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Seconda Giornata del IX Congresso Internazionale Autism-Europe

Il bambino autistico è come gli altri, gioca, si diverte, esplora il mondo. Anche se fin dai primi anni qualcosa di inafferrabile lo differenzia dai coetanei. E ci sono piccole tracce che preoccupano i genitori. Primi segnali che possono aiutare nella diagnosi precoce. Di questo si è ampiamente discusso durante la seconda giornata del IX Congresso Internazionale Autism-Europe, “Un futuro per l’Autismo” che si concluderà domani 10 settembre presso il centro culturale Le Ciminiere di Catania.In questi giorni, il congresso ha visto la partecipazione, tra i relatori, dei nomi più autorevoli nel campo dell’autismo. Tra gli interventi di oggi, si segnalano quello di Ami Klin, Professore di Psicologia e Neuropsichiatria Infantile, Direttore del programma sull’autismo del Child Study Centre, Università di Yale, che ha indicato le cause di responsabilità dell’autismo, non solo quelle genetiche ma anche quelle relative al malfunzionamento dei meccanismi di socializzazione. Giacomo Rizzolati, Professore ordinario e Direttore del Dipartimento di Psicologia Umana dell’Università di Parma, anche membro associato del programma di Neuroscienze di San Diego e dell’Accademia dei Lincei, ha trattato principalmente il legame tra l’autismo e lo studio del sistema dei neuroni specchio.

Un approccio sperimentale secondo il quale i neuroni specchio, attivati da un pattern comportamentale altrui, costituiscono un ponte diretto fra le persone, nell’ambito di ogni esperienza reciproca, costituendo una base dell’apprendimento per immedesimazione, dell’imitazione inconscia e pre-riflessiva, e della comprensione per empatia. Lo studio di queste cellule nervose, che riflettono costantemente l’agire degli altri dentro di noi, ha portato vari studiosi ad ipotizzare che la loro alterazione o compromissione funzionale sia all’origine dell’autismo infantile.

Domani, dalle ore 9.30, interverranno al Congresso:
Catherine Lord, Professoressa di Psicologia, Neuropsichiatria Infantile e Pediatria, dirige l’Autism and Communication Disorders Center (UMACC) presso l’Università del Michigan, che fornisce valutazioni cliniche, consulenze e formazione nel campo della diagnosi di ASD;
Simon Baron-Cohen, Professore di Psicopatologia dello Sviluppo e Direttore dell’Autism Research Centre (ARC) e del CLASS (Cambridge Lifespan Asperger Syndrome Service) a Cambridge, Vice-presidente dell’INSAR, e autore di numerose pubblicazioni scientifiche, fra cui Mindblindness (1995) ed il DVD-ROM “Mind Reading: guida interattiva alle emozioni” (2003);
Sir Michael Rutter, “il padre della psicologia infantile” che ha contribuito all’affermazione della neuropsichiatria infantile come disciplina medica e bio-sociale con una solida base scientifica. Gli studi di Rutter nel campo della neuropsichiatria infantile e dell’autismo spaziano dall’epidemiologia alla genetica, dalle indagini neuro-radiologiche e cerebrali alla continuità e discontinuità dello sviluppo psicologico, l’interazione tra fattori di rischio e protezione biologici e sociali. Ha pubblicato oltre 400 testi e articoli scientifici e 40 libri.
Per info: www.autismeurope2010.org

Autismo, come aiutare i genitori ad intervenire

Pubblicato da Edizioni Psiconline un agile volume che affronta concretamente il tema dell’autismo e la possibilità di intervenire attraverso la terapia comportamentale. Un testo rivolto sia ai genitori che agli operatori.

Quando i genitori dei bambini autistici comprendono che nei loro piccoli c’è qualcosa che non va, oltre a sperimentare paura e angoscia, attraversano momenti di crisi in cui devono mobilitare risorse e strategie di coping per fronteggiare una situazione che coinvolge sia il piano affettivo che il piano cognitivo. Inoltre, i genitori incontrano difficoltà nella scelta del trattamento, nell’instaurare un rapporto con il figlio e nella gestione dei suoi comportamenti.
Grazie ad internet, alle associazioni e alle informazioni che giungono dagli specialisti queste famiglie trovano dinnanzi a loro diverse vie da perseguire… ma quale scegliere?
Ad oggi, l’intervento comportamentale si è dimostrato efficace nel trattamento dell’autismo. Applicando i principi del comportamentismo, l’intervento ha l’obiettivo di favorire i processi di apprendimento di abilità specifiche migliorando così la qualità di vita dei bambini e delle loro famiglie.
Sara La Grutta e Annalisa De Filippo, dopo aver delineato le caratteristiche principali dell’autismo, e più in generale dei Disturbi Generalizzati dello Sviluppo, illustrano l’intervento individualizzato di tipo comportamentale, presentando sommariamente i programmi relativi alle diverse aree dello sviluppo.
Un testo rivolto a genitori, operatori e studenti interessati al tema dell’autismo o che si confrontano quotidianamente con tale realtà.

Link: Guarda sul sito di Edizioni Psiconline la scheda del volume