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Bullismo a scuola: un interessante progetto in Puglia

Bullismo a scuola: non reprimere ma rieducare i bulli. E’ l’obiettivo di un progetto che coinvolge 30 scuole e 40 associazioni di volontariato pugliesi. L’iniziativa sul bullismo scolastico – a cui collaborano Regione Puglia, Ufficio scolastico regionale e Centro Servizi per il Volontariato – è stata presentata a Bari.
Nichi Vendola: ” Se un bullo picchia un disabile, il giusto rimedio non è la sospensione di tre giorni da scuola, ma sei mesi di lavoro in un centro che cura le disabilità”. Sicuramente questo del bullismo nelle scuole un tema caldo che necessita di soluzioni dirompenti.

Bullismo a scuola

Il bullismo a scuola per essere definito tale deve presentare tre caratteristiche precise:

Intenzionalità.
Persistenza nel tempo.
Asimmetria nella relazione.
Vale a dire che deve essere un’azione fatta intenzionalmente per provocare un danno alla vittima; ripetuta nei confronti di un particolare compagno; caratterizzata da uno squilibrio di potere tra chi compie l’azione e chi la subisce. Il bullismo, quindi, presuppone la condivisione del medesimo contesto.

Esistono diversi tipi di bullismo, che si dividono principalmente in bullismo diretto e bullismo indiretto.

Il bullismo diretto è caratterizzato da una relazione diretta tra vittima e bullo e a sua volta può essere catalogato come:[8]

bullismo fisico: il bullo colpisce la vittima con colpi, calci o spintoni, o la molesta sessualmente;
bullismo verbale: il bullo prende in giro la vittima, dicendole frequentemente cose cattive e spiacevoli o chiamandola con nomi offensivi, sgradevoli o minacciandola, dicendo il più delle volte parolacce e scortesie;
bullismo psicologico: il bullo ignora o esclude la vittima completamente dal suo gruppo o mette in giro false voci sul suo conto;
cyberbullying o bullismo elettronico: il bullo invia messaggi molesti alla vittima tramite sms o in chat o la fotografa/filma in momenti in cui non desidera essere ripreso e poi invia le sue immagini ad altri per diffamarlo, per minacciarlo o dargli fastidio.
Il bullismo indiretto è meno visibile di quello diretto, ma non meno pericoloso, e tende a danneggiare la vittima nelle sue relazioni con le altre persone, escludendola e isolandola per mezzo soprattutto del bullismo psicologico e quindi con pettegolezzi e calunnie sul suo conto.

Una prima distinzione di variabili di Bullismo è in base al sesso del bullo: i bulli maschi sono maggiormente inclini al bullismo diretto, mentre le femmine a quello indiretto.

Per quanto riguarda invece l’età in cui si riscontra questo fenomeno, si hanno due diversi periodi. Il primo tra i 7 e gli 8 anni di età, mentre il secondo tra i 14 e i 18, ma negli ultimi anni si sono riscontrati fenomi di bullismo anche tra i ragazzi di 12 e 13 anni.

Infine i luoghi teatro di fenomeni di bullismo sono principalmente luoghi di raccolta di giovani, e quindi scuola e fuori scuola.