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Il Matese manifesta per il diritto allo studio

Domani 8 ottobre le popolazioni del Matese manifesteranno a Caserta in difesa della scuola anche nei difficili territori montani, dove ai problemi legati alle lunghe distanze e la bassa densità demografica, si aggiunge ora la deprivazione scolastica ad opera dei tagli Gelmini Tremonti.

Eppure la normativa prevederebbe specifiche deroghe per le zone montuose nella definizione degli organici: una amministrazione scolastica miope e disattenta ha comunque tagliato classi, mettendo a rischio il diritto allo studio in aree dove dovrebbe essere invece essenziale, anche al fine di consentire alle popolazioni montane di continuare ad abitare in un luogo di interesse strategico per l’intera regione Campania, vista la possibilità di sviluppo del Parco del Matese. Ma come sempre in questa provincia si parla molto ai convegni, ma poi non si adottano comportamenti conseguenti…. Ben vengano dunque queste manifestazioni con tutto l’orgoglio di dei cittadini montani che non vogliono essere considerati cittadini di serie B.
La manifestazione pubblica a Caserta inizierà alle ore 9, con raduno all’ingresso della Reggia di Caserta. Il corteo proseguira per Corso Trieste, svolta su Via Cristoforo Colombo, svolta su Via Giovanni Patturelli, svolta su Via Annibale Ceccano ed arrivo all’Ufficio Scolastico Provinciale.
La FLC Cgil, da sempre impegnata nella difesa della scuola pubblica, dei lavoratori della conoscenza e del diritto di tutti alla conoscenza, ha dato convinta adesione all’iniziativa e sarà presente con una folta delegazione.

www.flcgilcaserta.it/news_dett.php?recordID=2336

A Caserta si celebra il “funerale” della scuola

Riprendiamo la notizia da Pupia della protesta di un gruppo di docenti precari della scuola di Caserta che hanno inscenato il funerale della scuola pubblica:  una bara, simbolo di una scuola pubblica uccisa dalla Riforma Gelmini; docenti precari vestiti di nero, in segno di lutto; il suono della campane a morto.

Ecco l’articolo:

Si sono dati appuntamento davanti al cancello dell’usp (l’ufficio scolastico provinciale), in via Ceccano, i docenti precari della Provincia di Caserta. Una protesta forte, quella organizzata dalla rete dei precari, con il funerale della scuola pubblica, per opporsi ad una riforma che distrugge ogni speranza occupazionale per i docenti inseriti in graduatoria e penalizza gli studenti, costretti a subire una riforma che avvilisce il senso dell’educazione. Inizia con una protesta plateale, insomma, l’anno scolastico in Provincia di Caserta, il primo senza nessun docente precario impegnato nelle scuole (le convocazioni, per i pochi posti disponibili, avverranno solo la prossima settimana).

Durante la manifestazione, a cui hanno partecipato circa 60 precari, è stata letta la lettera inviata a Roberto Saviano, per la difesa della scuola pubblica, come presidio di legalità, contro la camorra. Come in un’omelia, come in ogni funerale che si rispetti, sono stati letti diversi brani di autori che hanno analizzato l’importanza di un sistema educativo pubblico per la crescita di una società democratica.

Alla manifestazione hanno aderito: Libera, il comitato Don Peppe Diana, Cittadinanza Attiva, Cobas e RdB. Quella di oggi non è stata solo la celebrazione di una morte annunciata. E’, infatti, nata la rete dei precari, un organismo senza gerarchie che si pone diversi obiettivi: coadiuvare i diversi gruppi e movimenti di lotte in difesa della scuola pubblica condividendo idee e iniziative; analizzare il complesso tessuto socioeconomico e culturale della provincia di Caserta in base al quale individuare i bisogni veri degli studenti; coordinare studenti, genitori, docenti di ruolo e precari in iniziative a favore del rafforzamento della scuola pubblica; mettere a disposizione di chi vorrà servirsene un forum on line di condivisione delle esperienze di insegnamento-apprendimento in Terra di lavoro; pubblicare un foglio d’informazione che diventi spazio di elaborazione e diffusione di una nuova idea di scuola pubblica: proposte nuove e forti ai passi con la didattica e la pedagogia, che rafforzino e non indeboliscano il rispetto degli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione italiana.