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Scuola Perugia: successo del blocco degli scrutini

COMUNICATO STAMPA COBAS SCUOLA PERUGIA

“Gelmini bocciata. Oltre le previsioni la partecipazione al blocco degli scrutini

In base ai dati in nostro possesso l’11 e 12 giugno 2010, hanno aderito allo sciopero degli scrutini il 33,33% degli istituti superiori della provincia di Perugia: 15 su 45 (con adesioni totali o parziali) + 3 (dove i docenti hanno aderito solo simbolicamente perché impegnati con le sole 5e classi, che a norma di legge non potevano essere bloccate, in quanto classi “terminali”). Ai docenti formalmente in sciopero se ne sono aggiunti molti altri, che hanno aderito non solo in modo simbolico firmando un documento contro i tagli, ma costituendo anche una Cassa di Solidarietà per ridistribuire i costi dello sciopero. In totale sono stati bloccati 92 scrutini, anche se il dato è in continuo aggiornamento, perché hanno aderito allo sciopero anche molti docenti non iscritti ai Cobas.

Dai dati al momento raccolti risulta che nella provincia di Perugia hanno bloccato gli scrutini le seguenti scuole/istituti:

ISTIT. ISTR. SUP. “M. POLO” Assisi (IPC di Bastia Umbra bloccati tutti gli scrutini intermedi di venerdì (scrutini bloccati in 5 classi: una prima, due seconde, due quarte);
LICEO CLASSICO “PROPERZIO” Assisi (bloccati tutti gli scrutini dell’11 e 12);
LICEO SCIENTIFICO “G. MARCONI” di Cascia (bloccati tutti gli scrutini + adesione simbolica);
IPSIA Cascia (bloccate le CLASSI 1e – 2 e – 4 e + adesione simbolica);
SCUOLA MEDIA “Beato Simone Fidati” di Cascia;
ISTIT. ISTR. SUP. “PATRIZI” Città di Castello (IPSIA, scrutini bloccati in 2 classi);
ISTIT. ISTR. SUP. “CALVINO” Città della Pieve (IPC, adesione simbolica di 12 docenti perché impegnati solo con le 5e classi);
ISTIT. D’ARTE “MAGNINI” Deruta (scrutini bloccati in 2 classi + adesioni di solidarietà);
ISTIT. COMPR. “MAMELI” Deruta (Scuola Media);
10) ISTIT. ISTR. SUP. “ORFINI” Foligno (IPSIA, adesione simbolica della maggior parte

di docenti perché impegnati solo con le 5 e classi);

11) ISTIT. TECN. COMMERC. T. “SCARPELLINI” Foligno (scrutini bloccati in 2 classi);

12) ISTIT. ISTR. SUP. “CASIMIRI” Gualdo Tadino (Liceo Scientifico, scrutini bloccati in

2 classi);

13) ISTIT. COMPR. “DE GASPERI” Norcia (Scuola Media, scrutini bloccati in 8 classi);

14) ISTIT. TECN. ATTIV. SOC. “G. BRUNO” Perugia (bloccati tutti gli scrutini dell’11 e

12);

15) ISTIT. MAGISTR. “PIERALLI” Perugia (bloccati tutti scrutini dell’11 e 12);

16) ISTIT. ISTR. SUP. “PASCAL-DI CAMBIO” Perugia (scrutini bloccati in 6 classi);

17) ISTIT. PROF. IND. ARTIG. “CAVOUR-MARCONI” Perugia (scrutinio bloccato in

una classe);

18) LICEO SCIENTIF. “GALILEI” Perugia (scrutinio bloccato in una classe);

19) SCUOLA MEDIA “FOSCOLO” Perugia (scrutini bloccati in 2 classi);

20) SCUOLA MEDIA “MARCONI-GRECCHI” Perugia (scrutini bloccati in 3 classi);

21) ISTIT. COMPR. “L. DA VINCI” San Giustino (Scuola Media, scrutini bloccati in 4

classi);

22) LICEO SCIENTIF. “VOLTA” Spoleto (scrutini bloccati in 3 classi);

23) IST. ISTR. SUP. Spoleto (IPSIA, scrutini bloccati in 4 classi);

24) ISTIT. ISTR. SUP “PONTANO-SANSI-LEONARDI” Spoleto (Liceo Classico,

adesione simbolica perché i docenti impegnati solo con le 5 e classi).

Lo sciopero perugino si inserisce nella mobilitazione nazionale, che ha visto nella settimana trascorsa oltre 5000 scrutini bloccati in Emilia-Romagna (oltre i 1500 blocchi), il Veneto (oltre 1000), la Sardegna intorno ai 1200 e Umbria, Marche, Puglia e Calabria, insieme, intorno ai 1200. Per il 14 e il 15 giugno sono previsti: 2000 scrutini bloccati in Lazio (solo a Roma si supererà il migliaio); 2000 in Sicilia; 1000-1300 blocchi ciascuno in Campania, Piemonte, Toscana e Lombardia; circa 700 in Liguria e 500 in Abruzzo.

La previsione nazionale complessiva, per quanto incompleta a causa della tumultuosa crescita delle adesioni, va ben oltre i 15 mila blocchi, avvicinandosi molto ai 20 mila.

Intanto viene delineandosi in maniera più precisa l’entità della macelleria sociale, che si sta abbattendo sulla scuola: la relazione tecnica al DL di Tremonti prevede che, per il blocco degli scatti di anzianità, ogni docente e Ata perderà dal 2011 a fine carriera dai 29 mila ai 42 mila euro. Infatti, chi per esempio: doveva avere lo scatto a gennaio 2011 lo avrà a gennaio 2014, perdendo dai 2.497,56 agli 7.674,81 euro a testa in 3 anni, ma per tutta la carriera saranno conteggiati 3 anni in meno rispetto al reale servizio prestato (il 2010, 2011 e 2012 saranno persi per sempre ai fini del calcolo dello stipendio), con effetti a catena anche sugli scatti successivi. Di conseguenza, anche la pensione e la liquidazione risulteranno decurtati, quindi più “leggere”. Infine, dal 2011 per tutti i pubblici dipendenti il TFS sarà trasformato in TFR, con probabili ulteriori perdite!

Dopo i pesanti tagli di organico ora si interviene pesantemente sulle retribuzioni e sulle pensioni . Si tratta di un carico che il personale della scuola non solo non è in grado di sostenere ma non intende assolutamente accettare.

Occorre ricordare che i COBAS chiedono che si cancellino i 41 mila tagli e la Finanziaria-massacro, il blocco degli scatti “di anzianità” e dei contratti, il furto delle liquidazioni e l’allungamento dell’età pensionabile, in particolare a 65 anni per le donne; mentre sono per: l’assunzione a tempo indeterminato dei precari/e, massicci investimenti nella scuola pubblica, l’annullamento della “riforma” delle superiori, la restituzione a tutti/e del diritto di assemblea.

COBAS SCUOLA PERUGIA

Verso i 20 mila scrutini bloccati in tutta Italia

Dopo il clamoroso successo del “primo tempo” della lotta in difesa della scuola che ha coinvolto sette Regioni con un bilancio di oltre 5000 scrutini bloccati, OGGI LO SCIOPERO DEGLI SCRUTINI e di tutte le attività scolastiche indetto dai COBAS STA DILAGANDO nelle Regioni più grandi come Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia, oltre a Liguria, Valle d’Aosta, Friuli Venezia-Giulia, Abruzzo, Molise, Basilicata e la Provincia di Bolzano.

La crescita delle adesioni va oltre tutte le previsioni : nel Lazio e in Sicilia sono bloccati più di 2000 scrutini a regione (solo a Roma si andrà ben oltre il migliaio); in Campania, Piemonte, Toscana e Lombardia i blocchi vanno da un minimo di 1100 fino ad almeno 1400 a regione; 750 scrutini sono fermi in Liguria e più di 500 in Abruzzo: e tenendo conto che si tratta di dati incompleti perché ci mancano cifre precise da tante piccole realtà dove i COBAS non sono presenti, IL TRAGUARDO DEI 20 MILA SCRUTINI BLOCCATI IN TUTTA ITALIA E’ A PORTATA DI MANO !!

Ad ingigantire il successo dello sciopero, è stata la presa di coscienza da parte di docenti ed Ata che la scuola, già impoverita e umiliata da tutti i governi dell’ultimo quindicennio, è destinata a pagare la crisi più di tutti, senza voler di certo sottovalutare l’attacco a tutto il PI e ai servizi sociali : ai 41 mila posti di lavoro cancellati e all’espulsione in massa dei precari già messi in conto da Crudelia Tremont’, si è sommata una Finanziaria-massacro che provoca per docenti ed ATA una perdita economica senza precedenti. Il blocco per tre anni degli scatti di anzianità significa un furto medio di 30 mila euro nell’arco della l’intera carriera lavorativa, con massimi di 45 mila; ed il furto cresce ancora di migliaia di euro a causa del blocco contrattuale per tre anni. Un così perverso e distruttivo accanirsi conto la scuola pubblica e i suoi protagonisti sta facendo dilagare lo sciopero, a cui partecipano in massa anche molti docenti ed Ata dei sindacati che avevano dichiarato “inutile” lo sciopero, come ad esempio la FLC , il cui segretario Pantaleo aveva invitato gli iscritti/ a non farlo; e alle migliaia di scioperanti “diretti” si aggiungono tanti lavoratori/trici che partecipano alle Casse di Resistenza per risarcire gli scioperanti della trattenuta.

A Roma in queste ore si sta svolgendo una manifestazione di docenti ed Ata in sciopero sotto al ministero. I COBAS chiedono alla ministra Gelmini (e al suo ispiratore Tremonti) che si cancellino i 41 mila tagli e la Finanziaria-massacro , il blocco degli scatti “di anzianità” e dei contratti, il furto delle liquidazioni e l’allungamento dell’età pensionabile, in particolare a 65 anni per le donne; e reclamano l’assunzione a tempo indeterminato dei precari/e, massicci investimenti nella scuola pubblica per il funzionamento degli istituti, l’annullamento della “riforma” delle superiori, la restituzione a tutti/e del diritto di assemblea.

Analoghe manifestazioni si stanno svolgendo in tutte le città principali delle regioni in sciopero, soprattutto davanti agli Uffici Scolastici Provinciali e Regionali.

Piero Bernocchi portavoce nazionale COBAS