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Bibbia: la Gelmini la vuole in classe

Riportiamo un comunicato dell’Unione degli Studenti in merito alle dichiarazioni della Gelmini sulla Bibbia in classe pubblicate su Famiglia Cristiana.

“La lettura della Bibbia nelle nostre scuole è un’iniziativa a cui sono favorevole come ministro, come credente e come cittadina italiana. La scuola deve istruire i ragazzi ma deve anche formare dei cittadini responsabili e degli adulti consapevoli dei propri diritti e dei propri doveri. Questo insieme di valori, insegnamenti, nel mondo occidentale, è rappresentato dalla tradizione cristiana. È quindi importante che i nostri figli, nel bagaglio di conoscenze che la scuola deve garantire loro, possano incontrare fin da subito un testo che ha determinato la nascita della civiltà in cui viviamo e che parla ai cuori e alle coscienze di tutti. Conoscere la Bibbia significa conoscere le nostre radici e la nostra storia. Un insegnamento che i ragazzi devono imparare ad apprendere prima possibile, per poterlo interpretare correttamente nella propria vita. […] Diventa impossibile, soprattutto, dialogare e confrontarsi in modo proficuo con le altre culture. In una fase della storia che richiede il più ampio sforzo per sconfiggere l’odio, dobbiamo fare in modo che i nostri giovani siano consapevoli della propria identità per potersi confrontare con le altre e crescere e vivere nel rispetto reciproco. Si tratta di un insegnamento fondamentale, che costituisce la base della società moderna ed ha dato all’Occidente l’impulso per una straordinaria crescita civile e culturale. La lettura della Bibbia a scuola può quindi contribuire in maniera determinante a trasmettere ai nostri figli quel patrimonio culturale, storico e spirituale che può difendere la nostra società dall’egoismo, dal materialismo, dall’intolleranza.” Queste le parole espresse da parte del Ministro Gelmini nella lettera pubblicata dal periodico Famiglia Cristiana.

A pochi giorni dall’inizio ufficiale dell’anno scolastico 2010/2011 tali affermazioni risultano al limite del ridicolo, in quanto pronunciate dal Ministro che a livello umanistico (basti pensare al latino) ha abolito e ridimensionato notevolmente le ore nei piani dell’offerta formativa. Da parte del Governo che giorno dopo giorno taglia in continuazione fondi a enti pubblici e istituzioni che favorirebbero la diffusione della cultura.
L’Unione degli Studenti dichiara la sua contrarietà a affermazioni che vanno nella direzione inversa alla laicità che dovrebbe contraddistinguere la scuola pubblica italiana. Il ruolo dello Stato deve essere chiaro in una società sempre più multietnica, è necessario costruire un sistema di istruzione pubblica in grado di essere rispettoso delle diversità religiose e culturali. Il dovere di un Governo deve essere quello di costruire un sistema scolastico totalmente laico, con una didattica specifica che incentivi l’integrazione e il confronto al fine di abbattere ogni ostacolo religioso e culturale.

UNIONE DEGLI STUDENTI