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Adozioni a distanza: iniziativa a sostegno dei bambini di Haiti

David, uno dei tre bimbi africani adottati dall’Asp Catania

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Lo sviluppo ha un volto, quello di una persona che cambia. Perché non c’è crescita di un paese o di un popolo senza che ci sia crescita del singolo. E non c’è miglior modo di favorire lo sviluppo se non quello di sostenerlo a distanza. Il grande abbraccio dell’adulto che accompagna ciascun ragazzo – sia egli senza fissa dimora, orfano, abbandonato o povero, che abbia il volto di un ex bimbo soldato o di un sopravvissuto alle stragi etniche – è il più bel regalo che si possa fare a chi è desideroso di una vita migliore, con il cuore pieno di attese.

Con questa filosofia da vent’anni la Fondazione Avsi (Associazione volontari per il servizio internazionale) – responsabile provinciale etneo Silvio Incardona – sostiene l’ adozione a distanza, ottenendo riconoscimenti e finanziamenti da Enti nazionali ed esteri, pur basando la metà dei fondi proprio sulle donazioni private, della gente comune sempre più sensibile a questo tema.

Con questo spirito ieri – 8 ottobre – nel corso di una serata patrocinata dall’Asp Catania e organizzata, tra gli altri, dalla dott.ssa Marina Maugeri (dirigente amministrativo Asp), allietata dal gruppo corale Freedom, diretto dal maestro Nino Faro, è stato ripercorso il cammino fin qui realizzato dall’Avsi per rilanciare il messaggio a favore delle adozioni a distanza.

«L’Azienda sanitaria etnea continua così il suo percorso umanitario che vede coinvolti tutti i dipendenti nel sostegno di tre bambini africani – spiega il direttore generale Giuseppe Calaciura – adottati e mantenuti grazie al contributo dei dirigenti e dei medici».

Protagoniste di ieri storie che sorprendono per la tenacia nella condivisione dei bisogni, che non si nutre di entusiasmo o buonismo ma che ha radici ben più profonde: promuovere la dignità della persona, tenendo conto della sua unicità con un progetto di sviluppo che guardi all’educazione come strumento per far emergere i talenti.

Un modello di sviluppo che faccia crescere gli uomini e, con loro, la pace. «Fino a oggi abbiamo creato un ponte con il Kenya, sostenendo tre bimbi e seguendoli nel loro percorso di crescita, educazione e scolarizzazione – spiega Maugeri – questo momento di condivisione è servito per lanciare un’altra importante sfida: aiutare i bambini di Haiti. Abbiamo sensibilizzato i colleghi e ricevuto donazioni per avviare nuove adozioni, certi che non ci mancherà l’appoggio di chi, in qualità di medico, ogni giorno lavora con l’obiettivo di sostenere l’altro. Un gesto, un’azione, un contributo, che è possibile portare avanti anche a distanza».