottobre alla manifestazione nazionale dei metalmeccanici Fiom a Roma

– aderisce allo sciopero della scuola del 15 ottobre

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