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Tagli alla scuola e Blocco degli scatti: continua la protesta dei Cobas

E’ proseguito oggi davanti al Senato, ove si discuteva in Commissione la Finanziaria-massacro e i tagli alla scuola pubblica, la mobilitazione dei COBAS. Alcune centinaia di docenti, precari e stabili, provenienti da tutta Italia, hanno espresso la loro protesta contro l’immiserimento della scuola pubblica e l’impoverimento dei suoi protagonisti con comizi, slogan, striscioni, cartelli e animazioni ironiche. Dopo il grande successo dello sciopero degli scrutini indetto dai COBAS, con ben 25 mila valutazioni bloccate per due giorni in tutta Italia, è così proseguita la mobilitazione in difesa della scuola pubblica e contro la Finanziaria-massacro.
Nella discussione in Commissione della manovra economica, è stato presentato, nella parte che riguarda la scuola, un emendamento che propone il recupero (non è chiaro se parziale o totale, né sono definiti i tempi e le modalità dell’eventuale “risarcimento”) degli scatti di anzianità per i lavoratori/trici della scuola, bloccati per tre anni nel testo originario con una perdita media di circa 6000 euro netti nel triennio ed una ancor più sostanziale nell’arco dell’intera carriera, così come i contratti di tutto il pubblico impiego. Certo, tale emendamento dimostrare come la lotta paghi; ed è grottesco il tentativo di sindacati come la Cisl – che contro la manovra non ha promosso neanche un’ora di sciopero – o come la Cgil – che ha convocato lo sciopero il 25 giugno quando nella scuola quasi nessuno poteva scioperare – di accreditarsi qualche merito per la parziale marcia indietro governativa. La lotta che ha pesato è stata lo sciopero degli scrutini, convocato dai COBAS, con il blocco di 25 mila valutazioni per due giorni, effettuato o sostenuto da decine di migliaia di docenti. Ma noi rifiutiamo quella specie di scambio scellerato che si intravede nell’emendamento, pur altamente ambiguo: sarebbe inaccettabile che il recupero degli scatti di anzianità venisse finanziato con soldi risparmiati tagliando decine di migliaia di posti di lavoro e con la massiccia espulsione dei precari.
Dunque, non va data tregua al governo, la lotta deve continuare. Perciò domani 7 luglio, quando la Finanziaria approderà in aula alla ricerca di un voto di fiducia che sopisca il dissenso, proseguirà il presidio permanente COBAS davanti al Senato (ore 10, P.Navona angolo Corsia Agonale), per annullare i 41 mila tagli nella scuola, l’espulsione dei precari, il blocco dei contratti nel PI e degli scatti “di anzianità” nella scuola, il peggioramento delle pensioni. Chiederemo l’assunzione stabile dei precari, la tutela dei pensionati e dei disoccupati, una tassazione seria delle rendite e delle operazioni finanziarie, dei grandi patrimoni, degli alti redditi e stipendi, la restituzione dei diritti sindacali ai COBAS.
LA CRISI VA PAGATA DA CHI L’HA PROVOCATA
Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS